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Dal sito Jamma.it

Inviato: 17/09/2003 - 23:44
da pippobet
La Corte Europea potrebbe infliggere un duro colpo al mercato del gioco

La Corte Europea si accinge a deliberare in merito a due casi relativi al gioco d'azzardo e alla compatibilità  delle leggi nazionali con quelle europee. Una di queste mette in discussione il regime di monopolio statale sulle scommesse, l'altra la impossibilità  di gestire slot-machines senza la concessione dello Stato.

Quali sono sono gli indirizzi del Tribunale Europeo? Perchè una sentenza avversa allo Stato Italiano potrebbe rappresentare una sconfitta per chi sostiene il libero mercato e la illegittimità  delle restrizioni nazionali?

Si avvicina l'ora del verdetto. Proprio in queste settimane il Tribunale Europeo delibererà  su due importanti casi che riguardano il gioco d'azzardo e più precisamente la rispondenza delle leggi nazionali con quanto stabilito dalla legislazione europea. Per quanto riguarda più specificatamente il caso italiano, quello che vede i sostenitori della necessità  di una apertura agli operatori stranieri delle scommesse contro lo Stato, presenta dei risvolti da non sottovalutare. Una vittoria potrebbe, paradossalmente, rappresentare una vittoria di Pirro. Il motivo si nasconde tra le pieghe dei pronunciamenti dei due Avvocati Generali che si sono fino ad ora occupati dei casi.

I due Avvocati hanno pubblicato la loro opinione prima della pronuncia della Corte Europea. L'opinione dell'Avvocato Generale , va detto, rappresenta un indirizzo guida, un ausilio per la decisione della Corte, ma non necessariamente dovranno coincidere con la sentenza stessa.

In entrambi i casi si può dire che collimano perfettamente con la linea giurisprudenziale del Tribunale Europeo. Le restrizioni nazionali sulle operazioni di gioco d'azzardo sono compatibili con la legge europea a patto che la legislazione dello Stato in questione sia intesa a limitare i dannosi effetti del gioco d'azzardo.

Nel primo caso, il caso Anomar, riguarda il Portogallo e la decisione è dello scorso 11 febbraio. Secondo la legge portoghese il funzionamento delle slot-machines è soggetto a duplice restrizione. Primo, possono essere gestite solo dallo Stato. Gli operatori privati sono autorizzati a gestire le slot solo a due condizioni: che siano Spa e che abbiano stipulato un contratto con lo Stato stesso. Secondo, le slot possono funzionare solo in aree, permanenti o temporanee, per il gioco d'azzardo e designate per legge. Secondo l'Avvocato Generale, Antonio Tizzano, la legislazione portoghese costituisce sì un impedimento alla libertà  di fornire il servizio, ma questa restrizione è giustificata da obiettivi di pubblico interesse (limitare lo sfruttamento della passione per il gioco d'azzardo e il fatto di limitare il rischio di fenomeni criminali legati al gioco) e quindi non è sproporzionata. L'Avvocato Generale ha altresì aggiunto che gli Stati membri dell'EU godono di un grande potere discrezionale in merito alla regolamentazione del gioco d'azzardo. Questo potere non è limitato dal fatto che altri Stati abbiano deciso di regolare il gioco in maniera più liberale.

Il secondo caso riguarda invece l'Italia e l'opinione è stata pubblicata nel marzo scorso. L'opinione è dell'Avvocato Siegbert Alber e si riferisce alla negazione dell'autorizzazione ad operare a società  estere nel settore delle scommesse. Secondo la legge del nostro paese è proibito agli operatori stranieri accettare scommesse da consumatori italiani (offline e online) a meno che non abbiano ricevuto una concessione dallo Stato. L'aspetto su cui si concentra il pronunciamento dell'Avv. Alber è se il legislatore italiano abbia cercato di arginare il desiderio di giocare d'azzardo. Secondo Alber questo intento non c'è. L'obiettivo della legge italiana non è quello di limitare gli effetti dannosi del gioco d'azzardo. I concessionari italiani hanno usato forme di pubblicità  aggressiva e lo Stato ha ampliato in modo significativo l'offerta e le opportunità  per giocare sul mercato italiano. Le restrizioni sono una forma di protezionismo e nient'altro. In base a questo la legge non può essere giustificata da obiettivi di interesse pubblico e quindi rappresenta una restrizione ingiustificabile e incompatibile con le leggi europee.

Riferendosi a quanto sostenuto da Alber qualcuno può essere indotto a pensare che l'industria europea del gioco d'azzardo è vicina ad una rivoluzione copernicana. In realtà  questa opinione non è poi tanto rivoluzionaria, bensì perfettamente in linea con le espressioni della Corte di Giustizia Europea. L'unica novità  è rappresentata dal fatto che Alber mette in dubbio la "genuinità " di quanto sostenuto dallo Stato italiano. I suoi obiettivi non sono la prevenzione del crimine, della frode e della diffusione del gioco d'azzardo.

I possibili effetti di questa sentenza, se avversa allo Stato, saranno comunque limitati alla sola Italia. Non necessariamente sulla base della stessa si potrà  dire che tutte le leggi sono contrarie a quella europea. Bisognerà  valutare caso per caso e Stato per Stato. E' innegabile però che la notizia, di per sè gia clamorosa, del pronunciamento di Alber ha provocato un vero terremoto sul mercato. Un'altra compagnia inglese, la Ladbrokes, si è appellata alla Corte Europea per un caso simile a quello che vede coinvolto lo Stato italiano. La Ladbrokes ha chiamato in causa il governo Olandese per una legge che non consente di scommettere on line. In Olanda il monopolio delle scommesse è infatti detenuto dalla De Lotto. Ecco quindi un altro tentativo di liberalizzare il settore del gioco per vie legali. Paradossalmente però l'opinione di Alber potrebbe addirittura scatenare un effetto boomerang: un atteggiamento molto più restrittivo giustificato dal timore di incorrere in possibili conflitti con la Corte Europea. Le restrizioni se in linea con una politica rivolta ad arginare la diffusione del gioco d'azzardo e l'offerta di nuovi giochi saranno ritenute perfettamente compatibili con la legislazione europea. Questo, sostengono molti esperti di legislazioni europee, potrebbe chiudere definitivamente le porte alle compagnie del gioco che vogliono avere accesso ai mercati europei.




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Inviato: 18/09/2003 - 12:09
da pull
"Paradossalmente però l'opinione di Alber potrebbe addirittura scatenare un effetto boomerang: un atteggiamento molto più restrittivo giustificato dal timore di incorrere in possibili conflitti con la Corte Europea. Le restrizioni se in linea con una politica rivolta ad arginare la diffusione del gioco d'azzardo e l'offerta di nuovi giochi saranno ritenute perfettamente compatibili con la legislazione europea."

Nelle conclusioni di ALBER si dice che le restrizioni dell'italia non sono volte ad arginare la diffusione del gioco...e comunque non credo che lo stato italiano per non far entrare società  straniere limiti la diffusione del gioco...poi alla fine facessero come vogliono ma almeno dicano SI o NO!! :smoke: :!: