Sentenza Biasci: circolare ai Ctd Stanley
Inviato: 23/09/2013 - 22:07
Liverpool, 20 settembre 2013
Oggetto: Sentenza Biasci: Il reale significato.
Gentile Ricevitore,
Dopo aver visto la clamorosa disinformazione messa in campo da tutte le agenzie di stampa, che nelle loro note iniziali presentano la sentenza "Biasci" come una vittoria dello Stato contro i bookmaker, è nostro dovere tornare sull’argomento.
La sentenza è chiarissima.
Riguarda direttamente il book austriaco Goldbet e indirettamente tutti gli altri operatori esteri.
Secondo la nostra opinione, la sentenza consente di prevedere, nel tempo, una clamorosa sconfitta di Goldbet di fronte ai tribunali Italiani.
Per la prima volta in sede comunitaria, lo Stato vince.
Lo Stato che contro Stanleybet ha sempre perso, oggi vince avendo però Stanleybet al suo fianco ad opponendum di Goldbet nel giudizio di fronte al TAR.
Perché disinformazione?
Perché nelle informazioni iniziali, tutte le agenzie di stampa non rilevano la parte più importante della sentenza (cioè i punti da 33 a 37) dove la Corte fornisce precise direttive al giudice italiano (TAR Toscana) su come dovrà realizzare il test di discriminazione su Goldbet.
I media, invece, travisando il senso della sentenza, si soffermano solo sulla legittimità di un sistema che prevede concessione + autorizzazione.
Spieghiamoci con un esempio illuminante.
La sentenza Placanica aveva detto che un sistema che prevedeva il rilascio di concessioni era in linea di principio perfettamente legittimo. Ma, la stessa sentenza Placanica, e QUI STA LA PARTE IMPORTANTE, aggiungeva che il sistema concessorio italiano era stato realizzato in violazione del diritto comunitario, ed era quindi discriminatorio.
I media, acquiscenti ad AAMS ed allo Stato, clamorosamente disinformando, si limitavano solo alla prima parte della verità. Poi, grazie all'intervento e all'attività svolta da Stanleybet in tutte le sedi giudiziarie, è emersa la corretta interpretazione della sentenza: il sistema concessorio è si, in linea di principio, legittimo ma è stato realizzato in modo discriminatorio.
Anche la successiva sentenza Costa Cifone su Stanleybet ha chiarito che MALGRADO il sistema concessorio sia ammissibile, sono le modalità discriminatore con cui è stato attuato, in contrasto con il diritto europeo, che ne determinano il carattere escludente, in violazione del diritto comunitario, di un operatore come Stanleybet.
Stanleybet che ha dimostrato, secondo la sentenza Costa Cifone, IN QUALE MODO E PERCHÉ È STATA DISCRIMINATA, è perfettamente legittimata ad offrire i suoi servizi ed a operare in Italia.
Nella sentenza Biasci, che riguarda la legittimità della licenza di polizia, dopo il rilascio della concessione, è chiaro che la risposta non può che essere positiva! Il sistema, in linea di principio, è corretto, perché prevede un doppio binario: 1) La possibilità di operare nel settore delle scommesse, 2) Il controllo che chi vuole operare non sia un delinquente.
Chi può obiettare a cio’? È chiaro che un sistema del genere è perfettamente legittimo! Ma la sentenza Biasci va al di là di questo tema!
Il punto è un altro.
Come si realizza tale sistema in Italia? Per il punto 1) è previsto il rilascio di una concessione, per il punto 2) è previsto il rilascio dell’autorizzazione di polizia.
Fin qui ancora nulla di male.
Ma adesso attenzione.
Il modo con cui il punto 1) è stato realizzato viene considerato discriminatorio per Stanleybet sia dalle sentenze Gambelli e Placanica (che riguardano le caratteristiche discriminatorie delle 1000 Concessioni del 1999) sia dalla sentenza Costa Cifone (che riguarda le caratteristiche discriminatorie delle concessioni Bersani).
Permetteteci di aggiungere che su richiesta di Stanleybet (tutti la davano perdente in quel giudizio), il Consiglio di Stato ha recentemente sollevato questione pregiudiziale comunitaria sul carattere discriminatorio dell'ultima gara per le 2000 concessioni. Avremo quindi, aspettatevelo, una quarta conferma, da parte della Corte Europea, del carattere discriminatorio anche di questa ultima gara.
