Stanley chiama Ginestra alla riforma dei giochi
Inviato: 02/03/2013 - 13:11
Comunicato stampa
SCOMMESSE: STANLEYBET, FINALMENTE ASSOSNAI
CORREGGE IL TIRO SU CARTAGO
Dopo la replica del bookmaker inglese il Presidente Ginestra chiede ad AAMS
di intensificare la lotta alla rete illegale
Liverpool, 1° marzo 2013 – Il valoroso Presidente di Assosnai, Francesco Ginestra, finalmente corregge il tiro e chiede ad AAMS cosa intenda fare per tutelare il settore e iniziare la giusta guerra alla rete illegale, appoggiando, di fatto e a discapito delle critiche, il progetto Stanleybet “Cartago”, nato per contrastare la rete illegale.
Bravo. Ma al Presidente non sfugge la tentazione di sottolineare, nel modus operandi Stanleybet, una contraddizione: secondo lui il fatto che Stanleybet abbia chiesto ad AAMS, e poi al TAR Lazio, la revoca di tutte le concessioni esistenti significa che in realtà Stanleybet non stia affatto proteggendo, come vorrebbe far credere, il sistema concessorio.
Il Presidente di Assosnai, malgrado la sua esperienza, non sembra aver molto riflettuto sulla vicenda. Le ragioni di questo ricorso si trovano in ciò che accadde quasi 10 anni fa, prima della gara Bersani, quando un Tribunale del riesame raccolse la richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia di un CTD Stanleybet. All’epoca c’erano solo 1.000 operatori di scommesse sportive, quelli della gara CONI, che era stata riconosciuta illegale dalla precedente sentenza Gambelli.
Si trattava, come avrete capito, del signor Placanica. La Corte di Giustizia, nella sua sentenza Placanica, disse che lo Stato Italiano poteva rimediare all’illegale gara del 1999 (le 1.000 concessioni storiche) con due opzioni alternative: revocare tutte le 1.000 concessioni o ‘mettere a gara un numero adeguato di nuove concessioni’, al fine di annacquare le pre-esistenti 1.000 concessioni illegali. Che è ciò che lo Stato Italiano fece con le 16.000 nuove concessioni Bersani. Peccato che la gara fu bandita proteggendo, con la regola delle distanze, le iniziali 1.000 concessioni illegali compromettendo così tutto il sistema, il cui impianto discriminatorio è stato pienamente riconosciuto con la sentenza Costa-Cifone della Corte di Giustizia.
E qui veniamo alla domanda chiave: lo Stato Italiano, dovendo rimediare alle due gare discriminatorie CONI e Bersani che hanno ingolfato il mercato di 16.000/17.000 concessioni tutte riconosciute discriminatorie da ben 3 sentenze della Corte di Giustizia, ha ancora a disposizione la seconda opzione? E quante concessioni dovrebbero mettere a gara... 50 mila? È chiaro che la prossima sentenza della Corte di Giustizia, che certamente ci sarà se la gara delle 2.000 andrà avanti, dirà che lo Stato, dopo aver sbagliato due volte, la prima volta nel 1999 e la seconda volta, tentando di rimediare, nel 2006, non poteva rimediare con una risibile gara per 2.000 concessioni con durata di tre anni. Gli restava solo la possibilità di revoca di tutte le concessioni. Ed ecco il motivo del ricorso: Stanleybet non vuole in realtà la revoca di tutte le concessioni, causando la perdita di lavoro per migliaia di persone, ma vuole dimostrare - e per farlo si batterà fino in fondo sia al Consiglio di Stato che presso le autorità europee (Commissione e Corte di Giustizia) - che lo Stato Italiano non avrebbe potuto bandire una nuova gara.
Il signor Ginestra, che potrebbe giocare un ruolo da vero protagonista nel futuro del settore, dovrebbe cominciare ad assumere una posizione di giustizia, non più una posizione di parte, per di più sistematicamente perdente. È ora di voltar pagina, nell’interesse di tutti, AAMS inclusa.
Non una nuova gara, che sarà riconosciuta illegittima come le altre che l’hanno preceduta, ma un serio negoziato per la rifondazione di tutto il sistema concessorio. Uniamoci, tutti insieme anche con AAMS, per divenirne protagonisti.
