L'Italia e le scommesse.......
Inviato: 18/10/2002 - 12:09
riporto questa notizia che mi sembra parecchio interessante....
forse finalmente qualcosa si sta muovendo....
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Bruxelles, 17 ottobre 2002
Gestione delle scommesse sportive in Italia: la Commissione europea difende la concorrenza nell'assegnazione delle concessioni
La Commissione europea ha deciso di chiedere formalmente all'Italia di rispettare il diritto comunitario nell'assegnazione delle concessioni per la gestione delle scommesse sportive. Le società di capitali quotate sui mercati regolamentati dell'Unione europea sono attualmente esclusi dalla possibilità di ottenere simili concessioni, un'esclusione che la Commissione non ritiene necessaria per combattere la frode e la criminalità . Inoltre, l'Italia ha rinnovato senza appalto circa trecento concessioni per l'esercizio delle scommesse sulle corse ippiche. Se una concessione pubblica importante è assegnata senza che questa sia aperta a tutti i potenziali offerenti europei (conformemente al trattato CE e alle direttive sugli appalti pubblici), talune imprese europee sono ingiustamente private del loro diritto di presentare un'offerta. Inoltre, le autorità pubbliche che aggiudicano la concessione e nel presente caso gli scommettitori rischiano di ricevere un servizio di qualità inferiore a quello che avrebbe potuto offrire un offerente irregolarmente escluso. La richiesta della Commissione è presentata nella forma di un parere motivato, la seconda fase della procedura d'infrazione prevista dall'articolo 226 del trattato CE. Se le autorità italiane non si conformano in modo soddisfacente entro due mesi dalla data di ricevimento del parere motivato, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia.
Anche se l'obiettivo legittimo perseguito dall'amministrazione italiana è di evitare il rischio che i concessionari siano coinvolti in attività criminose o fraudolente, la Commissione ritiene che l'esclusione delle società di capitali quotate sui mercati regolamentati dell'UE dalla possibilità di ottenere concessioni per la gestione delle scommesse sportive non sia un provvedimento commisurato.
La Commissione ritiene infatti che per verificare la moralità delle suddette società sia possibile effettuare un controllo cercando di ottenere informazioni atte a valutare l'onorabilità dei rappresentanti dell'impresa e dei principali azionisti. Tale esclusione non rispetta pertanto le norme del trattato CE in materia di libera prestazione dei servizi e di libertà di stabilimento (articolo 49 e 43).
In secondo luogo, la Commissione ha constatato che l'Italia non ha rispettato il principio generale di trasparenza del trattato CE e l'obbligo di pubblicità che ne deriva ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia. Infatti, il rinnovo fino al 1° gennaio 2006 di circa trecento concessioni per l'esercizio delle scommesse sulle corse ippiche è avvenuto a beneficio dei vecchi concessionari senza ricorrere ad una procedura d'appalto.
Le informazioni generali recenti sulle infrazioni concernenti l'insieme degli Stati membri sono accessibili sul sito:
forse finalmente qualcosa si sta muovendo....
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Bruxelles, 17 ottobre 2002
Gestione delle scommesse sportive in Italia: la Commissione europea difende la concorrenza nell'assegnazione delle concessioni
La Commissione europea ha deciso di chiedere formalmente all'Italia di rispettare il diritto comunitario nell'assegnazione delle concessioni per la gestione delle scommesse sportive. Le società di capitali quotate sui mercati regolamentati dell'Unione europea sono attualmente esclusi dalla possibilità di ottenere simili concessioni, un'esclusione che la Commissione non ritiene necessaria per combattere la frode e la criminalità . Inoltre, l'Italia ha rinnovato senza appalto circa trecento concessioni per l'esercizio delle scommesse sulle corse ippiche. Se una concessione pubblica importante è assegnata senza che questa sia aperta a tutti i potenziali offerenti europei (conformemente al trattato CE e alle direttive sugli appalti pubblici), talune imprese europee sono ingiustamente private del loro diritto di presentare un'offerta. Inoltre, le autorità pubbliche che aggiudicano la concessione e nel presente caso gli scommettitori rischiano di ricevere un servizio di qualità inferiore a quello che avrebbe potuto offrire un offerente irregolarmente escluso. La richiesta della Commissione è presentata nella forma di un parere motivato, la seconda fase della procedura d'infrazione prevista dall'articolo 226 del trattato CE. Se le autorità italiane non si conformano in modo soddisfacente entro due mesi dalla data di ricevimento del parere motivato, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia.
Anche se l'obiettivo legittimo perseguito dall'amministrazione italiana è di evitare il rischio che i concessionari siano coinvolti in attività criminose o fraudolente, la Commissione ritiene che l'esclusione delle società di capitali quotate sui mercati regolamentati dell'UE dalla possibilità di ottenere concessioni per la gestione delle scommesse sportive non sia un provvedimento commisurato.
La Commissione ritiene infatti che per verificare la moralità delle suddette società sia possibile effettuare un controllo cercando di ottenere informazioni atte a valutare l'onorabilità dei rappresentanti dell'impresa e dei principali azionisti. Tale esclusione non rispetta pertanto le norme del trattato CE in materia di libera prestazione dei servizi e di libertà di stabilimento (articolo 49 e 43).
In secondo luogo, la Commissione ha constatato che l'Italia non ha rispettato il principio generale di trasparenza del trattato CE e l'obbligo di pubblicità che ne deriva ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia. Infatti, il rinnovo fino al 1° gennaio 2006 di circa trecento concessioni per l'esercizio delle scommesse sulle corse ippiche è avvenuto a beneficio dei vecchi concessionari senza ricorrere ad una procedura d'appalto.
Le informazioni generali recenti sulle infrazioni concernenti l'insieme degli Stati membri sono accessibili sul sito: