Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Inviato: 02/01/2020 - 13:26
Ci è giunta notizia che in un gruppo privato facebook di solo gestori ADM circola da stamattina questo nuovo articolo:
"Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef". La denuncia di Ferrauto
di Ugo Cifone
Ci eravamo già occupati del problema, sollevato da Giulio Ferrauto http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/ sull’imposta unica che alcuni bookmakers (come ad esempio Stanleybet) continuerebbero a non pagare. Sull’argomento è tornato Ferrauto, in rappresentanza anche di un gruppo di gestori di negozi di scommesse con diritti dei Monopoli di Stato, chiarendo alcuni aspetti importanti .
Così in una nota che riceviamo e pubblichiamo:
“Dopo i vari topic nel forum Infobetting, richiamati anche nel precedente articolo su Cifonenews del 19 dicembre 2019, sul fatto che:
ALCUNI CONCESSIONARI, DICHIARATI DISCRIMINATI dai Bandi per la “Cessione della Rete” dalla CJEU, non pagando l’imposta unica, espongono i loro clienti alla TASSAZIONE IRPEF delle vincite, in quanto non sono soggette a TASSAZIONE ALLA FONTE:
http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/
prima che la stampa nazionale ne dia più ampio risalto, ci saremmo aspettati che questi bookmaker, da Gennaio 2020, ovvero da quando si intensificheranno i controlli sulle transazioni finanziarie (cosa diversa dal blocco delle transazioni verso i bookmakers illegali, per i quali occorrono dei decreti ad hoc), iniziassero a pagare autonomamente l’IMPOSTA UNICA, per non perdere i loro clienti.
Ad oggi, non si hanno notizie in questo senso, e anzi si continua a fare esposti e minacce, come sempre.
Da anni, la Stanleybet, su vari organi di stampa, afferma che sono in corso trattative con i Monopoli di Stato per arrivare a un compromesso e solo dopo iniziare a pagare l’imposta unica regolare. E si suppone che la proposta Stanleybet possa essere stata quella di pagare, come in una specie di condono concordato, solo gli ultimi anni (ad esempio dal 2016) e non dal 2011.
Nel suo comunicato del 20 Dicembre, riportato dalla stampa specializzata, si legge testualmente:
“Dobbiamo confessare che, avendo noi proposto ad ADM già da 3 anni e mezzo (la prima lettera/proposta in tal senso è del 30 giugno 2016) di pagare l’imposta unica in Italia al pari di qualsiasi Concessionario, di essere collegati al totalizzatore nazionale e di pagare oneri equivalenti agli oneri concessori, ci saremmo aspettati che questa legge di bilancio sarebbe stata la volta buona per una qualche forma di ‘emersione’ di Stanley, che avrebbe così iniziato a far parte del sistema. In tal senso, avevamo anche fatto una ben definita proposta al Ministro dell’Economia e ai suoi uffici e collaboratori istituzionali e avevamo aderito ad un incontro istituzionale. Ma l’avvicendarsi delle questioni politiche e delle nomine non ha consentito una risoluzione delle diverse questioni. Noi rimaniamo disponibili ad aderire ad un tavolo di risoluzione delle controversie e dei vari contenziosi pendenti sia prima che dopo la sentenza della Corte di Giustizia. Attendiamo fiduciosi e nella consapevolezza che il “caso Stanley” merita attenzione e non può essere trattato cumulativamente con gli altri operatori del settore”.
In questo passaggio viene finalmente esplicitato che un accordo con i Monopoli di Stato non sarebbe mai stato sufficiente, ma occorre un legge del parlamento. Nessuno potrebbe prendere una decisione simile, autonomamente, perché correrebbe il rischio di una richiesta di danno erariale dalla Corte dei Conti.
https://www.jamma.tv/politica/stanley-a ... 020-184979
C’è da evidenziare che in un altro comunicato precedente del 27/11/2019, veniva invece detto:
“Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo”.
