DISCRIMINAZIONI DAI BANDI e ILLEGALITA’ NELLE SCOMMESSE SPORTIVE. AUSPICABILE UN TAVOLO DI TRATTATIVA?
Inviato: 25/12/2015 - 11:12
Fa ormai parte della Storia delle scommesse sportive che la Stanleybet fu discriminata dal primo bando del 1999, a cui partecipai anch’io, vincendo una concessione sportiva ed una ippica, attive fino a giugno 2013.
In realtà, fui tra i pochi che offrirono dei MINIMI GARANTITI adeguati, non troppo alti e nemmeno troppo bassi, tali da vincere le gare e nel contempo non fallire in pochi anni. Se non fosse intervenuto, infatti, a quel tempo lo Stato, modificando le carte in tavola, almeno il 75% delle agenzie assegnate nel 1999 sarebbero fallite per aver offerto dei minimi garantiti troppo elevati e inadeguati ai reali volumi di incassi. Da questo provvedimento, insieme a pochi altri, non ricevetti alcun vantaggio, se non una concorrenza più ampia, di quella che sarebbe stata senza intervento successivo dello Stato.
A questa concorrenza, si aggiunse l’altra dei CTD Stanleybet, discriminata dal primo bando, che ridusse ulteriormente la redditività delle concessioni.
Nel bando del 2006, nonostante fosse inserita la clausola di salvaguardia per le vecchie concessioni, prevedendo, tra l’altro, delle distanze minime dalle vecchie agenzie, nel giro di poco tempo, venne annullata dalla Legge Bersani, con la conseguenza di una liberalizzazione selvaggia, tanto che un negozio di una nuova altra concessionaria si trasferì a meno di 50 mt dalla mia agenzia. Dopo una paio d’anni però chiuse battenti, senza prima averci danneggiato economicamente, anche se in modo non eccessivo.
E le ingiustizie non si fermarono qui, rispetto alle previsioni di una concessione della durata di sei anni più sei, in un regime di numero di negozi ben limitato e regolamentato, e quindi affrontato con investimenti adatti, in vista della crescita del settore. La mia agenzia, di oltre 300 mq, già nel 2000 era la più grande della provincia di Siracusa, e fu scelta in base alle prospettive della convenzione della concessione sottoscritta.
Altri bookmakers.com, infatti, sfruttando la breccia fatta nella Stanleybet nel sistema concessorio italiano, invasero il territorio che doveva essere di competenza dei primi concessionari. Questi nuovi CTD, con negozietti di pochi mq e con minimi investimenti, utilizzando mobili tipo Ikea, non pagando l’imposta unica e potendo offrire quote più alte, tolsero un’altra fetta della nostra clientela.
Nonostante l’alta professionalità, data la concorrenza senza regole dei CTD.COM, già dal 2009 iniziò la parabola discendente della redditività che proseguì in discesa fino al 2013, consigliando molti ex concessionari, come me, a diventare semplici gestori, nell’affrontare il Bando Monti, già di breve durata e con prospettive incerte per il futuro.
Fatta questa premessa, con la nuova legge di stabilità, sembra che siano state tolte dal prossimo bando tutte le discriminazioni che avevano impedito nel passato la partecipazione della Stanleybet, e di tutti gli altri bookmakers, o presunti tali (tra questi anche organizzazioni criminali), che si sono accodati nel tempo. Questo dovrebbe mettere ordine nel settore e mettere tutti alla pari, facendo prevalere, la professionalità e la competenza. Non bisogna, infatti, far confusione, come spesso si è voluto fare in malafede, tra DISCRIMINAZIONE DAI BANDI ed ILLEGALITA’, come ben sentenziato dalla Corte di Giustizia Europea più volte, e anche nella sentenza del 22 Gennaio 2015. Per superficialità (nella migliore delle ipotesi) dei redattori del bando Monti, che hanno lasciato la clausola, senza logica, della cessione gratuita della rete a fine concessione, non solo la Stanleybet risulterà legittimamente discriminata da quest’ultimo bando, ma molto probabilmente molti altri bookmakers potranno invocare tale discriminazione.
Interpretando le norme della nuova legge di stabilità, appena varata, chi, a Giugno 2016, non parteciperà alla nuova gara, sia se AAMS o sia se CTD.COM dovrà cessare la propria attività, pena pesanti sanzioni sia penali e sia amministrative; a meno che, anche questa volta, la Stanleybet non decida di far valere le discriminazioni subite in quindici anni e scelga di continuare le proprie battaglie facendo sopravvivere la rete parallela dei punto.com.
Certo, a mio avviso, nemmeno la Stanleybet sarebbe sicura di vincere, ma potrebbe trovare conveniente tentare questa strada, confortata dalla consistente prospettiva di vincere o alla CJEU o alla Corte Costituzionale sull’imposta unica, con ovvi riscontri economici. Sarebbe sempre una SCOMMESSA CONVENIENTE, che un vero bookmaker potrebbe considerare.
In questa prospettiva, la proposta di UGHI di Obiettivo 2016, nella sua qualità di ex concessionario, che come me, ha subito negli ultimi 15 anni quasi le stesse ingiustizie e danni economici, di aprire un tavolo di trattativa tra la Stanleybet, il MEF e i concessionari AAMS (a vario titolo in base agli anni di attività), sarebbe auspicabile.
Si riparerebbe così ai danni subiti dalla Stanleybet e dai concessionari come me; e si metterebbe fine a ogni contenzioso, con beneficio, nel lungo termine, anche per le entrate erariali. Se la Stanleybet parteciperà infatti alla prossima gara, tutti gli altri bookmakers.com non avrebbero la struttura e la competenza per continuare le battaglie legali, e soccomberebbero in breve tempo.
