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Comunicato Ufficiale Stanley
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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- mandrake76
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Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda mandrake76 » 19/10/2015 - 19:41
Ricevuto in agenzia.
Ecco la notizia che tutti aspettavamo.
STANLEY, SCOMMESSE: DISCRIMINAZIONE FISCALE E IMPOSTA UNICA AL VAGLIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA.
L’imposta unica per le Ricevitorie Stanley, non dovuta secondo il bookmaker inglese, deve ora affrontare a Lussemburgo il test di compatibilità con il diritto dell’Unione.
Liverpool, 19/10/2015 – E’ la prima volta dal lato fiscale: la Commissione Tributaria Regionale di Milano, organo di appello nel processo tributario, ha sollevato dubbi interpretativi sulla normativa nazionale che prevede l'assoggettamento all'imposta Unica dei CTD che prestano servizi in favore di Stanley e, accogliendo le richieste della difesa, ha trasmesso gli atti del procedimento alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
In materia di imposta unica negli ultimi anni le Commissioni Tributarie hanno emesso sentenze contrastanti.
Ad oggi alcune Commissioni hanno confermato che sussiste l'obbligo impositivo sui centri trasmissione dati (CTD), ma ben 43 sono le sentenze delle Commissioni di primo grado a favore di Stanley e dei CTD che operano per suo conto che concludono nel senso che, considerate le peculiari caratteristiche dei CTD che trasmettono dati a Stanley, l’Imposta Unica non è dovuta.
Il contrasto giurisprudenziale in materia di Imposta Unica riguarda, come si evince dal testo dell’ordinanza di trasmissione alla Corte di Giustizia, solo i CTD che operano in favore di Stanleybet e solo le vicende legali che contraddistinguono la loro specifica storia.
Il rinvio alla Corte di Giustizia e’ stato disposto ad esito dell’udienza di discussione tenutasi il 29 settembre 2015.
Con ordinanza del 14 Ottobre 2015 la Commissione ha così disposto: "A) Sospende il procedimento davanti a sè, in attesa delle determinazioni della CGUE; B) Trasmette gli atti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, onde verificare, pregiudizialmente, se gli artt. 56 e 52 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, alla luce anche della Giurisprudenza della Corte di Giustizia stessa, in materia di servizi di gioco e scommessa di cui alle sentenze Gambelli, Placanica e Costa Cifone, quella in materia di discriminazione fiscale, di cui alle sentenze Lindman, Commissione c. Spagna, e Blanco e Fabretti, e i principi di diritto dell'Unione Europea, circa parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento, Ostino ad una normativa nazionale del tipo di quella italiana, nella presente vertenza considerata, che prevede l'assoggettamento, anche in via retroattiva, all'Imposta Unica sulle scommesse e i concorsi pronostici di cui agli artt. 1-3 del D.Lgs 23.12.1998 n.504, come modificato dall'art. 1 co. 66 lett.b) della legge di Stabilità 2011, degli intermediari nazionali della trasmissione dei dati di gioco per conto di operatori di scommesse, stabiliti in un diverso Stato Membro dell'Unione Europea; in particolare, aventi caratteristiche della società Stanleybet Malta LTD., ed in via eventuale, dei medesimi operatori di scommesse, in solido con i loro intermediari nazionali. Manda alla Cancelleria per le relative incombenze"
Il rinvio pregiudiziale rappresenta una vera e propria svolta di un lungo e faticoso percorso giurisprudenziale nazionale e comunitario che da 15 anni ha pesantemente pregiudicato la Stanleybet in sede penale, amministrativa e, negli ultimi anni, anche in sede tributaria, ma soprattutto conferma la fondatezza della posizione della società che ha sempre lamentato che la normativa italiana di settore é discriminatoria ed é finalizzata a tutelare e proteggere i concessionari italiani.
Sarà quindi la Corte di Giustizia a verificare la compatibilità dell’Imposta unica italiana, che colpisce anche Stanley quale bookmaker comunitario che già assolve all’imposta caratteristica in un altro Stato Membro, con le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi sancite dal Trattato e con i principi di non discriminazione.
Infatti, in tal modo, Stanley è trattata in modo meno favorevole dei concessionari nazionali che sono assoggettati unicamente all’Imposta unica con la possibilità di traslarla sugli scommettitori.
A fronte di ciò, la società, che ha sempre nutrito un grande rispetto nella Giustizia italiana da qualche anno, a causa delle persistenti e continue azioni di sequestro e accertamento fiscale, è stata costretta a reagire nelle sedi giudiziarie competenti.