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.159875
Infine il 31/12/2019 esce un ennesimo comunicato in cui viene detto ancora qualcosa di diverso, annunciando due nuovi esposti:
https://www.gioconews.it/scommesse/66-g ... -in-italia
Riteniamo che quella della Stanleybet di fare una legge ad hoc, e sempre per una PROPOSTA DI TRANSAZIONE come si evincerebbe dai comunicati precedenti, solo per lei, sia una labile speranza. I motivi sono molteplici, tra cui quello che la Cassazione ha ritenuto egualmente discriminati dai bandi altri bookmaker, e i ricorsi non mancherebbero ad arrivare in modo copioso, entrando in un contenzioso del tutto problematico ed imprevedibile. In secondo luogo perché il provvedimento sarebbe sempre equiparato a un condono (visto che sembra voglia pagare solo un certo numero di anni e non dal 2011), e sia il M5S e sia l’attuale PD di condoni non ne vogliono più sentire parlare. E in ogni caso se ne potrebbe riparlare solo tra un anno per la prossima finanziaria.
E poi, perché mai il parlamento dovrebbe fare una legge simile, quando per risolvere il problema, basta diffondere a tappeto su tutti gli organi di informazione, al grande pubblico, che per chi gioca presso bookmaker, che non pagano l’imposta unica, le vincite sono soggette a tassazione IRPEF, a differenza di quelle fatte presso concessionari dei Monopoli di Stato, con tassazione alla fonte?
Aspettando, così, le sentenze sia dalla Corte di Giustizia Europea e sia quelle dei tribunali italiani successivi, senza prendere decisioni affrettate, che la Corte dei Conti potrebbe censurare.
Quali scommettitori consapevoli giocherebbero con i punti fisici Stanleybet o in altri bookmaker che non pagano l’imposta unica, correndo dal 2020 concreti rischi di essere scoperti per i nuovi ed incisivi controlli sulle transazioni finanziarie, ed essere accusati eventualmente di evasione fiscale (oltre i 100.000 euro di vincite non dichiarate annue, visto che non si contano, ai fini IRPEF, le scommesse perse, è prevista anche la reclusione fino a otto anni)?
D’altro canto se la Stanleybet decidesse di pagare l’imposta unica senza alcun accordo, come fa la BetN1, non solo perderebbe questo strumento di pressione e di provvisoria serenità per i suoi gestori, che ancora sperano in una soluzione positiva; ma in caso di sconfitta alla CJEU sarebbe anche rischioso partecipare al prossimo bando, perché i Monopoli si potrebbero rifare sulle costose fideiussioni di partecipazione alla gara.
Di conseguenza, la scelta, per la Stanleybet, sembra essere quella di continuare, come sempre, facendo annunci che spesso si contraddicono, non rivelando mai al pubblico la sua proposta di transazione per poter essere valutata anche da chi corre veramente i rischi, ovvero SCOMMETTITORI (che se anche la Stanleybet vincesse in CJEU dovrebbero ugualmente assoggettare le proprie vincite alla tassazione IRPEF) e PROPRI GESTORI (anche a rischio, per questi ultimi, della possibilità che nuove sentenze dei tribunali ribaltino la validità della discriminazione dai bandi per l’ipotetica cessione della rete, assodato che in realtà c’è stato un equivoco tra la funzione di Concessionario e quella di Provider, come spiegato nell’articolo precedente del 19 Dicembre 2019).
E soprattutto confidando che non venga divulgata, come dovrebbe essere opportuno questa verità che forse si vuole celare, o forse addirittura occultare: “Se le vincite non sono tassate alla fonte, sono soggette a IRPEF”.
Spetterebbe, quindi, agli organi di stampa specializzati e nazionali, a organi di controllo dello stato e a associazioni di consumatori, fare trasparenza e corretta informazione.
Con una informazione trasparente ed adeguata si metterebbe, automaticamente, fine a questa assurdità, perché gli scommettitori giocherebbero solo nei negozi con Concessione ADM, con tassazione delle vincite alla fonte, risolvendo così, implicitamente, anche tutti le controversie giudiziarie”.
