I dubbi dei tecnici sulle gare per le concessioni di scommesse e bingo in Manovra
Inviato: 06/12/2017 - 12:51
I dubbi dei tecnici sulle gare per le concessioni di scommesse e bingo in Manovra
6 dicembre 2017
https://www.jamma.tv/politica/dubbi-dei ... vra-112620
(Jamma) Le norme contenute in Manovra prevedono lo svolgimento, nel 2018, di una gara per le concessioni del gioco del Bingo e di una gara per le concessioni di raccolta delle scommesse, prorogando a titolo oneroso le concessioni in essere fino alle nuove aggiudicazioni.E fin qui sembra essere tutto chiaro . Ma per i tecnici di Camera e Senato vanno chiarite le quantificazione degli effetti finanziari. Viene infatti osservato che i proventi delle proroghe sono stati ascritti al netto dei proventi già attesi a legislazione vigente (e cioè come differenza fra le somme dovute a legislazione variata e quelle dovute a legislazione vigente), mentre i proventi delle gare sono stati ascritti a miglioramento dei saldi per l’intero importo atteso: in proposito, appare utile un chiarimento circa l’eventuale venir meno di proventi ipoteticamente già scontati ai fini dei tendenziali di finanza pubblica, soprattutto con riferimento alla gara Bingo, già prevista per il 2016 anche se poi non completata.
Per quanto riguarda l’attribuzione di 210 concessioni per il Bingo. La gara concerne le concessioni scadute o in scadenza fra il 2013 e il 2018 e deve assicurare un introito pari ad almeno 73 milioni di euro.
Vengono incrementate le somme mensili che i concessionari in scadenza devono versare per ogni mese (o frazione) di proroga del rapporto concessorio scaduto:
da euro 5.000 a euro 7.500 per ogni mese (o frazione superiore ai 15 giorni);
da euro 2.500 a euro 3.500 per ogni frazione di mese inferiore ai 15 giorni.
Il comma 620 prevede che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli attribuisca – con gara da indire entro il 30 settembre 2018 – le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi alle condizioni già previste all’articolo 1, comma 932, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (v. supra), con un introito almeno pari a 410 milioni. A tal fine, le concessioni in essere200 sono prorogate al 31 dicembre 2018, a fronte del versamento della somma annuale di euro 6.000 per diritto afferente i punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di euro 3.500 per ogni diritto afferente i punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici (cosiddetti “corner”). Secondo il comma 621, al fine di consentire l’espletamento delle procedure di selezione di cui ai commi 619 e 620, le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017.
La relazione tecnica afferma che attualmente, le concessioni in materia di Bingo (200 sale) sono in proroga dietro il pagamento di un corrispettivo, pari ad euro 5.000 mensili. Il provvedimento aumenta tale corrispettivo portandolo a 7.500 mensili.
Le concessioni in materia di scommesse sono in proroga tecnica, in attesa dell’emanazione del bando di gara, condizionato dalla definizione dei piani distributivi dei punti gioco, da parte degli enti locali.
Il provvedimento in esame, prevedendo una proroga onerosa delle concessioni scommesse e un incremento del corrispettivo dovuto per la proroga delle concessioni del Bingo, comporta un introito per il 2018 pari ad euro 69,025 milioni di euro, calcolato come segue:
sale scommesse: 6.243 x 6.000 = 37,458 milioni di euro;
corner: 7.305 x 3.500 = 25,567 milioni di euro;
Bingo: 2.500 x 200 x 12 = 6 milioni di euro;
Totale su base annuale: 69,025 milioni di euro (introito 2018 da proroghe). Per quanto riguarda le gare “Bingo” e Scommesse, l’introito atteso nel
2018 a seguito di definizione delle gare è: introito Gara scommesse: 410 milioni di euro; Introito Gara Bingo: 73 milioni di euro;
Totale introito 2018 da gare: 483 milioni di euro.
Si evidenzia che la predetta somma di 410 milioni per la gara scommesse è verificabile con i seguenti calcoli, non esplicitati nella RT:
esercizi con attività prevalente di gioco (agenzie/negozi): 10.000
esercizi con attività non prevalente di gioco (“corner”): 5.000
– 10.000 x 32.000 euro = 320.000.000 euro
– 5.000 x 18.000 euro = 90.000.000 euro
Totale (320 + 90) = 410 milioni.
La predetta somma di 73 milioni di euro per la gara Bingo è verificabile con i seguenti calcoli, non esplicitati nella RT:
concessioni poste a gara: 210;
corrispettivo minimo per l’aggiudicazione: 350.000 euro; Totale: 210 x 350.000 euro = 73.500.000 euro.
E proprio in merito ai profili di quantificazione, i tecnici rilevano preliminarmente che alle norme è ascritto un effetto diverso sui tre saldi:
per quanto riguarda l’impatto sull’indebitamento netto, l’effetto stimato risulta basato sull’applicazione del principio della competenza (in base al SEC 2010), secondo il quale i proventi delle gare, ancorché finanziariamente anticipati, devono essere registrati pro quota per l’intera durata delle rispettive concessioni. Ciò premesso, è comunque necessario acquisire chiarimenti circa le modalità di calcolo di tali effetti.
Infatti i proventi attesi dalle gare sono di 73 milioni per la gara Bingo e di 410 milioni per la gara scommesse (totale 483 milioni). Poiché in entrambi i casi le concessioni sono di nove anni, l’effetto in termini di competenza annuale a decorrere dal 2019 dovrebbe essere di 53,7 milioni (483 : 9), mentre il prospetto riepilogativo ne indica 61,7; inoltre, i proventi attesi dalle proroghe, contabilizzati nel 2018, sono di 69,025 milioni per l’anno 2018, secondo le conclusioni della RT, mentre il prospetto riepilogativo indica, per tale anno, 120 milioni in termini di indebitamento netto;
per quanto riguarda l’impatto sul saldo netto da finanziare e sul fabbisogno, premesso che si prende atto dei dati forniti dalla relazione tecnica, si rileva che lo stesso è calcolato sulla base delle seguenti assunzioni in merito alle quali appare opportuno acquisire l’avviso del Governo:
con riferimento alla proroga 2018, andrebbero esplicitate le ragioni sottese all’ipotesi secondo la quale tutti i concessionari di scommesse e di Bingo accetteranno le condizioni della proroga e le osserveranno; inoltre, poiché per il Bingo la proroga è calcolata su base mensile, la RT assume che la proroga coinvolga tutti i punti di vendita e che essa duri 12 mensilità (ossia l’intero anno 2018, mentre in merito alle gare – v. sotto – si assume che l’aggiudicazione avvenga entro il 2018);
in merito alle gare, si rileva che, prudenzialmente, è stato assunto l’importo minimo legalmente fissato a base di gara, cioè senza tener conto di presumibili offerte al rialzo. Andrebbe invece verificata la prudenzialità dell’ipotesi che tutte le concessioni siano aggiudicate e le convenzioni sottoscritte entro il 2018. In particolare, per la gara scommesse si è assunto che possano essere aggiudicate concessioni in numero maggiore di quelle attualmente operanti: ciò, peraltro, parrebbe dipendere (oltre che dalla propensione degli imprenditori a concorrere) anche dalla tempistica e dai contenuti della revisione delle leggi regionali sulla dislocazione dei punti gioco, prefigurata dal comma 621.
6 dicembre 2017
https://www.jamma.tv/politica/dubbi-dei ... vra-112620
(Jamma) Le norme contenute in Manovra prevedono lo svolgimento, nel 2018, di una gara per le concessioni del gioco del Bingo e di una gara per le concessioni di raccolta delle scommesse, prorogando a titolo oneroso le concessioni in essere fino alle nuove aggiudicazioni.E fin qui sembra essere tutto chiaro . Ma per i tecnici di Camera e Senato vanno chiarite le quantificazione degli effetti finanziari. Viene infatti osservato che i proventi delle proroghe sono stati ascritti al netto dei proventi già attesi a legislazione vigente (e cioè come differenza fra le somme dovute a legislazione variata e quelle dovute a legislazione vigente), mentre i proventi delle gare sono stati ascritti a miglioramento dei saldi per l’intero importo atteso: in proposito, appare utile un chiarimento circa l’eventuale venir meno di proventi ipoteticamente già scontati ai fini dei tendenziali di finanza pubblica, soprattutto con riferimento alla gara Bingo, già prevista per il 2016 anche se poi non completata.
Per quanto riguarda l’attribuzione di 210 concessioni per il Bingo. La gara concerne le concessioni scadute o in scadenza fra il 2013 e il 2018 e deve assicurare un introito pari ad almeno 73 milioni di euro.
Vengono incrementate le somme mensili che i concessionari in scadenza devono versare per ogni mese (o frazione) di proroga del rapporto concessorio scaduto:
da euro 5.000 a euro 7.500 per ogni mese (o frazione superiore ai 15 giorni);
da euro 2.500 a euro 3.500 per ogni frazione di mese inferiore ai 15 giorni.
Il comma 620 prevede che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli attribuisca – con gara da indire entro il 30 settembre 2018 – le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi alle condizioni già previste all’articolo 1, comma 932, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (v. supra), con un introito almeno pari a 410 milioni. A tal fine, le concessioni in essere200 sono prorogate al 31 dicembre 2018, a fronte del versamento della somma annuale di euro 6.000 per diritto afferente i punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di euro 3.500 per ogni diritto afferente i punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici (cosiddetti “corner”). Secondo il comma 621, al fine di consentire l’espletamento delle procedure di selezione di cui ai commi 619 e 620, le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017.
La relazione tecnica afferma che attualmente, le concessioni in materia di Bingo (200 sale) sono in proroga dietro il pagamento di un corrispettivo, pari ad euro 5.000 mensili. Il provvedimento aumenta tale corrispettivo portandolo a 7.500 mensili.
Le concessioni in materia di scommesse sono in proroga tecnica, in attesa dell’emanazione del bando di gara, condizionato dalla definizione dei piani distributivi dei punti gioco, da parte degli enti locali.
Il provvedimento in esame, prevedendo una proroga onerosa delle concessioni scommesse e un incremento del corrispettivo dovuto per la proroga delle concessioni del Bingo, comporta un introito per il 2018 pari ad euro 69,025 milioni di euro, calcolato come segue:
sale scommesse: 6.243 x 6.000 = 37,458 milioni di euro;
corner: 7.305 x 3.500 = 25,567 milioni di euro;
Bingo: 2.500 x 200 x 12 = 6 milioni di euro;
Totale su base annuale: 69,025 milioni di euro (introito 2018 da proroghe). Per quanto riguarda le gare “Bingo” e Scommesse, l’introito atteso nel
2018 a seguito di definizione delle gare è: introito Gara scommesse: 410 milioni di euro; Introito Gara Bingo: 73 milioni di euro;
Totale introito 2018 da gare: 483 milioni di euro.
Si evidenzia che la predetta somma di 410 milioni per la gara scommesse è verificabile con i seguenti calcoli, non esplicitati nella RT:
esercizi con attività prevalente di gioco (agenzie/negozi): 10.000
esercizi con attività non prevalente di gioco (“corner”): 5.000
– 10.000 x 32.000 euro = 320.000.000 euro
– 5.000 x 18.000 euro = 90.000.000 euro
Totale (320 + 90) = 410 milioni.
La predetta somma di 73 milioni di euro per la gara Bingo è verificabile con i seguenti calcoli, non esplicitati nella RT:
concessioni poste a gara: 210;
corrispettivo minimo per l’aggiudicazione: 350.000 euro; Totale: 210 x 350.000 euro = 73.500.000 euro.
E proprio in merito ai profili di quantificazione, i tecnici rilevano preliminarmente che alle norme è ascritto un effetto diverso sui tre saldi:
per quanto riguarda l’impatto sull’indebitamento netto, l’effetto stimato risulta basato sull’applicazione del principio della competenza (in base al SEC 2010), secondo il quale i proventi delle gare, ancorché finanziariamente anticipati, devono essere registrati pro quota per l’intera durata delle rispettive concessioni. Ciò premesso, è comunque necessario acquisire chiarimenti circa le modalità di calcolo di tali effetti.
Infatti i proventi attesi dalle gare sono di 73 milioni per la gara Bingo e di 410 milioni per la gara scommesse (totale 483 milioni). Poiché in entrambi i casi le concessioni sono di nove anni, l’effetto in termini di competenza annuale a decorrere dal 2019 dovrebbe essere di 53,7 milioni (483 : 9), mentre il prospetto riepilogativo ne indica 61,7; inoltre, i proventi attesi dalle proroghe, contabilizzati nel 2018, sono di 69,025 milioni per l’anno 2018, secondo le conclusioni della RT, mentre il prospetto riepilogativo indica, per tale anno, 120 milioni in termini di indebitamento netto;
per quanto riguarda l’impatto sul saldo netto da finanziare e sul fabbisogno, premesso che si prende atto dei dati forniti dalla relazione tecnica, si rileva che lo stesso è calcolato sulla base delle seguenti assunzioni in merito alle quali appare opportuno acquisire l’avviso del Governo:
con riferimento alla proroga 2018, andrebbero esplicitate le ragioni sottese all’ipotesi secondo la quale tutti i concessionari di scommesse e di Bingo accetteranno le condizioni della proroga e le osserveranno; inoltre, poiché per il Bingo la proroga è calcolata su base mensile, la RT assume che la proroga coinvolga tutti i punti di vendita e che essa duri 12 mensilità (ossia l’intero anno 2018, mentre in merito alle gare – v. sotto – si assume che l’aggiudicazione avvenga entro il 2018);
in merito alle gare, si rileva che, prudenzialmente, è stato assunto l’importo minimo legalmente fissato a base di gara, cioè senza tener conto di presumibili offerte al rialzo. Andrebbe invece verificata la prudenzialità dell’ipotesi che tutte le concessioni siano aggiudicate e le convenzioni sottoscritte entro il 2018. In particolare, per la gara scommesse si è assunto che possano essere aggiudicate concessioni in numero maggiore di quelle attualmente operanti: ciò, peraltro, parrebbe dipendere (oltre che dalla propensione degli imprenditori a concorrere) anche dalla tempistica e dai contenuti della revisione delle leggi regionali sulla dislocazione dei punti gioco, prefigurata dal comma 621.