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Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
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Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
Messaggioda scommettitore siracusano » 14/03/2018 - 09:53
Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
14/03/2018 08:25
https://www.agimeg.it/pp/accordo-stanle ... oncessorio
Stanleybet chiude la partita con il Fisco e paga le imposte dirette per le attività svolte in Italia tra il 2008 e il 2016, ma resta ancora aperta la partita sul prelievo sulle scommesse raccolte. Il bookmaker anglo-maltese non rivela i termini dell’accordo, ma “la Guardia di Finanza ha contestato complessivamente la sottrazione a tassazione ai fini Ires e Irap di oltre 101 milioni di euro, con elementi negativi di reddito determinati in via presuntiva e segnalati all’Ufficio finanziario competente per 15,7 milioni”, secondo quanto riporta il Sole24Ore. “Ci sono ora le condizioni per un ingresso di Stanleybet nel sistema concessorio italiano già a partire dai prossimi bandi di gara, attesi per il mese di settembre” ha commentato Giovanni Garrisi, cheef executive dell’operatore londinese, che parla anche di “ripristino della legalità. È stata una battaglia lunga e certamente aspra, ma che alla fine ha portato a una definizione condivisa, almeno sul fronte delle imposte dirette”. Nessuna novità invece sull’imposta unica sulle scommesse, questione su cui pochi mesi fa si è espressa la Corte costituzionale, affermando che “è legittimo tassare i titolari dei Centri di trasmissione dati collegati a società non autorizzate in Italia, analogamente a chi opera con la concessione statale” scrive ancora il Sole. “Ma le imposte non possono essere comunque calcolate sull’attività precedente all’entrata in vigore della norma, introdotta dalla legge di stabilità del 2011. Una vittoria per la Stanleybet su cui Garrisi ribadisce quanto già affermato nelle settimane scorse: «L’imposta unica applicata ai Ctd e a cui siamo chiamati a rispondere in solido non sono un’imposta ma una sanzione con cui lo Stato ha provato a bloccare Stanleybet sul mercato del gioco italiano». Non si esclude allora, già prima dell’estate, un rinvio dell’imposta unica davanti alla Corte di giustizia Una soluzione per il bookmaker inglese è comunque già sul tavolo di Piazza Mastai: «Le tasse già le paghiamo e dal prossimo mese di ottobre il Fisco italiano riceverà la prima dichiarazione dei redditi targata Stanleybet», ricorda Garrisi. II quale aggiunge che «se i Monopoli riconoscono a Stanleybet di poter stare sul mercato, siamo pronti a collegarci al totalizzatore e ad entrare a pieno titolo nel sistema regolatorio italiano». Ma attenzione,«nessuna sanatoria o condono per il passato», la proposta di Garrisi «è quella di affidarci totalmente ai giudici nazionali ed europei». Ma che succederà se l’amministrazione non potrà bandire le nuove gare per le scommesse senza una ratifica dell’accordo raggiungo dall’ultimo governo con le Regioni e con i sindaci? Il numero uno di Stanleybet non ha dubbi «siamo pronti già da ora a sederci al tavolo con l’amministrazione e a sottoscrivere un nuovo accordo per stare da subito sul mercato». lp/AGIMEG
14/03/2018 08:25
https://www.agimeg.it/pp/accordo-stanle ... oncessorio
Stanleybet chiude la partita con il Fisco e paga le imposte dirette per le attività svolte in Italia tra il 2008 e il 2016, ma resta ancora aperta la partita sul prelievo sulle scommesse raccolte. Il bookmaker anglo-maltese non rivela i termini dell’accordo, ma “la Guardia di Finanza ha contestato complessivamente la sottrazione a tassazione ai fini Ires e Irap di oltre 101 milioni di euro, con elementi negativi di reddito determinati in via presuntiva e segnalati all’Ufficio finanziario competente per 15,7 milioni”, secondo quanto riporta il Sole24Ore. “Ci sono ora le condizioni per un ingresso di Stanleybet nel sistema concessorio italiano già a partire dai prossimi bandi di