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NON CI CAPISCO PIU' NIENTE
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
Potete contattare in privato solo chi lo chiede espressamente, sia che lasci la sua e-mail, o che sia abilitato all'uso dei messaggi privati.
Contattare in privato, o tentare di farlo, chi non lo chiede espressamente è spam.
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Se lasciate un indirizzo e-mail invece la responsabilità è vostra.
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Ricordate che qui non si parla di online, ma solo di raccolta su territorio.
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NON CI CAPISCO PIU' NIENTE
Messaggioda TNT » 07/11/2003 - 11:33
IERI ESCE UNA SENTENZA STRAFAVOREVOLE A CTD ED INTERNET POINT ED OGGI COSA LEGGO SULLA CRONACA DEI GIORNALI DELLA MIA REGIONE?
SEQUESTRATE DUE AGENZIE DI SCOMMESSE A PESCARA (UN CTD ED UN INTERNET POINT).
DA NON CREDERCI
SEQUESTRATE DUE AGENZIE DI SCOMMESSE A PESCARA (UN CTD ED UN INTERNET POINT).
DA NON CREDERCI
Se vuoi farlo, è proibito. Se non ti piace, è obbligatorio!!!
Messaggioda flamenco » 07/11/2003 - 11:43
Questo accade per due motivi.
1) Le forze dell'ordine sono disinformate e continuano a non capirne nulla di scommesse. Per dirtela tutta...se qualcuno non l'informa...recepiranno le novita' tra sette od otto anni !
2) Non ho letto tutti i quotidiani usciti oggi ma quei due o tre che leggo abitualmente, non riportavano la notizia della sentenza. Sembra che l'informazione sia al servizio della lobby delle scommesse... Sicuramente per motivi pubblicitari ed errati calcoli di marketing. Si rendono conto che se sbarcano i book inglesi in Italia, possono guadagnare dieci volte di piu' ?
1) Le forze dell'ordine sono disinformate e continuano a non capirne nulla di scommesse. Per dirtela tutta...se qualcuno non l'informa...recepiranno le novita' tra sette od otto anni !
2) Non ho letto tutti i quotidiani usciti oggi ma quei due o tre che leggo abitualmente, non riportavano la notizia della sentenza. Sembra che l'informazione sia al servizio della lobby delle scommesse... Sicuramente per motivi pubblicitari ed errati calcoli di marketing. Si rendono conto che se sbarcano i book inglesi in Italia, possono guadagnare dieci volte di piu' ?
Educazione non e' versare la salsa sulla tovaglia ma mostrare di non accorgersi se un altro lo fa'.
Cechov
Cechov
Messaggioda glacies » 07/11/2003 - 11:52
Ieri il titolo Snai è aumentato del 10,5 % dopo la notizia della sentenza "favorevole" della corte europea!!
La Stanley sprizza gioia da tutti i pori!!!
CONCLUSIONE:
qui sono tutti contenti tranne che i CTD che continuano e continueranno (sigh!) a prenderselo in quel posto....
.......................................................................
MEDITATE GENTE, MEDITATE!!!!!!
La Stanley sprizza gioia da tutti i pori!!!
CONCLUSIONE:
qui sono tutti contenti tranne che i CTD che continuano e continueranno (sigh!) a prenderselo in quel posto....
.......................................................................
MEDITATE GENTE, MEDITATE!!!!!!
Re: NON CI CAPISCO PIU' NIENTE
Messaggioda Nemesis » 07/11/2003 - 12:17
TNT ha scritto:IERI ESCE UNA SENTENZA STRAFAVOREVOLE A CTD ED INTERNET POINT ED OGGI COSA LEGGO SULLA CRONACA DEI GIORNALI DELLA MIA REGIONE?
SEQUESTRATE DUE AGENZIE DI SCOMMESSE A PESCARA (UN CTD ED UN INTERNET POINT).
DA NON CREDERCI
Caro TNT, sto leggendo anch'io la notizia da te riportata.
Innanzitutto diciamo che di solito le notizie vengono date qualche giorno dopo gli avvenuti sequestri, per cui è probabile che l'operazione sia stata effettuata prima dell'uscita della sentenza.