La Redazione
http://cifonenews.it/chi-vince-con-book ... -ferrauto/
"Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef". La denuncia di Ferrauto
di Ugo Cifone
Ci eravamo già occupati del problema, sollevato da Giulio Ferrauto http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/ sull’imposta unica che alcuni bookmakers (come ad esempio Stanleybet) continuerebbero a non pagare. Sull’argomento è tornato Ferrauto, in rappresentanza anche di un gruppo di gestori di negozi di scommesse con diritti dei Monopoli di Stato, chiarendo alcuni aspetti importanti .
Così in una nota che riceviamo e pubblichiamo:
“Dopo i vari topic nel forum Infobetting, richiamati anche nel precedente articolo su Cifonenews del 19 dicembre 2019, sul fatto che:
ALCUNI CONCESSIONARI, DICHIARATI DISCRIMINATI dai Bandi per la “Cessione della Rete” dalla CJEU, non pagando l’imposta unica, espongono i loro clienti alla TASSAZIONE IRPEF delle vincite, in quanto non sono soggette a TASSAZIONE ALLA FONTE:
http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/
prima che la stampa nazionale ne dia più ampio risalto, ci saremmo aspettati che questi bookmaker, da Gennaio 2020, ovvero da quando si intensificheranno i controlli sulle transazioni finanziarie (cosa diversa dal blocco delle transazioni verso i bookmakers illegali, per i quali occorrono dei decreti ad hoc), iniziassero a pagare autonomamente l’IMPOSTA UNICA, per non perdere i loro clienti.
Ad oggi, non si hanno notizie in questo senso, e anzi si continua a fare esposti e minacce, come sempre.
Da anni, la Stanleybet, su vari organi di stampa, afferma che sono in corso trattative con i Monopoli di Stato per arrivare a un compromesso e solo dopo iniziare a pagare l’imposta unica regolare. E si suppone che la proposta Stanleybet possa essere stata quella di pagare, come in una specie di condono concordato, solo gli ultimi anni (ad esempio dal 2016) e non dal 2011.
Nel suo comunicato del 20 Dicembre, riportato dalla stampa specializzata, si legge testualmente:
“Dobbiamo confessare che, avendo noi proposto ad ADM già da 3 anni e mezzo (la prima lettera/proposta in tal senso è del 30 giugno 2016) di pagare l’imposta unica in Italia al pari di qualsiasi Concessionario, di essere collegati al totalizzatore nazionale e di pagare oneri equivalenti agli oneri concessori, ci saremmo aspettati che questa legge di bilancio sarebbe stata la volta buona per una qualche forma di ‘emersione’ di Stanley, che avrebbe così iniziato a far parte del sistema. In tal senso, avevamo anche fatto una ben definita proposta al Ministro dell’Economia e ai suoi uffici e collaboratori istituzionali e avevamo aderito ad un incontro istituzionale. Ma l’avvicendarsi delle questioni politiche e delle nomine non ha consentito una risoluzione delle diverse questioni. Noi rimaniamo disponibili ad aderire ad un tavolo di risoluzione delle controversie e dei vari contenziosi pendenti sia prima che dopo la sentenza della Corte di Giustizia. Attendiamo fiduciosi e nella consapevolezza che il “caso Stanley” merita attenzione e non può essere trattato cumulativamente con gli altri operatori del settore”.
In questo passaggio viene finalmente esplicitato che un accordo con i Monopoli di Stato non sarebbe mai stato sufficiente, ma occorre un legge del parlamento. Nessuno potrebbe prendere una decisione simile, autonomamente, perché correrebbe il rischio di una richiesta di danno erariale dalla Corte dei Conti.
https://www.jamma.tv/politica/stanley-a ... 020-184979
C’è da evidenziare che in un altro comunicato precedente del 27/11/2019, veniva invece detto:
“Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo”.
