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Libere sale giochi e sale scommesse. Di Marilisa Bombi

Inviato: 23/08/2011 - 11:37
da lovekill78
(Jamma) Sale giochi, discoteche, agenzie d'affari, sale scommesse, sono state liberalizzate dalla manovra-bis (dl 138/2011). In pratica per iniziare ad esercitare l'attività  tra un anno non sarà  più necessaria la licenza ma sarà  sufficiente presentare una Scia.

Il vento liberista, - come si legge sul quotidiano online Italia Oggi - contrariamente a quanto era avvenuto con il dlgs 59/2010 di recepimento della direttiva Servizi, soffia non soltanto sui procedimenti di competenza dei comuni, ma anche su quelli che sono rimasti in capo al questore, dopo le due distinte deleghe conferite agli enti locali. Ciò in quanto i presupposti che stanno alla base dell'obbligo della licenza o autorizzazione previste dal Testo unico di pubblica sicurezza non rilevano, ai fini di un eventuale «danno alla sicurezza, alla libertà , alla dignità  umana o per contrasto con l'utilità  sociale». Sono soltanto questi, infatti, in base al decreto legge del 13 agosto, i vincoli che potrebbero legittimare, per le attività  economiche, il mantenimento di un sistema autorizzatorio che, tra un anno, verrà  definitivamente abrogato. E così, un altro pilastro sul quale si è sorretto il potere discrezionale della pubblica amministrazione è destinato ad essere definitivamente demolito. Anche se, relativamente a questo aspetto, fin da ora emergono problemi che Stato e regioni dovranno fare la loro parte per risolvere entro il termine stabilito di un anno, al fine di poter dare pratica attuazione ai nuovi principi. Il comma 3 dell'art. 3 del dl 138/2011, infatti, prevede che sono in ogni caso soppresse, alla scadenza dell'anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, «le disposizioni normative statali incompatibili i principi introdotti, con conseguente diretta applicazione degli istituti della segnalazione di inizio di attività  e dell'autocertificazione con controlli successivi». Ma quanto il legislatore non ha fino ad ora chiarito, è come sarà  possibile passare dal sistema dell'autorizzazione o della licenza a quello della segnalazione certificata di inizio attività  nel caso di inadempienza delle regioni. Questi enti territoriali, infatti, nonostante la modifica dell'articolo 117 Cost. sono stati restii a mettere mano alla disciplina già  contenuta nel Tulps e dal 2001 diventata, per tutte le funzioni attribuite ai comuni, di competenza delle regioni. Ma adesso hanno tempo un solo anno per adeguare «i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l'iniziativa e l'attività  economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge». Il problema sta nel fatto che l'articolo 19 della legge 241/1990 che disciplina l'istituto della Scia è chiaro nello stabilire che la segnalazione consente l'esercizio immediato dell'attività  di impresa nei soli casi in cui la p.a. non disponga di alcun potere discrezionale. Ma per tutte le fattispecie disciplinate dal testo unico di pubblica sicurezza che risale per la gran parte al lontano 1926 (rd 1848) esiste la discrezionalità  della p.a, e quindi del comune o del questore, di valutare il possesso dei requisiti morali prescritti dall'articolo 11 del medesimo Tulps (r.d. 773/1931) e, di conseguenza, non potrebbe essere utilizzata la Scia. Peraltro, il problema si è posto già  di recente con il codice del turismo, che ha previsto l'apertura degli alberghi a seguito della Scia, lasciando i comuni nel caos, in quanto non sanno come poter applicare le nuove norme e sono in attesa di conoscere il parere del Ministero dell'Interno. La questione era stata presa in considerazione dal governo, già  un decennio fa, con i regolamenti di semplificazione per l'esercizio dell'attività  di noleggio di autoveicoli che avevano sostituito l'autorizzazione prescritta dall'art. 86 del Tulps con una Dia (Denuncia di inizio attività ) ora Scia, sia per l'attività  di noleggio senza conducente, sia per l'attività  di rimessa. Ma in questo caso la discrezionalità  era stata rimossa, con la possibilità  per il questore di disporre la cessazione dell'attività  soltanto per motivate esigenze di pubblica sicurezza.

Re: Libere sale giochi e sale scommesse. Di Marilisa Bombi

Inviato: 23/08/2011 - 13:45
da enzo-bet
lovekill78 ha scritto:(Jamma) Sale giochi, discoteche, agenzie d'affari, sale scommesse, sono state liberalizzate dalla manovra-bis (dl 138/2011). In pratica per iniziare ad esercitare l'attività  tra un anno non sarà  più necessaria la licenza ma sarà  sufficiente presentare una Scia.

