Probabile decadenza CTD sanati nel 2015 che non si collegheranno a Sogei entro il 30 Giugno 2016
Inviato: 12/05/2016 - 10:14
Scommesse e Ctd: caso Laezza, la Gara Monti non ha sanato la discriminazione
http://www.gioconews.it/scommesse/66-ge ... iminazione
Creato Giovedì, 12 Maggio 2016 09:41
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
Secondo il tribunale di Frosinone, Stanleybet non ha potuto partecipare alla gara in condizione di parità: continua la bagarre.
In attesa del riassetto del mercato del betting, che aspetta con trepidazione i risultati dei lavori della Conferenza Unificata, senza i quali non si potrà arrivare all'emanazione del nuovo bando di gara, non accenna a placarsi il contenzioso nazionale che coinvolge i centri trasmissione dati collegati ad operatori esteri non concessionari.
Un fenomeno che non deve essere sottovalutato, in vista della prossima gara, tenendo conto delle dichiarazioni degli operatori interessati dal contenzioso, compresi quelli che hanno aderito alla regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015 (e rinnovata nel 2016), nonché quelli che hanno dichiarato di partecipare alle prossime gare d'appalto.
Dalle pronunce della Corte di Giustizia Ue (che per operatori diversi da Stanleybet hanno fatto rinvio alle medesime conclusioni del caso Laezza) e da quelle dei Tribunali del Riesame nazionali (tra le quali appunto l'ordinanza del Tribunale di Frosinone sul caso Laezza), sembra emergere un quadro che vede la Gara Monti non integralmente compatibile con in principi europei di liberalizzazione.
Secondo il Tribunale laziale, in effetti, la stessa gara non sarebbe rispettosa dei principi affermati dal Giudice dell'Unione con la sentenza sul caso Costa-Cifone del 2012, pur essendo stata bandita proprio per porre rimedio alle criticità riscontrate nella normativa della Gara Bersani del 2006.
ATTESA PRONUNCIA UE - E' dunque evidente che dal 2000 ad oggi le gare succedutesi nel tempo non sono state in grado di porre un rimedio definitivo e certo alle istanze degli operatori esteri operanti tramite Ctd in territorio italiano. L'ordinanza del Tribunale di Frosinone dello scorso 8 aprile ha ritenuto la clausola convenzionale sulla cessione a titolo gratuito, dei beni costituenti le reti dei concessionari, al termine della concessione o in caso di decadenza, connotata da elementi di sproporzione, incoerenza e discriminazione. A questo punto si attende la pronuncia della Corte di Cassazione Sezione Terza che, proprio come il Tribunale di Frosinone, aveva sollevato dubbi di compatibilità europea della suddetta clausola.
L'interpretazione del Tribunale laziale potrebbe essere integralmente recepita dal giudice dei legittimità, e risulta, peraltro, aver condiviso le argomentazioni contenute in consulenze tecniche di parte prodotte dalla difesa, al fine di comprovare l'impatto significativo in termini di deterrenza della predetta clausola sulla decisione di altri operatori economici di partecipare alla gara in questione.
LA DISCRIMINAZIONE PERMANENTE - Alle soglie del nuovo bando, Stanleybet risulta quindi ad oggi ancora discriminata e diversi operatori hanno beneficiato di una "equiparabilità" ai fini della disapplicazione della norma penale, che ancora non ha l'avallo della Corte di Cassazione.
Non resta che auspicare una gara questa volta pienamente rispettosa dei principi europei e che consenta di porre fine alla rete parallela di raccolta delle scommesse che rende tuttora ardua un'analisi compiuta e realistica del valore del mercato del betting.
GLI ALTRI PROBLEMI DELLA RETE – Nel frattempo non mancano i problemi anche sulla rete fisica del betting italiano, dopo la 'sanatoria' del 2015 e in attesa di portare a termine quella prevista dalla Stabilità per il 2016. Rispetto alle circa 2.100 agenzie di scommesse regolarizzate dai tre bookmaker lo scorso anno, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato la prima lettera di contestazione alle società interessate (Sks365, Goldbet e Betaland) che non hanno ancora collegato la propria rete al totalizzatore Sogei. Le quali dovranno spiegare i motivi del ritardo che non hanno consentito di rispettare il termine dello scorso 28 febbraio: se le controdeduzioni non verranno considerate esaurienti, l'amministrazione dovrà procedere all’irrogazione delle penali previste dall’articolo 22 del decreto che regolamenta l’attività dei tre bookmaker esteri regolarizzati. Con le sanzioni che potrebbero essere comminate mese per mese, per importi calcolati sulla base del numero di agenzie realmente collegate. Intanto gli uffici territoriali di AdM, su indicazione dell'ufficio centrale, hanno avviato una serie di controlli in loco per verificare il collegamento dei centri che risultavano ancora non connessi al totalizzatore per una nuova ricognizione. In ogni caso, rimane la data del 30 giugno come termine ultime per l’allaccio a Sogei, oltre la quale saranno avviati i procedimenti di decadenza nei confronti dei tre operatori.