Lo Stato Italiano ha sistematicamente violato il diritto dell’Unione esercitando pressioni a mezzo di: 1) forze di Polizia, 2) circolari interpretative, di contenuto opinabile e marcatamente a favore degli operatori nazionali, e 3) persistenti iniziative legislative, chiaramente ispirate dai grandi Concessionari Italiani, in assoluto e sistematico contrasto con il diritto dell'Unione.
La Corte di Giustizia infatti ha già censurato le modalità di accesso al sistema concessorio italiano delle scommesse strutturato su tre gare: due già dichiarate discriminatorie nei confronti di Stanley, l’ultima, la gara Monti, oggi all’attenzione dell’autorità giudiziaria dell'Unione Europea (rinvio della Corte di Cassazione e altre 26 autorità di merito e cautelari) ed ormai avviata a sentenza, dato che sono previste a breve le conclusioni dell’Avvocato Generale.
Tali contrasti hanno determinato azioni giudiziarie per l’accertamento della colpa grave nei confronti dei funzionari di polizia o dei componenti delle autorità amministrative ma hanno causato la forte reazione dei funzionari apicali ADM, concretizzatasi con 2 esposti alla Procura di Roma. Ne è seguita l’apertura di due procedimenti penali contro i manager della società, accusati: nel primo procedimento, di scommesse illegali ed evasione fiscale dell’imposta IRES; nel secondo procedimento di minaccie ed estorsione.
Il primo procedimento ha visto lo scontro con la Procura focalizzarsi, al momento, sull’accusa di evasione fiscale, che pero’ e’ stata esclusa dal Tribunale del Riesame e, dopo il ricorso dei Pubblici Ministeri, anche dalla Suprema Corte di Cassazione che, accogliendo la tesi della difesa Stanleybet, ha rigettato il ricorso dei PM.
E’ stato, infatti, recentemente confermato dalla Suprema Corte di Cassazione Italiana che Stanleybet adempie regolarmente gli obblighi fiscali nel paese UE nel quale è stabilita.
Sull’altro capo di incolpazione (art.4 legge 401) del primo procedimento si attende la decisione della Corte di Giustizia sulla gara Monti ove la Commissione Europea ha presentato osservazioni scritte e si è schierata, durante la recente udienza di fronte alla Corte di Giustizia, a favore della discriminazione Stanley.
Il secondo procedimento – minacce ed estorsione – affidato agli stessi PM del primo procedimento, è nelle sue fasi iniziali: è ancora in corso la fase cautelare e la Stanley ritiene doveroso limitarsi a queste prime notizie, confermando la sua piena fiducia nel percorso della Giustizia.
Quindi dopo 15 anni di discriminazioni e persecuzioni, siamo ancora al punto di partenza, mentre vede luce una legge di stabilità che, nel settore del gioco, è piena di norme che appaiono chiaramente ispirate dai grandi concessionari e che violano sia la Costituzione Italiana che il diritto dell’Unione.
La Stanley non si stancherà. Chiede e continuerà a chiedere il rispetto dei suoi diritti e di quelli dei CTD che prestano servizi in suo favore.
E, all’alba del 2016, la società ritiene che il modo migliore di fare questo sia, oltre che una ordinata ed avveduta difesa delle proprie posizioni di fronte alla Magistratura Giudicante, anche l’opposizione ferma e decisa ai residui monopoli illegali presenti nel paese.
Ecco la notizia che tutti aspettavamo.
STANLEY, SCOMMESSE: DISCRIMINAZIONE FISCALE E IMPOSTA UNICA AL VAGLIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA.
L’imposta unica per le Ricevitorie Stanley, non dovuta secondo il bookmaker inglese, deve ora affrontare a Lussemburgo il test di compatibilità con il diritto dell’Unione.
Liverpool, 19/10/2015 – E’ la prima volta dal lato fiscale: la Commissione Tributaria Regionale di Milano, organo di appello nel processo tributario, ha sollevato dubbi interpretativi sulla normativa nazionale che prevede l'assoggettamento all'imposta Unica dei CTD che prestano servizi in favore di Stanley e, accogliendo le richieste della difesa, ha trasmesso gli atti del procedimento alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
In materia di imposta unica negli ultimi anni le Commissioni Tributarie hanno emesso sentenze contrastanti.
Ad oggi alcune Commissioni hanno confermato che sussiste l'obbligo impositivo sui centri trasmissione dati (CTD), ma ben 43 sono le sentenze delle Commissioni di primo grado a favore di Stanley e dei CTD che operano per suo conto che concludono nel senso che, considerate le peculiari caratteristiche dei CTD che trasmettono dati a Stanley, l’Imposta Unica non è dovuta.