Comunque, nonostante l'impropria terminologia usata dall'autore dell'articolo (almeno sul Centro), mi par di capire che nessuno dei due fosse un CTD "dichiaratamente" dedicato all'attività di raccolta e trasmissione dati inerenti scommesse sportive. In questo caso il problema ineludibile è quello della "clandestinità ", e al riguardo ti rimando a tutte quelle discussioni dove si sottolineava la differenza giuridica tra CTD e Internet-point. Saluti.
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
Messaggioda kennet » 07/11/2003 - 12:36
.....torno dal vivo della tenzone....
....cerchiamo di fare un po di chiarezza:
.....la sentenza è favorevole ai ctd.....punto inconfutabile
la sentenza è favorevole ai ctd ed in primis ai ctd stanley perchè aggiorna e cancella la sentenza zenatti, sentenza zenatti che già spesso veniva interpretata in maniera favorevole per i ctd....
Già il dispositivo della sentenza è sufficientemente chiaro" la norma LIMITA" è ovvio poi che ci sia il rimando al giudice a quo......
Ma in realtà è dall'analisi della motivazione che si scorge il punto di frattura più netto rispetto alla pensionata zenatti...
...la corte, recidendo in maniera netta il problema del gioco da casa (assolutamente illeggittimo limitarlo), afferma che anche "l'organizzazione"
della stanley (fatta dalla leisure +ctd che la rappresentano) è illeggitimamente vietata da una norma che viola la libertà di prestazione di servizi e di stabilimento (...proprio in questi giorni sentenze simili in materia di libere professioni)........la corte , bacchettando in maniera severissima il monopolio e le concessioni italiane, ritiene che stanley sia stata esclusa da un bando farneticante ma abbia a tutti gli effetti le caratteristiche per operare in italia....
....in realtà però, ciò che ritengo più significativo è proprio la parte che riguardo il rinvio al giudice competente per territorio....
la corte, infatti, afferma che il giudice dovrà valutare l'applicabilità della norma a tutela dell'orinde pubblico, ma in realtà suggerisce o meglio invita o ancora meglio incanala in giudice in una strada delimitata da paletti alquanto stretti...
...per la corte uno stato come quello italiano, con una politica sui giochi fortemente aggressiva, non può e non deve addurre scuse di limitazione alla frode per non fare operare "imprese che siano sottoposte a controlli già sufficientemente rigidi già nel paese d'appartenenza"....questo è il punto fondamentale "la cantilena infantile della cassazione" non può più reggere...l'ordinene pubblico difficilmente potrà essere nuovamente addotto.....
...per quanto riguarda le nuove chiusure, queste potranno continuare ad esserci...ma non vorrei essere al posto del p.m che "le difende".....
....problema snai: non dimentichiamoci che snai servizi , quotata in borsa, è differente da snai sindacato, gruppo di pelandroni che hanno firmato contratti iniqui e ora si trovano con l'acqua alla gola.....per i secondi la notizia della corte è tremenda , per i primi è ottima perchè in un ottica liberalizzatoria, loro potranno vendere i loro servizi ad altri gruppi interessati a stabilirsi in italia.....
....spero di aver fatto un po di chiarezza.....
....unkenmoderatamentecontentomaconvintochelaguerrasarà ancoralunga
....cerchiamo di fare un po di chiarezza:
.....la sentenza è favorevole ai ctd.....punto inconfutabile
la sentenza è favorevole ai ctd ed in primis ai ctd stanley perchè aggiorna e cancella la sentenza zenatti, sentenza zenatti che già spesso veniva interpretata in maniera favorevole per i ctd....
Già il dispositivo della sentenza è sufficientemente chiaro" la norma LIMITA" è ovvio poi che ci sia il rimando al giudice a quo......
Ma in realtà è dall'analisi della motivazione che si scorge il punto di frattura più netto rispetto alla pensionata zenatti...
...la corte, recidendo in maniera netta il problema del gioco da casa (assolutamente illeggittimo limitarlo), afferma che anche "l'organizzazione"
della stanley (fatta dalla leisure +ctd che la rappresentano) è illeggitimamente vietata da una norma che viola la libertà di prestazione di servizi e di stabilimento (...proprio in questi giorni sentenze simili in materia di libere professioni)........la corte , bacchettando in maniera severissima il monopolio e le concessioni italiane, ritiene che stanley sia stata esclusa da un bando farneticante ma abbia a tutti gli effetti le caratteristiche per operare in italia....
