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Operazione Dirty Slot: scommesse illegali e oltre 400 apparecchi manomessi, 10 arresti e sequestrati beni per 7 milioni.

Inviato: 22/01/2020 - 16:21
da scommettitore siracusano
Operazione Dirty Slot: scommesse illegali e oltre 400 apparecchi manomessi, 10 arresti e sequestrati beni per 7 milioni tra San Marino, Puglia e Lazio. Ecco tutti i dettagli
22/01/2020 10:35



La Procura e la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce hanno dato il via all’esecuzione di 10 arresti e a sequestri di beni per 7 milioni di euro a San Marino e nelle province di Lecce, Brindisi, Taranto e anche nel Lazio, province di Frosinone e Latina nei confronti di persone ritenute appartenenti a una organizzazione criminale affiliata al clan Coluccia della Sacra Corona Unita, nell’ambito dell’operazione “Dirty Slot”. L’indagine ha fatto luce su estorsioni, truffe informatiche e gioco d’azzardo, in una organizzazione che secondo gli investigatori è in grado di imporre con metodo mafioso l’avvio, la gestione e il controllo del mercato del gaming legale e illegale. L’organizzazione gestiva un vorticoso giro d’affari nel settore delle slot e nella raccolta di scommesse per eventi sportivi, fatte confluire sulle piattaforme informatiche di bookmaker stranieri. Nel comprensorio di Galatina (La), numerosissimi gestori di bar, ristoranti e sale da gioco sono stati costretti, con l’imposizione della forza intimidatoria del vincolo mafioso ad installare oltre 400 slot e videopoker di proprietà delle società degli imprenditori arrestati, patendo in caso contrario minacce, attentati e ritorsioni, in alcuni casi, anche fisiche, da parte degli uomini del clan. Le indagini hanno dimostrato l’egemonia degli indagati nel territorio di Galatina e paesi limitrofi, in diverse aree del Salento e fuori Regione, un business di milioni di euro legato alle scommesse sportive a quota fissa, ma illegali perche’ collegate a network esteri ed al gioco d’azzardo anche attraverso slot manomesse per interrompere i flussi telematici di comunicazione ai Monopoli di Stato. Inoltre, le indagini hanno valorizzato e confermato le dichiarazioni da tempo rese da diversi collaboratori di giustizia che hanno indicato gli odierni indagati come punto di riferimento della S.C.U. nella gestione del sistema dei giochi e scommesse nel Salento. I provvedimenti di cattura sono stati eseguiti a Galatina, Aradeo, Corigliano d’Otranto e Carmiano ed agli arrestati ed a svariati “prestanome” e’ stato sequestrato, in Italia ed all’estero, un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare frutto delle attività delittuose composto da fabbricati, terreni, autovetture, società, ditte individuali, polizze assicurative e conti correnti presso vari istituti di credito per oltre sette milioni di euro. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori. Durante le indagini i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Lecce hanno effettuato sequestri di apparecchiature elettroniche e svolto una verifica fiscale nei confronti della principale società degli indagati, constatando un’enorme evasione fiscale ai fini delle imposte dirette di circa 2,5 milioni e di oltre 15 milioni euro ai fini dell’IVA, grazie anche alla scoperta di documentazione extra-contabile in formato digitale rinvenuta negli hard disk della società, ricostruita dai finanzieri. cdn/AGIMEG

Re: Operazione Dirty Slot: scommesse illegali e oltre 400 apparecchi manomessi, 10 arresti e sequestrati beni per 7 mili

