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Garrisi (Stanleybet): “Legittimandoci Stato toglierebbe linfa vitale alle org. criminali che si dichiarano come Stanley"

Inviato: 05/04/2017 - 11:47
da scommettitore siracusano
Garrisi (Stanleybet) ad Agimeg: “Legittimandoci lo Stato toglierebbe linfa vitale alle organizzazioni criminali che si dichiarano ‘come’ Stanleybet” (1)
05/04/2017 11:11

https://www.agimeg.it/personaggi/garris ... anleybet-1

Deutsche Bank, è solo uno degli importanti coinquilini dello stabile dove ha sede Stanleybet e che danno subito l’idea di trovarsi in una zona di Liverpool che profuma di affari e grandi aziende. Entrando nel piano “tecnico” (nel piano superiore c’è la centrale di comando, con uffici amministrativi, finanziari e legali) di Stanleybet, ci si rende immediatamente conto che in Italia si ha una percezione deviata dell’operatore anglo-maltese. Da noi Stanleybet è associata ad una posizione di “contrasto” alla normativa italiana, quindi una società per molti “fuorilegge” e fatta di parti buie e poco trasparenti. Ebbene, entrando nell’elegante sede di Liverpool si ha tutta un’altra impressione. Uffici modernissimi, centinaia di persone al lavoro tra pc, meeting e strumenti informatici di vario tipo. Il tutto in un’atmosfera tipicamente inglese, quindi con grande attenzione al lavoro e poche distrazioni, rotta simpaticamente ogni tanto dallo spirito tipicamente italiano dei tanti dipendenti che si sono trasferiti dal nostro Paese. E non manca anche la parte “all’americana” con stanze dove gli appunti con nuove idee e nuovi progetti sono scritte su muri cancellabili. Insomma un’azienda con una struttura internazionale, dove il confronto con gli altri paesi (Stanleybet è presente con le proprie agenzie in Inghilterra, Italia, Romania, Cipro) non avviene solo sul campo ma anche all’interno. Colpisce anche il cocktail lavorativo dove l’entusiasmo dei giovani si mescola con l’esperienza di manager di livello. Insomma entrando negli uffici di Stanleybet cambia completamente la percezione che si ha in Italia. Ed un approfondimento dello stato dell’arte e di quello che sarà il futuro di Stanleybet, lo ha raccontato Giovanni Garrisi, executive chairman, in una esclusiva intervista rilasciata al direttore di Agimeg Fabio Felici, ospite nella sede di Liverpool.

Avendo visto di persona il palazzo sede di Stanley in Inghilterra mi rendo conto che da noi non c’è la percezione giusta sulla società. Perché secondo Lei?

Perché poco importa che Stanley sia un preminente operatore Europeo di grande prestigio e storia. In Italia è ancora visto come un operatore non regolare. Grave responsabilità storica delle autorità inquirenti che, istigate nel passato dai grandi operatori italiani, si rifiutano di accettare il giudicato della Corte di Giustizia e delle Supreme Corti Italiane.

L’incompetenza regna sovrana. Si sentono spesso parlamentari di varie aree che parlano di pene più severe per gli operatori illegali, senza sapere che cosa sia un operatore illegale. È chiaro che una legge che già viene disapplicata per contrasto con il diritto dell’Unione continuerà ad essere disapplicata anche prevedendo pene più severe.

Se invece la Stanley, dopo la sentenza Costa Cifone, fosse stata inserita nel sistema, come sarebbe stato possibile, nessuno avrebbe più potuto prosperare alla sua ombra sfruttandone le vittorie legali.

La storia della gramigna che sempre sorge vicino alla pianta buona è di una analogia esemplare. La Stanley, assolutamente legittimata ma non riconosciuta tale, vince sistematicamente di fronte alle magistrature giudicanti. La criminalità organizzata, la gramigna, si fa forte di queste vittorie, sostiene di essere come la Stanley e alla sua ombra cresce, succhia il sangue alle piante buone (la Stanley e i Concessionari) e ottiene le stesse vittorie Stanley.

E come si esce da questo problema?

Si può uscirne con una maggiore consapevolezza. È stato necessario l’impegno di un grande Magistrato e una grande intelligenza investigativa per smascherare una di queste organizzazioni che si dichiarano ‘come la Stanley’ senza averne ne storia, ne titolo ne diritto. .

Ma una rondine non fa primavera.

Certo: non si può lasciare la nostra Magistratura sola ad affrontare il fenomeno.

