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Gioco (sale SLOT e scommesse), la parola ai sindaci: intervista alla senatrice Ricchiuti (Pd)

Inviato: 09/01/2016 - 10:39
da scommettitore siracusano
Gioco, la parola ai sindaci: intervista alla senatrice Ricchiuti (Pd)


Creato Sabato, 09 Gennaio 2016 10:15

Data pubblicazione
Scritto da Anna Maria Rengo
http://www.gioconews.it/politica-genera ... cchiuti-pd

La senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti auspica che nella riorganizzazione del settore del gioco si preveda il conferimento di poteri anche ai comuni italiani.

La senatrice del Pd Lucrezia Ricchiuti, membro della commissione permanente Finanze e tesoro oltre che di quella parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, interviene sul tema del gioco pubblico, anche alla luce della legge di Stabilità 2016 che ha introdotto una serie di misure. “Sul tema gioco c’è al momento molta confusione e sovrapposizione di interventi e di vedute, anche in casa Pd. Per esempio alla Camera c’è da oltre un anno il disegno di legge unificato sulla ludopatia, di cui è relatrice la deputata Paola Binetti e che raccoglie varie proposte in merito. Ci si era lavorato salvo poi mettere il testo in stand by perché c’era la delega fiscale che prevedeva, all’articolo 14, che il tema giochi fosse affrontato attraverso un decreto legislativo, e non c’è stata poi la volontà politica di portarlo a compimento. Decaduta la delega, la proposta governativa sui giochi al Senato è arrivata attraverso il disegno di legge di Franco Mirabelli, che riprende alcuni temi del Ddl Binetti, ma solo in parte, in altri ci sono anzi delle differenze sostanziali. E in tutto ciò è arrivata la Stabilità 2016, che ha inserito il tema dei giochi, su cui altri disegni di legge, sia alla Camera che al Senato, intervengono, affrontando nello specifico la questione del divieto di pubblicità. In questo contesto, credo che le disposizioni sui giochi siano state estrapolate dai lavori che in commissione Bilancio sono stati svolti sulla legge di Stabilità, perché sul tema non c’è una direzione univoca da parte della maggioranza e del Pd”.

Ricchiuti ricorda inoltre che “anche la Conferenza episcopale italiana preme perché sui giochi si assuma una direzione drastica e che da più parti, Cei compresa, si chiede di dare ai Comuni la possibilità di intervenire in materia in maniera sostanziale, una richiesta condivisa e anzi portata avanti dai sindaci. Ci sono alcuni comuni che vorrebbero che nei loro territori si insediassero delle case da gioco, ma probabilmente non hanno ancora capito il seguito che questa decisione avrebbe: forse pensano agli oneri di urbanizzazione ma non si rendono conto che dal punto di vista dei servizi sociali il gioco è un tema quasi ingestibile, le risorse sono quelle che sono e crea situazioni di gente che ha bisogno di essere aiutata materialmente. La situazione è dunque molto complessa e anche in casa Pd non si va tutti nella stessa direzione, e non solo su aspetti poco importanti, ma anche su alcuni fondamentali: su tutti, il ruolo che devono avere i comuni. Le concessioni sono date a livello nazionale, ma poi è sui territori che si aprono delle sale: che cosa potranno fare i sindaci? A un eventuale tavolo regionale dove discutere della collocazione dell’offerta di gioco potranno dire la loro o subiranno le decisioni altrui? La maggioranza dei sindaci vuole poter decidere e capisco che il gioco non lo si possa vietare, ma regolamentare sicuramente sì!”.

La senatrice rincara: “A oggi non sappiamo quanti sono coloro che offrono abusivamente gioco in Italia, continuiamo a dire che non si vuole aumentare il numero delle concessioni ma non teniamo conto dei luoghi non autorizzati. Un altro tema che mi sta a cuore, a esso collegato, è quello dei controlli, che devono essere fatti ovunque, mentre, come già da me sottoposto all’attenzione del governo senza avere avuto sinora una risposta in merito, ci sono regioni come la Campania e la Calabria dove la Siae non riesce a operare, visto che i suoi ispettori dovrebbero essere accompagnati dalle forze dell’ordine sennò vengono intimiditi e impossibilitati a svolgere il loro conto. Occorre avere una risposta su questo, non ci possiamo permettere che in alcune regioni ci siano degli abusivi che fanno quello che vogliono”.

Parliamo ancora di gioco legale: l’eccessivo inasprimento della tassazione non rischia di favorire quello illegale?

“No, non lo favorisce: l’illegalità c’era anche quando la tassazione era minore. Chi delinque non lo fa perché la tassazione è troppo alta e comunque, anche se si regolarizzasse, avrebbe comunque un guadagno: chi gestisce le sale legalmente non è mica in perdita!”.

La soluzione al conflitto tra stato e territori è possibile cercarla nello strumento della Stabilità?

“Credo che sia l’iniziativa parlamentare, non la Stabilità, lo strumento più adatto. Ma ci vuole la volontà di farlo e in tema di gioco l’abbiamo tirata anche troppo per le lunghe, basti pensare che è da un anno che il disegno di legge Binetti è stato discusso in commissione e poi è stato messo in attesa perché si diceva, giustamente, che la sede giusta per riorganizzare la materia fosse l’attuazione della legge delega. Come già detto, non c’è stata la volontà di portare a compimento questo percorso perché manca l’accordo e non si vogliono ascoltare i sindaci, che hanno invece ragione. Sono loro che sono in prima linea, a diretto contatto con la realtà, e che subiscono le conseguenze del gioco. Non sono i parlamentari a essere in questa situazione! Sono dunque i sindaci a poter dare le soluzioni più indicate per risolvere i problemi”.

L’intervista completa nel numero di dicembre della rivista Gioco News.