Giochi, si va verso Conferenza Unificata straordinaria prossima settimana. Agli enti locali decisione su distanze.
Inviato: 27/07/2017 - 10:04
Giochi, si va verso Conferenza Unificata straordinaria prossima settimana
Il governo punta a trovare un accordo che lasci a enti locali la decisione sulle distanze, ma che garantisca anche l'offerta (che viene ridotta) e la tenuta del settore
http://www.ilvelino.it/it/article/2017/ ... 9324d43a3/
La questione del riordino del settore dei giochi tornerà sul tavolo della Conferenza Unificata la prossima settimana. E' intenzione del Governo affrontare il tema - che non è all'ordine del giorno della riunione di domani - prima della pausa estiva, e per questo sarà richiesta - da quanto apprende il VELINO - una seduta straordinaria. L'obiettivo resta quello di chiudere l'intesa fra Stato ed Enti locali sulle caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico. L'Esecutivo - secondo quanto riferiscono fonti istituzionali - è intenzionato a trovare un accordo che lasci agli enti locali la decisione sulle distanze ma che allo stesso tempo garantisca che l'offerta di gioco - una volta ridotta - possa essere effettuata. E che si vada verso un effettivo ridimensionamento lo testimonia il fatto che il ministro dell'Economia ha già firmato il decreto sulla riduzione del 30 per cento delle Awp previsto dalla recente "Manovrina".
Sempre da quanto si apprende, proseguono intanto i contatti fra le parti per arrivare a una conclusione dopo una trattativa che dura ormai da molti mesi. Si riparte con la consapevolezza che è tramontata la bozza presentata a maggio dal sottosegretario con delega al settore Pierpaolo Baretta che prevedeva un distanziometro di 150 metri da tre luoghi sensibili (luoghi di culto, scuole e sert) così come poco percorribile sarebbe la strada prospettata da alcune Regioni di una distanza minima di 300-500 metri da una decina di luoghi. Ora dunque si prova a cambiare schema di ragionamento. Il problema - insomma - si sposta dai metri ai criteri generali di distribuzione sul territorio. La programmazione spetterebbe agli enti locali che dovranno decidere dove vanno collocate le sale cercando però di realizzare una distribuzione equilibrata, evitando eccessi o ghetti. Ognuno avrebbe le sue competenze ma senza trascurare la tenuta del settore. Anche sui bandi di gara per le concessioni la consapevolezza è che "non si può rinviare ulteriormente".
Il governo punta a trovare un accordo che lasci a enti locali la decisione sulle distanze, ma che garantisca anche l'offerta (che viene ridotta) e la tenuta del settore
http://www.ilvelino.it/it/article/2017/ ... 9324d43a3/
La questione del riordino del settore dei giochi tornerà sul tavolo della Conferenza Unificata la prossima settimana. E' intenzione del Governo affrontare il tema - che non è all'ordine del giorno della riunione di domani - prima della pausa estiva, e per questo sarà richiesta - da quanto apprende il VELINO - una seduta straordinaria. L'obiettivo resta quello di chiudere l'intesa fra Stato ed Enti locali sulle caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico. L'Esecutivo - secondo quanto riferiscono fonti istituzionali - è intenzionato a trovare un accordo che lasci agli enti locali la decisione sulle distanze ma che allo stesso tempo garantisca che l'offerta di gioco - una volta ridotta - possa essere effettuata. E che si vada verso un effettivo ridimensionamento lo testimonia il fatto che il ministro dell'Economia ha già firmato il decreto sulla riduzione del 30 per cento delle Awp previsto dalla recente "Manovrina".
Sempre da quanto si apprende, proseguono intanto i contatti fra le parti per arrivare a una conclusione dopo una trattativa che dura ormai da molti mesi. Si riparte con la consapevolezza che è tramontata la bozza presentata a maggio dal sottosegretario con delega al settore Pierpaolo Baretta che prevedeva un distanziometro di 150 metri da tre luoghi sensibili (luoghi di culto, scuole e sert) così come poco percorribile sarebbe la strada prospettata da alcune Regioni di una distanza minima di 300-500 metri da una decina di luoghi. Ora dunque si prova a cambiare schema di ragionamento. Il problema - insomma - si sposta dai metri ai criteri generali di distribuzione sul territorio. La programmazione spetterebbe agli enti locali che dovranno decidere dove vanno collocate le sale cercando però di realizzare una distribuzione equilibrata, evitando eccessi o ghetti. Ognuno avrebbe le sue competenze ma senza trascurare la tenuta del settore. Anche sui bandi di gara per le concessioni la consapevolezza è che "non si può rinviare ulteriormente".