Scommesse: il senatore Kappler (AN) contrario all'oscuramento dei siti esteri
La legge finanziaria 2006 prevede l'oscuramento di tutti i siti di scommesse, anche quelli perfettamente legali. Contro questa normativa, il senatore di An Domenico Kappler ha presentato una interrogazione al ministro dell'Economia Giulio Tremonti ''per sapere se il Ministro non ritenga opportuno rivedere immediatamente l'articolo 1, comma 535 della legge finanziaria, anche in relazione al gettito erariale previsto dall'applicazione di tale norma, consentendo agli operatori stranieri comunitari legittimati nei paesi di origine di continuare a offrire i propri servizi in Italia, nel pieno rispetto della normativa europea e dei diritti dei cittadini italiani''.
Kappler spiega infatti che la legge prevede ''sanzioni e anche l'obbligo di oscuramento per gli operatori di telecomunicazioni e gli Internet provider che consentano l'utilizzo delle loro reti ai fornitori di giochi e scommesse che non siano concessionari ufficiali italiani, rendendo quindi impossibile per gli operatori internazionali raccogliere scommesse in Italia tramite Internet''. ''Definendo di fatto illegali tutti i siti Internet di scommesse, sia quelli davvero privi di ogni licenza di operare, sia quelli invece perfettamente in regola, quotati in Borsa, veri e propri "giganti" del settore - contesta l'esponente di An -
la norma si basa sull'errata presunzione che, vietando agli operatori stranieri di raccogliere scommesse in Italia, gli utenti si rivolgeranno agli operatori italiani consentendo così all'Erario di incassare più soldi''.
Ma ''il giocatore troverà comunque il modo di aggirare l'ostacolo dell'oscuramento, prediligendo davvero - a questo punto - la scommessa illegale piuttosto che l'offerta dei siti internazionali quotati nelle Borse dei principali Paesi dell'Unione 
; da non trascurare poi il fatto che i bookmaker esteri si sono già rivolti alla Comunità europea per presentare un esposto teso a denunciare la violazione, da parte dell'Italia, dei
principi europei di libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi, attuata dalla norma della finanziaria; mentre tra gli operatori inglesi la suddetta norma ha creato un clima negativo sul protezionismo e di riflesso sul "made in Italy".