chiusure...
Inviato: 31/10/2012 - 17:18
Sono state effettuati dalla Polizia in questi giorni alcuni servizi mirati al contrasto delle varie forme di illegalità nel settore delle scommesse organizzate.
Gli agenti della Squadra Amministrativa della Questura di Siena, coordinati dal loro dirigente Andrea Arcamone, hanno battuto a tappeto gli esercizi della provincia e del capoluogo, nei quali vengono praticate le scommesse.
In particolare, dagli accertamenti eseguiti è emerso che in un esercizio definito come “centro trasmissione dati”, a pochi passi dal Rettorato e da Piazza del Campo, per il quale era stato richiesto recentemente al Questore il rilascio di una licenza per collegamento telematico, con un noto allibratore anglo-maltese attivo nelle scommesse “on line”, era stata avviata l’attività senza attendere i termini previsti dal procedimento amministrativo per l’emissione dell’autorizzazione.
All’esito del controllo la Polizia ha, infatti, appurato che il locale era aperto già da alcuni giorni e che al suo interno veniva svolta un’attività di vera e propria raccolta di scommesse “su rete fisica”, senza titolo e senza che venissero esposti i regolamenti di gioco e la tabella dei giochi proibiti.
Gli agenti hanno, anche, accertato che nell’esercizio venivano pubblicizzate e consentite scommesse su eventi virtuali, come le corse automobilistiche simulate, o inesistenti corse di cani, cavalli e altro, oltre che con fine di lucro con assoluta prevalenza della sorte e, quindi, da considerarsi veri e propri giochi d’azzardo vietati.
Gli agenti della Squadra Amministrativa della Questura di Siena, coordinati dal loro dirigente Andrea Arcamone, hanno battuto a tappeto gli esercizi della provincia e del capoluogo, nei quali vengono praticate le scommesse.
In particolare, dagli accertamenti eseguiti è emerso che in un esercizio definito come “centro trasmissione dati”, a pochi passi dal Rettorato e da Piazza del Campo, per il quale era stato richiesto recentemente al Questore il rilascio di una licenza per collegamento telematico, con un noto allibratore anglo-maltese attivo nelle scommesse “on line”, era stata avviata l’attività senza attendere i termini previsti dal procedimento amministrativo per l’emissione dell’autorizzazione.
All’esito del controllo la Polizia ha, infatti, appurato che il locale era aperto già da alcuni giorni e che al suo interno veniva svolta un’attività di vera e propria raccolta di scommesse “su rete fisica”, senza titolo e senza che venissero esposti i regolamenti di gioco e la tabella dei giochi proibiti.
Gli agenti hanno, anche, accertato che nell’esercizio venivano pubblicizzate e consentite scommesse su eventi virtuali, come le corse automobilistiche simulate, o inesistenti corse di cani, cavalli e altro, oltre che con fine di lucro con assoluta prevalenza della sorte e, quindi, da considerarsi veri e propri giochi d’azzardo vietati.