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Strategie di mercato post Costa Cifone

Inviato: 11/05/2012 - 10:57
da mandrake76
Ragazzi guardate un po cosa ho trovato. Era passata inosservata ma e' stata pubblicata su totoguida del 4 maggio e ve la posto perche' mi sembra una analisi molto lucida. Pero non sono d'accordo a dire che la corte di giustizia ha fatto confusione o che ha preso un abbaglio. No, l'articolista, forse non molto ferrato giuridicamente non sa che una sentenza della corte di giustizia vale per tutti. Il problema e' la sua applicazione. Se applicata a Stanley produce un esito se applicata a Goldbet ne produce un altro.
Buona lettura.

04/05/2012 TS Totoguida Scommesse - N.35 - 4 maggio 2012 Pag. 3
L'opinione
Stanley e la nuova strategia italiana
Come è cambiato l'approccio al nostro sistema dopo l'ultima sentenza CGE La decisione del Tar siciliano
causata probabilmente dall'intervento ad opponendum
Mauro Grimaldi
Lo scorso 13 aprile, la Corte di Giustizia Europea , a dimostrazione che siamo tutti mortali, ha preso una
cantonata affermando che la sentenza Costa-Cifone è applicabile anche a Goldbet e ai suoi CTD, smentendo
di fatto sé stessa. In realtà e questo spiega in parte la confusione - l'ordinanza della CGE, che deriva da un
rinvio pregiudiziale da parte del Tribunale del riesame di Prato , riguarda sette centri Stanleybet e un solo
centro Goldbet. Alle volte capita di fare confusione, e noi italiani in questo siamo maestri. Ad esempio come è
successo al nostro ex Presidente del Consiglio di scambiare la cortigiana tunisina Karima El Mahroug - forse
più conosciuta come Ruby con la nipote di Mubarak. Nel caso di specie, però, è leggermente più difficile fare
confusione. Basta leggere il dispositivo della Costa-Cifone per capire come tutta l'architettura della sentenza
poggia sull' elemento discriminante di esclusione dalla gara del 1999 di Stanleybet . Probabilmente il giudizio
dell'ottava sezione della CGE, nell'estendere i principi enunciati nella sentenza del febbraio scorso, sono
incappati in un errore materiale. In ogni caso, visto che non spetta a noi ma al giudice nazionale decidere in
merito, la questione l'ha chiarita il Tar Sicilia , Sezione di Catania,che ha respinto il ricorso del bookmaker
austriaco, che aveva impugnato il diniego del Questore di Catania al rilascio dell'autorizzazione di Polizia,
chiedendone la sospensione dell'esecuzione e appellandosi ai principi comunitari e alla recente ordinanza
della Corte di Giustizia del 13 aprile. Ma la notizia non è questa. Quella vera è che Stanleybet è intervenuta
all'udienza e ha presentato intervento ad opponendum contro Goldbet. Non solo, ma ha chiarito che
interverrà in tutti i procedimenti amministrativi e penali per coadiuvare i Giudici e la Pubblica Amministrazione
nell'approfondimento della materia e per fornire la corretta chiave di lettura delle pronunzie del Giudice
dell'Unione Europea. Mossa corretta e tempestiva. Tra l'altro, dopo tanta fatica, non si può correre il rischio
che qualcun altro approfitti di un lavoro minuzioso e ostinato che Stanleybet ha portato avanti da più di dieci
anni a questa parte. Del resto la differenza tra Stanley e gli altri operatori privi di autorizzazione in Italia è
sostanziale e poggia - ripeto - sulla chiara diversità tra quei soggetti discriminati dalle gare Coni del 1999 e
dalle successive Gare Bersani del 2006 e il resto del mondo, alcuni dei quali sono addirittura sopraggiunti
dopo il 2006. Punto. Interessante notare, però, come Stanleybet abbia cambiato la propria strategia
all'indomani della sentenza Costa-Cifone. Innanzitutto ha messo un piede nel sistema concessorio ,
acquisendo una concessione sul gioco a distanza. Un segnale nei confronti di Aams (e degli altri operatori)?