3 GARE, 3 FALLIMENTI.
Quindi per Stanleybet il binomio 1) Concessione + 2) Autorizzazione non può essere corretto, perché la concessione le è stata negata, e cio’ è confermato da ben 3 sentenze della Corte di Giustizia, in violazione del diritto comunitario.
Stanleybet, quindi, è legittimata ad operare senza concessione.
Attenzione pero: operare senza concessione, come nel caso Stanleybet e solo in quello, non vuol dire affatto operare senza un titolo di legittimazione. Stanleybet opera in conseguenza di sentenze interpretative del diritto comunitario direttamente esecutive ed applicabili.
Quindi il binomio corretto diviene che per operare in Italia è necessario 1) + 2), e cioè: 1) Concessione oppure titolo di legittimazione che deriva dalle sentenze della Corte di Giustizia e 2) autorizzazione di polizia.
La sentenza Biasci riguarda Goldbet.
Quindi parliamo di Goldbet e vediamo come si inserisce nei requisiti di cui ai punti 1) e 2).
Goldbet afferma di essere stata discriminate. Se questo fosse vero, Goldbet avrebbe pieno diritto di essere considerata come Stanleybet.
Allora supponiamo per un momento che Goldbet effettivamente sia stata discriminata e che quindi abbia un titolo di origine europea per operare. Allora i requisiti di cui ai punti 1) e 2) diventano 1) Concessione oppure titolo europeo (Stanleybet e Goldbet ) e 2) Autorizzazione di polizia.
Soffermiamoci un attimo sul 2). Il fatto che l’autorizzazione di polizia non possa essere negata solo per la mancanza della concessione non è affatto stato riconosciuto dalla sentenza Biasci, che non parla direttamente di questo.
È invece stato riconosciuto da molte sentenze del Consiglio di Stato ribadite recentemente da una sentenza dell’autorevole CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) che è una sezione distaccata del Consiglio di Stato con sede in Sicilia.
Il CGA, in un caso Stanleybet, ha concluso che la licenza di polizia non può essere negata a Stanleybet, dato che essa, essendo stata discriminata, ha acquisito un titolo di legittimazione equivalente alla concessione, concetto che, del resto, era stato affermato anche dalla Cassazione Penale nelle sentenze successive alla Costa Cifone.
Quindi 2) va bene per Stanleybet. Lo dice il Consiglio di Stato. E, malgrado ciò, le questure continuano a negarla questa benedetta licenza. Un autogol del Ministero degli Interni che, in violazione del giudicato del Consiglio di Stato, continua – secondo Stanleybet - ad informare le questure in modo errato.
Stanleybet ritiene che le circolari diffuse dal Ministero degli Interni non appaiono rispettose del diritto comunitario né del giudicato delle Supreme Corti nazionali: Corte di Cassazione e Consiglio di Stato. E ritiene, ancora, che tali circolari contengono un invito alle questure a realizzare condotte contrarie all’ordinamento comunitario e nazionale.
Ma questo non è un problema perché la illegittimità dei provvedimenti della questura verrà impugnata innanzi ai tribunali e i provvedimenti di diniego in se stessi diverranno la prova della discriminazione.
Ma per Goldbet? Se supponiamo, come stiamo supponendo, che anche Goldbet è stata discriminata, la conclusione è inevitabile: dovrebbe avere gli stessi diritti. Conclusione: né a Stanleybet né a Goldbet può essere negata la licenza di polizia. Il fatto che venga effettivamente negata diviene irrilevante, perché se è vero che Stanleybet e Goldbet sono state discriminate in violazione del diritto comunitario (sicuramente vero per Stanleybet e solo ipotizzato per Goldbet in questo esercizio intellettuale), allora negare loro la licenza vuol dire confermare la discriminazione.
Tutto ciò è ben compatibile con la sentenza Biasci, che riconosce e conferma la sentenza Costa Cifone.
Ma Goldbet... è stata discriminata?
Perché la Corte di Giustizia, nel testo della sentenza Biasci, mentre conferma la validità delle sentenze Placanica e Costa Cifone (punti 4, 18, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 28) e quindi conferma che Stanley e’ stata discriminata, non dice affatto la stessa cosa per Goldbet, ma invece (punti 33, 34, 35, 36, 37) delinea le caratteristiche del test di discriminazione che il giudice del rinvio (cioè il TAR Toscana) dovrà fare su Goldbet.
