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Uno scambio di commenti su Jamma per un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo

Inviato: 29/11/2017 - 13:27
da scommettitore siracusano
Stamattina, su Jamma, ho commentato un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo S.P.A.

https://www.jamma.tv/adi/gatti-bakoo-pd ... 0ea092a988

sul fato se è meglio, per i gestori, che il M5S o il Centro-destra vada al governo al posto del PD.

Ha risposto con un commento anche l'Ing. Gatti.

Visto l'argomento di comune interesse per tutti i gestori di giochi e scommesse, credo che sia interessante leggere i commenti, e/o aggiungerne altri.

Re: Uno scambio di commenti su Jamma per un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo

Inviato: 29/11/2017 - 13:36
da Carcarlo
Grande! Ormai ti apri i thread ad personam :|

Re: Uno scambio di commenti su Jamma per un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo

Inviato: 29/11/2017 - 13:48
da scommettitore siracusano
Carcarlo ha scritto:Grande! Ormai ti apri i thread ad personam :|


Sempre nell'interesse di tutti i colleghi gestori. Nessuno escluso. :party:

Re: Uno scambio di commenti su Jamma per un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo

Inviato: 29/11/2017 - 16:42
da scommettitore siracusano
Questa dichiarazione dell'Avvocato Sbordoni, mi sembra in linea con uno dei commenti:

Sbordoni: “Il qualunquismo del caso Piemonte che delegittima se stessa dopo la firma dell’accordo sui giochi”

29 NOVEMBRE 2017 - 16:05
http://www.pressgiochi.it/sbordoni-il-q ... ochi/45042


La legge regionale del Piemonte n. 9/2016, a far data dal 20 novembre scorso, ha imposto la rimozione di tutte le slot installate negli esercizi commerciali, tra cui le tabaccherie, ubicate in prossimità dei luoghi sensibili quali scuole, ospedali, luoghi di culto e centri di aggregazione in generale.
Ecco – afferma il legale Stefano Sbordoni – gli effetti di questa scellerata normativa: 10.000 posti di lavoro a rischio, aumento dell’IVA nei prossimi anni, reintroduzione della tassa sulla prima casa, ticket ospedaliero. Quindi le conseguenze dell’entrata in vigore della Legge Regionale piemontese andranno a gravare solo sull’utente finale: il cittadino ed il consumatore (cioè tutti gli italiani).
Le associazioni di categoria stanno annunciando battaglie giudiziarie, legittime e dovute, visto e considerato che il governo della Regione Piemontese non sembra avere alcuna intenzione di tornare sui propri passi, proclamandosi – nella migliore tradizione degli ottusi e dei politicanti di mezza tacca – convinto delle sue ragioni. Altro effetto giuridicamente imbarazzante – che mina quel poco di credibilità rimasta nelle nostre istituzioni – dell’entrata in vigore della legge regionale del Piemonte è quello di rimettere in discussione i termini dell’accordo firmato lo scorso 7 settembre in Conferenza unificata tra Governo, Regioni ed enti locali, che doveva essere tradotto in un decreto attuativo del Ministero dell’Economia entro la fine di ottobre.
La drammaticità di questa Legge Regionale è nella linea proibizionista, che è stata sposata senza diritto di replica. Il governo centrale avrebbe dovuto dare un segnale chiaro ed impugnare la Legge n. 9/2016; ma forse, senza che ciò valga giustificazione, lo scorso anno con il precedente governo si era convinti di portare a casa l’accordo Stato-Regioni a stretto giro, quindi il ricorso avverso la Legge Piemonte poteva risultare scomodo. Purtroppo i vertici della Regione Piemonte non si rendono conto che con queste modalità si creano esclusivamente effetti nefasti: 1) si alimenta il mercato illegale del gioco, 2) i piemontesi andranno a giocare nelle Regioni limitrofe a danno dell’economia locale (il c.d. effetto a macchia di leopardo, ben conosciuto a Napoli e nei comuni limitrofi); 3) si cancellano posti di lavoro e redditi di intere famiglie; 4) si perdono rilevanti entrate erariali nazionali; 5) NON si ottiene alcun beneficio in termini di salute; 6) si delegittima il Governo centrale (e questo sembra lo scopo principale.); 7) si delegittima se stessi, in quanto firmatari dell’Accordo del 7 settembre.
Che ne è quindi del presupposto che ha portato, – si chiede l’avvocato romano – dopo un lungo e proficuo percorso di dialogo e confronto con Regioni ed enti locali, all’intesa per il riordino del gioco pubblico? E’ bene ricordare alcuni dei punti fondamentali dell’accordo Stato-Regioni: 1) dimezzamento, in tre anni, dei punti gioco, dagli attuali 98mila a circa 50mila; 2) introduzione della tessera sanitaria per giocare e accesso selettivo ai punti di gioco per la tutela dei minori; 3) riduzione da 500 a 100 euro del taglio di banconote che possono essere immesse nelle Vlt; 4) innalzamento dei sistemi di controllo; 5) costante monitoraggio dell’applicazione della riforma, anche attraverso una banca dati gratuita sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, alla quale possono accedere i Comuni.
Sicuramente l’intesa potrà essere perfezionata, soprattutto in alcuni passaggi come quello che prevede la riduzione radicale dei punti di vendita. Profilo per il quale si rischia che il mercato illegale ne approfitti.
Altro aspetto fondamentale è la necessità di una forte collaborazione tra il governo centrale e quello del territorio.
La Regione Piemonte, storicamente e politicamente sempre vicina al governo centrale, sembra aver disconosciuto l’accordo sottoscritto anche con il loro placet. A questo punto sarà necessario che il regolamento del MEF, che va a recepire l’accordo del 7 settembre u.s., faccia in modo che la condotta dalla Regione Piemonte sia sconfessata.
PressGiochi

