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Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed esperti"

Inviato: 06/02/2020 - 10:32
da scommettitore siracusano
Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed esperti del settore”

5 FEBBRAIO 2020 - 13:15

https://www.pressgiochi.it/avv-agnello- ... tore/69141


“Il sistema italiano dei giochi è sempre stato considerato un modello di riferimento da esportare negli altri paesi.

Ma oggi, divieto di pubblicità, decreto fiscale e blocco dei pagamenti, aumento vertiginoso delle tasse e clima politico ostile rendono il sistema instabile con incidenza sulle prospettive di sviluppo regolatorio a livello globale. L’Italia rischia di rimanere indietro rispetto all’espansione del settore. Il gioco rimane un argomento sensibile e complesso a causa dei problemi connaturati al movimento di denaro e ai connessi pericoli di infiltrazioni criminose, gioco compulsivo e tutela del consumatore.

Ma non tutto è grigio, illegale o irregolare.

Occorre adesso un’armonizzazione a livello europeo, si deve far convivere la sovranità degli Stati membri con la Comunità.

Si evidenzia l’emergenza di un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed esperti del settore per consentire all’Italia di percorrere la strada della cooperazione europea e del mutuo riconoscimento, di adeguarsi ai cambiamenti del mercato sempre più attento, esigente e competitivo e garantire non solo risorse all’erario ma anche stabilità agli operatori del gioco, dignità e futuro alle migliaia di lavoratori del settore.”

Lo ha dichiarato l’avvocata Daniela Agnello.

PressGiochi

Forse il problema principale è proprio la mancanza ventennale di esperti in questo settore, che facciano anche gli interessi dello Stato Italiano, e non solo dei bookmakers italiani ed esteri. :coin:

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 06/02/2020 - 20:46
da montag
scommettitore siracusano ha scritto:Forse il problema principale è proprio la mancanza ventennale di esperti in questo settore, che facciano anche gli interessi dello Stato Italiano, e non solo dei bookmakers italiani ed esteri. :coin:


O forse ormai ci sono troppi cacciatori, la selvaggina scarseggia ed è sempre più complicato impallinarla.
Le bocche sempre più voraci ed aumentano sempre di numero ed allora si cerca ogni tipo di sotterfugio per poter " massimizzare i profitti ", ovvero mantenere i privilegi.
Discorso in generale,
Firmato Il Grillo parlante ed ancora pensante.

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 07/02/2020 - 07:48
da scommettitore siracusano
Da parte mia, potrei parlare di esperienze nel settore "Giochi e Scommesse" e relativi rapporti con il CONI e i Monopoli di Stato molto più che ventennali :party:

Nel 2013 costituì la TOP 13 SRL, una delle prime società per fare giocate collettive al Totocalcio e sviluppare sistemi al computer, nel 1986 acquistai una tabaccheria con annessa ricevitoria Totocalcio e nel 1993 divenni gestore, insieme a dei familiari, di una seconda tabaccheria con annesse ricevitorie totocalcio e lotto. E con queste esperienze mi resi subito conto dell'IMPREPARAZIONE dei funzionari statali addetti in questo settore.

Nel 1999 partecipai al primo bando di scommesse ippiche (dei Monopoli di Stato) e di quelle sportive (del CONI), vincendo entrambi i diritti-concessioni. Già la questione dei "MINIMI GARANTITI" avrebbe dovuto far fallire almeno il 90% dei partecipanti alle gare (io fui tra quel 10% che offrì dei MINIMI GARANTITI sensati); ma lo Stato ci mise una pezza, con delle logiche assurde :coin:

Sorvoliamo sulle PENOSE questioni dei MINIMI GARANTITI IPPICI, che ebbero poi una serie di ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale, e parliamo di scommesse sportive:

Fin dal primo bando scommesse del 1999, c’è stata poco competenza, poca lungimiranza, molta superficialità, senza escludere una certa tendenza a voler favorire le imprese italiane nei confronti di quelle estere. E le conseguenze di questi errori sono arrivate fino ai nostri giorni.

La Stanleybet di Liverpool, che nel 1999 era quotata in borsa, fu ingiustamente discriminata dal partecipare ai bandi, in quanto era stata inserita una norma che la escludeva a priori; ovvero ogni volta che variasse la composizione del capitale sociale (azionario nel suo caso) si doveva comunicare. Ovviamente, qualcosa di impossibile, vista la compravendita quasi giornaliera delle azioni in borsa.

