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Stanley - Intervista a John Whittaker

Inviato: 06/08/2014 - 09:57
da mandrake76
Fonte: Totoguida

Per Stanley è finita l’era delle concessioni

Per John Whittaker, ceo del bookmaker anglo-maltese, le autorità italiane hanno fatto un disastro, legittimando di fatto anche i suoi concorrenti
In una nostra intervista, Giorgio Sandi (Snai) ha dato atto a Stanleybet di «avere condotto una battaglia coerente e di avere ottenuto ragione delle sue rivendicazioni».
Ha chiesto, quindi, di «essere coerenti fino in fondo» mettendosi al pari dei concessionari pagando l’imposta unica.

Malgrado questa ‘ragione’, confermata dalla Cassazione in applicazione di sentenze vincolanti della Corte Europea, continuano i sequestri, vengono avviati nuovi procedimenti penali ecc. Se la legittimazione di Stanley fosse stata
riconosciuta, allora sarei d’accordo con Giorgio Sandi: l’imposta unica andrebbe pagata in Italia.

Avete annunciato una querela a L’Espresso. Che risposte avete avuto dalla redazione?
Abbiamo scritto sia all’Espresso che al dott. Magistro, autore dell’intervista che seguiva l’articolo che riteniamo diffamatorio. All’Espresso abbiamo detto che il contenuto dell’articolo e le affermazioni ivi contenute sono talmente gravi da rendere inutile qualsiasi rettifica da parte nostra e che quindi, senza ulteriori avvisi, procediamo a chiamarli in giudizio. Al dott. Magistro abbiamo chiesto di rettificare le sue dichiarazioni. Se non saremo soddisfatti della risposta, chiameremo in giudizio anche lui.

Nonostante l’ampia giurisprudenza e i numerosi riconoscimenti, continuano i provvedimenti di chiusura e le sanzioni nei confronti dei ctd, anche di Stanleybet; e alcuni Tar respingono i ricorsi dei titolari quando viene contestata la mancanza del nulla osta di Polizia (88 Tulps); come affrontate il problema?
Avendo piena fiducia nella giustizia, ci rivolgiamo in appello ai tribunali, che normalmente ci danno ragione. Oggi chi ci viene a chiudere, in genere, sta violando il giudicato della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione. Glielo diciamo nei modi previsti dalla legge e, se insiste, appena ottenuto il dissequestro, lo chiamiamo in giudizio per il risarcimento del danno.

L’esclusione dal Bando 2000 (sulla durata breve della concessione) ha dato ragione anche ad altri bookmaker esteri. Ritenete, quindi, che lo scenario italiano sia cambiato e riconoscete la legittimità dei vostri concorrenti?

Sì. Se fino al 2012 solo Stanley aveva subìto una reale discriminazione, con la nuova gara le autorità italiane hanno definitivamente compromesso il sistema concessorio. Ci sono ben 10 nuovi riferimenti di tribunali italiani alla Corte di Giustizia riguardanti ctd Stanley e la nuova gara, di cui due provenienti rispettivamente dal Consiglio di Statoe dalla Corte di Cassazione. Un vero disastro, che ha legittimato come “discriminato” ogni tipo di operatore. Stiamo per scrivere ad Adm in relazione a ben specifiche responsabilità di suoi funzionari apicali per la perdita del sistema concessorio e i gravissimi danni subiti dalla Stanley, vessata da centinaia di chiusure con la scusa di non aver partecipato a quella che si dimostrerà la più vergognosa gara per le scommesse
nella storia recente della Repubblica Italiana. Stanley aveva preavvertito Adm di quello che sarebbe successo addirittura prima che la gara fosse bandita. Ora Stanley ha il diritto di essere risarcita.

Lei ritiene davvero che nel 2016, quando andranno a scadenza tutte le concessioni, non si parlerà più di “rete parallela” o “zona grigia”?
Come è possibile chiedere alla Stanley, che è stata legittimata da decisioni vincolanti della Corte di Giustizia senza limiti temporali, di partecipare a un nuovo sistema da cui poi sarebbe inevitabilmente esclusa, con escussione delle fideiussioni, a causa delle squalificazioni soggettive dovute ai procedimenti penali che vengono sistematicamente instaurati contro i suoi ctd e i suoi dirigenti? Il tutto mentre i concessionari storici invocano contro i ctd nuove leggi restrittive, che verranno poi disapplicate dai tribunali italiani.
Lo Stato italiano dovrebbe cessare ogni ostilità preconcetta e parlare con Stanley per trovare una soluzione. Al momento non sembra questa la via scelta. Dubito che il 2016 porterà buone notizie, né per Stanley né per i concessionari.