Il vento liberista, - come si legge sul quotidiano online Italia Oggi - contrariamente a quanto era avvenuto con il dlgs 59/2010 di recepimento della direttiva Servizi, soffia non soltanto sui procedimenti di competenza dei comuni, ma anche su quelli che sono rimasti in capo al questore, dopo le due distinte deleghe conferite agli enti locali. Ciò in quanto i presupposti che stanno alla base dell'obbligo della licenza o autorizzazione previste dal Testo unico di pubblica sicurezza non rilevano, ai fini di un eventuale «danno alla sicurezza, alla libertà , alla dignità  umana o per contrasto con l'utilità  sociale». Sono soltanto questi, infatti, in base al decreto legge del 13 agosto, i vincoli che potrebbero legittimare, per le attività  economiche, il mantenimento di un sistema autorizzatorio che, tra un anno, verrà  definitivamente abrogato. E così, un altro pilastro sul quale si è sorretto il potere discrezionale della pubblica amministrazione è destinato ad essere definitivamente demolito. Anche se, relativamente a questo aspetto, fin da ora emergono problemi che Stato e regioni dovranno fare la loro parte per risolvere entro il termine stabilito di un anno, al fine di poter dare pratica attuazione ai nuovi principi. Il comma 3 dell'art. 3 del dl 138/2011, infatti, prevede che sono in ogni caso soppresse, alla scadenza dell'anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, «le disposizioni normative statali incompatibili i principi introdotti, con conseguente diretta applicazione degli istituti della segnalazione di inizio di attività  e dell'autocertificazione con controlli successivi». Ma quanto il legislatore non ha fino ad ora chiarito, è come sarà  possibile passare dal sistema dell'autorizzazione o della licenza a quello della segnalazione certificata di inizio attività  nel caso di inadempienza delle regioni. Questi enti territoriali, infatti, nonostante la modifica dell'articolo 117 Cost. sono stati restii a mettere mano alla disciplina già  contenuta nel Tulps e dal 2001 diventata, per tutte le funzioni attribuite ai comuni, di competenza delle regioni. Ma adesso hanno tempo un solo anno per adeguare «i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l'iniziativa e l'attività  economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge». Il problema sta nel fatto che l'articolo 19 della legge 241/1990 che disciplina l'istituto della Scia è chiaro nello stabilire che la segnalazione consente l'esercizio immediato dell'attività  di impresa nei soli casi in cui la p.a. non disponga di alcun potere discrezionale. Ma per tutte le fattispecie disciplinate dal testo unico di pubblica sicurezza che risale per la gran parte al lontano 1926 (rd 1848) esiste la discrezionalità  della p.a, e quindi del comune o del questore, di valutare il possesso dei requisiti morali prescritti dall'articolo 11 del medesimo Tulps (r.d. 773/1931) e, di conseguenza, non potrebbe essere utilizzata la Scia. Peraltro, il problema si è posto già  di recente con il codice del turismo, che ha previsto l'apertura degli alberghi a seguito della Scia, lasciando i comuni nel caos, in quanto non sanno come poter applicare le nuove norme e sono in attesa di conoscere il parere del Ministero dell'Interno. La questione era stata presa in considerazione dal governo, già  un decennio fa, con i regolamenti di semplificazione per l'esercizio dell'attività  di noleggio di autoveicoli che avevano sostituito l'autorizzazione prescritta dall'art. 86 del Tulps con una Dia (Denuncia di inizio attività ) ora Scia, sia per l'attività  di noleggio senza conducente, sia per l'attività  di rimessa. Ma in questo caso la discrezionalità  era stata rimossa, con la possibilità  per il questore di disporre la cessazione dell'attività  soltanto per motivate esigenze di pubblica sicurezza.


Questo te lo dico con certezza...,puo rimanere solo un sogno,tra tutte le liberizzazioni sicuramnete nn trovera' spazio il settore dei giochi,per i tanti motivi che tutti ocnosciamo,in caso contrario nemmeno oso pensare cosa potrebbe accadere.

Inviato: 24/08/2011 - 13:33
da inesperto
enzo-bet perchè dici questo.
facendo due calcoli lo stato italiano può incassare molti +soldi se liberalizza tutto che se vende le concessioni.
Chi comprerebbe ora una concessione per 6 anni a più di 50.000€?
Chi paga le spese di tutti i ricorsi ai T.A.R. dei ctd?
E le infrazioni verso la comunità  europea?
P.R.E.U. da parte di AAMS su tutte le giocate anche quelle fatte dai ctd?

Quindi cosa ne pensi?

Poi le concessioni in corso l'anno prossimo scadono e quindi chi le ha acquisite non le avrà  mica a vita ma le dovrebbe ricomprare o sbaglio?

Inviato: 24/08/2011 - 18:35
da enzo-bet
inesperto ha scritto:enzo-bet perchè dici questo.
facendo due calcoli lo stato italiano può incassare molti +soldi se liberalizza tutto che se vende le concessioni.
Chi comprerebbe ora una concessione per 6 anni a più di 50.000€?
Chi paga le spese di tutti i ricorsi ai T.A.R. dei ctd?
E le infrazioni verso la comunità  europea?
P.R.E.U. da parte di AAMS su tutte le giocate anche quelle fatte dai ctd?

Quindi cosa ne pensi?

Poi le concessioni in corso l'anno prossimo scadono e quindi chi le ha acquisite non le avrà  mica a vita ma le dovrebbe ricomprare o sbaglio?


Partendo dal presupposto che per il momento si stanno commentando eventuali scenari,ho scritto quanto sopra perche' la richiesta della licenza di P.S. e' obbligatoria per impedire a chi ha avuto problemi legali(compreso i familiari) di poter gestire questo tipo di attivita',quindi capisci bene che di questa nn se ne potra' mai fare a meno,sicuramente la liberizzazione sara' appicata solo per le licenze comunali provinciale regionali e statali.

Inviato: 24/08/2011 - 19:03
da paparazzo
smpre che non sia subordinata alla concessione!
Comunque inesperto ha perfettamente ragione e personalmente sono convinto che il mercato verrà  liberalizzato quando i presupposti per un ricorso da parte dei concessionari (ovvero € a carico dello stato) diventino deboli o controproducenti...
Altrimenti non esisterebbero i Ced!

Inviato: 24/08/2011 - 20:07
da inesperto
infatti sono proprio questi i motivi per cui i ricorsi fatti dai ced sono quasi sempre vinti ,poichè queste persone hanno i requisiti per poter avere la L.P.S. ma gli viene negata causa subordinazione a licenza AAMS