Dopo lunghe procedure processuali, si arrivò alla Corte di Giustizia Europea, che sancì questa ingiusta discriminazione, e lo stesso successe, per altre incompetenze dei Monopoli di Stato, per i bandi successivi, fino all’ultimo bando del 2012.

In tale ultimo bando, i Monopoli di Stato inserirono una norma del tutto senza senso, ovvero la CESSIONE GRATUITA DELLA RETE A FINE CONCESSIONE (con riguardo all’obbligo di cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, una volta venuta meno la concessione, anche per mera scadenza temporale) e ancora una volta, sia la Corte di Giustizia Europea con la cosiddetta sentenza LAEZZA e successivamente la Cassazione, basandosi su tale sentenza, ritenne ancora una volta discriminata la Stanleybet dal partecipare al bando.

La norma era in effetti senza senso, perché la rete di scommesse era del tutto diversa dalla rete del gioco del LOTTO, per cui a fine concessione non c’era nulla da cedere.

Inoltre, sempre per incompetenza dei Monopoli di Stato e della nostra Avvocatura dello Stato, si era equivocata la funzione di Concessionario con quella di Provider, come è stato detto anche in un articolo di CIFONENEWS:

http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/

Che non ci fosse nessuna rete da cedere posso testimoniarlo in prima persona, visto che la mia concessione, proroghe comprese, terminò a Giugno 2013. Quando passai da concessionario diretto con provider SNAI a gestore SISAL, la Sisal cambiò le stesse linee telefoniche e i relativi modem :party:

La cosa grave è stata negli ultimi anni che molti altri bookmakers esteri (o gestiti da italiani con sede delle società all’estero, di cui molti gestiti dalle mafie), hanno sfruttato le vincite della Stanleybet alla Corte di Giustizia Europea e nei tribunali italiani, per essere anche loro dichiarati discriminati, con gravissimo danno dell’Erario, delle infiltrazioni mafiose e del riciclaggio.

Lo Stato Italiano, perdendo sistematicamente alla Corte di Giustizia Europea dal punto di vista penale ed amministrativo, cercò di risolvere il problema con delle pesanti sanzioni economiche per i bookmakers esteri senza concessione dei Monopoli, che non pagavano nemmeno l’IMPOSTA UNICA e tutti gli altri oneri accessori (canone di Concessione Governativa, fidejussioni, etc.) dei Concessionari Italiani, commettendo così l’ENNESIMO ERRORE, sfruttabile dai Bookmakers Esteri, con capofila sempre la Stanleybet.

La sanzione consisteva nel triplo della media provinciale della raccolta dei Concessionari Italiani, di cui il 26 Febbraio 2020 si aspetta la sentenza della Corte di Giustizia Europea. Ovviamente, come è stato detto anche in questo forum, una sanzione ingiusta se un bookmakers fosse stato ingiustamente discriminato.

Ma anche le vicende SANATORIE del 2015 e del 2016 ha avuto conseguenze assurde che hanno aperto la strada ad ulteriori evasioni ed elusioni di imposte. Ricordo le mie denunce pubbliche, anche tramite una intervista a GiocoNews del 2016:
https://www.gioconews.it/scommesse/49-n ... alizzatore

Una delle cose più assurde è stata quella di mettere delle norme per il periodo transitorio tra adesione e allaccio alla SOGEI, ma non di prevedere le relative sanzioni :D :D :D

Oltre al fatto di un tempo altrettanto assurdo per collegarsi alla SOGEI :coin:

Per quanto riguarda l'altra PIAGA dei PVR, ho sempre proposto a tutti i livelli di DICHIARARE INCOMPATIBILI in uno stesso locale la contemporanea attività di PVR e di INTERNET POINT. Non ci voleva certo un genio per capire che, nella pratica, un buon avvocato (e l'avv. Ripamonti in questo è un maestro) avrebbe trovato mille modi per giustificare le scommesse illegali da banco e l'intermediazione implicita.

E per ora mi fermo qui.

Sto pensando di inviare una mia relazione al Sottosegretario Villarosa o al nuovo DG di ADM Marcello Minenna :party:

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 07/02/2020 - 08:32
da Mabo83
Quindi secondo te cosa decidera’ la corte x gli anni successivi al 2011 per l’imposta unica?