gara, attesi per il mese di settembre” ha commentato Giovanni Garrisi, cheef executive dell’operatore londinese, che parla anche di “ripristino della legalità. È stata una battaglia lunga e certamente aspra, ma che alla fine ha portato a una definizione condivisa, almeno sul fronte delle imposte dirette”. Nessuna novità invece sull’imposta unica sulle scommesse, questione su cui pochi mesi fa si è espressa la Corte costituzionale, affermando che “è legittimo tassare i titolari dei Centri di trasmissione dati collegati a società non autorizzate in Italia, analogamente a chi opera con la concessione statale” scrive ancora il Sole. “Ma le imposte non possono essere comunque calcolate sull’attività precedente all’entrata in vigore della norma, introdotta dalla legge di stabilità del 2011. Una vittoria per la Stanleybet su cui Garrisi ribadisce quanto già affermato nelle settimane scorse: «L’imposta unica applicata ai Ctd e a cui siamo chiamati a rispondere in solido non sono un’imposta ma una sanzione con cui lo Stato ha provato a bloccare Stanleybet sul mercato del gioco italiano». Non si esclude allora, già prima dell’estate, un rinvio dell’imposta unica davanti alla Corte di giustizia Una soluzione per il bookmaker inglese è comunque già sul tavolo di Piazza Mastai: «Le tasse già le paghiamo e dal prossimo mese di ottobre il Fisco italiano riceverà la prima dichiarazione dei redditi targata Stanleybet», ricorda Garrisi. II quale aggiunge che «se i Monopoli riconoscono a Stanleybet di poter stare sul mercato, siamo pronti a collegarci al totalizzatore e ad entrare a pieno titolo nel sistema regolatorio italiano». Ma attenzione,«nessuna sanatoria o condono per il passato», la proposta di Garrisi «è quella di affidarci totalmente ai giudici nazionali ed europei». Ma che succederà se l’amministrazione non potrà bandire le nuove gare per le scommesse senza una ratifica dell’accordo raggiungo dall’ultimo governo con le Regioni e con i sindaci? Il numero uno di Stanleybet non ha dubbi «siamo pronti già da ora a sederci al tavolo con l’amministrazione e a sottoscrivere un nuovo accordo per stare da subito sul mercato». lp/AGIMEG
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Re: Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
Messaggioda scommettitore siracusano » 14/03/2018 - 12:44
Garrisi (Chief executive Stanleybet): “Orgoglioso di annunciare che Stanley è pronta ad entrare nel sistema concessorio italiano”
14/03/2018 11:08
https://www.agimeg.it/pp/orgoglioso-di-annunciare
“Sono orgoglioso di annunciare che Stanley è ora pronta ad entrare nel sistema concessorio italiano”, è il commento a caldo di Giovanni Garrisi (Chief executive di Stanleybet International). “Dopo anni di incomprensioni e lunghe trattative, abbiamo finalmente raggiunto un accordo con lo Stato italiano che ci permette di accedere al Bando 2018 per l’assegnazione di fino a 3.500 autorizzazioni all’apertura di punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici. Finalmente ci è stato garantito che saremo messi nelle stesse condizioni competitive di tutti gli altri operatori italiani autorizzati; e questo non può che farmi ben sperare per il futuro”, conclude Garrisi che non nasconde la sua soddisfazione per il risultato ottenuto in collaborazione con l’Autorità fiscale italiana. cdn/AGIMEG
14/03/2018 11:08
https://www.agimeg.it/pp/orgoglioso-di-annunciare
“Sono orgoglioso di annunciare che Stanley è ora pronta ad entrare nel sistema concessorio italiano”, è il commento a caldo di Giovanni Garrisi (Chief executive di Stanleybet International). “Dopo anni di incomprensioni e lunghe trattative, abbiamo finalmente raggiunto un accordo con lo Stato italiano che ci permette di accedere al Bando 2018 per l’assegnazione di fino a 3.500 autorizzazioni all’apertura di punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici. Finalmente ci è stato garantito che saremo messi nelle stesse condizioni competitive di tutti gli altri operatori italiani autorizzati; e questo non può che farmi ben sperare per il futuro”, conclude Garrisi che non nasconde la sua soddisfazione per il risultato ottenuto in collaborazione con l’Autorità fiscale italiana. cdn/AGIMEG