Intanto prosegue anche la nuova procedura di regolarizzazione fiscale per emersione con circa 300 richieste di adesione – relative a tre bookmaker esteri e alcuni soggetti singoli – che ha terminato la prima fase con il primo versamento da parte delle società interessate della quota di adesione prevista dalla legge. Ora l'Agenzia dovrà calcolare gli importi da versare successivamente da ogni società aderente entro il prossimo novembre.
http://www.gioconews.it/scommesse/66-ge ... iminazione
Creato Giovedì, 12 Maggio 2016 09:41
Data pubblicazione
Scritto da Alessio Crisantemi
Secondo il tribunale di Frosinone, Stanleybet non ha potuto partecipare alla gara in condizione di parità: continua la bagarre.
In attesa del riassetto del mercato del betting, che aspetta con trepidazione i risultati dei lavori della Conferenza Unificata, senza i quali non si potrà arrivare all'emanazione del nuovo bando di gara, non accenna a placarsi il contenzioso nazionale che coinvolge i centri trasmissione dati collegati ad operatori esteri non concessionari.
Un fenomeno che non deve essere sottovalutato, in vista della prossima gara, tenendo conto delle dichiarazioni degli operatori interessati dal contenzioso, compresi quelli che hanno aderito alla regolarizzazione fiscale per emersione prevista dalla Legge di Stabilità per il 2015 (e rinnovata nel 2016), nonché quelli che hanno dichiarato di partecipare alle prossime gare d'appalto.
Dalle pronunce della Corte di Giustizia Ue (che per operatori diversi da Stanleybet hanno fatto rinvio alle medesime conclusioni del caso Laezza) e da quelle dei Tribunali del Riesame nazionali (tra le quali appunto l'ordinanza del Tribunale di Frosinone sul caso Laezza), sembra emergere un quadro che vede la Gara Monti non integralmente compatibile con in principi europei di liberalizzazione.
Secondo il Tribunale laziale, in effetti, la stessa gara non sarebbe rispettosa dei principi affermati dal Giudice dell'Unione con la sentenza sul caso Costa-Cifone del 2012, pur essendo stata bandita proprio per porre rimedio alle criticità riscontrate nella normativa della Gara Bersani del 2006.
ATTESA PRONUNCIA UE - E' dunque evidente che dal 2000 ad oggi le gare succedutesi nel tempo non sono state in grado di porre un rimedio definitivo e certo alle istanze degli operatori esteri operanti tramite Ctd in territorio italiano. L'ordinanza del Tribunale di Frosinone dello scorso 8 aprile ha ritenuto la clausola convenzionale sulla cessione a titolo gratuito, dei beni costituenti le reti dei concessionari, al termine della concessione o in caso di decadenza, connotata da elementi di sproporzione, incoerenza e discriminazione. A questo punto si attende la pronuncia della Corte di Cassazione Sezione Terza che, proprio come il Tribunale di Frosinone, aveva sollevato dubbi di compatibilità europea della suddetta clausola.
L'interpretazione del Tribunale laziale potrebbe essere integralmente recepita dal giudice dei legittimità, e risulta, peraltro, aver condiviso le argomentazioni contenute in consulenze tecniche di parte prodotte dalla difesa, al fine di comprovare l'impatto significativo in termini di deterrenza della predetta clausola sulla decisione di altri operatori economici di partecipare alla gara in questione.
LA DISCRIMINAZIONE PERMANENTE - Alle soglie del nuovo bando, Stanleybet risulta quindi ad oggi ancora discriminata e diversi operatori hanno beneficiato di una "equiparabilità" ai fini della disapplicazione della norma penale, che ancora non ha l'avallo della Corte di Cassazione.
Non resta che auspicare una gara questa volta pienamente rispettosa dei principi europei e che consenta di porre fine alla rete parallela di raccolta delle scommesse che rende tuttora ardua un'analisi compiuta e realistica del valore del mercato del betting.
GLI ALTRI PROBLEMI DELLA RETE – Nel frattempo non mancano i problemi anche sulla rete fisica del betting italiano, dopo la 'sanatoria' del 2015 e in attesa di portare a termine quella prevista dalla Stabilità per il 2016. Rispetto alle circa 2.100 agenzie di scommesse regolarizzate dai tre bookmaker lo scorso anno, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inviato la prima lettera di contestazione alle società interessate (Sks365, Goldbet e Betaland) che non hanno ancora collegato la propria rete al totalizzatore Sogei. Le quali dovranno spiegare i motivi del ritardo che non hanno consentito di rispettare il termine dello scorso 28 febbraio: se le controdeduzioni non verranno considerate esaurienti, l'amministrazione dovrà procedere all’irrogazione delle penali previste dall’articolo 22 del decreto che regolamenta l’attività dei tre bookmaker esteri regolarizzati. Con le sanzioni che potrebbero essere comminate mese per mese, per importi calcolati sulla base del numero di agenzie realmente collegate. Intanto gli uffici territoriali di AdM, su indicazione dell'ufficio centrale, hanno avviato una serie di controlli in loco per verificare il collegamento dei centri che risultavano ancora non connessi al totalizzatore per una nuova ricognizione. In ogni caso, rimane la data del 30 giugno come termine ultime per l’allaccio a Sogei, oltre la quale saranno avviati i procedimenti di decadenza nei confronti dei tre operatori.
Intanto prosegue anche la nuova procedura di regolarizzazione fiscale per emersione con circa 300 richieste di adesione – relative a tre bookmaker esteri e alcuni soggetti singoli – che ha terminato la prima fase con il primo versamento da parte delle società interessate della quota di adesione prevista dalla legge. Ora l'Agenzia dovrà calcolare gli importi da versare successivamente da ogni società aderente entro il prossimo novembre.