Rflessioni su un book discriminato, in base alla sentenza CGE Laezza, dal bando Monti, su imposta unica e normative ADM
Inviato: 11/06/2016 - 12:39
Trascrivo il testo di un topic letto in un gruppo facebook, di cui condivido il contenuto. Su questo argomento su facebook si sono accese violente polemiche perchè non tutti ritenevano di segnalare i CTD Stanleybet per presunti illeciti
La Stanley e i suoi CTD non possono essere inquadrati come normali .com.
Non solo non hanno sanato ma sostengono che l'imposta unica non e' dovuta.
Siccome la questione e' stata mandata sia alla Corte Costituzionale che alla Corte di Giustizia, il sospetto che finiscano per aver ragione e' molto forte.
Anche perche' francamente se l'imposta unica e' dovuta da SNAI ma non dai suoi gestori, perche' nel caso del CTD dovrebbe essere dovuta da lui che non ha nulla a che vedere con l'effettivo guadagno del book?
La Stanley e' diversa dagli altri che remunerano anche sul margine, perche' in tal caso il CTD diventa un po 'book' e quindi si potrebbe considerare dovuta. Ma non e' il caso Stanley.
Quindi la Stanley dal mio punto di vista e' equiparata ad un sanato, perche' se la Corte Costituzionale o la CGE gli dara' infine ragione l'imposta unica non era dovuta dai CTD Stanley.
Ma solo per la legalita', non per i minimi, etc,etc. Perche' l'autorita' italiana si rifiuta di riconoscerla e quindi la Stanley, secondo la CGE, puo' offrire i propri servizi secondo le regole dei propri servizi.
Perche' mai dovrebbe adeguarsi a regole di chi non la riconosce?
C'e' pero' una osservazione da fare. La Stanley, se fosse vero che i suoi CTD sono esenti dall'imposta unica, come ogni altro gestore AAMS, allora avremmo pero la differenza che i datori di lavoro dei gestori AAMS pagano l'imposta unica allo Stato Italiano, mentre i datori di lavoro dei CTD Stanley, cioe' la Stanley stessa, no.
Ma come i concessionari AAMS pagano l'imposta unica a chi li ha autorizzati, risulta che la Stanley paga l'imposta unica alle autorita' Maltesi, che sono quelle che la hanno autorizzata.
Pagano di meno? Pagano di piu'? Sono domande significative ma inutili.
Se lo stato Italiano voleva che la Stanley pagava le tasse in Italia, la faceva entrare come tutti gli altri. Non la ha fatta entrare, la CGE ha detto che puo' operare lo stesso, le tasse le paga e il discorso tecnico finisce qui.
Naturalmente tutto cio' e' irragionevole: la Stanley dovrebbe pagare l'imposta unica in Italia ma puo' ben pretendere allora, come chiede, che sia riconosciuta legittima.
Se non e' riconosciuta legittima, e questa e' stata considerata una violazione del diritto dell'Unione, ce la prendiamo tutti in quel posto e la Stanley ha 'tecnicamente' il diritto di fare quello che sta facendo.
La Stanley e i suoi CTD non possono essere inquadrati come normali .com.
Non solo non hanno sanato ma sostengono che l'imposta unica non e' dovuta.
Siccome la questione e' stata mandata sia alla Corte Costituzionale che alla Corte di Giustizia, il sospetto che finiscano per aver ragione e' molto forte.
Anche perche' francamente se l'imposta unica e' dovuta da SNAI ma non dai suoi gestori, perche' nel caso del CTD dovrebbe essere dovuta da lui che non ha nulla a che vedere con l'effettivo guadagno del book?
La Stanley e' diversa dagli altri che remunerano anche sul margine, perche' in tal caso il CTD diventa un po 'book' e quindi si potrebbe considerare dovuta. Ma non e' il caso Stanley.
Quindi la Stanley dal mio punto di vista e' equiparata ad un sanato, perche' se la Corte Costituzionale o la CGE gli dara' infine ragione l'imposta unica non era dovuta dai CTD Stanley.
Ma solo per la legalita', non per i minimi, etc,etc. Perche' l'autorita' italiana si rifiuta di riconoscerla e quindi la Stanley, secondo la CGE, puo' offrire i propri servizi secondo le regole dei propri servizi.
Perche' mai dovrebbe adeguarsi a regole di chi non la riconosce?
C'e' pero' una osservazione da fare. La Stanley, se fosse vero che i suoi CTD sono esenti dall'imposta unica, come ogni altro gestore AAMS, allora avremmo pero la differenza che i datori di lavoro dei gestori AAMS pagano l'imposta unica allo Stato Italiano, mentre i datori di lavoro dei CTD Stanley, cioe' la Stanley stessa, no.
Ma come i concessionari AAMS pagano l'imposta unica a chi li ha autorizzati, risulta che la Stanley paga l'imposta unica alle autorita' Maltesi, che sono quelle che la hanno autorizzata.
Pagano di meno? Pagano di piu'? Sono domande significative ma inutili.
Se lo stato Italiano voleva che la Stanley pagava le tasse in Italia, la faceva entrare come tutti gli altri. Non la ha fatta entrare, la CGE ha detto che puo' operare lo stesso, le tasse le paga e il discorso tecnico finisce qui.
Naturalmente tutto cio' e' irragionevole: la Stanley dovrebbe pagare l'imposta unica in Italia ma puo' ben pretendere allora, come chiede, che sia riconosciuta legittima.
Se non e' riconosciuta legittima, e questa e' stata considerata una violazione del diritto dell'Unione, ce la prendiamo tutti in quel posto e la Stanley ha 'tecnicamente' il diritto di fare quello che sta facendo.