QUATTRO LE PROCEDURE DI INFRAZIONE APERTE DALLA CE
Inviato: 08/07/2009 - 15:29
Jamma) Il modello di gestione e regolamentazione del mercato dei giochi italiano si basa, come più volte precisato dal legislatore e dall'Aaams, sull'istituto della concessione. Ciò non ha impedito però all'Italia di collezionare ben quattro procedure di infrazione inviate dalla Commissione Europea.
Il 7 aprile 2008 la Commissione europea ha inviato all’Italia, ai sensi dell’art. 228 TCE, un parere motivato (procedura d’infrazione n. 1999/5352) per la mancata attuazione della sentenza della Corte di giustizia del 13 settembre 2007 (causa C-260/04), con la quale la Repubblica italiana era stata condannata per avere rinnovato, senza previa gara d’appalto, 329 concessioni per l’esercizio delle scommesse ippiche.
La sentenza ha accertato che l’Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 43 CE e 49 CE e, in particolare, ha violato il principio generale di trasparenza nonché l’obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità . La Commissione, nella lettera di messa in mora, ha rilevato che le misure recentemente adottate dall'Italia per aprire il mercato dei giochi con la messa in concorrenza di un numero molto elevato (8.065 punti globali, di cui 290 agenzie) di nuove concessioni ippiche, non sarebbero sufficienti a dare esecuzione alla sentenza della Corte di Giustizia.
Il 4 aprile 2006 la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora (procedura d’infrazione n. 2003/4616)per violazione dell’art. 49 del Trattato delle Comunità europee, in quanto la normativa italiana vigente comporterebbe restrizioni all’esercizio di attività di organizzazione e di raccolta di scommesse sulle competizioni sportive.
Il 28 giugno 2006 la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora (procedura di infrazione 2006/4179).
La Commissione sostiene che le autorità italiane hanno adottato, senza operare la notifica richiesta dall’art. 8 della direttiva 98/34/CE, le disposizioni della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) e il decreto 7 febbraio 2006 (prot. n. 2006/4249/giochi/UD) che impongono ai fornitori di servizi rete italiani l’obbligo di oscurare i siti internet che offrono servizi di scommesse on-line e i cui operatori non sono in possesso delle autorizzazioni italiane richieste.
La Commissione ha inoltre avviato una procedura di infrazione (n. 4952 del 2008) inviando al Governo italiano una lettera di messa in mora per violazione del diritto comunitario con riferimento all’attribuzione della concessione per la gestione del concorso pronostici Superenalotto
Il 7 aprile 2008 la Commissione europea ha inviato all’Italia, ai sensi dell’art. 228 TCE, un parere motivato (procedura d’infrazione n. 1999/5352) per la mancata attuazione della sentenza della Corte di giustizia del 13 settembre 2007 (causa C-260/04), con la quale la Repubblica italiana era stata condannata per avere rinnovato, senza previa gara d’appalto, 329 concessioni per l’esercizio delle scommesse ippiche.
La sentenza ha accertato che l’Italia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 43 CE e 49 CE e, in particolare, ha violato il principio generale di trasparenza nonché l’obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità . La Commissione, nella lettera di messa in mora, ha rilevato che le misure recentemente adottate dall'Italia per aprire il mercato dei giochi con la messa in concorrenza di un numero molto elevato (8.065 punti globali, di cui 290 agenzie) di nuove concessioni ippiche, non sarebbero sufficienti a dare esecuzione alla sentenza della Corte di Giustizia.
Il 4 aprile 2006 la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora (procedura d’infrazione n. 2003/4616)per violazione dell’art. 49 del Trattato delle Comunità europee, in quanto la normativa italiana vigente comporterebbe restrizioni all’esercizio di attività di organizzazione e di raccolta di scommesse sulle competizioni sportive.
Il 28 giugno 2006 la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora (procedura di infrazione 2006/4179).
La Commissione sostiene che le autorità italiane hanno adottato, senza operare la notifica richiesta dall’art. 8 della direttiva 98/34/CE, le disposizioni della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) e il decreto 7 febbraio 2006 (prot. n. 2006/4249/giochi/UD) che impongono ai fornitori di servizi rete italiani l’obbligo di oscurare i siti internet che offrono servizi di scommesse on-line e i cui operatori non sono in possesso delle autorizzazioni italiane richieste.
La Commissione ha inoltre avviato una procedura di infrazione (n. 4952 del 2008) inviando al Governo italiano una lettera di messa in mora per violazione del diritto comunitario con riferimento all’attribuzione della concessione per la gestione del concorso pronostici Superenalotto