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.159875
Infine il 31/12/2019 esce un ennesimo comunicato in cui viene detto ancora qualcosa di diverso, annunciando due nuovi esposti:
https://www.gioconews.it/scommesse/66-g ... -in-italia
Riteniamo che quella della Stanleybet di fare una legge ad hoc, e sempre per una PROPOSTA DI TRANSAZIONE come si evincerebbe dai comunicati precedenti, solo per lei, sia una labile speranza. I motivi sono molteplici, tra cui quello che la Cassazione ha ritenuto egualmente discriminati dai bandi altri bookmaker, e i ricorsi non mancherebbero ad arrivare in modo copioso, entrando in un contenzioso del tutto problematico ed imprevedibile. In secondo luogo perché il provvedimento sarebbe sempre equiparato a un condono (visto che sembra voglia pagare solo un certo numero di anni e non dal 2011), e sia il M5S e sia l’attuale PD di condoni non ne vogliono più sentire parlare. E in ogni caso se ne potrebbe riparlare solo tra un anno per la prossima finanziaria.
E poi, perché mai il parlamento dovrebbe fare una legge simile, quando per risolvere il problema, basta diffondere a tappeto su tutti gli organi di informazione, al grande pubblico, che per chi gioca presso bookmaker, che non pagano l’imposta unica, le vincite sono soggette a tassazione IRPEF, a differenza di quelle fatte presso concessionari dei Monopoli di Stato, con tassazione alla fonte?
Aspettando, così, le sentenze sia dalla Corte di Giustizia Europea e sia quelle dei tribunali italiani successivi, senza prendere decisioni affrettate, che la Corte dei Conti potrebbe censurare.
Quali scommettitori consapevoli giocherebbero con i punti fisici Stanleybet o in altri bookmaker che non pagano l’imposta unica, correndo dal 2020 concreti rischi di essere scoperti per i nuovi ed incisivi controlli sulle transazioni finanziarie, ed essere accusati eventualmente di evasione fiscale (oltre i 100.000 euro di vincite non dichiarate annue, visto che non si contano, ai fini IRPEF, le scommesse perse, è prevista anche la reclusione fino a otto anni)?
D’altro canto se la Stanleybet decidesse di pagare l’imposta unica senza alcun accordo, come fa la BetN1, non solo perderebbe questo strumento di pressione e di provvisoria serenità per i suoi gestori, che ancora sperano in una soluzione positiva; ma in caso di sconfitta alla CJEU sarebbe anche rischioso partecipare al prossimo bando, perché i Monopoli si potrebbero rifare sulle costose fideiussioni di partecipazione alla gara.
Di conseguenza, la scelta, per la Stanleybet, sembra essere quella di continuare, come sempre, facendo annunci che spesso si contraddicono, non rivelando mai al pubblico la sua proposta di transazione per poter essere valutata anche da chi corre veramente i rischi, ovvero SCOMMETTITORI (che se anche la Stanleybet vincesse in CJEU dovrebbero ugualmente assoggettare le proprie vincite alla tassazione IRPEF) e PROPRI GESTORI (anche a rischio, per questi ultimi, della possibilità che nuove sentenze dei tribunali ribaltino la validità della discriminazione dai bandi per l’ipotetica cessione della rete, assodato che in realtà c’è stato un equivoco tra la funzione di Concessionario e quella di Provider, come spiegato nell’articolo precedente del 19 Dicembre 2019).
E soprattutto confidando che non venga divulgata, come dovrebbe essere opportuno questa verità che forse si vuole celare, o forse addirittura occultare: “Se le vincite non sono tassate alla fonte, sono soggette a IRPEF”.
Spetterebbe, quindi, agli organi di stampa specializzati e nazionali, a organi di controllo dello stato e a associazioni di consumatori, fare trasparenza e corretta informazione.
Con una informazione trasparente ed adeguata si metterebbe, automaticamente, fine a questa assurdità, perché gli scommettitori giocherebbero solo nei negozi con Concessione ADM, con tassazione delle vincite alla fonte, risolvendo così, implicitamente, anche tutti le controversie giudiziarie”.
La Redazione
http://cifonenews.it/chi-vince-con-book ... -ferrauto/