Re: Uno scambio di commenti su Jamma per un articolo dell'Ing. Francesco Gatti di Bakoo

Inviato: 30/11/2017 - 09:04
da scommettitore siracusano
Il mio ultimo commento sull'articolo di Jamma è stato:

Riassumo il mio pensiero. Quello che sta succedendo in Piemonte è una situazione particolare, frutto anche dei problemi politici attuali tra PD e MDP. Baretta, infatti, non l'approva e la contrasta. Fatta questa premessa, sono convintissimo, visto che ho gestito sia una ricevitoria-tabaccheria con 4 slot, ed ora un'agenzia sportiva con slot, vlt e sala fumatori, dove vige il divieto assoluto, che faccio rispettare anche a costo di perdere clienti, di ingresso dei minorenni, che le SLOT vanno installate in luoghi non accessibili ai minori.

Anch'io sono ingegnere, e so bene che le SLOT, con le loro immagini, suoni, e atmosfera particolare (progettate appositamente allo scopo) sono pericolosissime per l'aumento della ludopatia tra i giovani.

Inoltre la commissione antimafia, nell'ultima relazione, ha affermato che le organizzazioni criminali sono interessatissime al settore giochi e scommesse, e lasciare zone libere verrebbero immediatamente occupate dall'illegalità. L'accordo raggiunto in conferenza unificata, è al momento il migliore possibile, perchè permetterà anche a molti bar e tabacchi che si attrezzeranno con sale in cui i minori non potranno entrare, di continuare a lavorare. Sperare che si chiuda un occhio su questo, permettendo ai bar e alle tabaccherie di avere le slot aperte ai minori, è PURA ILLUSIONE e anche se qualcuno sta facendo promesse ai fini elettorali, non le potrà mantenere. Cerchiamo di essere realisti e non facciamoci prendere in giro.


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E a conferma del mio pensiero, c'è un articolo su AGIMEG :

Giochi, Marco Dotti (giornalista): “Patologia non è scarso controllo del giocatore, ma effetto cercato dai produttori di machine gambling”
29/11/2017 19:22
https://www.agimeg.it/pp2/giochi-marco- ... e-gambling


“Le vecchie slot machine erano con i rulli meccanici, come quella che si trova nella mostra al piano di sopra. Adesso sono macchine elettroniche e al posto dei rulli ci sono delle schede che stabiliscono come e quando devono essere erogate le vincite. E questo ha cambiato totalmente il paradigma del gioco com’era inteso fino agli anni ’90, quando era di competenza del ministero dell’Interno e non delle Finanze. Un passaggio di competenze che ha significato passare dal contenimento alla diffusione del gioco”. Ha introdotto così il suo intervento a Treviso alla cerimonia di premiazione del Premio Gaetano Cozzi che si è svolta questo pomeriggio, il giornalista Marco Dotti, che si è concentrato sui rischi che la diffusione del gioco d’azzardo ha comportato e comporta. “Quello che ha cambiato il panorama del gioco è l’investimento che si è fatto sulla tecnologia nel gioco d’azzardo. Oggi si parla di gamblification, che è arrivata dopo la gamification di cui si parla già da tempo, ed è una specifica disciplina del marketing più evoluto. La patologia non è un effetto perverso di uno scarso controllo del giocatore, ma l’effetto cercato dai produttori di machine gambling. La fidelizzazione passa dalla costruzione di un bisogno, attraverso un sistema di ricompense multiple”. gpm/AGIMEG