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Corte Ue: Prossima settimana udienza per cessioni beni conc.

Inviato: 19/11/2015 - 17:22
da scommettitore siracusano
Scommesse, Corte Ue: “Obbligo del concessionario di cessione a titolo gratuito dei beni aziendali, possibile non conformità”

http://www.jamma.it/scommesse/scommesse ... mita-72463

19 novembre 2015 - 13:00

Corte eu

(Jamma) – Secondo il testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), l’autorizzazione o la licenza di pubblica sicurezza per l’esercizio delle scommesse può essere rilasciata esclusivamente al concessionario e ai soggetti dallo stesso incaricati in forza dell’atto di concessione. L’esercizio delle scommesse senza la predetta licenza o autorizzazione costituisce reato («esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa», previsto dall’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401).



Una donna è indagata per avere raccolto scommesse in assenza di autorizzazione o licenza per conto di un allibratore straniero. La Guardia di Finanza ha quindi sequestrato alla donna alcune attrezzature informatiche utilizzate per la ricezione di scommesse su avvenimenti sportivi e altri eventi e per la trasmissione delle scommesse medesime al predetto operatore economico estero del settore.



L’interessata ha impugnato il sequestro, lamentando di essere stata sottoposta a procedimento penale ingiustamente, in quanto la società per la quale essa operava era stata estromessa dal mercato nazionale delle scommesse sportive a causa di provvedimenti normativi discriminatori o, comunque, contrari al diritto dell’Unione europea: trattasi, in particolare, del bando di gara indetto dall’Italia nel 2012 per l’affidamento in concessione di 2.000 nuovi diritti per l’esercizio delle scommesse ippiche e sportive. Tale bando del 2012, peraltro, è già stato oggetto di vari ricorsi pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia UE sotto diversi aspetti.



Il Tribunale del Riesame di Frosinone ha sollevato una questione pregiudiziale, ritenendo che effettivamente potrebbero ravvisarsi profili di non conformità al diritto dell’Unione di una clausola della convenzione accessiva al bando secondo cui il titolare di una concessione deve impegnarsi, all’atto della cessazione del rapporto (per scadenza della concessione o per effetto di decadenza o revoca), a cedere in uso gratuito all’Agenzia dei Monopoli (ADM) o ad altro concessionario, su richiesta dell’ADM medesima e per il periodo da questa prestabilito, i beni aziendali necessari per l’esercizio dell’attività autorizzata.



Se tale disposizione si applica solo alle nuove concessioni (quelle, cioè, rilasciate a seguito del bando del 2012) e non a quelle già in corso al 2012, ci si troverebbe di fronte a una possibile discriminazione tra i vari operatori del settore. L’Avvocato generale Nils Wahl presenterà le proprie conclusioni alla Corte la prossima settimana.

Re: Corte Ue: Prossima settimana udienza per cessioni beni c

Inviato: 19/11/2015 - 17:33
da scommettitore siracusano
L'articolo AGIMEG riguardante l'udienza precedente:

17 settembre 2015 – 13:57

http://www.agimeg.it/?p=73903


L’udienza di oggi presso la Corte di Giustizia Europea in Lussemburgo è stata molto dibattuta. I lavori sono stati aperti dalla difesa di Stanleybet rappresentata dagli avvocati Iacchia e Agnello. Subito dopo è stata la volta del Governo italiano, intervenuto attraverso gli avvocati Fiorentino e Marrone. Il terzo intervento è stato quello del rappresentante del Governo belga, che ha fatto dichiarazioni favorevoli alla posizione italiana. Di parere opposto il rappresentante della Commissione Europea che si è espresso in favore della posizione di Stanleybet. E’ stata poi la volta delle domande del giudice relatore, il presidente e dell’avvocato generale. Le domande hanno riguardato per lo più la legittimità della clausola con la quale è prevista la restituzione della rete di accettazione del gioco al termine della concessione. Secondo i rappresentanti della Stanleybet è stata un’udienza favorevole alla compagnia che quindi si proietta al 26 novembre, data nella quale verranno presentate le conclusioni dell’avvocato generale della Cge, con sensazioni positive. es/AGIMEG