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 07/02/2020 - 09:32
da scommettitore siracusano
Mabo83 ha scritto:Quindi secondo te cosa decidera’ la corte x gli anni successivi al 2011 per l’imposta unica?


Ritengo sensate le ultime dichiarazioni in merito del CEO Giovanni Garrisi in merito, pubblicate su AgiproNews, dalle quale si evincerebbe che è molto probabile che la CJEU ritenga valido solo il terzo quesito:
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.159875
Nelle ultime interviste, ci aveva riferito di contatti istituzionali finalizzati a trovare una soluzione definitiva al “caso-Stanleybet”. Ci sono stati sviluppi?

Consideri che avvocati difensori delle posizioni di Stanley e dei CTD e funzionari ADM si incontrano quasi ogni giorno, dinanzi alle commissioni tributarie, per discutere della questione dell’imposta unica, e hanno cercato la via per comprendersi e rispettarsi. Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo.

Quindi, probabilmente, delle imposte ridotte rispetto a quelle notificate, ma non annullate del tutto. Meglio della Stanleybet che ha presentato il ricorso chi lo potrebbe prevedere?
:party:

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 07/02/2020 - 09:54
da Mabo83
io son un ex goldbet, e ho notificate due avvisi, 2012 e 2013, entrambi ho fatto ricorso, uno del 2012 dovrei fare appello forse perchè in primo grado mi è andata male, l'anno 2013 sto aspettaneod ancora udienza, in attesa della sentenza della corte, sperando che annulli anche gli anni successivi al 2011 , questo volevo capire infatti.pensi che ci sn buone possibilità?

Re: Avv. Agnello: “Nel settore giochi serve un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed espe

Inviato: 07/02/2020 - 15:25
da scommettitore siracusano
Mabo83 ha scritto:io son un ex goldbet, e ho notificate due avvisi, 2012 e 2013, entrambi ho fatto ricorso, uno del 2012 dovrei fare appello forse perchè in primo grado mi è andata male, l'anno 2013 sto aspettaneod ancora udienza, in attesa della sentenza della corte, sperando che annulli anche gli anni successivi al 2011 , questo volevo capire infatti.pensi che ci sn buone possibilità?


Hai già fatto la stessa domanda in un altro topic di questa stessa sezione del Forum Infobetting, e nessuno ti ha risposto, perchè non ci sono risposte logiche ed utili nel tuo caso specifico; tanto vale per te aspettare il 26 Febbraio la sentenza della CJEU.

Invece, in generale, come ho già detto, mi sembrano sensate le dichiarazione del Dr. Garrisi, che prevede alte probabilità di un ULTERIORE LUNGO CONTENZIOSO che potrebbe durare anche molti anni.

In altre parole, quella del 26 Febbraio 2020 difficilmente sarà una sentenza RISOLUTIVA. :mz:

altrimenti non si spiegherebbero gli ESPOSTI fatti dalla stessa Stanleybet, di cui all'articolo AGIMEG del 31/12/2019:
https://www.agimeg.it/pp/doppio-esposto ... roposta-de

che nella parte finale dice:
Sempre attraverso fonti della compagnia che preferiscono rimanere anonime, Agimeg ha appreso di un secondo esposto, notificato questa mattina presso una importante Procura italiana. L’esposto riguarda la mancata accettazione, da parte delle autorità italiane, dell’offerta della Stanleybet, formulata tre anni e mezzo fa, di pagare le tasse in Italia. Il 30 giugno del 2016, data di termine delle concessioni per le scommesse, la compagnia aveva infatti formulato la proposta di iniziare a pagare l’imposta unica nel nostro Paese.

Questo aspetto del problema, però, più che interessare te, interessa gli attuali gestori Stanleybet o coloro che volessero diventarlo, perchè, se ci sarà questo lungo ulteriore contenzioso giudiziario, senza l'accettazione delle proposte del Bookmakers da parte dello Stato Italiano (e per far questo sarebbe necessaria una legge dello stato e non una semplice decisione dei Monopoli), difficilmente la Stanleybet potrebbe partecipare al prossimo Bando.

E da qui si potrebbero giustificare le voci di cui all'altro topic di una possibile vendita della SKS365 e di un suo acquisto da parte della Stanleybet, per partecipare così al prossimo bando.
viewtopic.php?f=1&t=64808


E qui le cose si complicherebbero alquanto, per tutta una serie di risvolti, su cui ora preferisco sorvolare, se non prima si avrà la sentenza del 26 Febbraio
. :coin: