GOLDBET: Dissequestro CED a Cremona
Inviato: 26/10/2010 - 11:55
(Jamma) Il Tribunale di Cremona, in data 08/10/2010, dispone il dissequestro di un CED collegato al bookmaker austriaco GoldBet Sportwetten GmbH accogliendo il ricorso presentato dal difensore Marco Ripamonti.
chiudi X Nel caso specifico, il Collegio cremonese, pur condividendo quanto espresso dalla Corte di Cassazione (Ordinanza 25.01.2010), dichiara di non poter pervenire alle medesime considerazioni della Suprema Corte (sez. terza e quarta) su GoldBet. La società austriaca, infatti, ha subito la decadenza di due concessioni - ottenute con il Bando Bersani - in applicazione dell’art. 23, comma 3 dello schema di convenzione che la stessa Cassazione ha ritenuto tra le clausole sospette di illegittimità comunitaria, richiedendo altresì l’intervento della Corte di Giustizia.
Il Tribunale di Cremona ha quindi disapplicato la normativa italiana, in aperto contrasto con i principi del diritto comunitario, specie quelli self executing relativi agli artt. 43 e 49.
Dopo quello di Reggio Calabria anche il Collegio cremonse ribadisce lo stesso principio in aperto e consapevole disaccordo con le pronunce della Cassazione.
chiudi X Nel caso specifico, il Collegio cremonese, pur condividendo quanto espresso dalla Corte di Cassazione (Ordinanza 25.01.2010), dichiara di non poter pervenire alle medesime considerazioni della Suprema Corte (sez. terza e quarta) su GoldBet. La società austriaca, infatti, ha subito la decadenza di due concessioni - ottenute con il Bando Bersani - in applicazione dell’art. 23, comma 3 dello schema di convenzione che la stessa Cassazione ha ritenuto tra le clausole sospette di illegittimità comunitaria, richiedendo altresì l’intervento della Corte di Giustizia.
Il Tribunale di Cremona ha quindi disapplicato la normativa italiana, in aperto contrasto con i principi del diritto comunitario, specie quelli self executing relativi agli artt. 43 e 49.
Dopo quello di Reggio Calabria anche il Collegio cremonse ribadisce lo stesso principio in aperto e consapevole disaccordo con le pronunce della Cassazione.