maury88 ha scritto:Ciao Web,
a me sembrerebbe più 'borderline' parlare di un ced puro, piuttosto che di un .it che offre ai propri clienti anche il .com.
Il .com cosidetto "sottobanco" è sempre esistito, lo offrono la maggioranza dei book ed in Italia abbiamo addirittura 2 .it che ti offrono anche il .com sottobanco, il cliente ha più possibilità di scelta ed il gestore ha più margine di guadagno. Poi proprio su questo forum si dice che le lotte nei tribunali si fanno perchè vogliamo far valere le licenze europee in Italia... che differenza c'è allora fra tenerlo "pubblicamente" o tenerlo come seconda opzione?
maury88 ha scritto:Flavio aspetta... Ced o .com sottobanco è la stessa cosa "legalmente", quindi se vengono e ti beccano il .com è sequestro più denuncia. Quindi il consiglio che posso darti, se non vuoi avere grane come hai detto, è di aprire un agenzia (e non un pvr) con un book italiano. Tenere il .com, sia come puro ced, sia come "sottobanco" per la legge italiana è illegale.
Sign. Maury88,
mi permetta con tutto il rispetto, di rispondele a quanto citato, senza arroganza e superiorità alcuna, anche a me piace confrontarmi con i colleghi.
Ced, ctd o sottobanco è la stessa cosa "legalmente", ma non è assolutamente la stessa cosa parlando "moralmente" e "rispettosamente".
Legalmente in caso di controlli avviene l'identica situazione giuridica e su qst le do pienamente ragione, ma Lei paragona a livello morale e di rispetto contrattuale i gestori di uno shop rosso, giallo-blu, giallo-nero ed ecc ecc. con coloro che espongono un marchio aams e che poi all'interno "ai più intimi" permettono giocate su siti con provider esteri?
La differenza legale non c'è, ma la differenza morale è evidente.
E poi mi sembra anche giusto il rifiuto nell'affrontare spese legali per coloro che han preferito effettuare giocate con il secondo, terzo o quarto book.
Venendo al termine "sottobanco" = sotto il bancone.
In italiano è: di facciata ho un marchio, ed al di sotto del banco ne posso offrire un altro, se non altri.
Migliaia di onesti operatori con .com che hanno insegna, palinsesto, foglietti giocate, pubblicità, ecc ecc non possono essere paragonati a coloro che solo per paura di controlli o per bella facciata espongono il loro bel logo aams sulla vetrina e sull' insegna.
Mi consenta infine di dire che chi ci mette la faccia non può essere paragonato con chi la nasconde dietro l'insegna (con tutto il rispetto) e mi consenta anche di dire che molto spesso non parliamo di semplici punti di ricarica.