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Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Betting

Inviato: 26/10/2016 - 15:12
da scommettitore siracusano
Sicuramente vale anche nel MONDO DEL BETTING, in cui gli illeciti sono all'ordine del giorno. Da qui, se un book in passato si è comportato in modo disonesto, sarà più portato in futuro a continuare a commettere illeciti.

L’articolo originale di LE SCIENZE (Edizione italiana della rivista scientifica internazionale SCIENTIFIC AMERICAN): http://www.lescienze.it/news/2016/10/24 ... a-3283556/

L'adattamento del cervello ai comportamenti disonesti

Chi compie un’azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Prendere decisioni che non riteniamo moralmente corrette abitua il cervello alle emozioni negative che generalmente accompagnano queste scelte, incoraggiandoci a ripeterle con livelli di disonestà sempre maggiori. Lo ha dimostrato una ricerca che ha svelato anche il coinvolgimento dell’amigdala nel meccanismo biologico alla base di questo circolo viziosodi Sara Mohammad


È possibile che il cervello si adatti a comportamenti via via più scorretti? Secondo una ricerca effettuata al Dipartimento di psicologia sperimentale dello University College of London (UCL) e ora pubblicata su Nature Neuroscience, le persone che agiscono in maniera disonesta una volta potrebbero più facilmente prendere decisioni disoneste in futuro, a causa di un meccanismo cerebrale che riduce nel tempo la sensazione di comportarsi ingiustamente.
La capacità delle regioni del cervello di diminuire progressivamente la propria attività in risposta a una situazione che si ripete nel tempo è un processo noto come adattamento e può verificarsi in presenza sia di stimoli di natura sensoriale (come un odore o un suono) sia di stimoli che richiedono un’elaborazione cognitiva più complessa (come quelli che generano un’emozione). Per esempio, è grazie all’adattamento sensoriale se quando ci troviamo in una stanza dove c’è cattivo odore, dopo un po’ smettiamo di percepirlo.

I ricercatori dello UCL, in collaborazione con la Fuqua School of Business alla Duke University, hanno ora dimostrato che il cervello è in grado di adattarsi anche ad azioni scorrette da un punto di vista morale, come quando decidiamo di mentire a qualcuno per ottenere un vantaggio.

Per arrivare a questa conclusione, Neil Garrett, ora post-doc all’Istituto di neuroscienze della Princeton University, e colleghi hanno chiesto a 80 soggetti, con età compresa tra i 18 e i 65 anni, di partecipare a un esperimento in cui dovevano indovinare il numero di monete contenute in un barattolo di vetro e comunicarlo a un’altra persona attraverso un computer.

L'adattamento del cervello ai comportamenti disonesti
(Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)
I ricercatori avevano progettato inoltre cinque scenari sperimentali diversi, agendo sulla motivazionedei partecipanti a mentire. Comunicare un numero falso di monete poteva beneficiare il partecipante arrecando un danno all’altra persona, beneficiare il partecipante senza costi per l’altra persona, beneficiare l’altra persona arrecando un danno al partecipante, beneficiare l’altra persona senza costi per il partecipante, oppure beneficiare entrambi.

Analizzando i risultati, i ricercatori hanno osservato che man mano che l’esperimento andava avanti, i soggetti del campione sperimentale erano più inclini a mentire, specialmente nello scenario in cui avrebbero ricavato un vantaggio per sé stessi, sia nel caso in cui la loro decisione avesse danneggiato il partner sia in caso contrario.

Per spiegare il comportamento osservato a livello cerebrale, Garrett e colleghi hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale (fMRI) un sottogruppo degli 80 soggetti mentre partecipavano all’esperimento. I ricercatori hanno osservato una progressiva diminuzione di attività nell’amigdala, la regione del cervello attiva quando si ha una risposta emotiva, via via che i partecipanti continuavano a mentire.

Garrett ha spiegato che “è come se la risposta smorzata del cervello a ripetute azioni disoneste rifletta la reazione emotiva a queste azioni”, aggiungendo che le conclusioni del suo studio sono in linea con ricerche precedenti che suggeriscono un ruolo dell’amigdala nella repulsione verso azioni considerate sbagliate o immorali.

