Dissequestri Goldbet Cagliari e Arezzo
Inviato: 03/03/2014 - 09:11
(Jamma) – Importante successo per i CED Goldbet in Sardegna ed in Toscana, e precisamente a Cagliari e in Provincia di Arezzo. A Cagliari la Procura della Repubblica dispone il dissequestro di materiali sequestrati ai danni di un CED Goldbet, il cui titolare ha presentato, tramite il proprio difensore avv.Marco Ripamonti, un’istanza tesa ad evitare la convalida di sequestro di iniziativa.
La Procura, esaminata l’istanza e pienamente a conoscenza del caso Goldbet, ha anche preso atto dei diversi provvedimenti già pronunciati sul Bando Monti e, pertanto, ha ritenuto di non mantenere il vincolo sui beni.
Anche ad Arezzo, a seguito della convalida, il Pubblico ministero, una volta esaminata la memoria presentata dal difensore dell’indagato, ha affermato con decreto del 28 febbraio 2014 la non applicabilità della norma incriminatrice disponendo il dissequestro.
L’avv.Marco Ripamonti si è dichiarato soddisfatto per questa lunga serie di non convalide ed ha sottolineato l’importanza dei provvedimenti di Cagliari, dove il Tribunale del Riesame, già nel 2010, aveva accolto le tesi di Goldbet, anticipando nettamente il successivo orientamento della Corte di Cassazione, nonché del provvedimento reso in Toscana, dove molto spesso i sequestri scaturiscono da denunce avanzate da Snai.
La Procura, esaminata l’istanza e pienamente a conoscenza del caso Goldbet, ha anche preso atto dei diversi provvedimenti già pronunciati sul Bando Monti e, pertanto, ha ritenuto di non mantenere il vincolo sui beni.
Anche ad Arezzo, a seguito della convalida, il Pubblico ministero, una volta esaminata la memoria presentata dal difensore dell’indagato, ha affermato con decreto del 28 febbraio 2014 la non applicabilità della norma incriminatrice disponendo il dissequestro.
L’avv.Marco Ripamonti si è dichiarato soddisfatto per questa lunga serie di non convalide ed ha sottolineato l’importanza dei provvedimenti di Cagliari, dove il Tribunale del Riesame, già nel 2010, aveva accolto le tesi di Goldbet, anticipando nettamente il successivo orientamento della Corte di Cassazione, nonché del provvedimento reso in Toscana, dove molto spesso i sequestri scaturiscono da denunce avanzate da Snai.