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Sentenza di Bruxelles

Inviato: 06/11/2003 - 10:17
da pippobet
PRIME NOTIZIE UFFICIOSE SEMBRA CHE LA CORTE ABBIA DATO RAGIONE AI BOOK!!!!!!!!!

Inviato: 06/11/2003 - 10:23
da pippobet
Da: Stanley Liverpool (Messaggio originale) Inviato: 06/11/2003 10.14
Lussemburgo, 6 novembre 2003

La Corte di Giustizia Europea, riunita in seduta pubblica, ha comunicato il suo verdetto sulla vicenda degli oltre 100 centri Stanley chiusi il 8/3/2001, meglio conosciuto come caso Gambelli.

La Corte, raccogliendo e in alcuni casi rafforzando le conclusioni dell'Avvocato Generale che erano state emesse il 13/3/2003, ha confermato che la normativa italiana e' ingiustificata. La conseguenza e' che, come gia' confermato ormai dalla maggior parte dei tribunali italiani, la legge italiana restrittiva in materia di scommesse sportive non puo' essere applicata ai centri Stanley o, comunque, va disapplicata.

Gli avvocati Stanley stanno studiando i contenuti della sentenza e un nuovo comunicato sara' emesso domani a mente fredda.

Comunque non c'e' alcun dubbio. Abbiamo vinto.

Stanley International Betting

Inviato: 06/11/2003 - 10:36
da arriba76
andate qui

http://www.curia.eu.int/it/actu/communiques/index.htm


se leggo bene no mi sembra purtroppo tutta questa vittoria!!1

Inviato: 06/11/2003 - 10:49
da TNT
LEGGENDO BENE SEMBRA UNA VERA E PROPRIA SCONFITTA!!

Inviato: 06/11/2003 - 10:58
da baffetti
a leggerla sembrerebbe che la corte se ne lavate le mani rispedendo tutto al mittente.....c
conseguenza secondo opinione personale che la setenza sia negativa.
un saluto a tutti
by baffetti

Inviato: 06/11/2003 - 10:59
da Nemesis
arriba76 ha scritto:andate qui

http://www.curia.eu.int/it/actu/communiques/index.htm


se leggo bene no mi sembra purtroppo tutta questa vittoria!!1


Aspettiamo il testo vero e proprio della sentenza.
Purtroppo le mie speranze in una sentenza "utilitaristicamente neutra" vanno affievolendosi! :(

In compenso saranno felici gli scommettitori.

Inviato: 06/11/2003 - 11:01
da baffetti
Nemesis perchè questo cosè?

Inviato: 06/11/2003 - 11:14
da scract
in pratica la sentenza dice che ogni giudice dovra decidere per il suo territorio di competenza se si puo' aprire un ctd ?o sbaglio? :?

Inviato: 06/11/2003 - 11:23
da TNT
SECONDO ME VUOLE DIRE CHE IL GIUDICE ITALIANO DOVRA' DECIDERE SOLO SE C'è STATA DISCRIMINAZIONE AL RILASCIO DELLE CONCESSIONI. PER TUTTO IL RESTO I CTD RESTANO ILLEGALI MA SI RIDUCONO LE PENE IN QUANTO VALUTATE "SPROPORZIONATE". (ES. IL SEMPLICE GIOCATORE VIA INTERNET E' SICURAMENTE PUNIBILE MA LA SANZIONE PENALE NON DEVE ESSERE SPROPORZIONATA).
SPERO DI SBAGLIARMI

Inviato: 06/11/2003 - 12:36
da pull
Il concetto è che il giudice deve giudicare in modo non discriminatorio, quindi non a favore dei gestori italiani a discapito di quelli esteri!!
perchè non c'è la volontà  di una riduzione del gioco, ma solo di protezione dell'erario...

certo un comunicato stampa enigmatico...NEMESIS illuminami...la mia interpretazione è giusta? :idea:

Diciamo che e' una vittoria...senza goleada.

Inviato: 06/11/2003 - 12:38
da flamenco
Non sono d'accordo con il vostro pessimismo cosmico. Spiego perche'.
1) La Corte conferma che la normativa italiana configura una restrizione alla libera circolazione dei servizi ed alla liberta' di ricevere o beneficiare di servizi.
2) La Corte conferma che l'Italia non puo' invocare il mantenimento dell'ordine pubblico per giustificare misure restrittive dato che persegue una politica di forte espansione del gioco e delle scommesse.
3) La Corte ammette implicitamente che i bookmakers stranieri sono stati o sono discriminati.
4) E' vero che la Corte dice che spetta al Giudice nazionale verificare se la normativa italiana risponda ai giusti requisiti. Ma da' ai Giudici precise direttive in materia.
Le mie conclusioni.
I Giudici saranno quasi obbligati a dare ragione ai book. La Finanza, prima di operare un sequestro, dovra' avere il mandato di un Giudice ( voglio vedere il Giudice che fara' una cosa del genere ) e lo Stato Italiano ha due opzioni : ridurre fortemente l'offerta di gioco e di scommesse o liberalizzare il mercato.

