è un pò lungo ma vale la pena leggerlo...
Inviato: 04/03/2010 - 18:21
(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 4 Marzo 2010 - Ore 12,21 - CGE: GERMANIA, CONCLUSIONI AVV. GENERALE MENGOZZI. LA CORTE AMMETTE MONOPOLI E RESTRIZIONI, LADDOVE NON GENERINO DISCRIMINAZIONI PARTICOLARI (1)
L'avvocato generale Paolo Mengozzi ha depositato oggi le conclusioni relative a numerose cause con le quali vari giudici tedeschi chiedono alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto dell'Unione della normativa tedesca sui giochi. A avviso dell'avvocato generale, "la giurisprudenza della Corte ammette apertamente e in modo inequivocabile, ancorché a determinate condizioni, i monopoli e le altre restrizioni relative al numero di operatori nel settore dei giochi d'azzardo. Benché un divieto di taluni giochi o una limitazione della loro gestione a un numero limitato di concessionari ostacolino in particolare la libera prestazione dei servizi, la Corte autorizza simili restrizioni nazionali laddove non generino discriminazioni basate sulla nazionalità o sul paese di stabilimento, perseguano obiettivi di interesse generale (come la riduzione delle occasioni di gioco o la lotta contro le frodi e la criminalità ) e siano proporzionate e coerenti rispetto all’obiettivo perseguito". Per l'avvocato, quindi "il reciproco riconoscimento delle licenze nazionali per giochi d'azzardo non è realizzabile allo stato attuale del diritto dell'Unione". Mengozzi ritiene, infatti, che uno Stato membro possa, "per un verso, vietare giochi d'azzardo su Internet, a talune condizioni, e, per altro verso, prevedere un monopolio statale sulle scommesse sportive benché tali giochi siano promossi attivamente e benché taluni giochi che presentano un rischio di dipendenza superiore possano essere offerti da privati". (segue)
CGE: GERMANIA, IL DIRITTO DELL'UNIONE NON OBBLIGA GLI STATI MEMBRI A RICONOSCERE RECIPROCAMENTE LE LICENZE NAZIONALI IN MATERIA DI GIOCHI (2)
Peraltro, l'avvocato generale è del parere che il diritto dell'Unione, allo stato attuale, non obblighi gli Stati membri a riconoscere reciprocamente le licenze nazionali in materia di giochi. "Quando uno Stato membro rilascia un'autorizzazione per l'organizzazione di scommesse sportive, non limitata al territorio nazionale, né la libertà di stabilimento, né la libera prestazione dei servizi conferirebbero al titolare di tale autorizzazione, né ai terzi da quest'ultimo incaricati, di offrire scommesse nel territorio di altri Stati membri. Ciò vale a fortiori quando si tratti di una licenza puramente "off-shore". Per quanto concerne il divieto di organizzazione e di mediazione di giochi d'azzardo pubblici su Internet, l'avvocato generale ritiene che tale divieto sia compatibile con la libera prestazione dei servizi, purché tale misura sia proporzionata e coerente rispetto all'obiettivo di interesse generale perseguito e nonostante il fatto che esistano, per motivi di equità , eccezioni transitorie ben definite a vantaggio delle imprese che operavano fino a quel momento esclusivamente via Internet". (segue)
CGE: GERMANIA, AVV. MENGOZZI "AMMESSO MONOPOLIO SU ALCUNI GIOCHI, CONCESSIONI SU ALTRI"(3)
Per quanto riguarda il criterio della coerenza della politica dei giochi di uno Stato membro, egli ritiene che "la valutazione non debba essere effettuata globalmente, bensì gioco per gioco, individualmente. Tuttavia, la coerenza dovrebbe essere sempre esaminata in una prospettiva nazionale, così che differenze regionali in uno Stato membro potrebbero rendere incoerente il sistema. Invece, il semplice fatto che le competenze in materia di giochi d'azzardo siano ripartite tra vari enti territoriali di uno Stato membro non metterebbe, di per sé, in discussione la coerenza della sua politica". Mengozzi esamina anche le aporie del sistema tedesco, dove giochi a scarso pericolo di dipendenza come le scommesse e le lotterie vengono affidate in monopolio a operatori statali, mentre giochi comunemente ritenuti più pericolosi, o quantomeno ugualmente pericolosi, come quelli da casinò vengono affidati in concessione a operatori privati. Per l'Avvocato Generale, anche questo regine non è di per sé contrario al diritto dell'Unione Europea "purché - sottolinea - le autorità pubbliche garantiscano un controllo sufficiente sugli operatori privati e l'offerta dei giochi soggetta a monopolio sia inferiore a quella che potrebbe esistere con un prestatore privato". Simili valutazioni, secondo Mengozzi, devono essere svolte dal giudice nazionale. (segue)
CGE: GERMANIA, AVV. MENGOZZI "AMMESSE LE DEROGHE PER MOTIVI DI EQUITA'" (4)
Mengozzi esamina anche la questione delle deroghe transitorie nel caso del divieto di commercializzare online i giochi. Il divieto in generale - secondo l'Avvocato Generale - è compatibile con il principio della libera prestazione di servizi "Purché tale misura sia proporzionata e coerente rispetto all'obiettivo di interesse generale perseguito". Per Mengozzi tale divieto è ammissibile "nonostante il fatto che esistano, per motivi di equità , eccezioni transitorie e ben definite a vantaggio delle imprese che operavano fino a quel momento esclusivamente via internet". In altre parole, si tratta di deroghe temporanee, concesse a operatori che hanno esercitato esclusivamente online per il tempo necessario a traghettare le attività su altri canali. A fine gennaio, l'Avvocato Generale Bot in un'altra causa sulla disciplina tedesca (Winner Wetten GmbH contro il sindaco di Bergheim) aveva affrontato la questione delle deroghe, anche se in termini più generici. Bot aveva affermato allora che uno norma nazionale che pone delle deroghe costituisce una restrizione ingiustificata alla libera prestazione dei servizi nel caso in cui "non contribuisce a limitare le attività di scommesse in maniera coerente e sistematica". (segue).
CGE: GERMANIA, GLI ANTEFATTI SU COMPATIBILITA' DIRITTO UE E NORMATIVA TEDESCA SUI GIOCHI (5)
Con le cause in oggetto, vari giudici tedeschi chiedono alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto dell'Unione della normativa tedesca sui giochi d'azzardo. I Verwaltungsgerichte (tribunali amministrativi) di Gieβen e di Stoccarda sono chiamati a risolvere talune controversie che oppongono vari intermediari di scommesse sportive alle autorità tedesche, che hanno loro vietato di offrire nel Land Hessen o nel Land Baden-Württemberg scommesse sportive organizzate dalle imprese austriache nonspammare Sportwetten e web.coin, dall'impresa maltese Tipico e dalle società britanniche Digibet e nonspammare. Tali imprese beneficiano nei loro rispettivi paesi di licenze per organizzare le scommesse sportive. Lo Schleswig-Holsteinische Verwaltungsgericht (tribunale amministrativo dello Schleswig-Holstein) deve invece decidere se il Land Schleswig Holstein abbia correttamente respinto la domanda dell'impresa Carmen Media Group di poter offrire scommesse sportive in Germania via Internet, disponendo già a Gibilterra, dove ha sede, di una licenza "off-shore" che l'autorizza a organizzare scommesse solo al di fuori di Gibilterra. (segue)
CGE: LA DISCIPLINA TEDESCA (6)
In Germania - come noto - le competenze in materia di giochi sono ripartite tra lo Stato federale e i Länder. Nella maggior parte dei Länder esiste un monopolio regionale per l'organizzazione delle scommesse sportive e delle lotterie, mentre l'organizzazione di scommesse relative a competizioni ippiche, nonché la gestione delle macchine da gioco e dei casinò sono affidate a operatori privati debitamente autorizzati. Con il trattato relativo alle lotterie in Germania (Lotteriestaatsvertrag), entrato in vigore il 1° luglio 2004, i Länder hanno istituito una disciplina uniforme per l'organizzazione dei giochi d’azzardo, ad eccezione dei casinò. A seguito di una sentenza del Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale tedesca) detto trattato è stato sostituito dal trattato sui giochi d'azzardo in Germania (Glücksspielstaatsvertrag), che è entrato in vigore il 1º gennaio 2008. Quest'ultimo vieta qualsiasi organizzazione o mediazione dei giochi pubblici su Internet. (fine)
L'avvocato generale Paolo Mengozzi ha depositato oggi le conclusioni relative a numerose cause con le quali vari giudici tedeschi chiedono alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto dell'Unione della normativa tedesca sui giochi. A avviso dell'avvocato generale, "la giurisprudenza della Corte ammette apertamente e in modo inequivocabile, ancorché a determinate condizioni, i monopoli e le altre restrizioni relative al numero di operatori nel settore dei giochi d'azzardo. Benché un divieto di taluni giochi o una limitazione della loro gestione a un numero limitato di concessionari ostacolino in particolare la libera prestazione dei servizi, la Corte autorizza simili restrizioni nazionali laddove non generino discriminazioni basate sulla nazionalità o sul paese di stabilimento, perseguano obiettivi di interesse generale (come la riduzione delle occasioni di gioco o la lotta contro le frodi e la criminalità ) e siano proporzionate e coerenti rispetto all’obiettivo perseguito". Per l'avvocato, quindi "il reciproco riconoscimento delle licenze nazionali per giochi d'azzardo non è realizzabile allo stato attuale del diritto dell'Unione". Mengozzi ritiene, infatti, che uno Stato membro possa, "per un verso, vietare giochi d'azzardo su Internet, a talune condizioni, e, per altro verso, prevedere un monopolio statale sulle scommesse sportive benché tali giochi siano promossi attivamente e benché taluni giochi che presentano un rischio di dipendenza superiore possano essere offerti da privati". (segue)
CGE: GERMANIA, IL DIRITTO DELL'UNIONE NON OBBLIGA GLI STATI MEMBRI A RICONOSCERE RECIPROCAMENTE LE LICENZE NAZIONALI IN MATERIA DI GIOCHI (2)
Peraltro, l'avvocato generale è del parere che il diritto dell'Unione, allo stato attuale, non obblighi gli Stati membri a riconoscere reciprocamente le licenze nazionali in materia di giochi. "Quando uno Stato membro rilascia un'autorizzazione per l'organizzazione di scommesse sportive, non limitata al territorio nazionale, né la libertà di stabilimento, né la libera prestazione dei servizi conferirebbero al titolare di tale autorizzazione, né ai terzi da quest'ultimo incaricati, di offrire scommesse nel territorio di altri Stati membri. Ciò vale a fortiori quando si tratti di una licenza puramente "off-shore". Per quanto concerne il divieto di organizzazione e di mediazione di giochi d'azzardo pubblici su Internet, l'avvocato generale ritiene che tale divieto sia compatibile con la libera prestazione dei servizi, purché tale misura sia proporzionata e coerente rispetto all'obiettivo di interesse generale perseguito e nonostante il fatto che esistano, per motivi di equità , eccezioni transitorie ben definite a vantaggio delle imprese che operavano fino a quel momento esclusivamente via Internet". (segue)
CGE: GERMANIA, AVV. MENGOZZI "AMMESSO MONOPOLIO SU ALCUNI GIOCHI, CONCESSIONI SU ALTRI"(3)
Per quanto riguarda il criterio della coerenza della politica dei giochi di uno Stato membro, egli ritiene che "la valutazione non debba essere effettuata globalmente, bensì gioco per gioco, individualmente. Tuttavia, la coerenza dovrebbe essere sempre esaminata in una prospettiva nazionale, così che differenze regionali in uno Stato membro potrebbero rendere incoerente il sistema. Invece, il semplice fatto che le competenze in materia di giochi d'azzardo siano ripartite tra vari enti territoriali di uno Stato membro non metterebbe, di per sé, in discussione la coerenza della sua politica". Mengozzi esamina anche le aporie del sistema tedesco, dove giochi a scarso pericolo di dipendenza come le scommesse e le lotterie vengono affidate in monopolio a operatori statali, mentre giochi comunemente ritenuti più pericolosi, o quantomeno ugualmente pericolosi, come quelli da casinò vengono affidati in concessione a operatori privati. Per l'Avvocato Generale, anche questo regine non è di per sé contrario al diritto dell'Unione Europea "purché - sottolinea - le autorità pubbliche garantiscano un controllo sufficiente sugli operatori privati e l'offerta dei giochi soggetta a monopolio sia inferiore a quella che potrebbe esistere con un prestatore privato". Simili valutazioni, secondo Mengozzi, devono essere svolte dal giudice nazionale. (segue)
