G&V: "LOTTOMATICA NON PAGA 500MILA EURO"
Inviato: 16/06/2007 - 19:46
G&V: "LOTTOMATICA NON PAGA 500MILA EURO"
ca - 15/06/2007 - 17:37
Con il ‘Gratta e vinci' una vedova pensionata di Martellago, in provincia di Venezia, vince il superpremio di 500mila euro, più altri due premi da 5, ma la Lottomatica, società concessionaria di tutte le lotterie, comprese quelle istantanee, le paga solo i dieci euro dei premi minori, rifiutandosi di assegnarle la vincita che l'avrebbe resa (in termini di vecchie lire) miliardaria. La notizia è apparsa su 'La Padania-online' e ha già fatto scalpore per quanto è bizzarro il fatto.
La signora aveva portato la cartella vincente alla propria banca incaricando, come è prassi, l'istituto di incassare per lei la vincita. Dopo qualche tempo, però, è toccato agli impiegati della banca informare con rincrescimento la pensionata che il Consorzio Lotterie Nazionali di Roma si era rifiutato di pagare il premio grosso. Accampando una ragione assurda: che in caso di vincite multiple verrebbe pagata soltanto quella minore. La vedova si è così rivolta ad un legale, l'avvocato Alberto Ferri, che è anche consigliere comunale della Lega Nord a Martellago. Ferri ha chiamato i Monopoli di Stato, i quali l'hanno rimandato alla Lottomatica Spa che ha in gestione il gioco. "Ho contattato la Lottomatica a Roma, dove sono stati assai sgarbati. Mi hanno detto che, essendosi la mia cliente rivolta ad un legale, risponderanno solo per iscritto, e si sono pure rifiutati di accordarmi un appuntamento. Pertanto ho inviato una diffida di pagamento immediato e se non riceveremo risposte intenteremo una causa chiedendo l'ingiunzione al pagamento forzato. La spiegazione fornita alla banca è assurda: il funzionario mi ha spiegato che la motivazione addotta è che la lotteria può pagare un solo premio alla volta: cosa peraltro in contraddizione con il fatto che alla signora di premi ne hanno pagati due, quelli da 5 euro ciascuno. Non ci troviamo di fronte a casi di falsi, com'è già capitato: chi ha visto il biglietto non ha avuto alcun dubbio sulla sua autenticità e, appunto, due dei premi sono stati pagati. Il mio sospetto, visto che la Lottomatica nel suo regolamento prevede che i premi vengano pagati "previa validazione del biglietto", ovvero con il controllo che il numero di serie sia veramente corrispondente a un biglietto previsto come vincente, è che ci sia stato un errore di stampa dovuto quasi certamente al computer. Ma questo a me e alla mia cliente non deve interessare: lei la giocata l'ha fatta in buona fede e in buona fede ha visto che la combinazione del biglietto corrispondeva a quella della vincita da 500mila euro, se il loro computer ha sbagliato è affare loro. Di più: non c'è un organo ufficiale, un notaio, che controlli e certifichi se il computer ha sbagliato o meno. Il gioco è tutto in mano loro, e in teoria potrebbero dire a tutti quelli in possesso di un biglietto con una combinazione vincente che questo non è valido. La cosa potrebbe avere anche risvolti di abuso di ufficio nella gestione dei giochi, in considerazione del fatto che i giochi sono dei Monopoli dello Stato, che hanno dato in concessione alla Lottomatica la loro gestione".
Non è comunque la prima volta che dei pensionati incorrono nella stessa disavventura, come ricorda lo stesso avvocato Ferri: "Anni fa un parlamentare della Lega Nord aveva fatto un'interrogazione in Parlamento, quella volta riferita ad alcuni anziani a Curno, in provincia di Bergamo, che anche in quel caso il concessionario non voleva pagare. Anche stavolta ho intenzione di informare i nostri parlamentari perché chiedano spiegazioni al Governo, che - conclude ironico l'avvocato ed esponente leghista - guarda caso, come era allora, è guidato da Prodi".