Nuovo bando scommesse: opinioni
Inviato: 19/04/2012 - 12:05
STANLEY, PRONTI A IMPUGNARE NUOVA GARA
La gara per le 2mila agenzie prevista nel Decreto Fiscale - ancora in corso di conversione in legge - è secondo il bookmaker inglese discriminatoria: "Le 700 agenzie storiche in rinnovo sono il peccato originale, hanno goduto per dodici anni di ogni tipo di vantaggio già dichiarato in contrasto con la legge nazionale e comunitaria"
Stanley annuncia una nuova battaglia contro il bando per le 2mila agenzie di scommesse previsto nel Decreto fiscale, dimostrando quindi di non aver nessuna intenzione far emergere la propria rete. E' quanto si legge in una nota che il bookmaker inglese ha inviato ai propri ctd. La gara è prevista in un emendamento inserito nel decreto Fiscale che oggi otterrà la fiducia alla Camera, e poi dovrà tornare al Senato per il voto finale. Il bookmaker sostiene che "Un bando non è possibile, senza invalidare immediatamente tutto il sistema. La procedura si innesterebbe sulla gara Bersani, che è stata già dichiarata discriminatoria dalla Costa-Cifone poiché, a sua volta, fondata sulla gara del 1999 che, secondo i quesiti della Cassazione Italiana, aveva escluso Stanleybet in violazione del diritto comunitario. Ne consegue che, dichiarato illegittimo tanto il bando del 1999, grazie alle Sentenze Gambelli e Placanica, quanto il bando Bersani del 2006, grazie alla Sentenza Costa-Cifone, qualsiasi successiva proposta fondata o collegata al bando Bersani, diviene immediatamente impugnabile e quindi, per l'effetto, idonea a distruggere il sistema. In realtà una nuova gara sarebbe possibile in teoria, ma solo previa revoca di tutte le concessioni attuali, una via attualmente non percorribile". Secondo Stanley, sono le circa 700 concessioni storiche in scadenza - e che si punta a rinnovare con la nuova gara - il problema: "hanno goduto per dodici anni di ogni tipo di vantaggio già dichiarato in contrasto con la legge nazionale e comunitaria. Sono quelle concessioni che costituiscono il peccato originale che rende il sistema italiano il più bersagliato da sentenze della Corte di Giustizia e da procedure di infrazione dell'Unione Europea. Se si dovesse arrivare ad un semplice rinnovo per legge in attesa di una gara farsa che, a prezzo superscontato, riconsegni alle 700 la possibilità di restare aperte fino al 2016, la Stanley si opporrà, chiedendo e ottenendo dall'Autorità Giudiziaria la chiusura delle agenzie per manifesta violazione del diritto dell'Unione e conseguente disapplicazione di una legge che, ancora una volta, in assoluto spregio dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento, continua a favorire i concessionari del 1999". La nuova gara quindi "non solo non risolverebbe il problema, ma condannerebbe quelle agenzie a una chiusura certa. Per Stanleybet e per i Concessionari Bersani discriminati, la chiusura delle 700 agenzie sarebbe un ripristino di legalità in parziale risarcimento dei danni subiti, dato che avranno la possibilità di riallocarsi in quelle zone che illegalmente gli erano state proibite dalle stesse gare Bersani". Infine Stanley - nella nota inviata alla rete di ctd - sostiene che anche le altre compagnie che raccolgono gioco in Italia attraverso una rete parallela sono pronte a impugnare la nuova gara dichiarando di essere state discriminate nelle precedenti: "si potrebbe dire che ogni operatore illegale sta aspettando un passo falso da parte delle Autorità italiane".
Che ne pensate!!!
La gara per le 2mila agenzie prevista nel Decreto Fiscale - ancora in corso di conversione in legge - è secondo il bookmaker inglese discriminatoria: "Le 700 agenzie storiche in rinnovo sono il peccato originale, hanno goduto per dodici anni di ogni tipo di vantaggio già dichiarato in contrasto con la legge nazionale e comunitaria"
Stanley annuncia una nuova battaglia contro il bando per le 2mila agenzie di scommesse previsto nel Decreto fiscale, dimostrando quindi di non aver nessuna intenzione far emergere la propria rete. E' quanto si legge in una nota che il bookmaker inglese ha inviato ai propri ctd. La gara è prevista in un emendamento inserito nel decreto Fiscale che oggi otterrà la fiducia alla Camera, e poi dovrà tornare al Senato per il voto finale. Il bookmaker sostiene che "Un bando non è possibile, senza invalidare immediatamente tutto il sistema. La procedura si innesterebbe sulla gara Bersani, che è stata già dichiarata discriminatoria dalla Costa-Cifone poiché, a sua volta, fondata sulla gara del 1999 che, secondo i quesiti della Cassazione Italiana, aveva escluso Stanleybet in violazione del diritto comunitario. Ne consegue che, dichiarato illegittimo tanto il bando del 1999, grazie alle Sentenze Gambelli e Placanica, quanto il bando Bersani del 2006, grazie alla Sentenza Costa-Cifone, qualsiasi successiva proposta fondata o collegata al bando Bersani, diviene immediatamente impugnabile e quindi, per l'effetto, idonea a distruggere il sistema. In realtà una nuova gara sarebbe possibile in teoria, ma solo previa revoca di tutte le concessioni attuali, una via attualmente non percorribile". Secondo Stanley, sono le circa 700 concessioni storiche in scadenza - e che si punta a rinnovare con la nuova gara - il problema: "hanno goduto per dodici anni di ogni tipo di vantaggio già dichiarato in contrasto con la legge nazionale e comunitaria. Sono quelle concessioni che costituiscono il peccato originale che rende il sistema italiano il più bersagliato da sentenze della Corte di Giustizia e da procedure di infrazione dell'Unione Europea. Se si dovesse arrivare ad un semplice rinnovo per legge in attesa di una gara farsa che, a prezzo superscontato, riconsegni alle 700 la possibilità di restare aperte fino al 2016, la Stanley si opporrà, chiedendo e ottenendo dall'Autorità Giudiziaria la chiusura delle agenzie per manifesta violazione del diritto dell'Unione e conseguente disapplicazione di una legge che, ancora una volta, in assoluto spregio dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento, continua a favorire i concessionari del 1999". La nuova gara quindi "non solo non risolverebbe il problema, ma condannerebbe quelle agenzie a una chiusura certa. Per Stanleybet e per i Concessionari Bersani discriminati, la chiusura delle 700 agenzie sarebbe un ripristino di legalità in parziale risarcimento dei danni subiti, dato che avranno la possibilità di riallocarsi in quelle zone che illegalmente gli erano state proibite dalle stesse gare Bersani". Infine Stanley - nella nota inviata alla rete di ctd - sostiene che anche le altre compagnie che raccolgono gioco in Italia attraverso una rete parallela sono pronte a impugnare la nuova gara dichiarando di essere state discriminate nelle precedenti: "si potrebbe dire che ogni operatore illegale sta aspettando un passo falso da parte delle Autorità italiane".
Che ne pensate!!!