La Stanley lanca il progetto Cartago
Inviato: 21/02/2013 - 08:08
GIOCHI: NASCE IL PROGETTO “CARTAGO”
PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ NEL SETTORE
Stanleybet lancia la lotta agli operatori illegali sul territorio italiano
Liverpool, 20 febbraio 2013 – Stanleybet annuncia il progetto CARTAGO *. Dopo quasi 15 anni di battaglie giudiziarie, infatti, può considerarsi conclusa l’attività legale per la difesa dei CTD affiliati al bookmaker inglese. Ebbene, nel corso degli anni Stanleybet ha costituito un pool di avvocati specializzati in materia, che costituiscono la ben nota “macchina da guerra”, senza precedenti in Europa, che ha consentito di affermare e proteggere i suoi diritti e quelli dei suoi CTD in Italia.
Ora questa non ha più ragione di esistere nei confronti dello Stato italiano, con il quale sono in corso a vari livelli colloqui di composizione dei contrasti, ma d’ora in poi affiancherà piuttosto le Autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini.
Da questi presupposti nasce CARTAGO, che sarà sostenuta anche da esperti di logistica reclutati nelle università italiane, impegnati nella ricerca, individuazione e denuncia all’Autorità di polizia giudiziaria di tutti operatori illegali presenti sul territorio.
È noto che, sfruttando le vittorie legali di Stanleybet, gli operatori senza licenza vorrebbero affermare un diritto ad operare privo di fondamento, in quanto si tratta di operatori che, al contrario di Stanleybet, non hanno subito alcuna discriminazione nell’accesso al sistema concessorio italiano. Si tratta di un caso, ben noto nella giurisprudenza della Corte di Giustizia, di ‘abuso del diritto’. In sostanza, il fatto che il sistema concessorio italiano abbia discriminato l’operatore Stanleybet non dà alcun diritto ad altri operatori di aprire CED privi di concessione o di qualsiasi altro titolo di legittimazione.
L’attività sarà di contrasto totale: individuazione del CED e denuncia, richiesta di sequestro alla Procura e deposito di memorie ai sensi dell’articolo 90 c.p.p. innanzi ai Tribunali del Riesame, pubblica diffusione dei sequestri e dei successivi provvedimenti giudiziari. In caso di annullamento del sequestro da parte del Tribunale del Riesame, i protocolli CARTAGO includeranno anche una fase di confronto con i Pubblici Ministeri per stimolarne il ricorso per Cassazione. In caso di richieste di archiviazione da parte della Procura, Stanleybet vi si opporrà, chiedendo il confronto dinanzi al Giudice. In ultimo, la compagnia britannica di scommesse si costituirà in tutti i giudizi come parte lesa al fine di sostenere e dimostrare l’attività illecita del titolare del CED clandestino.
I protocolli CARTAGO comprenderanno inoltre attività collaterali, come l’azione di sensibilizzazione dei capi delle più importanti Procure della Repubblica e la richiesta di audizioni presso gli organi di polizia giudiziaria: Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
Tale attività di costante informazione e collaborazione porterà allo sviluppo di una rete di conoscenze, contatti e collaborazioni, finalizzata alla diffusione della cultura della disapplicazione delle leggi che confliggono con il diritto comunitario, non solo da parte dei Giudici, ma anche da parte di tutti gli organi esecutivi di polizia giudiziaria.
Dal lato amministrativo, Stanleybet ha piena visibilità dei procedimenti, sia cautelari che di merito, presso TAR e Consiglio di Stato, che riguardano operatori come Goldbet, PlanetWin etc., e interviene ora sistematicamente nelle attività di contrasto a fianco dell’Amministrazione.
Stanleybet lancia un appello a tutte le forze buone del settore, i Concessionari, i CTD Stanleybet e chiunque ne abbia interesse a unirsi al progetto CARTAGO in questa battaglia per il ripristino della legalità.
Qualsiasi segnalazione può essere inviata alla sede centrale di Liverpool:
Email – segnalazioni@stanleybet.com
Fax – 0044 1512352164
* Nota storica - L’idea di CARTAGO, come nome del progetto, deriva dalla celebre dichiarazione di Marco Porcio Catone, passato alla storia come “Catone il censore”, pronunciata dal generale romano al termine di ogni suo discorso al Senato a partire dal 157 a.C.: “Cartago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta).