E’ una SCOMMESSA che va presa in seria considerazione, e che trovo conveniente per lo Stato Italiano, per la Stanleybet e per i concessionari AAMS.
Riccardo Calantropio
In realtà, fui tra i pochi che offrirono dei MINIMI GARANTITI adeguati, non troppo alti e nemmeno troppo bassi, tali da vincere le gare e nel contempo non fallire in pochi anni. Se non fosse intervenuto, infatti, a quel tempo lo Stato, modificando le carte in tavola, almeno il 75% delle agenzie assegnate nel 1999 sarebbero fallite per aver offerto dei minimi garantiti troppo elevati e inadeguati ai reali volumi di incassi. Da questo provvedimento, insieme a pochi altri, non ricevetti alcun vantaggio, se non una concorrenza più ampia, di quella che sarebbe stata senza intervento successivo dello Stato.
A questa concorrenza, si aggiunse l’altra dei CTD Stanleybet, discriminata dal primo bando, che ridusse ulteriormente la redditività delle concessioni.
Nel bando del 2006, nonostante fosse inserita la clausola di salvaguardia per le vecchie concessioni, prevedendo, tra l’altro, delle distanze minime dalle vecchie agenzie, nel giro di poco tempo, venne annullata dalla Legge Bersani, con la conseguenza di una liberalizzazione selvaggia, tanto che un negozio di una nuova altra concessionaria si trasferì a meno di 50 mt dalla mia agenzia. Dopo una paio d’anni però chiuse battenti, senza prima averci danneggiato economicamente, anche se in modo non eccessivo.
E le ingiustizie non si fermarono qui, rispetto alle previsioni di una concessione della durata di sei anni più sei, in un regime di numero di negozi ben limitato e regolamentato, e quindi affrontato con investimenti adatti, in vista della crescita del settore. La mia agenzia, di oltre 300 mq, già nel 2000 era la più grande della provincia di Siracusa, e fu scelta in base alle prospettive della convenzione della concessione sottoscritta.
Altri bookmakers.com, infatti, sfruttando la breccia fatta nella Stanleybet nel sistema concessorio italiano, invasero il territorio che doveva essere di competenza dei primi concessionari. Questi nuovi CTD, con negozietti di pochi mq e con minimi investimenti, utilizzando mobili tipo Ikea, non pagando l’imposta unica e potendo offrire quote più alte, tolsero un’altra fetta della nostra clientela.
Nonostante l’alta professionalità, data la concorrenza senza regole dei CTD.COM, già dal 2009 iniziò la parabola discendente della redditività che proseguì in discesa fino al 2013, consigliando molti ex concessionari, come me, a diventare semplici gestori, nell’affrontare il Bando Monti, già di breve durata e con prospettive incerte per il futuro.
Fatta questa premessa, con la nuova legge di stabilità, sembra che siano state tolte dal prossimo bando tutte le discriminazioni che avevano impedito nel passato la partecipazione della Stanleybet, e di tutti gli altri bookmakers, o presunti tali (tra questi anche organizzazioni criminali), che si sono accodati nel tempo. Questo dovrebbe mettere ordine nel settore e mettere tutti alla pari, facendo prevalere, la professionalità e la competenza. Non bisogna, infatti, far confusione, come spesso si è voluto fare in malafede, tra DISCRIMINAZIONE DAI BANDI ed ILLEGALITA’, come ben sentenziato dalla Corte di Giustizia Europea più volte, e anche nella sentenza del 22 Gennaio 2015. Per superficialità (nella migliore delle ipotesi) dei redattori del bando Monti, che hanno lasciato la clausola, senza logica, della cessione gratuita della rete a fine concessione, non solo la Stanleybet risulterà legittimamente discriminata da quest’ultimo bando, ma molto probabilmente molti altri bookmakers potranno invocare tale discriminazione.
Interpretando le norme della nuova legge di stabilità, appena varata, chi, a Giugno 2016, non parteciperà alla nuova gara, sia se AAMS o sia se CTD.COM dovrà cessare la propria attività, pena pesanti sanzioni sia penali e sia amministrative; a meno che, anche questa volta, la Stanleybet non decida di far valere le discriminazioni subite in quindici anni e scelga di continuare le proprie battaglie facendo sopravvivere la rete parallela dei punto.com.
Certo, a mio avviso, nemmeno la Stanleybet sarebbe sicura di vincere, ma potrebbe trovare conveniente tentare questa strada, confortata dalla consistente prospettiva di vincere o alla CJEU o alla Corte Costituzionale sull’imposta unica, con ovvi riscontri economici. Sarebbe sempre una SCOMMESSA CONVENIENTE, che un vero bookmaker potrebbe considerare.
In questa prospettiva, la proposta di UGHI di Obiettivo 2016, nella sua qualità di ex concessionario, che come me, ha subito negli ultimi 15 anni quasi le stesse ingiustizie e danni economici, di aprire un tavolo di trattativa tra la Stanleybet, il MEF e i concessionari AAMS (a vario titolo in base agli anni di attività), sarebbe auspicabile.
Si riparerebbe così ai danni subiti dalla Stanleybet e dai concessionari come me; e si metterebbe fine a ogni contenzioso, con beneficio, nel lungo termine, anche per le entrate erariali. Se la Stanleybet parteciperà infatti alla prossima gara, tutti gli altri bookmakers.com non avrebbero la struttura e la competenza per continuare le battaglie legali, e soccomberebbero in breve tempo.
E’ una SCOMMESSA che va presa in seria considerazione, e che trovo conveniente per lo Stato Italiano, per la Stanleybet e per i concessionari AAMS.
Riccardo Calantropio