Imposta unica agenzie estere, il 26 febbraio la sentenza della Corte di Giustizia Ue
Inviato: 03/02/2020 - 20:44
Imposta unica agenzie estere, il 26 febbraio la sentenza della Corte di Giustizia Ue
03/02/2020 | 14:11
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.161648
ROMA - Arriverà mercoledì 26 febbraio la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso sollevato da Stanleybet relativo alle norme che prevedono l’imposta unica per i centri scommesse collegati a bookmaker senza concessione. È quanto apprende Agipronews a margine dell'Ice in corso a Londra. A sollevare dubbi sulla compatibilità tra il diritto dell’Unione e la norma italiana che ha introdotto la "betting tax" era stata la Commissione Tributaria Provinciale di Parma a fine 2018, in accoglimento della richiesta della difesa di Stanley e di un CTD ad essa affiliato.
La norma sull’imposta unica per i centri scommesse senza concessione era stata inserita nella legge di stabilità 2011, che equiparava dal punto di vista fiscale i ctd alle normali agenzie di betting e assoggettandoli al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse. Secondo il bookmaker maltese, però, la tassa costituisce di fatto una nuova discriminazione per i suoi centri dopo i lunghi contenziosi nei tribunali italiani ed europei per la mancata partecipazione della società ai bandi di gara.
Sul caso si era pronunciata anche la Corte Costituzionale, sempre nel 2018, stabilendo che è legittimo tassare i titolari di ctd facenti capo a società non autorizzate in Italia, analogamente a chi opera con la concessione statale, ma che le imposte non possono essere calcolate sull’attività precedente all’entrata in vigore della norma introdotta nel 2011. LL/Agipro
03/02/2020 | 14:11
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.161648
ROMA - Arriverà mercoledì 26 febbraio la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso sollevato da Stanleybet relativo alle norme che prevedono l’imposta unica per i centri scommesse collegati a bookmaker senza concessione. È quanto apprende Agipronews a margine dell'Ice in corso a Londra. A sollevare dubbi sulla compatibilità tra il diritto dell’Unione e la norma italiana che ha introdotto la "betting tax" era stata la Commissione Tributaria Provinciale di Parma a fine 2018, in accoglimento della richiesta della difesa di Stanley e di un CTD ad essa affiliato.
La norma sull’imposta unica per i centri scommesse senza concessione era stata inserita nella legge di stabilità 2011, che equiparava dal punto di vista fiscale i ctd alle normali agenzie di betting e assoggettandoli al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse. Secondo il bookmaker maltese, però, la tassa costituisce di fatto una nuova discriminazione per i suoi centri dopo i lunghi contenziosi nei tribunali italiani ed europei per la mancata partecipazione della società ai bandi di gara.
Sul caso si era pronunciata anche la Corte Costituzionale, sempre nel 2018, stabilendo che è legittimo tassare i titolari di ctd facenti capo a società non autorizzate in Italia, analogamente a chi opera con la concessione statale, ma che le imposte non possono essere calcolate sull’attività precedente all’entrata in vigore della norma introdotta nel 2011. LL/Agipro