Parliamo di PREU, tutti insieme.
Inviato: 18/12/2013 - 21:19
Riporto qui di seguito un argomento dove, da parte di VINCENZO FERRERI, mi è stato chiesto di esprimere un parere.
VINCENZO FERRERI. Mandrake, parliamo di un altro argomento .... L'argomento e' il Preu. Secondo te, se una commissione tributaria anche se di primo grado dovesse affermare che sia il bookmaker soltanto a dover sostenere il Preu, non potendosi ritenere che il titolare del CED sia soggetto passivo di imposta, in quanto agisce, anche se a nome proprio, per conto terzi, pensi che bookmaker come Stanley o Goldbet o 365 ad esempio, cavalcherebbero e diffonderebbero questa tesi, oppure andrebbero a sostenere che comunque vi sia un debito quantomeno solidale? Insomma, trattandosi delle tasche dei titolari dei ced, sarei davvero curioso di sapere che posizione assumerebbe, secondo te, Stanley, che tu mostri di conoscere bene, davanti ad una decisione di questo genere.
MANDRAKE. Credo proprio che questo sara’ un possible esito finale della questione. Sostenere che la tassa si debba applicare al CTD e’ semplicemente folle. La Stanley aveva del resto detto che avrebbe pagato lei la tassa. Poi pero’ e’ accaduto, questo e’ quello che sono riuscito a ricostruire, che la guardia di finanza ha attacatto Stanley durante l’estate e la Stanley ha reagito rimettendo in discussione la tassa stessa. Insomma la frase che ho sentito ripetere molte volte, in ambiente Stanley, e qualcosa come .... ‘o si pagano le tasse o si pagano le spese legali’. Ora pero’ che la Stanley sembra aver ripreso il controllo della situazione (tutti i centri riaperti tranne in 2 citta, dove si attende la Cassazione) la posizione di Stanley sembra essere cambiata, in ossequio al motto ‘occhio per occhio... dente per dente’. La Stanley ha sviluppato argomenti, a quanto sembra, che fanno pensare che l’imposta unica non sia dovuta ne dai book esteri ne dai Concessionari e, aggiungo io, a maggior ragione non puo’ certo essere imputata a noi CTD. La notizia, a quanto pare, e’ rimbalzata come un fulmine in ambienti Snai/Assosnai e ne e’ conseguenza la presa di posizione del nuovo sindacato Agiscom (riverniciatura di Assosnai) che ha minacciato di non pagare piu’ l’imposta unica.
La scellerata manifestazione dei CED a Roma (non mi va di chamarli CTD) e’ stata strumentalizzata e ha purtroppo distorto la situazione. Il nuovo sindacato, che aveva solo lo scopo di contrattare con il governo degli sconti su tasse arretrate di un settore ormai al collasso, ha avuto servito sul piatto d’argento il nemico su cui andare a sparare, e ha ricompattato all’istante questi storici nemici dei CTD che si sono sentiti dire, anche da altrettanti scellerati funzionari AAMS, che adesso AAMS intensifichera’ i controlli contro i CTD.
Comunque, sperando che non ci siano altri errori strategici da parte della nostra categoria, ben presto Snai/Assosnai si ricompatteranno sui loro problemi storici e sono al corrente di imminenti iniziative Stanley che faranno perdere la voglia di scherzare a chiunque pensa che dopo 4 sentenze della Corte di Giustizia si possa ancora scherzare con la nostra categoria. Come dire, la pazienza ha un limite e non e’ piu’ tollerabile che un CTD Stanley, Goldbet o di chiunque altro venga chiuso. Chi sbaglia, paga.
VINCENZO FERRERI. Sempre che un tribunale tributario possa davvero affermare questo principio, che secondo me sarebbe clamoroso. Non credi? Non ti farebbe fare un bel sospiro di sollievo una sentenza di questo tipo, considerando che hai un CED? Chissà' se Stanley diffonderebbe con una circolare interna tipo Cartago una sentenza così, tanto per rassicurare i propri CED e manifestando di condividere il principio, pure a costo di dover versare il Preu in via esclusiva, senza alcuna solidarietà con il titolare del CED?
