Messaggioda max90 » 25/02/2013 - 19:15
“Assosnai lancia un grido di dolore sull'immobilismo del Governo nel risolvere i problemi del settore e dà contestualmente il suo benvenuto alle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono da poco entrati in vigore ma non vuole accettare le tre sentenze della Corte di Giustizia che hanno conclamato l'impossibilità per l'operatore Stanleybet di partecipare alle gare Italiane e hanno rilevato i limiti e i vincoli del sistema concessorio con riferimento a Stanleybet”. Il bookmaker anglosassone commenta così le posizioni di Assosnai sul progetto Cartago e più precisamente le opinioni del Presidente Francesco Ginestra.
Assosnai: “Gdf di Bari contro mercato illegale del gioco, si continui così”
Stanleybet però crede che Ginestra cominci bene dicendo che "Stanley, con il lancio del progetto ‘Cartago’, ha annunciato di voler dare battaglia" agli operatori illegali. E prosegue: "Ovviamente sono d’accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore, ma dubito fortemente che sia possibile farlo a fianco a chi tuttora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l’obiettivo principale dell’operatore è di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile."
Secondo il concessionario “Il Presidente Assosnai non vuole accettare le tre sentenze della Corte di Giustizia e non vuole adeguarsi al riconoscimento e alla legittimazione comunitaria avuta da Stanleybet a offrire i propri servizi”.
In merito all'ultimo bando, prosegue Stanley, “non si capisce come Ginestra, che finirà per far beneficiare ai suoi affiliati concessioni per 16 anni (6+6+4 finali di rinnovo, al momento senza gara), possa sostenere che Stanleybet avrebbe dovuto, invece, partecipare alla gara per le 2000, accettando concessioni per poco più di tre anni. Ginestra non si accorge di quanto appaiono risibili affermazioni del genere”.
Lo Stato perciò, secondo Ginestra, "deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni".
“Ginestra - prosegue Stanleybet - dice che lo Stato dovrebbe eliminare le discriminazioni del settore, quando proprio lui e i suoi associati ne sono stati i massimi beneficiari. Le stesse condizioni? E allora, perché agli associati di Ginestra 16 anni di concessione e per Stanleybet soltanto 3 anni?”.
Che cosa succederà? Mentre lo Stato subirebbe nuove sconfitte dalle nuove iniziative contro la Stanleybet, i veri operatori illegali continuerebbero a prosperare sempre più forti dietro le vittorie ottenute da Stanleybet.
“Il TAR Lazio ha emesso sulla gara delle 2000 la solita sentenza in favore dell'Amministrazione, ma ora sarà il Consiglio di Stato a esaminare la controversia e si tratta di Corte di ultima istanza che, quindi, su richiesta di Stanleybet sarà ‘tenuta' a sottoporre la nuova gara al vaglio della Corte di Giustizia”, conclude Stanleybet.
Incredibile, sempre secondo il bookmaker, che “l'operatore storico che oggi potrebbe, anzi dovrebbe, essere il protagonista del nuovo, di fatto diviene l'inconsapevole alleato degli operatori illegali contribuendo alla fine del sistema concessorio italiano”.