SCOMMESSE: STANLEYBET, FINALMENTE ASSOSNAI
CORREGGE IL TIRO SU CARTAGO
Dopo la replica del bookmaker inglese il Presidente Ginestra chiede ad AAMS
di intensificare la lotta alla rete illegale
Liverpool, 1° marzo 2013 – Il valoroso Presidente di Assosnai, Francesco Ginestra, finalmente corregge il tiro e chiede ad AAMS cosa intenda fare per tutelare il settore e iniziare la giusta guerra alla rete illegale, appoggiando, di fatto e a discapito delle critiche, il progetto Stanleybet “Cartago”, nato per contrastare la rete illegale.
Bravo. Ma al Presidente non sfugge la tentazione di sottolineare, nel modus operandi Stanleybet, una contraddizione: secondo lui il fatto che Stanleybet abbia chiesto ad AAMS, e poi al TAR Lazio, la revoca di tutte le concessioni esistenti significa che in realtà Stanleybet non stia affatto proteggendo, come vorrebbe far credere, il sistema concessorio.
Il Presidente di Assosnai, malgrado la sua esperienza, non sembra aver molto riflettuto sulla vicenda. Le ragioni di questo ricorso si trovano in ciò che accadde quasi 10 anni fa, prima della gara Bersani, quando un Tribunale del riesame raccolse la richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia di un CTD Stanleybet. All’epoca c’erano solo 1.000 operatori di scommesse sportive, quelli della gara CONI, che era stata riconosciuta illegale dalla precedente sentenza Gambelli.
Si trattava, come avrete capito, del signor Placanica. La Corte di Giustizia, nella sua sentenza Placanica, disse che lo Stato Italiano poteva rimediare all’illegale gara del 1999 (le 1.000 concessioni storiche) con due opzioni alternative: revocare tutte le 1.000 concessioni o ‘mettere a gara un numero adeguato di nuove concessioni’, al fine di annacquare le pre-esistenti 1.000 concessioni illegali. Che è ciò che lo Stato Italiano fece con le 16.000 nuove concessioni Bersani. Peccato che la gara fu bandita proteggendo, con la regola delle distanze, le iniziali 1.000 concessioni illegali compromettendo così tutto il sistema, il cui impianto discriminatorio è stato pienamente riconosciuto con la sentenza Costa-Cifone della Corte di Giustizia.
E qui veniamo alla domanda chiave: lo Stato Italiano, dovendo rimediare alle due gare discriminatorie CONI e Bersani che hanno ingolfato il mercato di 16.000/17.000 concessioni tutte riconosciute discriminatorie da ben 3 sentenze della Corte di Giustizia, ha ancora a disposizione la seconda opzione? E quante concessioni dovrebbero mettere a gara... 50 mila? È chiaro che la prossima sentenza della Corte di Giustizia, che certamente ci sarà se la gara delle 2.000 andrà avanti, dirà che lo Stato, dopo aver sbagliato due volte, la prima volta nel 1999 e la seconda volta, tentando di rimediare, nel 2006, non poteva rimediare con una risibile gara per 2.000 concessioni con durata di tre anni. Gli restava solo la possibilità di revoca di tutte le concessioni. Ed ecco il motivo del ricorso: Stanleybet non vuole in realtà la revoca di tutte le concessioni, causando la perdita di lavoro per migliaia di persone, ma vuole dimostrare - e per farlo si batterà fino in fondo sia al Consiglio di Stato che presso le autorità europee (Commissione e Corte di Giustizia) - che lo Stato Italiano non avrebbe potuto bandire una nuova gara.
Il signor Ginestra, che potrebbe giocare un ruolo da vero protagonista nel futuro del settore, dovrebbe cominciare ad assumere una posizione di giustizia, non più una posizione di parte, per di più sistematicamente perdente. È ora di voltar pagina, nell’interesse di tutti, AAMS inclusa.
Non una nuova gara, che sarà riconosciuta illegittima come le altre che l’hanno preceduta, ma un serio negoziato per la rifondazione di tutto il sistema concessorio. Uniamoci, tutti insieme anche con AAMS, per divenirne protagonisti.