Agipronews.it | Imposta scommesse, Garrisi (Ceo Stanleybet): “Adm sospenda procedimenti in attesa di Corte Ue”https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.15180524/01/2019 | 15:35
ROMA - Imposta unica, nuova stretta sul gioco non autorizzato voluta dal Governo, gara SuperEnalotto. Sono gli argomenti affrontati nell’intervista con Giovanni Garrisi, Ceo di Stanleybet.
Garrisi, partiamo dall’attualità. Quale sarà l’effetto della decisione della Cassazione che sospende gli accertamenti fiscali per i Ctd fino alla sentenza della Corte Ue?«La difesa dei Ctd Stanley ha chiesto alle commissioni provinciali tributarie (Ctp) di sospendere i giudizi in attesa della sentenza della Corte di Giustizia. Palermo, Milano, Bari sez. 3 e 9, Parma sez. 2 e 3, Roma e Cremona hanno già sospeso, malgrado il parere negativo di Adm».
Il contenzioso con l’Amministrazione prosegue oppure c’è stato un rallentamento dovuto alle recenti decisioni?«Prosegue. Adm pretende l’impossibile: cioè che le Ctp decidano le cause malgrado un rinvio pendente alla Corte di Giustizia. Se la posizione processuale dei Monopoli non cambia, la decisione dei giudici sul punto sarà quasi sempre a favore della difesa dei Ctd Stanley. Vittorie inutili e costose, sia per Stanley che per i contribuenti italiani, che sono alla fin fine quelli che pagano le trasferte dei funzionari Adm che vengono alle udienze. Chiederemo ad Adm di convergere su una comune richiesta di sospensione dei procedimenti».
È
emersa dal Board di ieri l’indiscrezione circa un possibile accordo sull’imposta con le Autorità italiane. Può fornirci altri dettagli? Già qualche mese fa Stanley aveva riferito di un carteggio con Mef e Adm.«A fine giugno 2016, la Stanley aveva offerto all’Amministrazione di iniziare a pagare l’imposta unica in Italia, al pari di ogni altro operatore. Nella missiva si chiedevano istruzioni per il collegamento al totalizzatore nazionale, per l’assolvimento di oneri corrispondenti a quelli concessori e per la prestazione delle garanzie previste. Se la risposta dei Monopoli fosse stata positiva, avremmo di conseguenza pagato, al pari degli altri operatori, non solo l’imposta unica ma anche tutti gli altri oneri di competenza. Senza questa risposta positiva le tasse abbiamo continuato a pagarle in altra giurisdizione. Il Board di Stanley, nella sua riunione di ieri ha reso pubblica la lettera inviata due anni e mezzo fa ai Monopoli, mantenendo riservato il resto del carteggio per non compromettere il colloquio, sia pur formale, in corso. Venerdì scorso la società, inoltre, ha risposto ad una comunicazione Adm ricevuta a fine 2018».
Ma l’imposta unica per i Ctd non era stata prevista comunque nella legge di stabilità 2011? Perché chiedete istruzioni che sono già contenute all’interno di una legge dello Stato? «La legge dichiarava nelle premesse il suo scopo: scoraggiare le attività di gioco illecito. Si riferiva agli operatori non discriminati nell’accesso al sistema concessorio. La Stanley e i suoi centri sono stati assolti in migliaia di procedimenti penali che hanno riconosciuto le discriminazioni subite. Se sono stati assolti proprio perché la loro attività è considerata lecita, come potrebbero essere destinatari di una legge che vuole scoraggiare le attività illecite?».
L’Amministrazione invece ha richiesto il pagamento dell’imposta anche alle vostre agenzie? «Esattamente. Ed ha sbagliato. La legge di stabilità 2011, come ben si evince dall’ordinanza della Ctp di Parma che ha trasmesso gli atti alla Corte di Giustizia, non ha affatto introdotto una tassa, ma una sanzione per il fatto di essere un centro Stanley. Una sanzione mascherata da tassa, che è stata applicata erroneamente anche ai gestori dei centri Stanley malgrado la loro attività sia stata costantemente giudicata lecita dalla Corte Suprema di Cassazione e dai giudici di merito italiani. Mi auguro che la Corte di Giustizia confermi la posizione della Ctp di Parma».
Non pensa che la Stanley, in ogni caso, dovrebbe pagare l’imposta unica in Italia?«Assolutamente sì, se la richiesta di pagamento sottintende la piena partecipazione di Stanley al sistema legale».
NT/Agipro