Forse. Non è l'unico. Infatti, non va sottovalutato il monitoraggio che sta effettuando nei vari tribunali
amministrativi per evitare dei blitz come quello che ha sventato a Catania. Il suo intervento ad opponendum si
è dimostrato tempestivo, quanto mai efficace. L'operatore inglese ha capito perfettamente che la CGE non è
l'unica a prendere cantonate, ma qualche distrazione può capitare anche nell'ambito dei nostri giudici
nazionali (come più volte è successo con il rilascio di sentenze cartavelinate buone per tutte le stagioni).
Quindi, è giusto (ed importante) fornire una corretta chiave di lettura delle pronunzie del Giudice dell'Unione
Europea e ha addirittura attivato un indirizzo di posta aperto a tutti (segnalazioni@stanleybet.c om) per
indicare gli "operatori clandestini". Quindi - almeno mentalmente - si è già inserita nel sistema italiano. Questo
in linea di diritto. Poi c'è tutta una strategia di comunicazione, anche questa puntuale e precisa. La prima è
avvenuta attraverso un comunicato il 18 aprile qualche giorno dopo il pastrocchio fatto dalla CGE - ed è
rivolta alle proprie ricevitorie e ai concessionari Bersani. Qui spiega, per l'ennesima volta - devo dire in
maniera molto chiara - la situazione a beneficio dei propri associati. A questa, qualche giorno dopo, proprio
nelle pagine di questo giornale, è seguita un'intervista (fiume) del CEO di Stanleybet, David Purvis . Stessa
impostazione della comunicazione. Stesso indirizzo "politico". Chiaramente non solo carota, ma anche
bastone. Non ha fatto in tempo ad uscire il nuovo Decreto Fiscale (23 aprile) che Stanley ha già annunciato
una nuova battaglia contro il bando per le duemila agenzie di scommesse . Lasciamo stare la logica e il
merito del ricorso che ormai conosciamo a memoria. Piuttosto viene da chiedersi se Stanleybet abbia
intenzione o meno di far emergere la propria rete. Probabilmente sì, ma sicuramente non con un bando di
gara ma (credo) attraverso una sorta di concertazione con l'Ente Regolatore (assicurandosi la neutralità degli
operatori più importanti). Ma sa perfettamente che ogni processo di confronto, per quanto democratico, ha
bisogno di ulteriori stimoli. Ecco allora il rimarcare la causa di risarcimento pendente nei confronti di Aams per
1,5 miliardi di euro (fino al 2006) e l'attivazione di un'ulteriore causa di risarcimento dal 2006 fino ad oggi .
Diciamo che tutte le carte sono in tavola (con qualche asso ancora nascosto). Aspettiamo la contromossa
istituzionale. Altro scenario è quello di capire a chi conviene una legittimazione di Stanleybet nel sistema
italiano. Ragiono per logica. Allo Stato italiano sicuramente. L'operatore inglese ha già una rete capillare sul
territorio ed un fatturato consolidato. Tradotto in euro significa un'entrata certa per l'Erario. Stanley, del resto,
non può pensare di continuare ad operare con le modalità con cui ha operato fino ad oggi. Entrare in un
mercato, in un sistema, significa anche rispettarne le regole . Poi agli operatori, che al momento hanno
qualche problema di confrontarsi con un prodotto più snello e dinamico, meno costoso e, perlopiù, in diretta
concorrenza. Non solo, ma anche con un'offerta più ampia - ad esempio i virtual games - non ancora attivi in
Italia. Se a questo aggiungiamo anche la chiara percezione da parte degli scommettitori della "regolarità" dei
centri Stanley e quindi una sostanziale equiparazione alla rete ufficiale il cerchio è chiuso.

Re: Strategie di mercato post Costa Cifone

Inviato: 11/05/2012 - 11:35
da ughetto
Inosservato ?? Nono, noi tutti credo abbiamo TS nel locale...il problema che TS è abbastanza di parte, perciò tra Sbordoni & C. ognuno martella cio che deve martellare.
Per quanto riguarda poi il capitale consolidato di Stanley...mah. Aspettiamo e vediamo...