Il Gruppo Stanleybet in Europa
Stanleybet nasce originariamente come ramo internazionale di Stanley Leisure plc, Compagnia di scommesse sportive costituita a Belfast, nell'Irlanda del Nord, nel 1958.
Nel 1963 Stanley Leisure plc si afferma come bookmaker autorizzato ai sensi del Betting, Gaming and Lotteries Act e, dopo aver acquisito una posizione di rilievo in Inghilterra con i suoi casinò e betting shop, intraprende uno straordinario percorso di crescita nel mercato europeo delle scommesse sportive.
Grazie a un innovativo modello di business la cui compatibilità con la Legge Europea è stata dimostrata in tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, Gambelli (2003), Placanica (2007) e Costa-Cifone (2012), il gruppo Stanleybet è attualmente presente in Danimarca, Germania, Belgio, Croazia, Romania, Italia e Cipro, con oltre 2000 sportelli e 3000 dipendenti.
Il Gruppo Stanleybet vanta una tradizione ben consolidata di Compagnia privata di scommesse sportive corretta e responsabile, e continua a sostenere il suo diritto a offrire servizi all'avanguardia di scommesse sportive nell'Unione Europea in modo responsabile, trasparente e in linea con le disposizioni comunitarie.
Stanleyebet è impegnata in prima fila nella protezione dei suoi clienti, applicando gli standard più alti di disciplina interna in piena conformità con il proprio principio di trasparenza in tutte le operazioni aziendali e garantendo loro il diritto di scegliere i prodotti più innovativi d'intrattenimento nel mercato delle scommesse sportive.
Stanleybet, dall’inizio dell’estate del 2011, è anche impegnata, in prima linea, in attività culturali e nell’organizzazione di convegni internazionali per sensibilizzare i sistemi giuridici nazionali, e quello italiano in particolare, in tema di norme vincolanti sulla responsabilità diretta del funzionario pubblico che commette, nell’esercizio delle sue funzioni, violazioni del diritto comunitario in Paesi membri dell’Unione.
PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ NEL SETTORE
Stanleybet lancia la lotta agli operatori illegali sul territorio italiano
Liverpool, 20 febbraio 2013 – Stanleybet annuncia il progetto CARTAGO *. Dopo quasi 15 anni di battaglie giudiziarie, infatti, può considerarsi conclusa l’attività legale per la difesa dei CTD affiliati al bookmaker inglese. Ebbene, nel corso degli anni Stanleybet ha costituito un pool di avvocati specializzati in materia, che costituiscono la ben nota “macchina da guerra”, senza precedenti in Europa, che ha consentito di affermare e proteggere i suoi diritti e quelli dei suoi CTD in Italia.
Ora questa non ha più ragione di esistere nei confronti dello Stato italiano, con il quale sono in corso a vari livelli colloqui di composizione dei contrasti, ma d’ora in poi affiancherà piuttosto le Autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini.
Da questi presupposti nasce CARTAGO, che sarà sostenuta anche da esperti di logistica reclutati nelle università italiane, impegnati nella ricerca, individuazione e denuncia all’Autorità di polizia giudiziaria di tutti operatori illegali presenti sul territorio.
È noto che, sfruttando le vittorie legali di Stanleybet, gli operatori senza licenza vorrebbero affermare un diritto ad operare privo di fondamento, in quanto si tratta di operatori che, al contrario di Stanleybet, non hanno subito alcuna discriminazione nell’accesso al sistema concessorio italiano. Si tratta di un caso, ben noto nella giurisprudenza della Corte di Giustizia, di ‘abuso del diritto’. In sostanza, il fatto che il sistema concessorio italiano abbia discriminato l’operatore Stanleybet non dà alcun diritto ad altri operatori di aprire CED privi di concessione o di qualsiasi altro titolo di legittimazione.