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 27/10/2016 - 15:37
da Vivi e lascia vivere
Eh si bisogna vedere il book con chi andava a scuola, il papà e la mamma del book che educazione hanno dato al poveretto, bisogna vedere se il book da adolescente faceva uso di droghe o alcolici vari e non dimentichiamoci gli amori giovanili con le conseguenti eventuali delusioni che il povero book avrà dovuto subire durante la sua crescita fisica ed emotiva.

Fatta un attenta analisi di tutti questi fattori possiamo dedurre che il povero book che ha commesso un illecito di sicuro ci ricascherà.

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 27/10/2016 - 15:40
da Vivi e lascia vivere
hahahahahahahahaha

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 27/10/2016 - 20:36
da scommettitore siracusano
Vivi e lascia vivere ha scritto:Eh si bisogna vedere il book con chi andava a scuola, il papà e la mamma del book che educazione hanno dato al poveretto, bisogna vedere se il book da adolescente faceva uso di droghe o alcolici vari e non dimentichiamoci gli amori giovanili con le conseguenti eventuali delusioni che il povero book avrà dovuto subire durante la sua crescita fisica ed emotiva.

Fatta un attenta analisi di tutti questi fattori possiamo dedurre che il povero book che ha commesso un illecito di sicuro ci ricascherà.


Di sicuro c'è solo la morte. Viviamo in un mondo probabilistico, e non deterministico (forse studiare anche la meccanica quantistica, in questi casi potrebbe servire). :D

La realtà è basata su delle funzioni d'onda di probabilità, come del resto anche il mondo del betting (nessun evento è certo, ma ha una certa probabilità di verificarsi, e su questa ognuno scommette). :D

Per tornare all'argomento dell'articolo di neuroscienze, chi compie un'azione illegale, è più probabilmente portato a compierne altre, rispetto a chi non ne ha mai compiuto.

Ma forse sono concetti troppo complessi per qualcuno. :lol: :lol: :lol:

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 27/10/2016 - 20:46
da scommettitore siracusano
In ogni caso, a disposizione per chiarimenti sulla meccanica quantistica, teoria quantistica dei campi, neuroscienze, genetica, epigenetica, emergenza dalla complessità, etc. :D

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 27/10/2016 - 20:59
da scommettitore siracusano
Dimenticavo. :D

Einstein coniò la famosa frase "Dio non gioca ai dadi con l'universo", proprio perchè si rifiutava di accettare la natura probabilistica e non deterministica della realtà. E Bohr gli rispose "Einstein non dire a Dio quello che deve fare".

Dopo qualche decennio fu dimostrato che Bohr aveva ragione ed Einstein torto. :-)

Re: Da una recente ricerca scientifica. Chi compie un'azione disonesta, è incline a rifarlo ancora di più in futuro. Bet

Inviato: 28/10/2016 - 08:34
da Curioso
scommettitore siracusano ha scritto:
Vivi e lascia vivere ha scritto:Eh si bisogna vedere il book con chi andava a scuola, il papà e la mamma del book che educazione hanno dato al poveretto, bisogna vedere se il book da adolescente faceva uso di droghe o alcolici vari e non dimentichiamoci gli amori giovanili con le conseguenti eventuali delusioni che il povero book avrà dovuto subire durante la sua crescita fisica ed emotiva.

Fatta un attenta analisi di tutti questi fattori possiamo dedurre che il povero book che ha commesso un illecito di sicuro ci ricascherà.


Di sicuro c'è solo la morte. Viviamo in un mondo probabilistico, e non deterministico (forse studiare anche la meccanica quantistica, in questi casi potrebbe servire). :D

La realtà è basata su delle funzioni d'onda di probabilità, come del resto anche il mondo del betting (nessun evento è certo, ma ha una certa probabilità di verificarsi, e su questa ognuno scommette). :D

Per tornare all'argomento dell'articolo di neuroscienze, chi compie un'azione illegale, è più probabilmente portato a compierne altre, rispetto a chi non ne ha mai compiuto.

Ma forse sono concetti troppo complessi per qualcuno. :lol: :lol: :lol:


A prescindere delle recenti conferme neuroscientifiche, nel codice di procedura penale italiano, esiste la misura cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, e tra i suoi presupposti c'è il rischio di reiterazione del reato. Per approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Misure_ca ... e_italiano)