paparazzo ha scritto:Caro Mandrake,
Ho solo parlato dei rischi che si corrono accettando un finanziamento da un unico interlocutore, perchè è ovvio che nessuno da niente per niente.
Il nuovo vertice è composto da persone molto serie che hanno dato un'impronta all'associazione che non condivido ma capisco perchè purtroppo senza quattrini si fa ben poca strada.
La parola "delinquere" mi sembra davvero eccessiva e fuori luogo, io parlerei piuttosto di associazione da un lato (economico) potenziata ma nell'ambito decisionale molto castrata e questo è un peccato.
La mia posizione è forse troppo idealistica, anche perchè lo stesso avviene in altri paesi e in altri settori, però io avevo sempre creduto in ACOGI perchè realmente indipendente anche se povera e sconosciuta ai più.
Oggi non è più così...
Paparazzo di nuovo io, Mandrake.
Rileggendo il tuo interevento mi sono venute spontanee alcune riflessioni basate sul problema del giorno: il concetto di conflitto di interesse.
Questa Acogi e’ buona in teoria ma sospetta nella realizzazione. Il suo presidente, persona degnissima, e’ pero’ un dirigente di un ben noto bookmaker, dopo essere stato in passato un ctd di un’altro. Al tempo in cui, per intenderci, gli avvocati del suo CTD Stanley hanno ottenuto difendendolo il rinvio alla corte di giustizia che ha poi generato il caso costa-cifone. Parliamo naturalmente di avvocati Stanley ai quali, non mi stanco di ripeterlo, tutti sappiamo quanto dovremmo come settore essere grati (dico questo malgrado io non sia un CTD di quel book, ma so che sono vivo e posso lavorare per merito loro).
Ora io faccio un ragionamento: deve essere possible che un presidente di una associazione come Acogi possa avere un conflitto di interesse. Chi non ha conflitti di interesse forse non neanche nessun ‘interesse’ e quindi chi e’? Un buono a nulla? Dunque ben venga che il presidente Acogi sia un dirigente (magari capace) di uno dei book del settore. Il problema e’ un’altro: sara capace di non confondere i propri interessi con quelli del suo book? Sara’ al di sopra delle parti? Sara’ capace di resistere alla tentazione di dire che il caso di fronte alla corte di giustizia e’ un caso del suo book? Mentre tutti sappiamo che e’ stato invece per sua fortuna (quando si parla di capacita’ legale) un caso Stanley? Sara’ capace di non passare al suo book l’elenco degli iscritti? Insomma in una parola: in questa Italia in cui tutti sono disonesti lui sara’ capace di essere onesto?
Perche’ il problema caro paparazzo non e’ il possible conflitto di interesse: il problema e’ se Acogi e il suo presidente (che sia ben chiaro io stimo) saranno capaci di ‘astenersi’ ogni volta ache le decisioni da prendere saranno in conflitto con gli interessi del suo book.
Comunque lo vedremo subito con l’atteggiamento di fronte alla sentenza della corte di giustizia che ci sara’ alla fine di questa settimana.
A proposito qualcuno ha qualche novita’? Si vince? Si perde? Niente di fatto, sentenza come al solito poco chiara e tutti, sia Stanley che lo Stato Italiano diranno ‘abbiamo vinto!’?