Governo, Palazzo Chigi sblocca empasse: "Di Maio non ha mai chiesto il Viminale". Il Pd: "Riaperto il tavolo"
Inviato: 27/08/2019 - 17:53
Governo, Palazzo Chigi sblocca empasse: "Di Maio non ha mai chiesto il Viminale". Il Pd: "Riaperto il tavolo. Riunione con M5s alle 18"
https://www.repubblica.it/politica/2019 ... v2EIj_VoBQ
"In presenza del presidente Conte non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso". È la mossa di Palazzo Chigi che, poco prima dell'inizio delle nuove consultazioni al Colle, sblocca l'empasse e fa ripartire la trattativa. Al punto che il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci afferma entrando al Nazareno, dove Zingaretti ha riunito la cabina di regia del partito: "Sono ottimista, ci sono passi avanti". In una nota il M5s replica: "Bene la chiarezza fatta dalla presidenza del Consiglio circa le false indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Al contempo, accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito democratico sul ruolo del presidente Conte. Sì a un dialogo sul programma e sui temi".
All'uscita dal Nazareno è ancora Marcucci a rassicurare: "Finalmente abbiamo riaperto il tavolo di programma. Alle 18 abbiamo una riunione alla Camera con i capigruppo M5s". Ma ribadisce: "Lo schema con Di Maio vicepremier non è possibile". Ci sarebbero comunque stati diversi contatti in giornata fra Conte e Zingaretti per fare il punto della situazione.
Questa mattina invece le cose sembravano volgere al peggio, dopo la cancellazione della riunione tra Pd e M5s che inizialmente era prevista alle 11 e avrebbe dovuto essere la continuazione del colloquio di ieri sera, che si è protratto fino all'una di notte. Ma dopo il chiarimento di Palazzo Chigi, la trattativa si è riaperta. Sebbene secondo fonti Pd Di Maio continua a rivendicare per sé il ruolo di vicepremier.
Intanto dal presidente Usa Donald Trump è arrivato un inaspettato endorsement via Twitter per Giuseppe Conte, ribattezzato 'Giuseppi': "Sembra mettersi bene per lo stimato primo ministro della Repubblica italiana, Giuseppi Conte- scrive Trump- ha rappresentato l'italia in maniera poderosa al G7. Ama molto il suo paese e lavora bene con gli Usa. Un uomo di grande talento che speriamo rimanga primo ministro".
Mentre Beppe Grillo scrive un enigmatico post sul suo blog, in cui immagina un fantasioso incontro con Dio, che gli chiederebbe di non interferire: "Sbaglio oppure una delle paure più diffuse oggi in Italia è che lei torni in campo, signor Giuseppe? (...) Ora, faccia rientrare i vaffanculi signor Giuseppe, smetta di interferire e lasci ad ognuno la sua mediocrità. Li lasci lì senza un linguaggio: che la Babele si scateni!".
Twitta a proposito di un eventuale governo "giallorosso" anche Roberta Lombardi, portavoce M5S presso il Consiglio Regionale del Lazio, ex parlamentare.
"Il Pd dice che il problema nel far nascere un Governo di concretezza sarebbe Di Maio al Viminale. Sono sicura che il nostro capo politico non antepone se stesso al Paese. Non sarebbe da 5 Stelle. Partiamo invece da Conte-2 e le cose da fare per l'Italia".
Le fibrillazioni nel M5s, mentre Di Battista guarda alla Lega
Nel M5s è tuttavia molto acceso il dibattito fra chi sostiene l'accordo e chi lo respinge. Come nel caso di Luigi Gallo e Alessandro Di Battista, che si rendono protagonisti di uno scontro a distanza. "Chi esplicitamente sta perseguendo la strada del voto o del ritorno con la Lega contro la volontà del gruppo parlamentare e Di Beppe Grillo non può dettare condizioni a nessuno. Un'altra occasione persa per stare in silenzio #Conte2", afferma il deputato Gallo a Di Battista, che aveva scritto su Facebook: "No ai Benetton, no a Malagò, no ai conflitti di interesse". A Di Battista replica anche il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo: "Taglio dei parlamentari, revoca delle concessioni autostradali a chi è inadempiente, riforma dello sport (già approvata) e contrasto a lobby e poteri occulti, da Bibbiano ai banchieri corrotti. La Lega c'era, c'è e ci sarà".
Mentre il senatore Gianluigi Paragone afferma: "Un governo con il Pd? Se vogliono farlo lo facciano". E lancia una provocazione ai dem: "Se vogliono dimostrare di essere una forza di popolo, facciano Stefano Fassina ministro dell'Economia".