....in realtà però, ciò che ritengo più significativo è proprio la parte che riguardo il rinvio al giudice competente per territorio....
la corte, infatti, afferma che il giudice dovrà valutare l'applicabilità della norma a tutela dell'orinde pubblico, ma in realtà suggerisce o meglio invita o ancora meglio incanala in giudice in una strada delimitata da paletti alquanto stretti...
...per la corte uno stato come quello italiano, con una politica sui giochi fortemente aggressiva, non può e non deve addurre scuse di limitazione alla frode per non fare operare "imprese che siano sottoposte a controlli già sufficientemente rigidi già nel paese d'appartenenza"....questo è il punto fondamentale "la cantilena infantile della cassazione" non può più reggere...l'ordinene pubblico difficilmente potrà essere nuovamente addotto.....
...per quanto riguarda le nuove chiusure, queste potranno continuare ad esserci...ma non vorrei essere al posto del p.m che "le difende".....
....problema snai: non dimentichiamoci che snai servizi , quotata in borsa, è differente da snai sindacato, gruppo di pelandroni che hanno firmato contratti iniqui e ora si trovano con l'acqua alla gola.....per i secondi la notizia della corte è tremenda , per i primi è ottima perchè in un ottica liberalizzatoria, loro potranno vendere i loro servizi ad altri gruppi interessati a stabilirsi in italia.....
....spero di aver fatto un po di chiarezza.....
....unkenmoderatamentecontentomaconvintochelaguerrasarà ancoralunga
Messaggioda pull » 07/11/2003 - 12:52
07/11/2003 09:33
Sentenza Gambelli: le reazioni di SNAI e Sagisport
--------------------------------------------------------------------------------
«Non ci vedo nulla di più e di diverso rispetto alla "sentenza Zenatti" del 21 ottobre 1999.» ha dichiarato Maurizio Ughi, presidente di SNAI S.p.A., commentando la sentenza sul "caso Gambelli" emessa questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea. Per nulla preoccupato dai possibili sviluppi del mercato delle scommesse, dopo la nuova bocciatura del sistema italiano giunta dal Lussemburgo, Ughi ha analizzato con la consueta lucidità i possibili scenari che si profilano ora all'orizzonte per l'intero comparto: «Dalla sentenza di oggi colgo due aspetti fondamentali: il primo è che gli avvocati dei vari stati membri dell'Unione Europea hanno dichiarato che l'Italia è legittimata ad avere un monopolio sulle scommesse. Il secondo è che la sentenza della Corte di Giustizia Europea dice chiaramente che in uno stato membro non possono coesistere due diversi regimi, uno concessorio ed uno autorizzatorio. Ecco, questo è il dato più importante che emerge: non può esistere un regime di scommesse "statale", collegato a SOGEI, con un sistema di tassazione fissato per legge, ed uno - invece - di piena deregulation che non è sotto il vincolo dello Stato, senza alcun tipo di imposizione fiscale e con palinsesti pienamente autonomi e non collegati alle decisioni di un'autorità centrale».
Oltre a sottolineare l'impossibile convivenza tra due diversi regimi riguardanti le scommesse in Italia (e non solo dal punto di vista fiscale), Maurizio Ughi, presidente di SNAI S.p.A., a proposito della sentenza-Gambelli della Corte di Giustizia Europea anticipa anche anche quello che sarà il compito dei giudici italiani che - nel prossimo futuro - si troveranno ad affrontare il problema dell'interpretazione della legge e dell'eventuale accoglimento del dettato europeo: «La sentenza di stamattina della Corte di Giustizia Europea - ha detto Ughi - ha tra l'altro detto che i tribunali italiani sono legittimati ad emettere il loro giudizio, e che il regime di monopolio può essere accettato anche in funzione di una organizzazione del settore, se non soltanto a fini impositivi. Ora, gli unici autorizzati ad emettere sul territorio italiano "scommesse al portatore", ovvero quelle scommesse che normalmente si perfezionano in Agenzia e nelle quali l'identità del titolare di un ticket non è conosciuta, sono i concessionari CONI e UNIRE. Non sono certo i cosiddetti "CTD", che a differenza degli "Internet point" emettono direttamente un ticket di convalida intermediando tra banco e giocatore. E questo dovranno considerare, volta per volta, i vari tribunali».