L’attività sarà di contrasto totale: individuazione del CED e denuncia, richiesta di sequestro alla Procura e deposito di memorie ai sensi dell’articolo 90 c.p.p. innanzi ai Tribunali del Riesame, pubblica diffusione dei sequestri e dei successivi provvedimenti giudiziari. In caso di annullamento del sequestro da parte del Tribunale del Riesame, i protocolli CARTAGO includeranno anche una fase di confronto con i Pubblici Ministeri per stimolarne il ricorso per Cassazione. In caso di richieste di archiviazione da parte della Procura, Stanleybet vi si opporrà, chiedendo il confronto dinanzi al Giudice. In ultimo, la compagnia britannica di scommesse si costituirà in tutti i giudizi come parte lesa al fine di sostenere e dimostrare l’attività illecita del titolare del CED clandestino.
I protocolli CARTAGO comprenderanno inoltre attività collaterali, come l’azione di sensibilizzazione dei capi delle più importanti Procure della Repubblica e la richiesta di audizioni presso gli organi di polizia giudiziaria: Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
Tale attività di costante informazione e collaborazione porterà allo sviluppo di una rete di conoscenze, contatti e collaborazioni, finalizzata alla diffusione della cultura della disapplicazione delle leggi che confliggono con il diritto comunitario, non solo da parte dei Giudici, ma anche da parte di tutti gli organi esecutivi di polizia giudiziaria.
Dal lato amministrativo, Stanleybet ha piena visibilità dei procedimenti, sia cautelari che di merito, presso TAR e Consiglio di Stato, che riguardano operatori come Goldbet, PlanetWin etc., e interviene ora sistematicamente nelle attività di contrasto a fianco dell’Amministrazione.
Stanleybet lancia un appello a tutte le forze buone del settore, i Concessionari, i CTD Stanleybet e chiunque ne abbia interesse a unirsi al progetto CARTAGO in questa battaglia per il ripristino della legalità.
Qualsiasi segnalazione può essere inviata alla sede centrale di Liverpool:
Email – segnalazioni@stanleybet.com
Fax – 0044 1512352164
* Nota storica - L’idea di CARTAGO, come nome del progetto, deriva dalla celebre dichiarazione di Marco Porcio Catone, passato alla storia come “Catone il censore”, pronunciata dal generale romano al termine di ogni suo discorso al Senato a partire dal 157 a.C.: “Cartago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta).
Il Gruppo Stanleybet in Europa
Stanleybet nasce originariamente come ramo internazionale di Stanley Leisure plc, Compagnia di scommesse sportive costituita a Belfast, nell'Irlanda del Nord, nel 1958.
Nel 1963 Stanley Leisure plc si afferma come bookmaker autorizzato ai sensi del Betting, Gaming and Lotteries Act e, dopo aver acquisito una posizione di rilievo in Inghilterra con i suoi casinò e betting shop, intraprende uno straordinario percorso di crescita nel mercato europeo delle scommesse sportive.
Grazie a un innovativo modello di business la cui compatibilità con la Legge Europea è stata dimostrata in tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, Gambelli (2003), Placanica (2007) e Costa-Cifone (2012), il gruppo Stanleybet è attualmente presente in Danimarca, Germania, Belgio, Croazia, Romania, Italia e Cipro, con oltre 2000 sportelli e 3000 dipendenti.
Il Gruppo Stanleybet vanta una tradizione ben consolidata di Compagnia privata di scommesse sportive corretta e responsabile, e continua a sostenere il suo diritto a offrire servizi all'avanguardia di scommesse sportive nell'Unione Europea in modo responsabile, trasparente e in linea con le disposizioni comunitarie.
Stanleyebet è impegnata in prima fila nella protezione dei suoi clienti, applicando gli standard più alti di disciplina interna in piena conformità con il proprio principio di trasparenza in tutte le operazioni aziendali e garantendo loro il diritto di scegliere i prodotti più innovativi d'intrattenimento nel mercato delle scommesse sportive.
Stanleybet, dall’inizio dell’estate del 2011, è anche impegnata, in prima linea, in attività culturali e nell’organizzazione di convegni internazionali per sensibilizzare i sistemi giuridici nazionali, e quello italiano in particolare, in tema di norme vincolanti sulla responsabilità diretta del funzionario pubblico che commette, nell’esercizio delle sue funzioni, violazioni del diritto comunitario in Paesi membri dell’Unione.