Inviato: 22/01/2020 - 16:22
da scommettitore siracusano
Operazione Dirty Slot, col. Di Sabato (GdF) ad Agimeg: “Criminali raccoglievano scommesse illegalmente attraverso bookmaker stranieri. Taroccate le schede di slot e vlt”. Ecco i nomi delle società coinvolte
22/01/2020 12:28

https://www.agimeg.it/pp/dirty-slot-sco ... lt-societa


“L’attività si inserisce in un filone più ampio che stiamo sviluppando. Appena due mesi fa abbiamo svolto un’attività analoga nello stesso settore nei confronti di un altro gruppo criminale che sostanzialmente con le persone arrestate oggi si gestisce il regime di duopolio del sistema dei giochi e scommesse. L’attività è stata svolta sia per il sistema degli apparecchi da gioco installati presso bar, ristoranti, sale ricevimento, ricevitorie, sale giochi; sia questo gruppo criminale era interessato alla raccolta di scommesse sportive. La particolarità delle scommesse sportive è che devono essere gestite tutte su una piattaforma nazionale, perchè le raccolte devono essere gestite dallo Stato. I criminali avevano ideato uno schema che gli consentiva di raccogliere le puntate illegalmente e di gestirle su sistemi di bookmaker stranieri, incassando la totalità delle vincite”. E’ quanto ha detto ad Agimeg il Tenente Colonnello della Guardia di Finanza Francesco Di Sabato in merito all’operazione Dirty Slot che ha portato all’arresto di 10 persone e al sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro. L’indagine ha fatto luce su estorsioni, truffe informatiche e gioco d’azzardo, in una organizzazione che secondo gli investigatori è in grado di imporre con metodo mafioso l’avvio, la gestione e il controllo del mercato del gaming legale e illegale. “Le Vlt – ha aggiunto – devono essere collegate alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in quanto deve essere portato il conto di ogni giocata, e su quei conti vengono fatti i relativi prelievi. Si erano così dotati di esperti informatici che avevano ‘taroccato’ le schede degli apparecchi da gioco consentendo di interrompere le comunicazioni tra Vlt e l’Amministrazione dei Monopoli, così sono riusciti ad evitare di versare le somme previste sui prelievi, incassando tutto loro. Hanno poi costituito una serie di società intestate a prestanomi nella prospettiva e nell’idea di poter eventualmente sviare le indagini e non rendere riconducibili a se stessi tutti i patrimoni che avevano accumulato attraverso questo sistema di giocate illegali. Per questo motivo, oltre agli arresti stiamo eseguendo anche sequestri di patrimoni, quindi delle quote delle società, autovetture, conti correnti, polizze assicurative, depositi bancari. Avevano raccolto un patrimonio che abbiamo stimato intorno ai 7 milioni di euro. Oggi stiamo sequestrando anche dei conti che si erano aperti a San Marino dove erano stati portati una serie di cifre in contanti, del valore di circa 250mila euro”, ha continuato. “Il gruppo criminale si serviva dell’appoggio di un clan, famiglia affermata della Sacra Corona Unita, che utilizzava intimidazioni e minacce nei confronti di gestori di bar, ristoranti, sale che in prima battuta si rifiutavano di installare presso i loro esercizi gli apparecchi. Si è arrivati alla minaccia, alle ripercussioni, persone picchiate, proiettili che sono stati fatti trovare sull’ingresso dei negozi. Il tipico sistema di intimidazione mafiosa. Inoltre, – ha detto – i gestori di alcuni locali dove erano installati macchinari gestiti da un’altra società, che qualche mese fa abbiamo bloccato e i cui componenti sono stati arrestati, nell’impossibilità di dare soddisfazione ad entrambi, avevano accettato di mantenere le Vlt dell’altro gruppo criminale pagando il pizzo al nuovo. Si trovava così taglieggiato da due diverse organizzazioni appartenenti ai clan”. “Tra le società interessate, per cui stiamo provvedendo ai sequestri, la Tekno Win. A questa sono collegate le seguenti società: l’americana Project srl, RPGames con sede a Milano in Via Monte Napoleone, APE Street Food, Maxal srl, New Service Società Cooperativa, Nazionale Giochi, che era una delle più importanti”, ha sottolineato ancora ad Agimeg. “Oggi concludiamo l’operazione perchè abbiamo eseguito sequestri ed arresti. Gli ulteriori sviluppi sono quelli di tipo patrimoniale, che continueremo a fare per verificare se oltre a tutti i patrimoni illecitamente accumulati di cui noi siamo a conoscenza, a seguito delle perquisizioni che stiamo svolgendo, ne emergano altri che erano stati occultati e che dovranno essere sequestrati”, ha concluso. cdn/AGIMEG