Il legislatore ha il dovere di capirlo questo fenomeno. Ha il dovere di ammettere che le tre gare precedenti sono state illegittime. Ha il dovere di tentare di rimediare, anche cercando la collaborazione dell’operatore Stanley che ha messo in evidenza tutto questo.

Se non lo fa, il legislatore diviene complice della gramigna. I problemi non si risolvono e il perimetro legale Stanley+Concessionari ne soffre.

Io continuo a proporre che la Stanley venga inserita immediatamente, e legittimata, nel sistema legale, come è suo diritto.

Se ciò accadrà, la gramigna, non più alimentata, cadrà da sola sotto i colpi delle autorità inquirenti che avranno finalmente ricevuto chiarezza su cosa sia un operatore illegale. (segue)

ff/AGIMEG

Re: Garrisi (Stanleybet): “Legittimandoci Stato toglierebbe linfa vitale alle org. criminali che si dichiarano come Stan

Inviato: 05/04/2017 - 11:48
da scommettitore siracusano
Garrisi (Stanleybet) ad Agimeg: “Lanciata la nuova piattaforma di proprietà per le scommesse. Al momento puntiamo ad espanderci e non a vendere” (2)
05/04/2017 11:09
https://www.agimeg.it/pp/garrisi-stanle ... -vendere-2

Ho notato grinta, passione e dedizione dei lavoratori Stanleybet per lo sviluppo e l’implementazione del vostro prodotto. Gli utenti Stanleybet possono sempre quindi contare su un prodotto all’avanguardia ed in movimento?

Il dipartimento di tecnologia a Liverpool occupa 80 persone e, come Lei ha avuto la possibilità di vedere, tutto il secondo piano del palazzo Stanley. È il laboratorio dove vengono pensati, prodotti e assemblati gli strumenti hardware e software per i nostri negozi. Si, certo! È nostro dovere dare ai nostri operatori in tutta Europa, da Copenagen a Cipro, prodotti all’avanguardia ed in continuo sviluppo. C’è poi il lancio a livello internazionale, che avverrà ad ICE Londra il prossimo anno della nuova realtà Magellan Robotech, società del gruppo per operazioni B2B. Abbiamo presentato ad Enada il nuovo prodotto virtual ‘Trident’ pensato e sviluppato con il supporto e la passione dei migliori operatori del mercato, che sarà commercializzato da Magellan Liverpool in tutto il mondo.

Sembriamo grintosi ed appassionati? Non è forse Perché abbiamo ottimi motivi per esserlo? E il mercato ci sente e si muove verso la Stanley. Vogliamo condividere la percezione della nostra capacità di unire i migliori capacità del settore. Perché, specialmente in Italia si riesca, di nuovo, ad essere capaci di sognare.

Numeri importanti per la vostra società arrivano anche dall’online. La conferma che puntate anche su questo segmento arriva anche dal lancio della vostra piattaforma di scommesse?

Si, la nostra attività online si sta avviando in tutta Europa. E bisogna dire che è stata l’Italia ad avviarne il motore. Come è noto la Stanley ha una licenza online ADM ed è quindi pienamente legittimata ad operare. La scorsa settimana siamo passati da una piattaforma gestita da un provider esterno alla nostra piattaforma proprietaria. Contemporaneamente si è concluso un nuovo processo di certificazione di fronte alle autorità belghe e abbiamo ottenuto in Belgio anche la licenza Online. In Belgio siamo già da anni autorizzati sul terrestre e abbiamo un fiorente business retail con 300 negozi. Siamo presenti con l’online anche in Romania, dove siamo stati la seconda compagnia, in ordine di tempo, a conseguire la licenza per tale canale. Presenza retail: oltre 450 shop con personale Stanley.

I risultati di crescita del segmento online in Italia possono essere definiti straordinari. Lo dicono gli stessi dati ADM. È chiara in tutti noi la consapevolezza che è avvenuto lo start up di un importante processo, e che siamo all’inizio, ma proprio solo all’inizio, di una nuova grande avventura.

È vero che negli ultimi mesi ci sono state trattative tra Stanleybet ed alcune società italiane per possibili operazioni di collaborazione/acquisto?