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Re: Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
Messaggioda scommettitore siracusano » 15/03/2018 - 16:10
Enada Rimini, Garrisi (Stanley): “Sistema concessorio italiano da conservare e preservare ma attraverso l’unità di noi concessionari. Pronti ad entrare ma non attraverso un condono”
15/03/2018 14:30
https://www.agimeg.it/personaggi/enada- ... un-condono
dai nostri inviati a Rimini – “Abbiamo raggiunto un importante accordo con l’Agenzia delle entrate e ci apprestiamo a entrare nel sistema concessorio italiano. Stanley infatti non è contro il sistema concessorio, che riteniamo essere stato un grande successo e che produce importanti ricavi per l’Erario. Noi aspiriamo a entrare nel sistema concessorio con la gara delle scommesse sportive prevista dalla Legge di Stabilità per il prossimo mese di settembre. Se la gara non ci sarà mi auguro che venga istituito un tavolo di lavoro per non far perdere allo Stato italiano la possibilità di annoverare tra le file dei concessionari autorizzati anche un soggetto importante come Stanley”. E’ quanto ha dichiarato Giovanni Garrisi, Group Chief Executive di Stanley, nel corso di una conferenza stampa nel corso di Enada Rimini. “Vogliamo preservare e proteggere il sistema concessorio, anche perché il benessere del settore è dovuto agli investimenti degli operatori. Siamo contrari a una gara che rinnovi tutto il sistema, che invece deve essere protetto e preservato, adeguato a regole europee, senza ingressi indiscriminati di operatori. In questo momento – ha proseguito Garrisi – lo Stato italiano sta riconsiderando il settore del gioco, soprattutto per quanto riguarda gli apparecchi da intrattenimento, ma la Stabilità 2017 prevede la gara scommesse entro il 30 settembre 2018 e non vedo perché Stanley debba essere lasciata fuori dal sistema concessorio. Siamo disposti a pagare da subito anche l’imposta unica, purché non sia una sanzione. Il primo passo dovrà essere il riconoscimento di Stanley come operatore di mercato, seguito dal collegamento al totalizzatore nazionale e dal pagamento dell’imposta unica. Ritengo che oggi l’interesse di ADM e dei concessionari sia che la gara si faccia e che Stanley non venga esclusa. Se verrà fatta una gara, apriremo una sede operativa in Italia. Abbiamo una grande fiducia nella giustizia italiana, se perderemo pagheremo l’imposta unica, altrimenti no, anche se ritengo auspicabile una soluzione negoziabile. Voglio tuttavia che sia chiaro che non accetteremo alcun condono. Dimostreremo in Tribunale che quella tassa non era dovuta, in quanto una sanzione per impedire ai ctd di lavorare con noi. Tra l’altro la legge in questo caso è confessoria, in quanto dice che si vuole scoraggiare i ctd a operare con Stanley, e questa è una discriminazione”. Il Chief Executive di Stanley si rivolge anche ai concessionari affermando che “se fossero qui resterebbero stupiti nel sentir dire da noi che il sistema concessorio va tutelato e difeso. Per questo motivo nei prossimi giorni li richiamerò all’unità attraverso una lettera che invierò loro”. Allo stesso tempo, si è parlato dei ricorsi sulle concessioni di Lotto e GrattaeVinci a Lottomatica. “Sul Lotto – ha precisato l’avvocato Fabio Ferraro – la controversia è se l’affidamento a Lottomatica sia legittimo o meno, si tratterebbe di mantenere un sistema monoproviding che di fatto esclude la concorrenza, mentre sul GrattaeVinci la causa sull’affidamento, impugnato da noi e da Sisal, pende davanti al giudice amministrativo, ma la situazione è più complessa in quanto non c’è stata alcuna gara, bensì si è deciso di rinnovare per 9 anni la concessione. Il contenzioso a nostro giudizio seguirà il percorso di quello del Lotto, fino alla Corte di Giustizia europea”.
Sull’imposta unica, l’avvocato Daniela Agnello ha ribadito che “il contenzioso è molto forte, in quanto l’imposta è legittimamente incostituzionale e in contrasto con il diritto UE. La Stabilità 2016 ha stabilito che l’imposta unica si calcola sulla differenza fra le somme giocate e le vincite del bookmaker, ma è dovuta anche dal ctd per un importo pari al triplo della raccolta media provinciale, una discriminazione quest’ultima che riguarda solamente Stanley”. cr/AGIMEG
15/03/2018 14:30
https://www.agimeg.it/personaggi/enada- ... un-condono
dai nostri inviati a Rimini – “Abbiamo raggiunto un importante accordo con l’Agenzia delle entrate e ci apprestiamo a entrare nel sistema concessorio italiano. Stanley infatti non è contro il sistema concessorio, che riteniamo essere stato un grande successo e che produce importanti ricavi per l’Erario. Noi aspiriamo a entrare nel sistema concessorio con la gara delle scommesse sportive prevista dalla Legge di Stabilità per il prossimo mese di settembre. Se la gara non ci sarà mi auguro che venga istituito un tavolo di lavoro per non far perdere allo Stato italiano la possibilità di annoverare tra le file dei concessionari autorizzati anche un soggetto importante come Stanley”. E’ quanto ha dichiarato Giovanni Garrisi, Group Chief Executive di Stanley, nel corso di una conferenza stampa nel corso di Enada Rimini. “Vogliamo preservare e proteggere il sistema concessorio, anche perché il benessere del settore è dovuto agli investimenti degli operatori. Siamo contrari a una gara che rinnovi tutto il sistema, che invece deve essere protetto e preservato, adeguato a regole europee, senza ingressi indiscriminati di operatori. In questo momento – ha proseguito Garrisi – lo Stato italiano sta riconsiderando il settore del gioco, soprattutto per quanto riguarda gli apparecchi da intrattenimento, ma la Stabilità 2017 prevede la gara scommesse entro il 30 settembre 2018 e non vedo perché Stanley debba essere lasciata fuori dal sistema concessorio. Siamo disposti a pagare da subito anche l’imposta unica, purché non sia una sanzione. Il primo passo dovrà essere il riconoscimento di Stanley come operatore di mercato, seguito dal collegamento al totalizzatore nazionale e dal pagamento dell’imposta unica. Ritengo che oggi l’interesse di ADM e dei concessionari sia che la gara si faccia e che Stanley non venga esclusa. Se verrà fatta una gara, apriremo una sede operativa in Italia. Abbiamo una grande fiducia nella giustizia italiana, se perderemo pagheremo l’imposta unica, altrimenti no, anche se ritengo auspicabile una soluzione negoziabile. Voglio tuttavia che sia chiaro che non accetteremo alcun condono. Dimostreremo in Tribunale che quella tassa non era dovuta, in quanto una sanzione per impedire ai ctd di lavorare con noi. Tra l’altro la legge in questo caso è confessoria, in quanto dice che si vuole scoraggiare i ctd a operare con Stanley, e questa è una discriminazione”. Il Chief Executive di Stanley si rivolge anche ai concessionari affermando che “se fossero qui resterebbero stupiti nel sentir dire da noi che il sistema concessorio va tutelato e difeso. Per questo motivo nei prossimi giorni li richiamerò all’unità attraverso una lettera che invierò loro”. Allo stesso tempo, si è parlato dei ricorsi sulle concessioni di Lotto e GrattaeVinci a Lottomatica. “Sul Lotto – ha precisato l’avvocato Fabio Ferraro – la controversia è se l’affidamento a Lottomatica sia legittimo o meno, si tratterebbe di mantenere un sistema monoproviding che di fatto esclude la concorrenza, mentre sul GrattaeVinci la causa sull’affidamento, impugnato da noi e da Sisal, pende davanti al giudice amministrativo, ma la situazione è più complessa in quanto non c’è stata alcuna gara, bensì si è deciso di rinnovare per 9 anni la concessione. Il contenzioso a nostro giudizio seguirà il percorso di quello del Lotto, fino alla Corte di Giustizia europea”.