La Corte non dice che Goldbet è stata discriminata, e non dice neanche che non è stata discriminata. Dice che è il giudice del rinvio che deve codurre il test di discriminazione e stabilire l’una o l’altra delle due verità.
È stata discriminata o no? La sentenza Biasci, però, una cosa la chiarisce: disattiva l’ordinanza Pulignani, che la Goldbet ha sempre utilizzato come prova del riconoscimento europeo della discriminazione, che viene così a saltare. Infatti chiarisce (punto 35) che l’ordinanza Pulignani si basa su una constatazione del giudice del rinvio e non, come ha sempre cercato di contrabbandare Goldbet, su una convinzione della Corte di Giustizia. Ma Stanleybet queste cose le ha già dette, tante volte. Ora la Corte di Giustizia le conferma.
Perfino la Cassazione Penale c’era cascata.
Ma ora nei prossimi giudizi, la Goldbet, ormai priva della copertura dell’ordinanza Pulignani, dovrà affrontare il vero test di discriminazione secondo le linee guida ben chiare e precise stabilite dalla Corte di Giustizia.
Il primo scoglio, il più duro, sarà proprio il TAR Toscana, ove Stanleybet è presente ad adiuvandum dello Stato nel giudizio e, forte della sentenza della Corte di Giustizia, costringerà i giudici ad eseguire realmente e compiutamente il test di discriminazione su Goldbet.
Quindi, probabile vittoria dello Stato, a fianco di Stanleybet, ma non per i motivi richiamati dalla stampa italiana.
La vittoria dello Stato (e di Stanleybet) determinerà, ancora una volta, la conferma di quel perimetro di legalità nel settore delle scommesse sportive composto dai concessionari + Stanleybet.
Attendiamo fiduciosi il giudizio Goldbet contro Stato + Stanleybet. Oggi, però, per merito della sentenza Biasci, l’equivoco che per anni ha inquinato il sistema potrà finalmente essere chiarito. E, a nostro parere, apparirà evidente che Goldbet non ha subito nessuna discriminazione: l’inevitabile conseguenza sarà che le sue operazioni sono effettuate in violazione del diritto interno e senza alcuna legittimazione del diritto comunitario.
Restiamo a Vostra disposizione per ogni possibile chiarimento. Cordiali saluti e buon lavoro,
Stanleybet
Oggetto: Sentenza Biasci: Il reale significato.
Gentile Ricevitore,
Dopo aver visto la clamorosa disinformazione messa in campo da tutte le agenzie di stampa, che nelle loro note iniziali presentano la sentenza "Biasci" come una vittoria dello Stato contro i bookmaker, è nostro dovere tornare sull’argomento.
La sentenza è chiarissima.
Riguarda direttamente il book austriaco Goldbet e indirettamente tutti gli altri operatori esteri.
Secondo la nostra opinione, la sentenza consente di prevedere, nel tempo, una clamorosa sconfitta di Goldbet di fronte ai tribunali Italiani.
Per la prima volta in sede comunitaria, lo Stato vince.
Lo Stato che contro Stanleybet ha sempre perso, oggi vince avendo però Stanleybet al suo fianco ad opponendum di Goldbet nel giudizio di fronte al TAR.
Perché disinformazione?
Perché nelle informazioni iniziali, tutte le agenzie di stampa non rilevano la parte più importante della sentenza (cioè i punti da 33 a 37) dove la Corte fornisce precise direttive al giudice italiano (TAR Toscana) su come dovrà realizzare il test di discriminazione su Goldbet.
I media, invece, travisando il senso della sentenza, si soffermano solo sulla legittimità di un sistema che prevede concessione + autorizzazione.
Spieghiamoci con un esempio illuminante.
La sentenza Placanica aveva detto che un sistema che prevedeva il rilascio di concessioni era in linea di principio perfettamente legittimo. Ma, la stessa sentenza Placanica, e QUI STA LA PARTE IMPORTANTE, aggiungeva che il sistema concessorio italiano era stato realizzato in violazione del diritto comunitario, ed era quindi discriminatorio.
I media, acquiscenti ad AAMS ed allo Stato, clamorosamente disinformando, si limitavano solo alla prima parte della verità. Poi, grazie all'intervento e all'attività svolta da Stanleybet in tutte le sedi giudiziarie, è emersa la corretta interpretazione della sentenza: il sistema concessorio è si, in linea di principio, legittimo ma è stato realizzato in modo discriminatorio.
