Sollecito UE sulle 239 "storiche"
Inviato: 23/02/2009 - 16:15
SCOMMESSE. OGGI LA COMMISSIONE EUROPEA HA SOLLECITATO L'ITALIA A CONFORMARSI ALLA SENTENZA SULLE 329 CONCESSIONI STORICHE
(Jamma) La Commissione europea ha chiesto all'Italia di ottemperare immediatamente a due sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia di cui una concernente il rinnovo di varie concessioni per la gestione delle scommesse ippiche sul territorio nazionale.
Il rinnovo delle concessioni per le scommesse ippiche
Il 13 settembre 2007 la Corte europea di giustizia aveva statuito, nella causa C 260/04, che, rinnovando le 329 concessioni per la gestione delle scommesse ippiche al di fuori di ogni gara d'appalto, l'Italia era venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli 43 e 49 del trattato CE, e che, in particolare, aveva violato il principio generale di trasparenza e l'obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità .
Nel 2008 le autorità italiane hanno approvato una legge che stabilisce che le concessioni illegalmente rinnovate sarebbero state riassegnate attraverso una procedura di gara e che queste stesse concessioni sarebbero divenute inoperanti dopo la loro riassegnazione e, in ogni caso, entro il 31 gennaio 2009. La Commissione ritiene che tali disposizioni sarebbero state idonee ad ottemperare alla sentenza della Corte. Risulta tuttavia che i nuovi contratti di concessione non sono stati ancora conclusi e che, anzi, la citata legge è stata modificata allo scopo di prorogare la loro efficacia fino al 31 marzo 2009.
(Jamma) La Commissione europea ha chiesto all'Italia di ottemperare immediatamente a due sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia di cui una concernente il rinnovo di varie concessioni per la gestione delle scommesse ippiche sul territorio nazionale.
Il rinnovo delle concessioni per le scommesse ippiche
Il 13 settembre 2007 la Corte europea di giustizia aveva statuito, nella causa C 260/04, che, rinnovando le 329 concessioni per la gestione delle scommesse ippiche al di fuori di ogni gara d'appalto, l'Italia era venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli 43 e 49 del trattato CE, e che, in particolare, aveva violato il principio generale di trasparenza e l'obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità .
Nel 2008 le autorità italiane hanno approvato una legge che stabilisce che le concessioni illegalmente rinnovate sarebbero state riassegnate attraverso una procedura di gara e che queste stesse concessioni sarebbero divenute inoperanti dopo la loro riassegnazione e, in ogni caso, entro il 31 gennaio 2009. La Commissione ritiene che tali disposizioni sarebbero state idonee ad ottemperare alla sentenza della Corte. Risulta tuttavia che i nuovi contratti di concessione non sono stati ancora conclusi e che, anzi, la citata legge è stata modificata allo scopo di prorogare la loro efficacia fino al 31 marzo 2009.