Sull’imposta unica, l’avvocato Daniela Agnello ha ribadito che “il contenzioso è molto forte, in quanto l’imposta è legittimamente incostituzionale e in contrasto con il diritto UE. La Stabilità 2016 ha stabilito che l’imposta unica si calcola sulla differenza fra le somme giocate e le vincite del bookmaker, ma è dovuta anche dal ctd per un importo pari al triplo della raccolta media provinciale, una discriminazione quest’ultima che riguarda solamente Stanley”. cr/AGIMEG
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Re: Accordo Stanley-Agenzia delle Entrate. Chiusa la partita con il Fisco. Pronti per entrare nel mercato concessorio
Messaggioda scommettitore siracusano » 20/03/2018 - 08:49
Accordo Agenzia delle Entrate-Stanleybet, l’avvocato Agnello: “Dallo scorso settembre pagate regolarmente le imposte dirette”
19/03/2018 | 18:10
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.143325
ROMA - Dal mese di settembre 2017 il Gruppo Stanleybet paga regolarmente le imposte dirette relative alle attività italiane. È quanto conferma ad Agipronews Daniela Agnello, avvocato del bookmaker inglese, ripercorrendo la vicenda dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate. «La regolarità dell’attività della società è stata dichiarata dalla costante giurisprudenza nazionale e comunitaria. Di recente anche la Corte Costituzionale ha riconosciuto che si tratta di un operatore che svolge attività lecita. Le società del Gruppo Stanleybet hanno sempre pagato le imposte nei rispettivi Stati di sede (Regno Unito, Danimarca, Belgio, Germania, Romania, Croazia, Malta e Cipro)». La vicenda fiscale prende il via nel marzo 2014, quando la Guardia di Finanza di Roma ha trasmesso notizia di reato al Pubblico Ministero sull’ipotesi dell’esercizio - mediante più stabili organizzazioni occulte - dell’attività illegale di raccolta delle scommesse in evasione totale di imposta, contestando il reato associativo.
«A seguito di ulteriori indagini – spiega il legale - nell’agosto del 2014 la Procura di Roma ha formulato richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di ingenti somme. Il Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, nel settembre del 2014, ha accolto le richieste della Procura per il solo reato di evasione fiscale ed ha emesso decreto di sequestro preventivo per equivalente a carico della società».
La difesa della società ha proposto ricorso al Tribunale del Riesame di Roma che, nel novembre dello stesso anno, ha annullato il decreto di sequestro preventivo a carico della società e del suo legale rappresentante. «Il Tribunale ha escluso gli indizi di colpevolezza e ha dichiarato inesistente la stabile organizzazione statuendo altresì che risultava dimostrato dai documenti che gli obblighi fiscali erano adempiuti nel Regno Unito. La Procura ha presentato ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Roma; la suprema Corte ha rigettato il ricorso della Procura escludendo la stabile organizzazione e ritenendo inesistente il fumus del reato, su conclusioni conformi della Procura Generale», prosegue Agnello. Nel frattempo, il Gruppo Tutela Entrate della Guardia di Finanza, già impegnato nelle indagini definite con la sentenza della Corte di Cassazione, ha dato avvio ad una verifica fiscale nei confronti di Stanleybet sul presupposto dell’esistenza di una stabile organizzazione di quest’ultima sul territorio italiano, che avrebbe sottratto a imposizione (IRES, IRAP e altri tributi) i redditi prodotti negli anni d’imposta 2003-2008.