Anche la successiva sentenza Costa Cifone su Stanleybet ha chiarito che MALGRADO il sistema concessorio sia ammissibile, sono le modalità discriminatore con cui è stato attuato, in contrasto con il diritto europeo, che ne determinano il carattere escludente, in violazione del diritto comunitario, di un operatore come Stanleybet.
Stanleybet che ha dimostrato, secondo la sentenza Costa Cifone, IN QUALE MODO E PERCHÉ È STATA DISCRIMINATA, è perfettamente legittimata ad offrire i suoi servizi ed a operare in Italia.
Nella sentenza Biasci, che riguarda la legittimità della licenza di polizia, dopo il rilascio della concessione, è chiaro che la risposta non può che essere positiva! Il sistema, in linea di principio, è corretto, perché prevede un doppio binario: 1) La possibilità di operare nel settore delle scommesse, 2) Il controllo che chi vuole operare non sia un delinquente.
Chi può obiettare a cio’? È chiaro che un sistema del genere è perfettamente legittimo! Ma la sentenza Biasci va al di là di questo tema!
Il punto è un altro.
Come si realizza tale sistema in Italia? Per il punto 1) è previsto il rilascio di una concessione, per il punto 2) è previsto il rilascio dell’autorizzazione di polizia.
Fin qui ancora nulla di male.
Ma adesso attenzione.
Il modo con cui il punto 1) è stato realizzato viene considerato discriminatorio per Stanleybet sia dalle sentenze Gambelli e Placanica (che riguardano le caratteristiche discriminatorie delle 1000 Concessioni del 1999) sia dalla sentenza Costa Cifone (che riguarda le caratteristiche discriminatorie delle concessioni Bersani).
Permetteteci di aggiungere che su richiesta di Stanleybet (tutti la davano perdente in quel giudizio), il Consiglio di Stato ha recentemente sollevato questione pregiudiziale comunitaria sul carattere discriminatorio dell'ultima gara per le 2000 concessioni. Avremo quindi, aspettatevelo, una quarta conferma, da parte della Corte Europea, del carattere discriminatorio anche di questa ultima gara.
3 GARE, 3 FALLIMENTI.
Quindi per Stanleybet il binomio 1) Concessione + 2) Autorizzazione non può essere corretto, perché la concessione le è stata negata, e cio’ è confermato da ben 3 sentenze della Corte di Giustizia, in violazione del diritto comunitario.
Stanleybet, quindi, è legittimata ad operare senza concessione.
Attenzione pero: operare senza concessione, come nel caso Stanleybet e solo in quello, non vuol dire affatto operare senza un titolo di legittimazione. Stanleybet opera in conseguenza di sentenze interpretative del diritto comunitario direttamente esecutive ed applicabili.
Quindi il binomio corretto diviene che per operare in Italia è necessario 1) + 2), e cioè: 1) Concessione oppure titolo di legittimazione che deriva dalle sentenze della Corte di Giustizia e 2) autorizzazione di polizia.
La sentenza Biasci riguarda Goldbet.
Quindi parliamo di Goldbet e vediamo come si inserisce nei requisiti di cui ai punti 1) e 2).
Goldbet afferma di essere stata discriminate. Se questo fosse vero, Goldbet avrebbe pieno diritto di essere considerata come Stanleybet.
Allora supponiamo per un momento che Goldbet effettivamente sia stata discriminata e che quindi abbia un titolo di origine europea per operare. Allora i requisiti di cui ai punti 1) e 2) diventano 1) Concessione oppure titolo europeo (Stanleybet e Goldbet ) e 2) Autorizzazione di polizia.
Soffermiamoci un attimo sul 2). Il fatto che l’autorizzazione di polizia non possa essere negata solo per la mancanza della concessione non è affatto stato riconosciuto dalla sentenza Biasci, che non parla direttamente di questo.
È invece stato riconosciuto da molte sentenze del Consiglio di Stato ribadite recentemente da una sentenza dell’autorevole CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) che è una sezione distaccata del Consiglio di Stato con sede in Sicilia.
Il CGA, in un caso Stanleybet, ha concluso che la licenza di polizia non può essere negata a Stanleybet, dato che essa, essendo stata discriminata, ha acquisito un titolo di legittimazione equivalente alla concessione, concetto che, del resto, era stato affermato anche dalla Cassazione Penale nelle sentenze successive alla Costa Cifone.