Il contrasto giurisprudenziale in materia di Imposta Unica riguarda, come si evince dal testo dell’ordinanza di trasmissione alla Corte di Giustizia, solo i CTD che operano in favore di Stanleybet e solo le vicende legali che contraddistinguono la loro specifica storia.
Il rinvio alla Corte di Giustizia e’ stato disposto ad esito dell’udienza di discussione tenutasi il 29 settembre 2015.
Con ordinanza del 14 Ottobre 2015 la Commissione ha così disposto: "A) Sospende il procedimento davanti a sè, in attesa delle determinazioni della CGUE; B) Trasmette gli atti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, onde verificare, pregiudizialmente, se gli artt. 56 e 52 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, alla luce anche della Giurisprudenza della Corte di Giustizia stessa, in materia di servizi di gioco e scommessa di cui alle sentenze Gambelli, Placanica e Costa Cifone, quella in materia di discriminazione fiscale, di cui alle sentenze Lindman, Commissione c. Spagna, e Blanco e Fabretti, e i principi di diritto dell'Unione Europea, circa parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento, Ostino ad una normativa nazionale del tipo di quella italiana, nella presente vertenza considerata, che prevede l'assoggettamento, anche in via retroattiva, all'Imposta Unica sulle scommesse e i concorsi pronostici di cui agli artt. 1-3 del D.Lgs 23.12.1998 n.504, come modificato dall'art. 1 co. 66 lett.b) della legge di Stabilità 2011, degli intermediari nazionali della trasmissione dei dati di gioco per conto di operatori di scommesse, stabiliti in un diverso Stato Membro dell'Unione Europea; in particolare, aventi caratteristiche della società Stanleybet Malta LTD., ed in via eventuale, dei medesimi operatori di scommesse, in solido con i loro intermediari nazionali. Manda alla Cancelleria per le relative incombenze"
Il rinvio pregiudiziale rappresenta una vera e propria svolta di un lungo e faticoso percorso giurisprudenziale nazionale e comunitario che da 15 anni ha pesantemente pregiudicato la Stanleybet in sede penale, amministrativa e, negli ultimi anni, anche in sede tributaria, ma soprattutto conferma la fondatezza della posizione della società che ha sempre lamentato che la normativa italiana di settore é discriminatoria ed é finalizzata a tutelare e proteggere i concessionari italiani.
Sarà quindi la Corte di Giustizia a verificare la compatibilità dell’Imposta unica italiana, che colpisce anche Stanley quale bookmaker comunitario che già assolve all’imposta caratteristica in un altro Stato Membro, con le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi sancite dal Trattato e con i principi di non discriminazione.
Infatti, in tal modo, Stanley è trattata in modo meno favorevole dei concessionari nazionali che sono assoggettati unicamente all’Imposta unica con la possibilità di traslarla sugli scommettitori.
A fronte di ciò, la società, che ha sempre nutrito un grande rispetto nella Giustizia italiana da qualche anno, a causa delle persistenti e continue azioni di sequestro e accertamento fiscale, è stata costretta a reagire nelle sedi giudiziarie competenti.
Lo Stato Italiano ha sistematicamente violato il diritto dell’Unione esercitando pressioni a mezzo di: 1) forze di Polizia, 2) circolari interpretative, di contenuto opinabile e marcatamente a favore degli operatori nazionali, e 3) persistenti iniziative legislative, chiaramente ispirate dai grandi Concessionari Italiani, in assoluto e sistematico contrasto con il diritto dell'Unione.
La Corte di Giustizia infatti ha già censurato le modalità di accesso al sistema concessorio italiano delle scommesse strutturato su tre gare: due già dichiarate discriminatorie nei confronti di Stanley, l’ultima, la gara Monti, oggi all’attenzione dell’autorità giudiziaria dell'Unione Europea (rinvio della Corte di Cassazione e altre 26 autorità di merito e cautelari) ed ormai avviata a sentenza, dato che sono previste a breve le conclusioni dell’Avvocato Generale.
Tali contrasti hanno determinato azioni giudiziarie per l’accertamento della colpa grave nei confronti dei funzionari di polizia o dei componenti delle autorità amministrative ma hanno causato la forte reazione dei funzionari apicali ADM, concretizzatasi con 2 esposti alla Procura di Roma. Ne è seguita l’apertura di due procedimenti penali contro i manager della società, accusati: nel primo procedimento, di scommesse illegali ed evasione fiscale dell’imposta IRES; nel secondo procedimento di minaccie ed estorsione.