Ma in realtà , secondo Ughi, la partita decisiva si giocherà ai più alti livelli e riguarderà le future strategie governative sull'intero settore: «Lo Stato italiano deve decidere cosa fare: o passare al regime autorizzatorio, con una liberalizzazione assoluta delle scommesse, oppure mettere dei vincoli di legge che non permettano più interpretazioni di varia natura da parte dei giudici. Oggi come oggi, ad esempio, e mi rifaccio alle recenti decisioni del Governo, noi non possiamo accettare gioco sulle gare del Perugia, mentre i "CTD" possono farlo; noi non possiamo aprire il gioco sulla Premier League inglese mentre loro possono tranquillamente metterla in palinsesto, e tutto questo mettendo per un attimo da parte il discorso impositivo, che è comunque di enorme rilevanza. Che siano dati gli stessi strumenti a tutti e le identiche possibilità a tutte le componenti di questo settore: poi si vede chi vince, chi ha più inventiva e imprenditorialità . Noi su questo terreno non temiamo davvero confronti con nessuno.».
Nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Europea, e il relativo problema dell'impari concorrenza con i punti vendita "illegali" collegati a soggetti esteri non concessionari, Ughi è fiducioso per l'immediato futuro: «Con il recente decreto inserito in Finanziaria abbiamo equiparato la situazione dei concessionati sportivi a quella dei concessionari ippici. Abbiamo, cioè, assestato una situazione incandescente: ora si può cominciare a lavorare sull'imposizione fiscale studiando una curva di convenienza che possa portare benefici diretti anche allo Stato. La situazione attuale sta infatti dimostrando che ci vuole molta più flessibilità , anche e soprattutto dal punto di vista impositivo, per dare sempre maggiore appeal al prodotto scommesse».
Massimo Passamonti, Presidente di Sagi Sport, il sindacato che raggruppa una buona fetta di concessionari di scommesse esprime valutazioni tutto sommato positive per la categoria sulla sentenza del caso "Gambelli". "Allo stato attuale - ha dichiarato - questa sentenza non cambia assolutamente nulla nella legislazione vigente. Preoccupa caso mai il fatto che possa generare ulteriore confusione nel mercato e possa far credere ciò che in realtà non viene detto. Ovvero che si possa porre in atto una sorta di "deregulation" del settore scommesse. Essa infatti, al contrario, rimanda ai giudici e allo Stato italiano il compito di regolamentare la vicenda applicando, soprattutto in materia di condanne penali, gli eventuali correttivi che dovessero ritenersi necessari. E' vero che una sua lettura possa far nascere elementi contraddittori e quindi di confusione dovuta alle varie modalità di interpretazione, ma proprio per tali motivi questa sentenza rappresenta una grande occasione per il legislatore di regolamentare una volta per tutte un settore che rischia di precipitare nel "Far West" interpretativo e ritengo che questo sia nelle possibilità e negli intenti dell'Amministrazione di Monopoli di Stato e del Ministero delle Finanze.
ORMAI VANEGGIA!!
:smoke:
Sentenza Gambelli: le reazioni di SNAI e Sagisport
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«Non ci vedo nulla di più e di diverso rispetto alla "sentenza Zenatti" del 21 ottobre 1999.» ha dichiarato Maurizio Ughi, presidente di SNAI S.p.A., commentando la sentenza sul "caso Gambelli" emessa questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea. Per nulla preoccupato dai possibili sviluppi del mercato delle scommesse, dopo la nuova bocciatura del sistema italiano giunta dal Lussemburgo, Ughi ha analizzato con la consueta lucidità i possibili scenari che si profilano ora all'orizzonte per l'intero comparto: «Dalla sentenza di oggi colgo due aspetti fondamentali: il primo è che gli avvocati dei vari stati membri dell'Unione Europea hanno dichiarato che l'Italia è legittimata ad avere un monopolio sulle scommesse. Il secondo è che la sentenza della Corte di Giustizia Europea dice chiaramente che in uno stato membro non possono coesistere due diversi regimi, uno concessorio ed uno autorizzatorio. Ecco, questo è il dato più importante che emerge: non può esistere un regime di scommesse "statale", collegato a SOGEI, con un sistema di tassazione fissato per legge, ed uno - invece - di piena deregulation che non è sotto il vincolo dello Stato, senza alcun tipo di imposizione fiscale e con palinsesti pienamente autonomi e non collegati alle decisioni di un'autorità centrale».