MANDRAKE. Secondo me Stanley ha gia’ accettato il principio che la tassa, se dovuta, debba essere pagata dalla Stanley stessa e non dal CTD. Non credo che qui Cartago, che non ho mai condiviso, c’entri qualcosa. La Stanley a mio parere ha gia’ un piano per far dichiarare la tassa non dovuta, perfino dai concessionari statali. Ecco perche Agiscom e’ venuta fuori. Quindi l’imposta unica, se la Stanley ha ragione, alla fine non la paghera’ nessuno. E’ chiaro pero’ che verra’ poi in futuro una tassa che la sostituira’. E quella non la paghero’ certo io. Oppure si, se mi aumentano le provvigioni di un importo equivalente. Parliamoci chiaro. Noi siamo intermediari.... che diavolo ci azzecca la tassa sulla gestione di una attivita’ di scommesse? Che tristezza vedere nel legislatore, e in AAMS che lo ha ispirato, tanta incompetenza.
VINCENZO FERRERI. Che ne dici, un principio di questo genere, secondo te, potrebbe uscire da qualche commissione tributaria? Secondo me e' molto difficile. Ma poi questo Preu e' davvero dovuto da parte del book?
Una cosa la vorrei dire al CED in Sardegna. Stanley ha un grande staff legale e per un book, puntare sul dipartimento legale, e' la linea migliore e lo dimostrano le note vicende dei diversi book. Quindi può' stare tranquillo, anche se mi sono informato e i tempi della Corte di Giustizia a Bruxelles sono infiniti.
MANDRAKE. Si, secondo me avremo presto, credo non molto dopo l’inizio del nuovo anno, un primo provvedimento di rinvio della tassa alla Corte di Giustizia. Credo che la Stanley abbia individuato dei profili di violazione del diritto comunitario nella tassa in se stessa, a prescindere a chi si applica. Ecco perche’ i Concessionari, che lo hanno saputo, si stanno stropicciando le mani e mentre sono sempre contro i CTD, sono pero’ adesso diventati tutti pro Stanley, che sembra l’unica capace di portare a termine questo .... lavoro.
Aspettiamo e vediamo.
VINCENZO, sei bravo, comunque. Datti da fare anche tu, per quello che puoi. Alla fine, ne sono convinto, vinciamo noi. E questo lo dico – credimi – con il cuore, a favore di tutti i CTD e CED che dir si dica. Perche’ una cosa sono le disquisizioni giuridiche, su cui non siamo a quanto pare della stessa opinione, una cosa e’ il rispetto delle migliaia di famiglie che ci vivono dietro, in un momento in cui il nostro stato corrotto non riesce a dare altre soluzioni se non l’asfissiante aumento di ogni tipo di tassa.
La passione che ci abbiamo tutti messo dentro merita di essere ricompensata.
VINCENZO FERRERI. Mandrake, parliamo di un altro argomento .... L'argomento e' il Preu. Secondo te, se una commissione tributaria anche se di primo grado dovesse affermare che sia il bookmaker soltanto a dover sostenere il Preu, non potendosi ritenere che il titolare del CED sia soggetto passivo di imposta, in quanto agisce, anche se a nome proprio, per conto terzi, pensi che bookmaker come Stanley o Goldbet o 365 ad esempio, cavalcherebbero e diffonderebbero questa tesi, oppure andrebbero a sostenere che comunque vi sia un debito quantomeno solidale? Insomma, trattandosi delle tasche dei titolari dei ced, sarei davvero curioso di sapere che posizione assumerebbe, secondo te, Stanley, che tu mostri di conoscere bene, davanti ad una decisione di questo genere.
MANDRAKE. Credo proprio che questo sara’ un possible esito finale della questione. Sostenere che la tassa si debba applicare al CTD e’ semplicemente folle. La Stanley aveva del resto detto che avrebbe pagato lei la tassa. Poi pero’ e’ accaduto, questo e’ quello che sono riuscito a ricostruire, che la guardia di finanza ha attacatto Stanley durante l’estate e la Stanley ha reagito rimettendo in discussione la tassa stessa. Insomma la frase che ho sentito ripetere molte volte, in ambiente Stanley, e qualcosa come .... ‘o si pagano le tasse o si pagano le spese legali’. Ora pero’ che la Stanley sembra aver ripreso il controllo della situazione (tutti i centri riaperti tranne in 2 citta, dove si attende la Cassazione) la posizione di Stanley sembra essere cambiata, in ossequio al motto ‘occhio per occhio... dente per dente’. La Stanley ha sviluppato argomenti, a quanto sembra, che fanno pensare che l’imposta unica non sia dovuta ne dai book esteri ne dai Concessionari e, aggiungo io, a maggior ragione non puo’ certo essere imputata a noi CTD. La notizia, a quanto pare, e’ rimbalzata come un fulmine in ambienti Snai/Assosnai e ne e’ conseguenza la presa di posizione del nuovo sindacato Agiscom (riverniciatura di Assosnai) che ha minacciato di non pagare piu’ l’imposta unica.
La scellerata manifestazione dei CED a Roma (non mi va di chamarli CTD) e’ stata strumentalizzata e ha purtroppo distorto la situazione. Il nuovo sindacato, che aveva solo lo scopo di contrattare con il governo degli sconti su tasse arretrate di un settore ormai al collasso, ha avuto servito sul piatto d’argento il nemico su cui andare a sparare, e ha ricompattato all’istante questi storici nemici dei CTD che si sono sentiti dire, anche da altrettanti scellerati funzionari AAMS, che adesso AAMS intensifichera’ i controlli contro i CTD.
Comunque, sperando che non ci siano altri errori strategici da parte della nostra categoria, ben presto Snai/Assosnai si ricompatteranno sui loro problemi storici e sono al corrente di imminenti iniziative Stanley che faranno perdere la voglia di scherzare a chiunque pensa che dopo 4 sentenze della Corte di Giustizia si possa ancora scherzare con la nostra categoria. Come dire, la pazienza ha un limite e non e’ piu’ tollerabile che un CTD Stanley, Goldbet o di chiunque altro venga chiuso. Chi sbaglia, paga.
VINCENZO FERRERI. Sempre che un tribunale tributario possa davvero affermare questo principio, che secondo me sarebbe clamoroso. Non credi? Non ti farebbe fare un bel sospiro di sollievo una sentenza di questo tipo, considerando che hai un CED? Chissà' se Stanley diffonderebbe con una circolare interna tipo Cartago una sentenza così, tanto per rassicurare i propri CED e manifestando di condividere il principio, pure a costo di dover versare il Preu in via esclusiva, senza alcuna solidarietà con il titolare del CED?
MANDRAKE. Secondo me Stanley ha gia’ accettato il principio che la tassa, se dovuta, debba essere pagata dalla Stanley stessa e non dal CTD. Non credo che qui Cartago, che non ho mai condiviso, c’entri qualcosa. La Stanley a mio parere ha gia’ un piano per far dichiarare la tassa non dovuta, perfino dai concessionari statali. Ecco perche Agiscom e’ venuta fuori. Quindi l’imposta unica, se la Stanley ha ragione, alla fine non la paghera’ nessuno. E’ chiaro pero’ che verra’ poi in futuro una tassa che la sostituira’. E quella non la paghero’ certo io. Oppure si, se mi aumentano le provvigioni di un importo equivalente. Parliamoci chiaro. Noi siamo intermediari.... che diavolo ci azzecca la tassa sulla gestione di una attivita’ di scommesse? Che tristezza vedere nel legislatore, e in AAMS che lo ha ispirato, tanta incompetenza.
VINCENZO FERRERI. Che ne dici, un principio di questo genere, secondo te, potrebbe uscire da qualche commissione tributaria? Secondo me e' molto difficile. Ma poi questo Preu e' davvero dovuto da parte del book?
Una cosa la vorrei dire al CED in Sardegna. Stanley ha un grande staff legale e per un book, puntare sul dipartimento legale, e' la linea migliore e lo dimostrano le note vicende dei diversi book. Quindi può' stare tranquillo, anche se mi sono informato e i tempi della Corte di Giustizia a Bruxelles sono infiniti.
MANDRAKE. Si, secondo me avremo presto, credo non molto dopo l’inizio del nuovo anno, un primo provvedimento di rinvio della tassa alla Corte di Giustizia. Credo che la Stanley abbia individuato dei profili di violazione del diritto comunitario nella tassa in se stessa, a prescindere a chi si applica. Ecco perche’ i Concessionari, che lo hanno saputo, si stanno stropicciando le mani e mentre sono sempre contro i CTD, sono pero’ adesso diventati tutti pro Stanley, che sembra l’unica capace di portare a termine questo .... lavoro.
Aspettiamo e vediamo.
VINCENZO, sei bravo, comunque. Datti da fare anche tu, per quello che puoi. Alla fine, ne sono convinto, vinciamo noi. E questo lo dico – credimi – con il cuore, a favore di tutti i CTD e CED che dir si dica. Perche’ una cosa sono le disquisizioni giuridiche, su cui non siamo a quanto pare della stessa opinione, una cosa e’ il rispetto delle migliaia di famiglie che ci vivono dietro, in un momento in cui il nostro stato corrotto non riesce a dare altre soluzioni se non l’asfissiante aumento di ogni tipo di tassa.
La passione che ci abbiamo tutti messo dentro merita di essere ricompensata.