Il primo procedimento ha visto lo scontro con la Procura focalizzarsi, al momento, sull’accusa di evasione fiscale, che pero’ e’ stata esclusa dal Tribunale del Riesame e, dopo il ricorso dei Pubblici Ministeri, anche dalla Suprema Corte di Cassazione che, accogliendo la tesi della difesa Stanleybet, ha rigettato il ricorso dei PM.
E’ stato, infatti, recentemente confermato dalla Suprema Corte di Cassazione Italiana che Stanleybet adempie regolarmente gli obblighi fiscali nel paese UE nel quale è stabilita.
Sull’altro capo di incolpazione (art.4 legge 401) del primo procedimento si attende la decisione della Corte di Giustizia sulla gara Monti ove la Commissione Europea ha presentato osservazioni scritte e si è schierata, durante la recente udienza di fronte alla Corte di Giustizia, a favore della discriminazione Stanley.
Il secondo procedimento – minacce ed estorsione – affidato agli stessi PM del primo procedimento, è nelle sue fasi iniziali: è ancora in corso la fase cautelare e la Stanley ritiene doveroso limitarsi a queste prime notizie, confermando la sua piena fiducia nel percorso della Giustizia.
Quindi dopo 15 anni di discriminazioni e persecuzioni, siamo ancora al punto di partenza, mentre vede luce una legge di stabilità che, nel settore del gioco, è piena di norme che appaiono chiaramente ispirate dai grandi concessionari e che violano sia la Costituzione Italiana che il diritto dell’Unione.
La Stanley non si stancherà. Chiede e continuerà a chiedere il rispetto dei suoi diritti e di quelli dei CTD che prestano servizi in suo favore.
E, all’alba del 2016, la società ritiene che il modo migliore di fare questo sia, oltre che una ordinata ed avveduta difesa delle proprie posizioni di fronte alla Magistratura Giudicante, anche l’opposizione ferma e decisa ai residui monopoli illegali presenti nel paese.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
(Jonathan Swift)
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda nino1711 » 19/10/2015 - 19:54
mandrake76 ha scritto:Ricevuto in agenzia.
Ecco la notizia che tutti aspettavamo.
STANLEY, SCOMMESSE: DISCRIMINAZIONE FISCALE E IMPOSTA UNICA AL VAGLIO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA.
L’imposta unica per le Ricevitorie Stanley, non dovuta secondo il bookmaker inglese, deve ora affrontare a Lussemburgo il test di compatibilità con il diritto dell’Unione.
Liverpool, 19/10/2015 – E’ la prima volta dal lato fiscale: la Commissione Tributaria Regionale di Milano, organo di appello nel processo tributario, ha sollevato dubbi interpretativi sulla normativa nazionale che prevede l'assoggettamento all'imposta Unica dei CTD che prestano servizi in favore di Stanley e, accogliendo le richieste della difesa, ha trasmesso gli atti del procedimento alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
In materia di imposta unica negli ultimi anni le Commissioni Tributarie hanno emesso sentenze contrastanti.
Ad oggi alcune Commissioni hanno confermato che sussiste l'obbligo impositivo sui centri trasmissione dati (CTD), ma ben 43 sono le sentenze delle Commissioni di primo grado a favore di Stanley e dei CTD che operano per suo conto che concludono nel senso che, considerate le peculiari caratteristiche dei CTD che trasmettono dati a Stanley, l’Imposta Unica non è dovuta.
Il contrasto giurisprudenziale in materia di Imposta Unica riguarda, come si evince dal testo dell’ordinanza di trasmissione alla Corte di Giustizia, solo i CTD che operano in favore di Stanleybet e solo le vicende legali che contraddistinguono la loro specifica storia.
Il rinvio alla Corte di Giustizia e’ stato disposto ad esito dell’udienza di discussione tenutasi il 29 settembre 2015.
