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Pucci (Pres. Astro) ad Agimeg: “Attenti alle riaperture, ci sono troppi ‘avvoltoi’ che sperano in un nostro errore”

Inviato: 13/06/2020 - 15:05
da scommettitore siracusano
Pucci (Pres. Astro) ad Agimeg: “Attenti alle riaperture, ci sono troppi ‘avvoltoi’ che sperano in un nostro errore”
11/06/2020 18:57

https://www.agimeg.it/pp2/pucci-astro-a ... tro-errore


“Fare impresa in Italia è una cosa impossibile, è un paese in decadenza, ma non solo per il gioco. Un giorno in più o in meno per il settore può fare la differenza, ma a me preoccupa come ripartire. La crisi ha messo sotto gli occhi di tutti cosa non va in Italia, bisogna parlare del diritto al lavoro: se è un diritto, le aziende devono esercitare quel diritto, ma anche quando riapriremo dovremo stare attenti: 4 componenti Osservatorio del gioco (su 25) e uno dell’ANCI stanno solamente aspettando i nostri assembramenti, i nostri piccoli errori”. E’ l’allarme lanciato, nel corso della diretta Facebook con il direttore di Agimeg, Fabio Felici, da Massimiliano Pucci presidente di Assotrattenimento, parlando dell’ormai prossima riapertura del comparto del gioco pubblico, chiuso dall’8 marzo scorso. “I più grossi problemi riguarderanno infatti l’ assembramento e la sanificazione, oltre al contingentamento delle entrate. In attesa di quanto ci dirà Adm, abbiamo fatto un codice di autoregolamentazione sui problemi principali. Le palestre sono molto peggio delle sale giochi, i termoscanner sono abbastanza veloci, il problema è l’investimento che gestori devono fare avendo centinaia di termoscanner da comprare. Fa paura – prosegue Pucci – un senatore della Repubblica come Giovanni Endrizzi del M5S che parla di riconversioni: le riconversioni sono figlie dei paesi comunisti, dei regimi dittatoriali dove lo Stato ti dice quello che devi fare. In Italia oggi c’è un grande difetto di democrazia, non solo verso il nostro settore. Non serve aprire un giorno prima o un giorno dopo se la politica non aspetta altro che chiuderci. Ma non dimentichiamo che chi lavora contro il gioco legale è funzionale alle mafie: lo ha detto il ministro dell’Interno Lamorgese, lo ha detto Roberto Saviano. Non vedo l’ora di ripartire – ha affermato Pucci, ma ho paura in quanto c’è grandissima confusione. Ho chiesto a Simona Neri, sindaco di Laterina Pergine che è contro l’apertura delle sale giochi, di fare una proposta di legge per chiudere il settore. Si dica che i 12 miliardi di entrate erariali annue non servono e si diano alla criminalità. L’illegalità viene prodotta da certi atteggiamenti della politica. Il settore del gioco – ha ricordato il presidente di Astro – ha vocazione industriale, andiamo dal primo concessionario all’ultimo barista.
Speriamo che con gli Stati generali dell’economia ci dicano se dobbiamo diventare un paese a vocazione assistenziale oppure un paese di capitani coraggiosi. Purtroppo in Lombardia, con 20 mila morti a causa del coronavirus, si parla ancora di ludopatia, si parla della pandemia del gioco. Eppure i dati ci dicono che nel lockdown non ci sono state crisi di astinenza, la gente quando tutto era chiuso, semplicemente non ha giocato. Adm invierà i protocolli alle regioni entro lunedì, speriamo si riparta, ma io al 100esimo giorno di chiusura, che scade il 18 giugno, devo mettere in sicurezza le aziende, altrimenti siamo a rischi fallimento, e se il Governo ci fa fallire, ci rivolgeremo alla Corte costituzionale o alla Corte europea. Noi stiamo continuando a pagare le tasse, a pagare affitti e utenze, non possiamo chiudere attività che lavorano da 50 anni perché un politico si alza la mattina e vuol far chiudere il gioco, basta con i fanatici del proibizionismo. Faccio un appello ai gestori Astro – conclude Pucci – aspettiamo i protocolli, ma stiamo attenti a come riapriamo, cerchiamo di fare attività di vigilanza, evitiamo assembramenti nei bar”. cr/AGIMEG

Re: Pucci (Pres. Astro) ad Agimeg: “Attenti alle riaperture, ci sono troppi ‘avvoltoi’ che sperano in un nostro errore”

Inviato: 13/06/2020 - 15:29
da scommettitore siracusano
Ci sarebbe da chiedersi a chi si riferisce Pucci, quando dice che ci sono troppi AVVOLTOI che sperano in un nostro errore.

A mio parere, la questione, da giusta rivendicazione settoriale dei gestori, piccoli imprenditori, è stata STRUMENTALIZZATA da forze politiche dell'opposizione, anche tramite dei giornali online del settore.

Il M5S ha subito attacchi notevoli ed è lecito che ogni partito o movimento venga criticato, ma si è ecceduto nel dare l'illusione di una falsa realtà, ovvero di far credere che 150.000 persone circa potessero influenzare le loro scelte, quasi sempre populiste.

Si è fatto credere, strumentalmente, che i gestori avessero tanta forza da sovvertire gli equilibri politici.

Logico aspettarsi una reazione di una parte politica, tenendo conto del fatto che tutti questi gestori hanno il tulps 88, o il tulps 86, o entrambi; e se andassero "fuori le righe" finirebbero automaticamente di operare nel settore giochi e scommesse.

Un sindacato dovrebbe fare solo gli interessi economici dei propri iscritti, e non schierarsi da una parte politica, tanto più che anche Salvini ha sempre fatto dichiarazioni analoghe a quelle degli esponenti del M5S.


Queste dichiarazioni, fatte con lo scopo di consenso elettorale, dovrebbero essere IGNORATE, e non rilanciate e commentate pubblicamente. Chi lo ha fatto, si è reso colpevole delle conseguenze che avranno i gestori appena abbasseranno i controlli, specialmente ora che ci sono gli "agenti sottocopertura".

Aggiungo anche che una sedicente nuova confederazione di gestori, che ha tra le sue sigle "UGL", è chiaramente schierata con la destra, e persegue la sua lotta politica contro l'attuale governo. Ed è una di quelle che ha organizzato la manifestazione di Roma, saggiamente disertata da FIT, associazioni di concessionari, ASTRO, SAPAR, etc., ovviamente più avvedute e meno ingenue.

Auspico che tali errori non vengano commessi anche in futuro.

Indipendentemente da quello che si vorrebbe far credere, le sale scommesse sono qualcosa di simile ai vecchi "Bar dello Sport", in cui si socializza, ci sono gli assembramenti e mantenere la distanza di un metro non è agevole. E su questo punteranno i cosiddetti "avvoltoi" di cui ha parlato Pucci.