Messaggioda PATPR » 15/02/2013 - 17:38
(Jamma) I pubblici esercizi possono mettere a disposizione dei loro clienti la connessione wi-fi libera e/o terminali per navigare su internet. Il Garante ha così confermato l’interpretazione della Fipe-federazione italiana pubblici esercizi sull’utilizzo della rete. A sollevare la questione, spiega la Fipe, erano stati provider che forniscono programmi di archiviazione. In base alla loro interpretazione della legge, i bar e i ristoranti avrebbero avuto l’obbligo di registrare i dati degli utenti e sarebbero stati ritenuti co-responsabili dei siti visitati dai clienti.
Il Garante, nella risposta fornita a Fipe, ha infatti ribadito che questo caso rientra fra quelli in cui non può essere effettuato il trattamento dei dati personali senza necessità del consenso del soggetto interessato, in base all’art. 24 del Codice.
Pertanto, in primo luogo, gli esercenti che ancora dispongono di strumenti per il monitoraggio e l’archiviazione dei dati possono eliminarli, senza il rischio di alcuna responsabilità, rendendo così realmente libero il servizio di wi-fi offerto; altrimenti, se vogliono continuare ad utilizzare tali sistemi in maniera legittima, sono tenuti a rendere informati i propri avventori dell’utilizzo che viene fatto dei dati monitorati, attraverso la sottoscrizione da parte loro del consenso al trattamento degli stessi, di cui all’art. 13 del Codice.
«La connessione wi-fi libera nei pubblici esercizi – commenta il presidente Fipe, Lino Stoppani – va verso la direzione delle smart city. Bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari diventano sempre più interattivi e sono così in grado di offrire ai clienti un servizio importante nell’era del digitale».
Il Garante, dunque conferma quanto disposto nel 2010, quando venne abrogato l’obbligo, introdotto decreto Pisanu, per i gestori di locali pubblici e privati che forniscono accesso a internet, di richiedere e fotocopiare i documenti degli utenti e di conservarli in un archivio cartaceo. Insomma, a quanto pare, l’Italia può mettersi alla pari con il resto del mondo, dove il wireless nei locali pubblici è una realtà già da tempo. Ma in tanti, ancora troppi, temono che in ogni caso sia il gestore dell’esercizio a finire nei guai nel caso in cui il cliente connesso commetta qualche illecito.
Prima la legge Balduzzi ed oggi questa che la contraria il garante......... mah l'anima in pace non la possiamo mettere, no eh
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