Con ordinanza del 14 Ottobre 2015 la Commissione ha così disposto: "A) Sospende il procedimento davanti a sè, in attesa delle determinazioni della CGUE; B) Trasmette gli atti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, onde verificare, pregiudizialmente, se gli artt. 56 e 52 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, alla luce anche della Giurisprudenza della Corte di Giustizia stessa, in materia di servizi di gioco e scommessa di cui alle sentenze Gambelli, Placanica e Costa Cifone, quella in materia di discriminazione fiscale, di cui alle sentenze Lindman, Commissione c. Spagna, e Blanco e Fabretti, e i principi di diritto dell'Unione Europea, circa parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento, Ostino ad una normativa nazionale del tipo di quella italiana, nella presente vertenza considerata, che prevede l'assoggettamento, anche in via retroattiva, all'Imposta Unica sulle scommesse e i concorsi pronostici di cui agli artt. 1-3 del D.Lgs 23.12.1998 n.504, come modificato dall'art. 1 co. 66 lett.b) della legge di Stabilità 2011, degli intermediari nazionali della trasmissione dei dati di gioco per conto di operatori di scommesse, stabiliti in un diverso Stato Membro dell'Unione Europea; in particolare, aventi caratteristiche della società Stanleybet Malta LTD., ed in via eventuale, dei medesimi operatori di scommesse, in solido con i loro intermediari nazionali. Manda alla Cancelleria per le relative incombenze"
Il rinvio pregiudiziale rappresenta una vera e propria svolta di un lungo e faticoso percorso giurisprudenziale nazionale e comunitario che da 15 anni ha pesantemente pregiudicato la Stanleybet in sede penale, amministrativa e, negli ultimi anni, anche in sede tributaria, ma soprattutto conferma la fondatezza della posizione della società che ha sempre lamentato che la normativa italiana di settore é discriminatoria ed é finalizzata a tutelare e proteggere i concessionari italiani.
Sarà quindi la Corte di Giustizia a verificare la compatibilità dell’Imposta unica italiana, che colpisce anche Stanley quale bookmaker comunitario che già assolve all’imposta caratteristica in un altro Stato Membro, con le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi sancite dal Trattato e con i principi di non discriminazione.
Infatti, in tal modo, Stanley è trattata in modo meno favorevole dei concessionari nazionali che sono assoggettati unicamente all’Imposta unica con la possibilità di traslarla sugli scommettitori.
A fronte di ciò, la società, che ha sempre nutrito un grande rispetto nella Giustizia italiana da qualche anno, a causa delle persistenti e continue azioni di sequestro e accertamento fiscale, è stata costretta a reagire nelle sedi giudiziarie competenti.
Lo Stato Italiano ha sistematicamente violato il diritto dell’Unione esercitando pressioni a mezzo di: 1) forze di Polizia, 2) circolari interpretative, di contenuto opinabile e marcatamente a favore degli operatori nazionali, e 3) persistenti iniziative legislative, chiaramente ispirate dai grandi Concessionari Italiani, in assoluto e sistematico contrasto con il diritto dell'Unione.
La Corte di Giustizia infatti ha già censurato le modalità di accesso al sistema concessorio italiano delle scommesse strutturato su tre gare: due già dichiarate discriminatorie nei confronti di Stanley, l’ultima, la gara Monti, oggi all’attenzione dell’autorità giudiziaria dell'Unione Europea (rinvio della Corte di Cassazione e altre 26 autorità di merito e cautelari) ed ormai avviata a sentenza, dato che sono previste a breve le conclusioni dell’Avvocato Generale.
Tali contrasti hanno determinato azioni giudiziarie per l’accertamento della colpa grave nei confronti dei funzionari di polizia o dei componenti delle autorità amministrative ma hanno causato la forte reazione dei funzionari apicali ADM, concretizzatasi con 2 esposti alla Procura di Roma. Ne è seguita l’apertura di due procedimenti penali contro i manager della società, accusati: nel primo procedimento, di scommesse illegali ed evasione fiscale dell’imposta IRES; nel secondo procedimento di minaccie ed estorsione.
Il primo procedimento ha visto lo scontro con la Procura focalizzarsi, al momento, sull’accusa di evasione fiscale, che pero’ e’ stata esclusa dal Tribunale del Riesame e, dopo il ricorso dei Pubblici Ministeri, anche dalla Suprema Corte di Cassazione che, accogliendo la tesi della difesa Stanleybet, ha rigettato il ricorso dei PM.
E’ stato, infatti, recentemente confermato dalla Suprema Corte di Cassazione Italiana che Stanleybet adempie regolarmente gli obblighi fiscali nel paese UE nel quale è stabilita.
Sull’altro capo di incolpazione (art.4 legge 401) del primo procedimento si attende la decisione della Corte di Giustizia sulla gara Monti ove la Commissione Europea ha presentato osservazioni scritte e si è schierata, durante la recente udienza di fronte alla Corte di Giustizia, a favore della discriminazione Stanley.
Il secondo procedimento – minacce ed estorsione – affidato agli stessi PM del primo procedimento, è nelle sue fasi iniziali: è ancora in corso la fase cautelare e la Stanley ritiene doveroso limitarsi a queste prime notizie, confermando la sua piena fiducia nel percorso della Giustizia.
