Ho partecipato ai bandi del 1999 (CONI e Monopoli di Stato), e so bene che i partecipanti dovevavo essere persone fisiche o società di capitali, le cui quote dovevano essere intestate a persone fisiche e non ad altre società di capitali o al portatore.
Non so se questa clausola fu messa per favorire le lobby italiane, ma mi sembra plausibile
La Stanleybet non accettò fin da subito questa situazione, e dei loro funzionari avvicinarono i partecipanti alla gara che erano a Roma per assistere all'apertura delle buste della gara. E anch'io fui avvicinato, e mi proposero di aprire un CTD. Io non accettai perchè avevo vinto già la gara sportiva (dopo mediante ricorso al tar e al consiglio di Stato ottenni anche quella ippica), ma un mio collega di Siracusa, accettò.
Seguendo le vicissitudini giudiziarie del mio collega siracusano, che alla fine decise di chiudere il suo CTD, sono iniziate un'infinità di battaglie legali che ancora oggi continuano.
Diverse volte la Stanleybet li ha riassunti e pubblicati, e ne riporto solo una parte:
Ad esempio le tesi difensive della Stanleybet nell'ultima sentenza della CJEU: http://www.agimeg.it/?p=59525
E poi le varie dichiarazioni che si possono trovare sulla in merito a un'alleanza tra Stalleybet e i vecchi concessionari danneggiati, per un risarcimento.
Aperta la strada, a costi e sacrifici della Stanleybet, altri book senza essere stati disriminati dalla gara del 1999, hanno trovato COMODO, inserirsi nel varco praticato dalla stanleybet, e sperano ancora di farla franca, anche come imposta unica.
Ma cosa faranno a giugno 2016?