Trattativa ancora in corso
La trattativa dunque è ancora in corso. "Non mi risulta che la trattativa sia saltata - aveva detto il capogruppo grillino alla Camera, Francesco D'Uva, a ora di pranzo - Si va avanti, una cosa per volta. Che Conte non sia il punto è un grandissimo passo avanti, un'ottima notizia", aggiunge, facendo riferimento al ruolo del premier. "Se il punto è questo - aveva suggerito il sindaco di Milano Giuseppe Sala - al ministero dell'Interno metteteci un tecnico",
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"In presenza del presidente Conte non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Luigi Di Maio, né dal Movimento 5 Stelle né da Di Maio stesso". È la mossa di Palazzo Chigi che, poco prima dell'inizio delle nuove consultazioni al Colle, sblocca l'empasse e fa ripartire la trattativa. Al punto che il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci afferma entrando al Nazareno, dove Zingaretti ha riunito la cabina di regia del partito: "Sono ottimista, ci sono passi avanti". In una nota il M5s replica: "Bene la chiarezza fatta dalla presidenza del Consiglio circa le false indiscrezioni trapelate nelle ultime ore. Al contempo, accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito democratico sul ruolo del presidente Conte. Sì a un dialogo sul programma e sui temi".
All'uscita dal Nazareno è ancora Marcucci a rassicurare: "Finalmente abbiamo riaperto il tavolo di programma. Alle 18 abbiamo una riunione alla Camera con i capigruppo M5s". Ma ribadisce: "Lo schema con Di Maio vicepremier non è possibile". Ci sarebbero comunque stati diversi contatti in giornata fra Conte e Zingaretti per fare il punto della situazione.
Questa mattina invece le cose sembravano volgere al peggio, dopo la cancellazione della riunione tra Pd e M5s che inizialmente era prevista alle 11 e avrebbe dovuto essere la continuazione del colloquio di ieri sera, che si è protratto fino all'una di notte. Ma dopo il chiarimento di Palazzo Chigi, la trattativa si è riaperta. Sebbene secondo fonti Pd Di Maio continua a rivendicare per sé il ruolo di vicepremier.
Intanto dal presidente Usa Donald Trump è arrivato un inaspettato endorsement via Twitter per Giuseppe Conte, ribattezzato 'Giuseppi': "Sembra mettersi bene per lo stimato primo ministro della Repubblica italiana, Giuseppi Conte- scrive Trump- ha rappresentato l'italia in maniera poderosa al G7. Ama molto il suo paese e lavora bene con gli Usa. Un uomo di grande talento che speriamo rimanga primo ministro".
Mentre Beppe Grillo scrive un enigmatico post sul suo blog, in cui immagina un fantasioso incontro con Dio, che gli chiederebbe di non interferire: "Sbaglio oppure una delle paure più diffuse oggi in Italia è che lei torni in campo, signor Giuseppe? (...) Ora, faccia rientrare i vaffanculi signor Giuseppe, smetta di interferire e lasci ad ognuno la sua mediocrità. Li lasci lì senza un linguaggio: che la Babele si scateni!".
Twitta a proposito di un eventuale governo "giallorosso" anche Roberta Lombardi, portavoce M5S presso il Consiglio Regionale del Lazio, ex parlamentare.
"Il Pd dice che il problema nel far nascere un Governo di concretezza sarebbe Di Maio al Viminale. Sono sicura che il nostro capo politico non antepone se stesso al Paese. Non sarebbe da 5 Stelle. Partiamo invece da Conte-2 e le cose da fare per l'Italia".
Le fibrillazioni nel M5s, mentre Di Battista guarda alla Lega
Nel M5s è tuttavia molto acceso il dibattito fra chi sostiene l'accordo e chi lo respinge. Come nel caso di Luigi Gallo e Alessandro Di Battista, che si rendono protagonisti di uno scontro a distanza. "Chi esplicitamente sta perseguendo la strada del voto o del ritorno con la Lega contro la volontà del gruppo parlamentare e Di Beppe Grillo non può dettare condizioni a nessuno. Un'altra occasione persa per stare in silenzio #Conte2", afferma il deputato Gallo a Di Battista, che aveva scritto su Facebook: "No ai Benetton, no a Malagò, no ai conflitti di interesse". A Di Battista replica anche il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo: "Taglio dei parlamentari, revoca delle concessioni autostradali a chi è inadempiente, riforma dello sport (già approvata) e contrasto a lobby e poteri occulti, da Bibbiano ai banchieri corrotti. La Lega c'era, c'è e ci sarà".
Mentre il senatore Gianluigi Paragone afferma: "Un governo con il Pd? Se vogliono farlo lo facciano". E lancia una provocazione ai dem: "Se vogliono dimostrare di essere una forza di popolo, facciano Stefano Fassina ministro dell'Economia".
Trattativa ancora in corso
La trattativa dunque è ancora in corso. "Non mi risulta che la trattativa sia saltata - aveva detto il capogruppo grillino alla Camera, Francesco D'Uva, a ora di pranzo - Si va avanti, una cosa per volta. Che Conte non sia il punto è un grandissimo passo avanti, un'ottima notizia", aggiunge, facendo riferimento al ruolo del premier. "Se il punto è questo - aveva suggerito il sindaco di Milano Giuseppe Sala - al ministero dell'Interno metteteci un tecnico",