Quindi dopo 15 anni di discriminazioni e persecuzioni, siamo ancora al punto di partenza, mentre vede luce una legge di stabilità che, nel settore del gioco, è piena di norme che appaiono chiaramente ispirate dai grandi concessionari e che violano sia la Costituzione Italiana che il diritto dell’Unione.
La Stanley non si stancherà. Chiede e continuerà a chiedere il rispetto dei suoi diritti e di quelli dei CTD che prestano servizi in suo favore.
E, all’alba del 2016, la società ritiene che il modo migliore di fare questo sia, oltre che una ordinata ed avveduta difesa delle proprie posizioni di fronte alla Magistratura Giudicante, anche l’opposizione ferma e decisa ai residui monopoli illegali presenti nel paese.
In parole povere al bando non si partecipa ??
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serenissima
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda serenissima » 19/10/2015 - 20:10
in parole povere,
lo stato si adatta ai ctd, ma li massacra dal punto di vista fiscale !
da questo punto di vista Stanley non soccombe,
tuttavia gli resta la spada di damocle delle visitine indesiderate !
il problema e la domanda che sorge spontanea
è che un qualsiasi operatore senza stabile organizzazione in Italia
farebbe dall'estero il bello e il cattivo tempo !
le conseguenze (inaccettabili per lo Stato) quali saranno ?
io me le immagino
lo stato si adatta ai ctd, ma li massacra dal punto di vista fiscale !
da questo punto di vista Stanley non soccombe,
tuttavia gli resta la spada di damocle delle visitine indesiderate !
il problema e la domanda che sorge spontanea
è che un qualsiasi operatore senza stabile organizzazione in Italia
farebbe dall'estero il bello e il cattivo tempo !
le conseguenze (inaccettabili per lo Stato) quali saranno ?
io me le immagino
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda serenissima » 19/10/2015 - 20:13
anzi,
provate ad immaginarle
(Mago, come farai a vedere per i prossimi anni?)
provate ad immaginarle
(Mago, come farai a vedere per i prossimi anni?)
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda nino1711 » 19/10/2015 - 20:31
serenissima ha scritto:in parole povere,
lo stato si adatta ai ctd, ma li massacra dal punto di vista fiscale !
da questo punto di vista Stanley non soccombe,
tuttavia gli resta la spada di damocle delle visitine indesiderate !
il problema e la domanda che sorge spontanea
è che un qualsiasi operatore senza stabile organizzazione in Italia
farebbe dall'estero il bello e il cattivo tempo !
le conseguenze (inaccettabili per lo Stato) quali saranno ?
io me le immagino
Che c'entra questo con l'imposta unica !!!!!!!!!!!!!
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Michelangel
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda Michelangel » 19/10/2015 - 20:45
Anche da questo comunicato appare chiaro che, per ogni singolo bando, la discriminazione va provata. E se non viene provata, anche l'imposta unica, per il futuro, sarà dovuta.
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda Enne » 19/10/2015 - 20:50
Michelangel ha scritto:Anche da questo comunicato appare chiaro che, per ogni singolo bando, la discriminazione va provata. E se non viene provata, anche l'imposta unica, per il futuro, sarà dovuta.
A dire il vero, il quesito sottoposto alla Corte prescinde da ogni valutazione circa una discriminazione subita nell'accesso al mercato italiano.
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda NEBIROS » 19/10/2015 - 21:00
La sentenza è di fine settembre, e basterebbe a spiegare il cambio di rotta, da proroga a rinnovo delle concessioni. Anche la sanatoria ha un senso, permetterà a tutti i ctd coinvolti nelle varie indagini di darsi una ripulita e arrivare al bando senza macchie.
Ma mi chiedo, se Stanley risulterà non dover dare l'imposta per gli anni discriminati, al bando che succede, o partecipa, o come potrà ancora sostenere la discriminazione.
Ma mi chiedo, se Stanley risulterà non dover dare l'imposta per gli anni discriminati, al bando che succede, o partecipa, o come potrà ancora sostenere la discriminazione.
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Michelangel
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda Michelangel » 19/10/2015 - 21:02
Enne ha scritto:Michelangel ha scritto:Anche da questo comunicato appare chiaro che, per ogni singolo bando, la discriminazione va provata. E se non viene provata, anche l'imposta unica, per il futuro, sarà dovuta.
A dire il vero, il quesito sottoposto alla Corte prescinde da ogni valutazione circa una discriminazione subita nell'accesso al mercato italiano.
Così stai affermando che la Stanleybet mente quando afferma che vale solo per lei?
- mandrake76
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda mandrake76 » 19/10/2015 - 21:13
serenissima ha scritto:in parole povere,
lo stato si adatta ai ctd, ma li massacra dal punto di vista fiscale !
da questo punto di vista Stanley non soccombe,
tuttavia gli resta la spada di damocle delle visitine indesiderate !
il problema e la domanda che sorge spontanea
è che un qualsiasi operatore senza stabile organizzazione in Italia
farebbe dall'estero il bello e il cattivo tempo !
le conseguenze (inaccettabili per lo Stato) quali saranno ?
io me le immagino
Guarda Serenissima ...... .
.1) lO CREDO ...... che le visite indesiderate non sono gli accessi dei funzionari pubblici nelle sale Stanley: perche' nella maggior parte dei casi si tratta di visite svolte con rispetto e professionalità. Che vogliamo dire che i CTD Stanley non
dovrebbero essere controllati?!
Le visite indesiderate sono quelle dei funzionari che vengono per chiudere. E quelle, diminuiranno sempre di piu' perché ormai I'informazione sul corretto rapporto con la Stanley si e" diffusa in tutta Italia e i funzionari piu' competenti, e sempre
di piu‘ sara‘ così, hanno capito che il CTD Stanley e’ pienamente legittimo.
Se hanno dubbi sanno che possono mandare una segnalazione di reato alla locale Procura e su questo non c'e' nulla di male perché‘ ormai la maggior parte delle Procure hanno appreso come trattare i CTD Stanley, perché possono consultare una copiosa giurispmdenza precedente.
2) IO CREDO ...... che ti sbagli: un operatore dall'estero senza stabile organizzazione in ltalia non rileva ne in positivo ne in negativo che possa fare il bello e il cattivo tempo. Dovresti evitare di ragionare come se fossi un criminale.
Il problema non é se si ha oppure no la stabile organizzazione in Italia. Riguarda solo la tasa IRES che va pagata oppure no.
Non dovresti pensare in termini che devi evitare la stabile organizzazione per avere cosi la possibilità di non pagare le tasse. Non e' questo" punto.
Se tu hai potuto sviluppare una stabile organizzazione in ltalia, quindi ti servi a piene mani dei servizi della giustizia, dell'esercito, della previdenza sociale, etc,che ti mettono a disposizione.
Quindi perché mai non dovresti pagare in Italia le tasse sul reddito?
È vero anche il viceversa, cioè se la stabile organizzazione non ce l'hai, magari perché' ti hanno impedito in ogni modo di averla, allora non c'e' motivo di pagare le tasse sul reddito in Italia. Tutto cio' secondo evidenti principi di normale applicazione in ogni Stato Civile.
Il vero problema è quindi non se hai la stabile organizzazione, ma se sei legale oppure no.
Per esempio, un book nato dopo la gara Monti è sicuramente illegale, se pretende di aprire CTD in Italia, non importa se abbia una stabile organizzazione oppure no, non importa se faccia tutto all'estero. Lo beccano lo stesso.
3) IO NON CREDO.......che tu sia un CTD.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
(Jonathan Swift)
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda Rudy » 19/10/2015 - 21:49
Qual'e' la strategia Stanley a tutela dei ctd in attesa della cge? Solo quella che se non possiedi nulla ti salvi? Diversamente ti levano tutto? Parlo di fatti concreti no di supposizioni.
Maggio 2015 arriva cartella equitalia per imposta unica 2008, ottobre 2015 arriva fermo amministrativo della macchina unico mezzo che attualmente mi consente di raggiungere il posto di lavoro alle 4 di mattina a 80 km di distanza. Sono stato uno dei ctd storici della Stanley sempre seguita in tutto a livell penale nulla da dire, ma adesso non mi viene più neanche consentito di lavorare.
Mandrake visto che sei così informato che ne pensi? Prima che mi rispondi di ti dico che problemi con la società non ne ho mai avuti, mi sono fatto sequestri indescrivibili di 7 mesi in 7 mesi una decin di 401. Mi sono lasciato con la società in ottimi rapporti a livello penale sempre tutelato, ma per l'imposta unica sono finito nel baratro.
Maggio 2015 arriva cartella equitalia per imposta unica 2008, ottobre 2015 arriva fermo amministrativo della macchina unico mezzo che attualmente mi consente di raggiungere il posto di lavoro alle 4 di mattina a 80 km di distanza. Sono stato uno dei ctd storici della Stanley sempre seguita in tutto a livell penale nulla da dire, ma adesso non mi viene più neanche consentito di lavorare.