Dopo una breve sospensione dell’attività di verifica mentre era pendente il procedimento penale, nel febbraio 2016 la GdF ha ripreso l’attività di verifica iniziata nel 2014, escludendo le annualità precedenti al 2008 ed estendendo la verifica anche ai periodi d’imposta 2009-2014, ritenendo quindi dovute ingenti somme a titolo di IRAP e IRES. «Nel marzo 2017, è stato concluso il procedimento di adesione. Successivamente è stata perfezionata la procedura di adesione anche per le annualità 2015 e 2016. Dal mese di settembre 2017 il Gruppo Stanleybet paga regolarmente le imposte dirette relative alle attività italiane», conclude l’avvocato Agnello, da vent’anni impegnata nel settore del gaming. NT/Agipro
19/03/2018 | 18:10
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.143325
ROMA - Dal mese di settembre 2017 il Gruppo Stanleybet paga regolarmente le imposte dirette relative alle attività italiane. È quanto conferma ad Agipronews Daniela Agnello, avvocato del bookmaker inglese, ripercorrendo la vicenda dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate. «La regolarità dell’attività della società è stata dichiarata dalla costante giurisprudenza nazionale e comunitaria. Di recente anche la Corte Costituzionale ha riconosciuto che si tratta di un operatore che svolge attività lecita. Le società del Gruppo Stanleybet hanno sempre pagato le imposte nei rispettivi Stati di sede (Regno Unito, Danimarca, Belgio, Germania, Romania, Croazia, Malta e Cipro)». La vicenda fiscale prende il via nel marzo 2014, quando la Guardia di Finanza di Roma ha trasmesso notizia di reato al Pubblico Ministero sull’ipotesi dell’esercizio - mediante più stabili organizzazioni occulte - dell’attività illegale di raccolta delle scommesse in evasione totale di imposta, contestando il reato associativo.
«A seguito di ulteriori indagini – spiega il legale - nell’agosto del 2014 la Procura di Roma ha formulato richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di ingenti somme. Il Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, nel settembre del 2014, ha accolto le richieste della Procura per il solo reato di evasione fiscale ed ha emesso decreto di sequestro preventivo per equivalente a carico della società».
La difesa della società ha proposto ricorso al Tribunale del Riesame di Roma che, nel novembre dello stesso anno, ha annullato il decreto di sequestro preventivo a carico della società e del suo legale rappresentante. «Il Tribunale ha escluso gli indizi di colpevolezza e ha dichiarato inesistente la stabile organizzazione statuendo altresì che risultava dimostrato dai documenti che gli obblighi fiscali erano adempiuti nel Regno Unito. La Procura ha presentato ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Roma; la suprema Corte ha rigettato il ricorso della Procura escludendo la stabile organizzazione e ritenendo inesistente il fumus del reato, su conclusioni conformi della Procura Generale», prosegue Agnello. Nel frattempo, il Gruppo Tutela Entrate della Guardia di Finanza, già impegnato nelle indagini definite con la sentenza della Corte di Cassazione, ha dato avvio ad una verifica fiscale nei confronti di Stanleybet sul presupposto dell’esistenza di una stabile organizzazione di quest’ultima sul territorio italiano, che avrebbe sottratto a imposizione (IRES, IRAP e altri tributi) i redditi prodotti negli anni d’imposta 2003-2008.
Dopo una breve sospensione dell’attività di verifica mentre era pendente il procedimento penale, nel febbraio 2016 la GdF ha ripreso l’attività di verifica iniziata nel 2014, escludendo le annualità precedenti al 2008 ed estendendo la verifica anche ai periodi d’imposta 2009-2014, ritenendo quindi dovute ingenti somme a titolo di IRAP e IRES. «Nel marzo 2017, è stato concluso il procedimento di adesione. Successivamente è stata perfezionata la procedura di adesione anche per le annualità 2015 e 2016. Dal mese di settembre 2017 il Gruppo Stanleybet paga regolarmente le imposte dirette relative alle attività italiane», conclude l’avvocato Agnello, da vent’anni impegnata nel settore del gaming. NT/Agipro
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