Collaborazione ci può sempre essere e devo dire che ad Enada si è respirata una nuova aria. Gli operatori hanno preceduto le autorità e ora percepiscono la Stanley come un operatore pienamente legittimato e con cui poter parlare e collaborare. È chiaro che in un contesto in cui il mercato in Italia è molto poco dinamico, la compagnia potrebbe essere percepita come una opportunità. Non credo però che sia il momento giusto per passare la mano in un contesto che ci vede sempre più vicini all’autorità italiana e sempre più performanti nei territori esteri, con un occhio ormai anche oltre oceano, Stati Uniti e Sud America. Dove è John Whittaker in questo momento? A Miami, in Florida, insieme a Mike Kershaw, CEO di Stanley negli anni 90 del secolo scorso, che ora vive là e sta proponendoci l’entrata negli Stati Uniti. Anche se alla fine ogni cosa dipende dal prezzo, devo dire che mi sembra che siamo un pochino troppo eccitati per pensare alla vendita. O no? (segue)

Re: Garrisi (Stanleybet): “Legittimandoci Stato toglierebbe linfa vitale alle org. criminali che si dichiarano come Stan

Inviato: 05/04/2017 - 11:50
da scommettitore siracusano
Garrisi (Stanleybet) ad Agimeg: “Chiedo allo Stato, al Mef e all’Adm di iniziare a pagare subito l’imposta unica in Italia previo riconoscimento di legittimazione e lasciare alla magistratura la risoluzione dei contenziosi” (3)
05/04/2017 11:06

https://www.agimeg.it/eventi/garrisi-st ... asciare-al

Dopo anni di battaglie, il rapporto tra Monopoli e Stanleybet sembra vivere una stagione di “rispetto” reciproco. Com’è la situazione al momento?

Credo che la parola ‘rispettò rifletta la realtà, pur nelle differenze di opinione che ormai sono limitate al problema dell’imposta unica, che però è responsabilità del legislatore e non di ADM. Alla fine la giustizia trionferà, probabilmente in sede di Corte Costituzionale o di Corte Europea. L’imposta unica introdotta con la legge di stabilità del 2011 non è una imposta ma una sanzione. Una sanzione punitiva per il fatto di essere un CTD. È risibile che venga richiesta ad un operatore che non c’entra nulla. E come se la si richiedesse ai negozi SNAI invece che alla Snai, o, come ha recentemente detto la Commissione Tributaria Provinciale di Roma dandoci ragione, è come se venisse richiesta direttamente ai botteghini del lotto. Ma allora Perché non richiederla alla Stanley? Perché la Stanley la paga già da un’altra parte, dove è autorizzata, e non in Italia, dove l’autorizzazione gli è stata negata, in violazione del diritto dell’Unione. Alla fine il problema riceverà una soluzione basata su questi semplici elementi di diritto e di giustizia. Una sanzione mascherata da imposta per scoraggiare l’unico modo che l’Europa aveva dato alla Stanley per entrare nel sistema. Una vera e propria violazione del giudicato della Corte di Giustizia. Tanti ci sono andati di mezzo. Che vergogna per l’Italia. Ma bisogna avere pazienza e non perdere mai la fiducia nella giustizia. L’esercizio di sacrosanti diritti costituzionali, cosi come confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, rende legittima la via del risarcimento alla Stanley e ai CTD per i danni subiti.

Senza la prevista gara come si regolerà Stanleybet per la sua entrata nel sistema concessorio italiano?

Abbiamo più volte chiesto, e continuiamo a chiedere, di essere subito inseriti in qualche modo nel sistema concessorio. Abbiamo il riconoscimento di legittimità dei Tribunali Italiani. Siamo disposti, previo riconoscimento di legittimità del Ministero dell’Economia o direttamente del regolatore, ad iniziare a pagare l’imposta unica in Italia dal giorno dopo che tale riconoscimento sia avvenuto. Per il passato proponiamo allo Stato, al legislatore, al regolatore, di lasciare che sia la Magistratura ad occuparsene. In questo momento ADM sta vincendo la maggior parte dei procedimenti tributari, in primo grado. Di conseguenza mi sembra una proposta più che ragionevole. Dato che non voglio essere frainteso, e per essere chiaro fino in fondo, ripeto, Perché non ci siano dubbi sulla assoluta chiarezza della mia posizione, che ho concordato con John Whittaker, il CEO, e quindi è anche la posizione del board di Stanley: chiedo allo Stato al Ministero dell’Economia e ad ADM di iniziare subito a pagare l’imposta unica in Italia, previo riconoscimento di legittimazione della Stanley e dei suoi CTD da parte di una di queste entità e di lasciare all’insegnamento della Magistratura la risoluzione del contenzioso in essere per il passato. Più chiaro di così….. (fine)

ff/AGIMEG