Mandrake visto che sei così informato che ne pensi? Prima che mi rispondi di ti dico che problemi con la società non ne ho mai avuti, mi sono fatto sequestri indescrivibili di 7 mesi in 7 mesi una decin di 401. Mi sono lasciato con la società in ottimi rapporti a livello penale sempre tutelato, ma per l'imposta unica sono finito nel baratro.
-
serenissima
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- Iscritto il: 16/09/2015 - 08:57
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda serenissima » 19/10/2015 - 21:53
caro Mandrake,
1)
nessuno vuole sottrarsi ai controlli i più legittimi possibili ed immaginabili
e ben vengano se si tratta di controllare se si vìola e meno la legge,
ma stamane in provincia di Napoli ha chiuso un centro Stanleybet,
stando ai tuoi IO CREDO sono dei criminali .. e invece sono solo ctd Stanleybet,
non criminali, nè terroristi, nè sporcaccioni come se ne vedono in giro coi colletti bianchi,
presi di mira e massacrati
(riesci ad immaginare come puoi sentirti in un paese di 20 mila anime dopo che la finanza ti ha chiuso i locali per reati penali?).
Perchè succede? Non voglio le tue risposte, voglio quelle di Stanleybet !
Se mi scrivono sul contratto che in questi casi mi difendono e mi risarciscono
per ogni danno, anche morale che subisco, allora cominciamo a parlare!
2)
Se l'imposta unica non va pagata, (e Stanleybet non DEVE pagarla)
cosa impedisce ad un SANO operatore (perchè pensi sempre ai criminali?)
senza nessuna stabile organizzazione in Italia, di continuare ad operare e offrire
quote molto più concorrenziali rispetto ad altri soggetti all'imposta ?
3)
non so se è una provocazione, sono un ctd Stanleybet
cosa non te lo fa pensare?
1)
nessuno vuole sottrarsi ai controlli i più legittimi possibili ed immaginabili
e ben vengano se si tratta di controllare se si vìola e meno la legge,
ma stamane in provincia di Napoli ha chiuso un centro Stanleybet,
stando ai tuoi IO CREDO sono dei criminali .. e invece sono solo ctd Stanleybet,
non criminali, nè terroristi, nè sporcaccioni come se ne vedono in giro coi colletti bianchi,
presi di mira e massacrati
(riesci ad immaginare come puoi sentirti in un paese di 20 mila anime dopo che la finanza ti ha chiuso i locali per reati penali?).
Perchè succede? Non voglio le tue risposte, voglio quelle di Stanleybet !
Se mi scrivono sul contratto che in questi casi mi difendono e mi risarciscono
per ogni danno, anche morale che subisco, allora cominciamo a parlare!
2)
Se l'imposta unica non va pagata, (e Stanleybet non DEVE pagarla)
cosa impedisce ad un SANO operatore (perchè pensi sempre ai criminali?)
senza nessuna stabile organizzazione in Italia, di continuare ad operare e offrire
quote molto più concorrenziali rispetto ad altri soggetti all'imposta ?
3)
non so se è una provocazione, sono un ctd Stanleybet
cosa non te lo fa pensare?
- mandrake76
- Cicuta

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- Iscritto il: 05/05/2008 - 13:23
- Località: Castelvolturno
Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda mandrake76 » 19/10/2015 - 21:58
Senti Rudy, dato che non sei più un CTD Stanley, penso che per chiarimenti dovresti rivolgerti al tuo book che, certamente, saprà proteggerti. Ti faccio i migliori auguri.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: Comunicato Ufficiale Stanley
Messaggioda Rudy » 19/10/2015 - 22:15
Mandrake non e' un'attacco personale te. ScusaI se hai Capitol questo.
Ho Gia parlato sia con il legale Che con lo studio legale Che si occupa dell' imposta
a unica e la risposta e' stata Che la tributaria a tempi lunghi per le udienze e Che non dovevo avere nulla di mia proprieta' e Che attualente bisogna accettare il fermo Amministrativo.
La Mia domanda e'..........
Ma fino a quando non si pronuncera' la cge ci levano tutto?
Ho Gia parlato sia con il legale Che con lo studio legale Che si occupa dell' imposta
a unica e la risposta e' stata Che la tributaria a tempi lunghi per le udienze e Che non dovevo avere nulla di mia proprieta' e Che attualente bisogna accettare il fermo Amministrativo.
La Mia domanda e'..........
Ma fino a quando non si pronuncera' la cge ci levano tutto?
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