Qualunque legge regionale vale solo per le NUOVE APERTURE di sale scommesse e sale gioco, per cui, fino a quando non ci sarà un nuovo bando, la situazione rimarrà immutata, con distanze reali anche di pochi metri dai luoghi sensibili.
Secondo la proposta del governo, come si evince anche dall’ultima dichiarazione del sottosegretario Baretta:
“Il sottosegretario con delega ai Giochi smentisce con IL VELINO le notizie circolate nei giorni scorsi su un’eventuale volontà di andare a proroga tecnica onerosa per le concessioni sulle scommesse. Allargando – come anche previsto dall’Unione Europea in tal senso – ai nuovi operatori e riallineando i bandi scaduti da tempo.”
non ci sarà alcuna proroga, con nuove concessioni aggiuntive, sicuramente perché i nuovi concessionari sarebbero discriminati rispetto ai vecchi, già ben posizionati sul territorio. Con conseguente ricorso alla Corte di Giustizia Europea, e nuovo CAOS.
Se si farà, invece, un nuovo bando per il retail, e già nel bando stesso sarà indicata la distanza minima di 150 mt dai luoghi sensibili, specificando che con le nuove concessioni, tutti i nuovi diritti verranno considerati NUOVE APERTURE, circa il 50% degli attuali PUNTI GIOCO si dovranno spostare oltre i 150 mt.
E’ quindi RAGIONEVOLE, oltre ogni ragionevole dubbio, che se veramente le regioni e gli enti locali vogliono combattere la LUDOPATIA (e non facciano ostruzionismo solo per ragioni di lotta politica), devono accettare l’attuale proposta del governo.
P.S.: In questi giorni, probabilmente, sono uno dei pochi che "sta battendo insistentemente su questo tasto", secondo me fondamentale per il settore giochi e scommesse; e mi chiedo il perché. E forse un argomento che a qualcuno non conviene che sia posto all'attenzione e venga approfondito?