Re: Diciamo che e' una vittoria...senza goleada.

Inviato: 06/11/2003 - 12:43
da renica
flamenco ha scritto:Non sono d'accordo con il vostro pessimismo cosmico. Spiego perche'.
1) La Corte conferma che la normativa italiana configura una restrizione alla libera circolazione dei servizi ed alla liberta' di ricevere o beneficiare di servizi.
2) La Corte conferma che l'Italia non puo' invocare il mantenimento dell'ordine pubblico per giustificare misure restrittive dato che persegue una politica di forte espansione del gioco e delle scommesse.
3) La Corte ammette implicitamente che i bookmakers stranieri sono stati o sono discriminati.
4) E' vero che la Corte dice che spetta al Giudice nazionale verificare se la normativa italiana risponda ai giusti requisiti. Ma da' ai Giudici precise direttive in materia.
Le mie conclusioni.
I Giudici saranno quasi obbligati a dare ragione ai book. La Finanza, prima di operare un sequestro, dovra' avere il mandato di un Giudice ( voglio vedere il Giudice che fara' una cosa del genere ) e lo Stato Italiano ha due opzioni : ridurre fortemente l'offerta di gioco e di scommesse o liberalizzare il mercato.


Sono perfettamente d'accordo.Anzi dico che per i gestori dei CTD è meglio così,utiliristicamente parlando.Chi ha craggio apre.Molti non lo avranno è i CTD non subiranno concorrenza.Meglio di così che cosa volete!!!!!!!!!

Inviato: 06/11/2003 - 12:45
da Nemesis
Ad essere sproporzionata non è l'entità  della sanzione penale, ma la stessa rilevanza penale attribuita al comportamento del presunto reo. Argomento già  trattato quasi un anno fa su questo forum.
Il passaggio da sottolineare è quello che recita che lo stato membro non può addurre motivi di ordine pubblico per l'applicazione della norma restrittiva qualora esso stesso inciti i cittadini al gioco... e poco prima si afferma che lo stato italiano incita al gioco per fini erariali. Quindi, se prima la sentenza Zenatti concedeva al giudice "a quo" la facoltà  d'intervenire a scopo "preventivo", ora gliela concede solo a scopo "repressivo". In altre parole, devono verificarsi effettive turbative dell'ordine pubblico e sociale, truffe, e quant'altro effettivamente e oggettivamente illegale per l'ordinamento giuridico italiano.
Come ampiamente previsto, è stata rigettata la motivazione erariale perchè incompatibile con il trattato costitutivo UE. Rimane ben poco a cui attaccarsi. A meno che lo stato non riesca a dimostrare che giocare da SNAI è "morale", mentre giocare su banchi inglesi è "immorale" :? .
Secondo me, i CTD Stanley sono ormai al sicuro; penso però si adegueranno alla sentenza anche altri book, per cui presto si lavorerà  in regime di fortissima concorrenza, con tutti i problemi di "affidabilità " che potranno conseguirne.

Con riserva di modifica delle opinioni espresse perchè ottenute dall'analisi di un succinto comunicato-stampa, anche se ufficiale. Aspettiamo il testo della sentenza vera e propria. Saluti.

Re: Diciamo che e' una vittoria...senza goleada.

Inviato: 06/11/2003 - 12:49
da Nemesis
renica ha scritto:Sono perfettamente d'accordo.Anzi dico che per i gestori dei CTD è meglio così,utiliristicamente parlando.Chi ha craggio apre.Molti non lo avranno è i CTD non subiranno concorrenza.Meglio di così che cosa volete!!!!!!!!!


E' proprio quello che mi auguravo, in chiave miserabilmente utilitaristica :wink: . E lo spero ancora. Ma, come ben detto da Flamenco: o tutti o nessuno! Che in effetti è l'unico criterio di giustizia!

SENTENZA UFFICIALE

Inviato: 06/11/2003 - 12:52
da pull
Una normativa nazionale contenente divieti - penalmente sanzionati - di svolgere attività  di raccolta, accettazione, prenotazione e trasmissione di proposte di scommessa, relative, in particolare, a eventi sportivi, in assenza di concessione o autorizzazione rilasciata dallo Stato membro interessato, costituisce una restrizione alla libertà  di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi previste, rispettivamente, agli artt. 43 CE e 49 CE. Spetta al giudice del rinvio verificare se tale normativa, alla luce delle sue concrete modalità  di applicazione, risponda realmente ad obiettivi tali da giustificarla e se le restrizioni che essa impone non risultino sproporzionate rispetto a tali obiettivi.