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pro ....

Inviato: 15/04/2003 - 11:08
da minfo
in Italia non esistono i bookmakers . Nopn capisco perchè spesso si cada nell'equivoco di chiamare SNAI un bookmaker quando è un semplice service provider che rischia ZERO .
Giocare con i bookmakers significa giocare con una società  per azioni ( e non il signor nessuno dell'agenzia sotto casa) a volte quotata . Che poi ci siano alcuni poco affidabili è vero ..ma basta informarsi un pochino .
E' questo secondo me il grosso problema del gioco in Italia : non avere realtà  che siano in grado di reggere il banco e quotare di conseguenza .
E' per questo che la legge va cambiata consentendo la titolarità  di licenze anche a società  estere ( o quantomeno a SPA) . MA se entrano gli esteri , la SNAI a chi cavolo le vende le sue "tecnologie" ed i suoi servizi , come può continuare a fare contratti capestro con le Agenzie che non hanno alcuna possibilità  di recesso ( oggi ho letto su totoguida che addirittura SNAI citerà  in giudizio le agenzie che hanno deciso di recedere in quanto si ritiene danneggiata dal fatto che si interromperà  il flusso di cassa da parte di quegli agenti..)?

Questa è la mia opinione , scusate lo sfogo .

Inviato: 15/04/2003 - 11:42
da pull
L'italia in tema di scommesse ancora non vuol capire che siamo in un mercato europeo di libera concorrenza...lo capirà  presto!! :D :smoke: :black: :bad-words:

Inviato: 15/04/2003 - 12:10
da Nemesis
pull ha scritto:L'italia in tema di scommesse ancora non vuol capire che siamo in un mercato europeo di libera concorrenza...lo capirà  presto!! :D :smoke: :black: :bad-words:


'Mbè? Prima lanci un imparziale sondaggio, e poi ci ficchi subito il messaggino propagandistico? Ahi, ahi, ahi, Pull! :D Cicchetto del buongiorno :D

Inviato: 15/04/2003 - 12:42
da pull
NEMESIS menomale che ci sei tu che mi riporti sulla retta via... :oops: :lol: :smoke:

Inviato: 15/04/2003 - 17:29
da Nemesis
Faccio una premessa: per chi gioca in singola, salvo rare occasionali eccezioni, non esiste alternativa al rapporto diretto on-line con il book. E' quindi ovvio che la discussione pro/contro la liberalizzazione delle scommesse ha un senso se riferita ai giocatori "dilettanti" (nel senso etimologico del termine), a quelli cioè che giocano in multipla importi non rilevanti. Io penso una cosa: visto che la difesa del "do-ut-des" attuale sta scricchiolando sotto il profilo imprenditoriale ancor prima che legale, lo Stato non farebbe meglio, allo stato attuale, a subordinare la liberalizzazione delle scommesse sportive sul territorio nazionale all'adesione a un protocollo regolamentare che tuteli lo scommettitore? Come dire: requisito fondamentale per lavorare in Italia è avere un regolamento di gioco che escluda qualsiasi "arbitrio" da parte del banco. Dico bene, Zakito?

Inviato: 15/04/2003 - 20:37
da zakito
beh, veramente i vari regolamenti ce li hanno tutti i book.Se fai riferimento a ciò da me detto riguardo alla stanley, secondo me hanno semplicemente dimostrato di essere poco affidabili.C.que non penso che l'attuale situazione dipenda dal timore che lo scommettitore non venga tutelato.Il fatto è che non si può ripartire da zero come aveva ipocritamente sbandierato il polo prima delle elezioni, non si può non tenere conto del fardello generato da Del Turco, e fare tabula rasa...sarebbe bello ..inoltre io non vorrei smorzare gli entusiasmi ma mi pare che gli stati membri dell'UE si siano già  riuniti per parlare dell'argomento monopolio scommesse e una posizione come quella dell'italia, fra l'altro non dissimile da quella di altri stati,è stata giudicata come accettabile.O sto sparando caz..te?

Inviato: 15/04/2003 - 23:09
da pull
Si ZAKITO spari caz..te!! te lo sei voluto tu... :lol: :smoke:

Inviato: 15/04/2003 - 23:32
da Nemesis
zakito ha scritto:beh, veramente i vari regolamenti ce li hanno tutti i book.Se fai riferimento a ciò da me detto riguardo alla stanley, secondo me hanno semplicemente dimostrato di essere poco affidabili.C.que non penso che l'attuale situazione dipenda dal timore che lo scommettitore non venga tutelato.Il fatto è che non si può ripartire da zero come aveva ipocritamente sbandierato il polo prima delle elezioni, non si può non tenere conto del fardello generato da Del Turco, e fare tabula rasa...sarebbe bello ..inoltre io non vorrei smorzare gli entusiasmi ma mi pare che gli stati membri dell'UE si siano già  riuniti per parlare dell'argomento monopolio scommesse e una posizione come quella dell'italia, fra l'altro non dissimile da quella di altri stati,è stata giudicata come accettabile.O sto sparando caz..te?


Sì, mi riferivo a quello che dicesti tu. Anche se, come dissi l'altra volta, si dovrebbe valutare la posizione del CTD che inviò quella giocata e la regolarità  della procedura seguita, resta il fatto che annullare un mandato dopo averlo autorizzato e dopo l'inizio del relativo evento è un "arbitrio" del book. Se quel giorno, in quel momento, qualcuno lassù si trovò nella necessità  di correre in bagno, che colpa ne aveva il giocatore? Il problema è che sulla ricevuta è stampata la regola della tacita accettazione del regolamento del book, e il regolamento del book in questione prevede che possa fare un tale "arbitrio", per cui la colite anglo-sassone si trasforma in un mediterraneo travaso di bile. So benissimo anch'io che tutti i book hanno un proprio regolamento: quel che dicevo era di imporre l'eliminazione di "norme-capestro" che all'occorrenza possono essere applicate indiscriminatamente sulla pelle degli scommettitori.
Non ho poi detto che l'attuale situazione dipenda dal timore della mancata tutela dello scommettitore; semmai il contrario. Ossia: visto che l'attuale sistema è destinato a crollare, lo Stato non farebbe meglio a pensare alla tutela degli scommettitori (in quanto comunque "consumatori" visto che generano movimentazione di liquidità  in cambio di beni e servizi) in previsione di una ormai improrogabile apertura liberista del mercato-scommesse? Possono autorizzare CTD o aprire direttamente betting-shop solo quei book che dal punto di vista regolamentare sono in grado di assumersi le proprie responsabilità . Ovviamente da questo discorso rimane escluso il gioco on-line, dove il rapporto è diretto e l'assunzione di responsabilità  ricade tutta sullo scommettitore (scommetto con chi voglio e me ne assumo "io" la responsabilità ).
Per quanto riguarda il "cartello" anti-scommesse dei governi europei proibizionisti: se i risultati sono quelli evidenziati dalla trattazione orale tenutasi in Lussemburgo... beh, io avrei fatto miglior figura!
Saluti.