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Terza ordinanza favorevole a GOLDBET GMBH

Inviato: 21/09/2010 - 11:57
da willy
DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI IL 17 AGOSTO 2010
(Jamma) - Come noto, il Tribunale del Riesame di Roma ha accolto per ben tre volte i ricorsi presentati da titolari di Ced collegati a Goldbet, assistiti dall'avv.Marco Ripamonti, con studio in Viterbo e Firenze.
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Importante sottolineare che il Tribunale del Riesame della Capitale si sia pronunciato in tutti e tre i casi sul fumus commissi delicti, escludendone la sussistenza e disapplicando la normativa italiana e, per giunta, in composizione diversa per ogni Collegio.
Ciò equivale a dire che ben nove Magistrati, o quantomeno la maggioranza dei componenti ogni Collegio (ogni Collegio si compone di tre membri) hanno ragionato nello stesso senso, seppur con ordinanze di diverso tenore e, quindi, non elaborate in formato "fotocopia".
L'ultima ordinanza è stata depositata il 17 agosto 2010 ed il Tribunale, affermando di condividere i principi espressi dalla Sentenza Placanica e le ragioni sottese alle procedure di infrazione avanzate dalla Commissione Europea contro lo Stato Italiano, in accoglimento del ricorso presentato dall'avv.Ripamonti ha in sintesi affermato:
- le complesse e recenti vicende giurisprudenziali, tra cui la sentenza "Placanica" e l'ordinanza della Corte di Cassazione del 10.11.2009 sono applicabili per analogia al caso in esame che interessa CED collegato alla società  austriaca Goldbet Sportwetten gmbh;
- la posizione della Stanley International Betting, protagonista diretta della vicenda "Placanica", è del resto analoga a quella di Goldbet Sportwetten gmbh;
- il Bando Bersani non ha sanato la situazione di incompatibilità  comunitaria della normativa italiana, con la conseguenza che attualmente persiste la violazione delle Libertà  sancite dal Trattato UE, anche per via dell'automatico rinnovo di concessioni già  rilasciate in epoca precedente al Bando Bersani stesso e che pongono in posizione di privilegio i concessionari stessi;
- la norma penale va disapplicata.
Il decreto di convalida del sequestro è stato per tali motivi accolto.
L'avv.Marco Ripamonti, contattato da Jamma, ha espresso soddisfazione ed ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Lo Stato Italiano continua a proporre giochi e scommesse e sembra proprio che anzichè preoccuparsi di limitare la dilagante propensione al gioco dei cittadini, sia per converso proteso ad ideare forme di svago sempre più sfidanti ed idonee a migliorare le esigenze di cassa. Penso ad elevatissimi ed inquietanti jackpot del Superenalotto ed alle notevoli performace delle VLT. In tale contesto, a mio modesto avviso, lo Stato Italiano non appare più credibile quando tenta di ostacolare l'ingresso agli operatori comunitari in possesso di licenza, ad onta delle Libertà  sancite dal Trattato, avanzando argomenti basati sull’esigenza di contenere la spesa dei cittadini per il gioco, laddove del resto il rischio di infiltrazioni criminali, argomento sicuramente serio e concreto, va provato e documentato caso per caso, non potendo essere presunto per il sol fatto che la società  estera sia priva di titolo rilasciato in Italia. L'ordinanza del Tribunale è giusta, equa ed immune da censure. Contrariamente a chi sostiene incautamente che tali procedimenti siano carenti nel contraddittorio e che occorrerebbe la Magistratura con convegni ed incontri (ben vengano, peraltro), occorre precisare che le Questure e la G.d.F. che procedono ai sequestri, per quella che è la mia esperienza, redigono sempre dettagliate e puntuali informative di PG, mostrando molta preparazione e consentendo in tal modo alle Procure di interloquire assai efficacemente. Ma evidentemente ciò, soprattutto di recente, non sembra bastare, ma questo non dipende certamente da carenza di contraddittorio o noncuranza da parte dei Giudicanti. La verità , secondo la mia opinione, è che lo Stato Italiano non può pretendere di essere inserito in un contesto europeo e poi, in base alla convenienza ed alle esigenze di cassa, mostrarsi insofferente rispetto alle linee sancite dal Trattato UE. Ciò vale per tutti i settori, compreso quello relativo ai giochi d’azzardo ed alle scommesse. E’ una questione anche di credibilità ".