Quindi 2) va bene per Stanleybet. Lo dice il Consiglio di Stato. E, malgrado ciò, le questure continuano a negarla questa benedetta licenza. Un autogol del Ministero degli Interni che, in violazione del giudicato del Consiglio di Stato, continua – secondo Stanleybet - ad informare le questure in modo errato.
Stanleybet ritiene che le circolari diffuse dal Ministero degli Interni non appaiono rispettose del diritto comunitario né del giudicato delle Supreme Corti nazionali: Corte di Cassazione e Consiglio di Stato. E ritiene, ancora, che tali circolari contengono un invito alle questure a realizzare condotte contrarie all’ordinamento comunitario e nazionale.
Ma questo non è un problema perché la illegittimità dei provvedimenti della questura verrà impugnata innanzi ai tribunali e i provvedimenti di diniego in se stessi diverranno la prova della discriminazione.
Ma per Goldbet? Se supponiamo, come stiamo supponendo, che anche Goldbet è stata discriminata, la conclusione è inevitabile: dovrebbe avere gli stessi diritti. Conclusione: né a Stanleybet né a Goldbet può essere negata la licenza di polizia. Il fatto che venga effettivamente negata diviene irrilevante, perché se è vero che Stanleybet e Goldbet sono state discriminate in violazione del diritto comunitario (sicuramente vero per Stanleybet e solo ipotizzato per Goldbet in questo esercizio intellettuale), allora negare loro la licenza vuol dire confermare la discriminazione.
Tutto ciò è ben compatibile con la sentenza Biasci, che riconosce e conferma la sentenza Costa Cifone.
Ma Goldbet... è stata discriminata?
Perché la Corte di Giustizia, nel testo della sentenza Biasci, mentre conferma la validità delle sentenze Placanica e Costa Cifone (punti 4, 18, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 28) e quindi conferma che Stanley e’ stata discriminata, non dice affatto la stessa cosa per Goldbet, ma invece (punti 33, 34, 35, 36, 37) delinea le caratteristiche del test di discriminazione che il giudice del rinvio (cioè il TAR Toscana) dovrà fare su Goldbet.
La Corte non dice che Goldbet è stata discriminata, e non dice neanche che non è stata discriminata. Dice che è il giudice del rinvio che deve codurre il test di discriminazione e stabilire l’una o l’altra delle due verità.
È stata discriminata o no? La sentenza Biasci, però, una cosa la chiarisce: disattiva l’ordinanza Pulignani, che la Goldbet ha sempre utilizzato come prova del riconoscimento europeo della discriminazione, che viene così a saltare. Infatti chiarisce (punto 35) che l’ordinanza Pulignani si basa su una constatazione del giudice del rinvio e non, come ha sempre cercato di contrabbandare Goldbet, su una convinzione della Corte di Giustizia. Ma Stanleybet queste cose le ha già dette, tante volte. Ora la Corte di Giustizia le conferma.
Perfino la Cassazione Penale c’era cascata.
Ma ora nei prossimi giudizi, la Goldbet, ormai priva della copertura dell’ordinanza Pulignani, dovrà affrontare il vero test di discriminazione secondo le linee guida ben chiare e precise stabilite dalla Corte di Giustizia.
Il primo scoglio, il più duro, sarà proprio il TAR Toscana, ove Stanleybet è presente ad adiuvandum dello Stato nel giudizio e, forte della sentenza della Corte di Giustizia, costringerà i giudici ad eseguire realmente e compiutamente il test di discriminazione su Goldbet.
Quindi, probabile vittoria dello Stato, a fianco di Stanleybet, ma non per i motivi richiamati dalla stampa italiana.
La vittoria dello Stato (e di Stanleybet) determinerà, ancora una volta, la conferma di quel perimetro di legalità nel settore delle scommesse sportive composto dai concessionari + Stanleybet.
Attendiamo fiduciosi il giudizio Goldbet contro Stato + Stanleybet. Oggi, però, per merito della sentenza Biasci, l’equivoco che per anni ha inquinato il sistema potrà finalmente essere chiarito. E, a nostro parere, apparirà evidente che Goldbet non ha subito nessuna discriminazione: l’inevitabile conseguenza sarà che le sue operazioni sono effettuate in violazione del diritto interno e senza alcuna legittimazione del diritto comunitario.
Restiamo a Vostra disposizione per ogni possibile chiarimento. Cordiali saluti e buon lavoro,
Stanleybet