CGE: GERMANIA, AVV. MENGOZZI "AMMESSE LE DEROGHE PER MOTIVI DI EQUITA'" (4)
Mengozzi esamina anche la questione delle deroghe transitorie nel caso del divieto di commercializzare online i giochi. Il divieto in generale - secondo l'Avvocato Generale - è compatibile con il principio della libera prestazione di servizi "Purché tale misura sia proporzionata e coerente rispetto all'obiettivo di interesse generale perseguito". Per Mengozzi tale divieto è ammissibile "nonostante il fatto che esistano, per motivi di equità , eccezioni transitorie e ben definite a vantaggio delle imprese che operavano fino a quel momento esclusivamente via internet". In altre parole, si tratta di deroghe temporanee, concesse a operatori che hanno esercitato esclusivamente online per il tempo necessario a traghettare le attività su altri canali. A fine gennaio, l'Avvocato Generale Bot in un'altra causa sulla disciplina tedesca (Winner Wetten GmbH contro il sindaco di Bergheim) aveva affrontato la questione delle deroghe, anche se in termini più generici. Bot aveva affermato allora che uno norma nazionale che pone delle deroghe costituisce una restrizione ingiustificata alla libera prestazione dei servizi nel caso in cui "non contribuisce a limitare le attività di scommesse in maniera coerente e sistematica". (segue).
CGE: GERMANIA, GLI ANTEFATTI SU COMPATIBILITA' DIRITTO UE E NORMATIVA TEDESCA SUI GIOCHI (5)
Con le cause in oggetto, vari giudici tedeschi chiedono alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità con il diritto dell'Unione della normativa tedesca sui giochi d'azzardo. I Verwaltungsgerichte (tribunali amministrativi) di Gieβen e di Stoccarda sono chiamati a risolvere talune controversie che oppongono vari intermediari di scommesse sportive alle autorità tedesche, che hanno loro vietato di offrire nel Land Hessen o nel Land Baden-Württemberg scommesse sportive organizzate dalle imprese austriache nonspammare Sportwetten e web.coin, dall'impresa maltese Tipico e dalle società britanniche Digibet e nonspammare. Tali imprese beneficiano nei loro rispettivi paesi di licenze per organizzare le scommesse sportive. Lo Schleswig-Holsteinische Verwaltungsgericht (tribunale amministrativo dello Schleswig-Holstein) deve invece decidere se il Land Schleswig Holstein abbia correttamente respinto la domanda dell'impresa Carmen Media Group di poter offrire scommesse sportive in Germania via Internet, disponendo già a Gibilterra, dove ha sede, di una licenza "off-shore" che l'autorizza a organizzare scommesse solo al di fuori di Gibilterra. (segue)
CGE: LA DISCIPLINA TEDESCA (6)
In Germania - come noto - le competenze in materia di giochi sono ripartite tra lo Stato federale e i Länder. Nella maggior parte dei Länder esiste un monopolio regionale per l'organizzazione delle scommesse sportive e delle lotterie, mentre l'organizzazione di scommesse relative a competizioni ippiche, nonché la gestione delle macchine da gioco e dei casinò sono affidate a operatori privati debitamente autorizzati. Con il trattato relativo alle lotterie in Germania (Lotteriestaatsvertrag), entrato in vigore il 1° luglio 2004, i Länder hanno istituito una disciplina uniforme per l'organizzazione dei giochi d’azzardo, ad eccezione dei casinò. A seguito di una sentenza del Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale tedesca) detto trattato è stato sostituito dal trattato sui giochi d'azzardo in Germania (Glücksspielstaatsvertrag), che è entrato in vigore il 1º gennaio 2008. Quest'ultimo vieta qualsiasi organizzazione o mediazione dei giochi pubblici su Internet. (fine)