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ICE London, Peano (LOGiCO): “Più che il divieto di pubblicità serve un trattamento differenziati tra i giochi"

Inviato: 06/02/2020 - 10:20
da scommettitore siracusano
ICE London, Peano (LOGiCO): “Più che il divieto di pubblicità serve un trattamento differenziati tra i giochi visto che la dipendenza non avviene nello stesso modo”
05/02/2020 18:53

https://www.agimeg.it/politica/ice-lond ... o-italiano


dai nostri inviati a Londra – “Il mercato italiano è sempre stato un punto di riferimento e di innovazione per il settore del gioco, ha introdotto ad esempio il registro di auto esclusione, ma oggi la politica ha una cattiva considerazione del comparto, dimenticando che gli operatori legali rispettano le regole e sono sottoposti al controllo dell’AGCOM, tanto che ad oggi alcuni operatori sono sotto investigazione. Tuttavia il divieto di pubblicità di giochi e scommesse non può rappresentare una soluzione, serve viceversa maggiore dialogo tra politica e industria del gioco. Come Logico sponsorizziamo da sempre il gioco responsabile e abbiamo il polso della situazione, la politica non dovrebbe dimenticarlo”. Come afferma Valerie Peano Legal Counsel LOGiCO nel corso di un convegno all’ICE di Londra . “A mio giudizio c’è la possibilità che le cose possano cambiare e migliorare in futuro per gli operatori del settore. Più che un divieto assoluto, serve una differenziazione di trattamento tra i diversi giochi, come avviene in altri paesi. Non tutti i giochi – ha concluso la Peano – possono creare dipendenza allo stesso modo”. cr/AGIMEG

Re: ICE London, Peano (LOGiCO): “Più che il divieto di pubblicità serve un trattamento differenziati tra i giochi"

Inviato: 06/02/2020 - 10:25
da scommettitore siracusano
Ice London, Castaldo (AD Microgame): “Gara per 40 concessioni online incomprensibile: eliminerà operatori sani favorendo il gioco illegale”
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -Microgame):-%E2%80%9CGara-per-40-concessioni-online-incomprensibile:-eliminer%C3%A0-operatori-sani-favorendo-il-gioco-illegale%E2%80%9D-(1)-id.161712



LONDRA, dal nostro inviato - «L’evoluzione della domanda è positiva nonostante il vento normativo avverso, e continuerà così perché la penetrazione dell’online è ancora relativamente bassa. L’evoluzione delle abitudini e le restrizioni dell’offerta a terra continueranno a influire positivamente. Scommesse e casinò sono i prodotti driver ormai da qualche anno, principalmente per il forte appeal dello sport e per l'attività promozionale storica degli operatori. Per quanto riguarda il divieto di pubblicità, l’effetto anno su anno è mitigato dall’entrata in vigore a luglio e dall’ “abbrivio” generato dalla pressione pubblicitaria precedente. Qualche segnale si comincia a vedere però, in particolare sulle scommesse dove i player con forti reti a terra hanno guadagnato quote di mercato nel 2019». E’ lo scenario disegnato da Marco Castaldo, Amministratore delegato di Microgame, nel corso di un’intervista realizzata da Agipronews a margine di Ice in corso a Londra.

Cosa ha cambiato nella sostanza il divieto di pubblicità? Chi ha colpito davvero? Come può mantenere le quote di mercato acquisite un concessionario online?

«Per chi dipendeva da una comunicazione promozionale martellante, il principale canale di acquisizione clienti viene meno, tranne ciò che i siti di affiliazione continueranno a garantire. Chi può utilizzare reti terrestri ha, e avrà sempre di più, un vantaggio per lo sviluppo del parco giocatori. L’altro effetto, dai segnali che provengono dal territorio, è che stiamo assistendo a un ritorno in forza del gioco illegale. Qui incide molto anche il proibizionismo locale contro le macchine e le sale giochi. Per mantenere i giocatori acquisiti, diventa determinante la creazione di una esperienza differenziata. Non basta più una gamma completa di giochi e un sito di facile fruizione, il traguardo finale diventa la personalizzazione assoluta. Offerte e proposte dedicate e contestualizzate sostituiranno la comunicazione indifferenziata, che, bisogna dirlo, si è rilevata scarsamente efficace rispetto alle risorse impegnate».

Cosa succede adesso agli operatori che hanno acquisito la concessione online nell'ultima gara? E' prevedibile una "fuga" dall’Italia?

«Mi risulta che ci sia già stata qualche defezione tra gli aggiudicatari del recente bando. Gli operatori nuovi con i quali stiamo lavorando, però, considerano l’Italia un progetto a medio/lungo termine. Si tratta del secondo mercato regolamentato d’Europa, dopotutto, e riserva grandi opportunità di crescita».

In Legge di Bilancio, è prevista per i prossimi due anni una nuova procedura da 40 concessioni a 2,5 milioni l'una. E' una scelta giusta?

«Al di là delle esigenze di cassa, potrei evitare la domanda dicendo che non ne comprendo le finalità. Per citare soltanto una perplessità, rischia di tagliare fuori dal mercato operatori sani, rimuovendo ulteriori argini all’illegalità. Tornando alla domanda precedente, cosa può pensare un operatore estero che ha appena sottoscritto una concessione a determinate condizioni, al quale si prospetta una moltiplicazione dell’investimento per il rinnovo?»

Qual è la strategia 2020 di Microgame?

«Per consolidare la nostra leadership sul mercato B2B online e terrestre, il focus è lo sviluppo prodotti e l’evoluzione della infrastruttura tecnica per una performance sempre migliore. L’evoluzione dell’offerta continua e subirà un’accelerazione. Altre grandi novità sono in cantiere per le scommesse sportive e per la personalizzazione dell’offerta casinò, per citare solo due progetti. Le parole chiave per noi sono sempre di più flessibilità e customizzazione. Flessibilità e customizzazione non solo nel garantire esperienze diversificate per i giocatori ma anche nell’assecondare modelli di business e strategie diverse tra operatori. Solo per citare un esempio “teaser”, a Enada illustreremo il nostro approccio aperto per la gestione di sale e corner scommesse».

NT/Agipro