Oltre a sottolineare l'impossibile convivenza tra due diversi regimi riguardanti le scommesse in Italia (e non solo dal punto di vista fiscale), Maurizio Ughi, presidente di SNAI S.p.A., a proposito della sentenza-Gambelli della Corte di Giustizia Europea anticipa anche anche quello che sarà il compito dei giudici italiani che - nel prossimo futuro - si troveranno ad affrontare il problema dell'interpretazione della legge e dell'eventuale accoglimento del dettato europeo: «La sentenza di stamattina della Corte di Giustizia Europea - ha detto Ughi - ha tra l'altro detto che i tribunali italiani sono legittimati ad emettere il loro giudizio, e che il regime di monopolio può essere accettato anche in funzione di una organizzazione del settore, se non soltanto a fini impositivi. Ora, gli unici autorizzati ad emettere sul territorio italiano "scommesse al portatore", ovvero quelle scommesse che normalmente si perfezionano in Agenzia e nelle quali l'identità del titolare di un ticket non è conosciuta, sono i concessionari CONI e UNIRE. Non sono certo i cosiddetti "CTD", che a differenza degli "Internet point" emettono direttamente un ticket di convalida intermediando tra banco e giocatore. E questo dovranno considerare, volta per volta, i vari tribunali».
Ma in realtà , secondo Ughi, la partita decisiva si giocherà ai più alti livelli e riguarderà le future strategie governative sull'intero settore: «Lo Stato italiano deve decidere cosa fare: o passare al regime autorizzatorio, con una liberalizzazione assoluta delle scommesse, oppure mettere dei vincoli di legge che non permettano più interpretazioni di varia natura da parte dei giudici. Oggi come oggi, ad esempio, e mi rifaccio alle recenti decisioni del Governo, noi non possiamo accettare gioco sulle gare del Perugia, mentre i "CTD" possono farlo; noi non possiamo aprire il gioco sulla Premier League inglese mentre loro possono tranquillamente metterla in palinsesto, e tutto questo mettendo per un attimo da parte il discorso impositivo, che è comunque di enorme rilevanza. Che siano dati gli stessi strumenti a tutti e le identiche possibilità a tutte le componenti di questo settore: poi si vede chi vince, chi ha più inventiva e imprenditorialità . Noi su questo terreno non temiamo davvero confronti con nessuno.».
Nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Europea, e il relativo problema dell'impari concorrenza con i punti vendita "illegali" collegati a soggetti esteri non concessionari, Ughi è fiducioso per l'immediato futuro: «Con il recente decreto inserito in Finanziaria abbiamo equiparato la situazione dei concessionati sportivi a quella dei concessionari ippici. Abbiamo, cioè, assestato una situazione incandescente: ora si può cominciare a lavorare sull'imposizione fiscale studiando una curva di convenienza che possa portare benefici diretti anche allo Stato. La situazione attuale sta infatti dimostrando che ci vuole molta più flessibilità , anche e soprattutto dal punto di vista impositivo, per dare sempre maggiore appeal al prodotto scommesse».
Massimo Passamonti, Presidente di Sagi Sport, il sindacato che raggruppa una buona fetta di concessionari di scommesse esprime valutazioni tutto sommato positive per la categoria sulla sentenza del caso "Gambelli". "Allo stato attuale - ha dichiarato - questa sentenza non cambia assolutamente nulla nella legislazione vigente. Preoccupa caso mai il fatto che possa generare ulteriore confusione nel mercato e possa far credere ciò che in realtà non viene detto. Ovvero che si possa porre in atto una sorta di "deregulation" del settore scommesse. Essa infatti, al contrario, rimanda ai giudici e allo Stato italiano il compito di regolamentare la vicenda applicando, soprattutto in materia di condanne penali, gli eventuali correttivi che dovessero ritenersi necessari. E' vero che una sua lettura possa far nascere elementi contraddittori e quindi di confusione dovuta alle varie modalità di interpretazione, ma proprio per tali motivi questa sentenza rappresenta una grande occasione per il legislatore di regolamentare una volta per tutte un settore che rischia di precipitare nel "Far West" interpretativo e ritengo che questo sia nelle possibilità e negli intenti dell'Amministrazione di Monopoli di Stato e del Ministero delle Finanze.
ORMAI VANEGGIA!!
Messaggioda pull » 07/11/2003 - 12:59
Ancora reazioni alla sentenza della Corte di Giustizia sul caso-Gambelli. Secondo Massimo Passamonti, presidente di Sagisport, "La sentenza impone un intervento urgente di chiarimento da parte dei Monopoli di Stato, anche perché i giudici europei ancora una volta hanno ribadito la validità del sistema di concessione. Se questo è vero, i Monopoli di Stato - attraverso la nuova configurazione di Agenzia dei giochi - sono gli unici titolari della riserva di legge sul gioco riconosciuta dallo Stato. A questo punto, è necessario vietare ad un operatore come Stanley di apporre il timbro del ministero delle Telecomunicazioni sui ticket rilasciati dalle agenzie-ctd (come fa attualmente), imponendo allo stesso tempo che sugli stessi biglietti vi sia espressa l'autorizzazione dei Monopoli di Stato: è la strada più semplice per dare attuazione alla sentenza e sgombrare il campo da nuovi e pericolosi equivoci".
(AGIPRO)
(AGIPRO)
Ughi....ma cosa hai letto ?
Messaggioda flamenco » 07/11/2003 - 13:07
Trovo raccapriccianti le dichiarazioni di Ughi. Quest'uomo vive in un mondo tutto suo. Un mondo dove se non hai le concessioni dello Stato non puoi fare la doccia, non puoi fare sesso...figuriamoci se puoi aprire un Ctd. Peccato che il Sig Ughi abbia la concessione anche per sparare un coacervo di cazzate! La Snai non teme nessuno.....Ah ah ah, la piu' bella battuta dell'anno !
Educazione non e' versare la salsa sulla tovaglia ma mostrare di non accorgersi se un altro lo fa'.
Cechov
Cechov
Messaggioda Nemesis » 07/11/2003 - 13:09
pull ha scritto:...Ora, gli unici autorizzati ad emettere sul territorio italiano "scommesse al portatore", ovvero quelle scommesse che normalmente si perfezionano in Agenzia e nelle quali l'identità del titolare di un ticket non è conosciuta, sono i concessionari CONI e UNIRE. Non sono certo i cosiddetti "CTD", che a differenza degli "Internet point" emettono direttamente un ticket di convalida intermediando tra banco e giocatore. E questo dovranno considerare, volta per volta, i vari tribunali...[/b]
Questa, poi, è una perla "istigatrice" di rara e nefanda bellezza!
Mica dice che l'Internet-point va inteso, nella sua accezione, come un affitto di attrezzatura telematica per piazzare scommesse su un conto personale dove già sono depositati fondi e dal quale si possono ritirare vincite solo in modo diretto, senza cioè ricorrere al gestore dell'Internet-point!
Un povero disgraziato lo prende sul serio, incassa la puntata del giocatore occasionale... e si ritrova davanti a un giudice!
Comica poi quella del "...ad armi pari non temiamo nessuno..."
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
Mi ripeto!!!!!!
Messaggioda renica » 07/11/2003 - 13:41
Sto ancora aspettando le dichiarazione di "ENTUSIASTICA" vittoria da parte del "MITICO".Per ora le ho sentite solo da Ughi e Company.
Non dispero di leggerla nel fine settimana

Non dispero di leggerla nel fine settimana
Messaggioda kennet » 07/11/2003 - 14:56
...sembra il giorno post-elezioni.....hanno vinto tutti...
certo che leggendo la sentenza, le "sentenze" del maestro uto ughi, paiono quantomeno un po scanzonate.....
....perbacco magari mi sbaglio io......
...unkendistruttodaltarlodeldubbioinsinuatodalmaestroughi!
certo che leggendo la sentenza, le "sentenze" del maestro uto ughi, paiono quantomeno un po scanzonate.....
....perbacco magari mi sbaglio io......
...unkendistruttodaltarlodeldubbioinsinuatodalmaestroughi!
Messaggioda Nemesis » 07/11/2003 - 15:40
pull ha scritto:Ancora reazioni alla sentenza della Corte di Giustizia sul caso-Gambelli. Secondo Massimo Passamonti, presidente di Sagisport, "La sentenza impone un intervento urgente di chiarimento da parte dei Monopoli di Stato, anche perché i giudici europei ancora una volta hanno ribadito la validità del sistema di concessione. Se questo è vero, i Monopoli di Stato - attraverso la nuova configurazione di Agenzia dei giochi - sono gli unici titolari della riserva di legge sul gioco riconosciuta dallo Stato. A questo punto, è necessario vietare ad un operatore come Stanley di apporre il timbro del ministero delle Telecomunicazioni sui ticket rilasciati dalle agenzie-ctd (come fa attualmente), imponendo allo stesso tempo che sugli stessi biglietti vi sia espressa l'autorizzazione dei Monopoli di Stato: è la strada più semplice per dare attuazione alla sentenza e sgombrare il campo da nuovi e pericolosi equivoci".
(AGIPRO)
Questo, poi... avrà fatto colazione con caffè e "latte di suocera"! Infatti è ancora ubriaco!
Che significa quella fregnaccia del timbro del Ministero delle Telecomunicazioni? Sulle ricevute c'è mica scritto che è la Stanley ad avere l'autorizzazione! Al contrario, c'è scritto (così come è nella realtà ) che è il CTD l'autorizzato! E cosa vorrebbe Passamonti? Che vengano secretate le pubbliche autorizzazioni? Introduciamo il concetto di semi-pubbliche semi-autorizzazioni?
Ma la perla è il sillogismo finale, quello che - miracolo - risolverebbe l'annoso problema: sulla ricevuta deve esserci l'autorizzazione dei Monopoli di Stato che gli stessi Monopoli ovviamente, e coerentemente col nome che portano e che già li condanna di per sè in sede comunitaria, non rilasciano. Insomma, un giro di parole senza senso nè costrutto per affermare che tutto va lasciato così com'è! E con la discriminazione che l'utente avvocato1 ci ha evidenziato come la mettiamo? E con le motivazioni "concrete" che giustificherebbero una legislazione restrittiva come la mettiamo? Alla fin fine, il caro Passamonti ha detto che 2+2=0...
Passamontiiiiiii!!!! 2+2!!!! Non 2-2!!!!
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
Messaggioda Pala74 » 07/11/2003 - 16:21
Per chi ancora non avesse avuto la possibilità di leggere il comunicato, a voi la lettura!!!!!! :smoke: :smoke:
COMUNICATO STAMPA N. 98/03
6 novembre 2003
Sentenza della Corte nel procedimento pregiudiziale C243/01
Procedimento penale a carico di Piergiorgio Gambelli e altri
LE LEGGI CHE RISERVANO LA RACCOLTA DI SCOMMESSE ALLO STATO O A SUOI CONCESSIONARI DEVONO ESSERE GIUSTIFICATE
Spetta al giudice nazionale verificare se la normativa italiana risponda realmente ad obiettivi di tutela del consumatore e dell'ordine sociale e se le restrizioni imposte non risultino sproporzionate
Piergiorgio Gambelli e altre 137 persone gestiscono in Italia alcuni centri trasmissione dati che raccolgono scommesse sportive sul territorio italiano per conto di un bookmaker inglese con il quale sono collegati via Internet. Il bookmaker, la Stanley International Betting Ltd, svolge la propria attività sulla base di una licenza rilasciata dalla città di Liverpool secondo la normativa inglese.
In Italia tale attività è riservata allo Stato o a suoi concessionari. Ogni violazione di questa disposizione può essere sanzionata penalmente sino a un anno di arresto. Per tale ragione sono state avviate indagini penali a carico del sig. Gambelli e altri per esercizio abusivo di scommesse e alcuni centri trasmissione dati sono stati posti sotto sequestro.
Il sig. Gambelli ha sostenuto che la normativa italiana è in contrasto con i principi comunitari della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi. Il Tribunale di Ascoli Piceno, investito della causa, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la questione relativa all'interpretazione del Trattato CE in materia.
In primo luogo, la Corte rileva che la normativa italiana configura una restrizione alla libertà di stabilimento, alla libera prestazione dei servizi ed alla libertà di ricevere o di beneficiare di servizi.
Con riguardo alla possibile giustificazione di tali restrizioni, la Corte osserva che esse possono giustificarsi ove risultino necessarie per la tutela del consumatore e dell'ordine sociale, in considerazione delle particolarità di ordine morale, religioso o culturale, nonché delle conseguenze morali e finanziarie per l'individuo e la società . Inoltre, lo scopo principale di tali restrizioni deve corrispondere a un motivo imperativo di interesse generale, quale una riduzione delle opportunità di gioco. Per contro, il conseguimento di fondi per il pubblico erario non le può giustificare. Parimenti, le restrizioni non devono andare oltre quanto necessario per il raggiungimento dello scopo perseguito e devono essere applicate in modo non discriminatorio.
Il giudice italiano ha sottolineato che lo Stato italiano persegue una politica di forte espansione del gioco e delle scommesse allo scopo di raccogliere fondi, tutelando i concessionari di Stato. La Corte ha rilevato che, laddove uno Stato membro incoraggi la partecipazione alle lotterie, ai giochi d'azzardo o alle scommesse allo scopo di trarne benefici, esso non può invocare il mantenimento dell'ordine pubblico per giustificare misure restrittive.
La Corte assegna al giudice italiano il compito di accertare il rispetto del criterio di non discriminazione e di verificare se i requisiti per la gestione delle scommesse possano essere soddisfatti più facilmente, in pratica, dagli operatori italiani che non da quelli stranieri. In tale ipotesi, i detti requisiti sarebbero infatti discriminatori.
Inoltre, il giudice italiano dovrà esaminare se la sanzione penale irrogata a chiunque effettui scommesse dal proprio domicilio in Italia via Interenet con un bookmaker situato in un altro Stato membro non sia sproporzionata, dal momento che la partecipazione alle scommesse viene incoraggiata dallo Stato. Infine, il giudice italiano deve verificare se le sanzioni penali irrogate agli intermediari che facilitino la prestazione dei servizi da parte di un bookmaker stabilito in un altro Stato membro non costituiscano restrizioni sproporzionate rispetto alla finalità di lotta alla frode.
Uagliò e mo come la mettiamo??
PIPPOOOOOOOOOOOOO DOVE SEIIIIIIIIIIIIIIII!?!?!?!?!?!
CHE FAI ADESSO, ti rendi conto di aver speso molti sacrifici (in giro per l'Italia) per una causa persa?
Adesso che posizione hai nei confronti dei CTD??? TI RICORDO CHE HAI DEFINITO STANLEY VENDITRICE DI MERDA!!!! Fammi sapere fammi sapere, che son curioso!!
SIAMO STATI TRATTATI COME GLI ULTIMI DI QUESTA CATEGORIA, ABBIAMO PRESO SCHIAFFI A DESTRA E A MANCA, CI SIAMO RIALZATI 10, 100, 1000 VOLTE, MA OGGI POSSIAMO DIRE DI AVER VINTO LA GUERRA!!! ED IO SONO FIERO DI ESSERE IN PRIMA LINEA A FESTEGGIARE CON I MIEI COLLEGHI!
PIPPO TU NON CI HAI CREDUTO, SEI FUGGITO (E NON SOLO, CI HAI PURE TRADITO COMBATTENDOCI), E ORA? DOVRAI FARE ORDINE NELLA TUA TESTA!! CHE GRANDE CHE SEI! NON VORREI ESSERE NEI TUOI PANNI!!!!:lol:
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