Pagina 1 di 8

Legge anti-bookmaker

Inviato: 07/01/2006 - 00:04
da giallorosso
Speciale Legge anti-bookmaker: la Finanziaria ha deciso per l'oscuramento dei siti esteri --------------------------------------------------------------------------------

(p.g.) Battaglie legali a suon di esposti e richieste di pronunciamenti da parte delle massime autorità  giuridiche comunitarie, adeguamento alla norma tramite l'acquisizione di concessioni già  in essere, qualche escamotage “tecnologicoâ€

Inviato: 07/01/2006 - 00:05
da giallorosso
Speciale Legge anti-bookmaker: le reazioni degli operatori esteri

--------------------------------------------------------------------------------

Le vie legali sono lunghe e perigliose e non assicurano un esito favorevole, ma gli inglesi della Stanley – da sempre i più battaglieri contestatori del betting “made in Italyâ€

Inviato: 07/01/2006 - 00:07
da giallorosso
Speciale Legge anti-bookmaker: le reazioni degli operatori italiani

--------------------------------------------------------------------------------

“Sisal è lieta che la Legge Finanziaria 2006 abbia giustamente varato la norma, che definirei “anti concorrenza slealeâ€

Inviato: 07/01/2006 - 00:11
da giallorosso
Anche in Francia va male :roll:
Giochi e monopoli. Corte d’appello conferma condanna a società  maltese

( Jamma)- La Corte d’Appello di Parigi ha confermato la condanna alla Zeturf , società  maltese che offre servizi via internet per la raccolta di scommesse. Ieri il Tribunale francese ha confermato che secondo la legge vigente nel Paese il solo operatore autorizzato a svolgere questa attività  è il concessionario statale PMU. Nella sentenza viene anche ribadito che la normativa francese è assolutamente compatibile con la legislazione dell’Unione Europea. Si chiude così un nuovo capitolo della vicenda che vede un provider estero contro una delle gestioni del mercato del gioco più monopolistiche: quella dello Stato francese. La Zeturf, alla quale le autorità  maltesi hanno garantito tutto il loro appoggio, ha già  fatto sapere di voler ricorrere in Cassazione. Lo stesso operatore ha già  presentato un ricorso al Consiglio di Stato e, nell’agosto scorso, un reclamo alla Commissione Europea. L’interpretazione della normativa europea da parte dei giudizi francesi è stata infatti ritenuta dalla società  maltese totalmente sbagliata. Per questo Zeturf ha detto che continuerà  a raccogliere scommesse via Internet. E questo per una serie di motivi. Innanzitutto nella sentenza si chiede di cessare la raccolta di puntare sulle corse francesi e non di accettare scommesse da giocatori francesi.

Inviato: 08/01/2006 - 02:02
da giallorosso
Qualche parere del dott C. Zuccoli

carlo zuccoli ha scritto:La comunicazione che betfair ha fatto ai clienti Italiani é pazzesca: i responsabili del desk Italiano sono degli irrespondabili.
Credo che betfair passerà  guai seri: soltanto una congrega di irresponsabili può mandare un messaggio che giuridicamente si qualifica come istigazione a delinquere.
Volenti o nolenti esiste una legge che va rispettata e va contrastata nelle sedi giudiziarie opportune: questo avviene nei Paesi civili.
Mai nessuna società  Inglese di scommesse quotata in Borsa si permetterebbe di mandare un simile messaggio perché chi lo manda verrebbe licenziato in tronco e la Consob Inglese non so che casini pianterebbe.
E' come se qualcuno avesse bisogno della cocaina e io gli mandassi un messaggio dicendo:"Guarda, mandami una e-mail che ti spiego io dove puoi andare a prenderla".
Non c'é alcuna differenza se non che il contrabbando di cocaina é reato ben più grave che non scommettere sugli exchanges.
Ne vedremo delle belle.
Questo non é certo il modo per progredire in Italia, ma il modo per fare inviperire ancora di più l'AAMS.


Carlo Zuccoli

Inviato: 08/01/2006 - 02:03
da giallorosso
carlo zuccoli ha scritto:Leggendo le osservazioni di qualcuno di voi mi sono reso conto (se ne avevo ancora bisogno) che l'Italia, dall'avvento di Berlusconi al potere in avanti, é il Paese dell'illegalità , punto e a capo.
Addirittura ho letto che la legge la infrange, sic et simpliciter, lo Stato Italiano che vuole oscurare i siti stranieri.
Vorrei ricordare che nessuno di noi ha il potere (salvo Berlusconi che é unto dal Signore e che ha detto che lui evade il fisco perché le aliquote sono troppo alte) di statuire se una legge é conforme alle norme Europee o meno, né questo potere lo ha betfair (lo ripeto per la milionesima volta, l'idea é fantastica, l'applicazione é terrificante e dannosissima per l'integrità  delle corse e dello sport in generale): ci sono degli organi giurisdizionali che possono statuire in materia e poiché ci sono già  stati dei ricorsi arriveranno le relative sentenze.
Nelle more i comportamenti di persone responsabili devono essere altri, anche per aiutare a risolvere il problema.
Il giorno 01 Febbraio, a Roma, ci sarà  una Conferenza sulle scommesse via Internet, cui parteciperanno politici e amministratori dei Monopoli e operatori del settore, e se sarò ufficialmente invitato tra i relatori dirò la mia (ma non credo che mi inviteranno, perdendo un'occasione per confrontarsi con chi non la pensa come LORO e con chi ha studiato la materia sacommesse per tutta la vita, con maestri di grande lignaggio).
L'azione di betfair si chiama istigazione a delinquere, tecnicamente, secondo il Codice Penale vigente in Italia.
E chi fa pubblictà  in Italia delinque: se non lo colpiscono non significa che la sua azione é lecita.
Tanti l**** la fanno franca (soprattutto all'inizio della loro carriera).
Fate come volete.
Credo saranno i lettori del Racing Post e le Autorità  Inglesi a stabilire se l'azione del desk Italiano é corretta o meno.
Tanti auguri di buon Anno nella legalità .

Carlo Zuccoli

Inviato: 08/01/2006 - 02:04
da giallorosso
carlo zuccoli ha scritto:Non ci siamo.
Esiste o non esiste una norma approvata dal Parlamento Italiano e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che oscura i siti stranieri di scommesse?
Credo che non ci siano dubbi sul fatto che questa norma esiste ed é in vigore (non interessa nel caso di specie se al momento non é fatta rispettare per problemi tecnici, di lassismo, o altro).
L'invito di betfair, che opera in uno Stato estero, agli Italiani, ai clienti Italiani, di aggirare la legge e di scommettere connettendosi al sito con un artificio, costituisce un invito a commettere un reato, su questo non ci piove, indipendentemente dal fatto che la legge é allucinante; se la legge é contro la normativa Europea lo stabilità  la Corte Europea, non i singoli operatori Italiani di betfair o il desk Italiano di betfair.
Sono certo che gli Inglesi mazzoleranno pesantemente il capo del desk Italiano che, sono sicuro, ha preso un'iniziativa che mai i suoi superiori (che sono Inglesi) avrebbero autorizzato.
Non andiamo fuori dal seminato.
Comunque se la discussione continua é solo un bene.

Inviato: 09/01/2006 - 09:43
da gosen
giallorosso ha scritto:
carlo zuccoli ha scritto:Non ci siamo.
Esiste o non esiste una norma approvata dal Parlamento Italiano e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che oscura i siti stranieri di scommesse?
Credo che non ci siano dubbi sul fatto che questa norma esiste ed é in vigore (non interessa nel caso di specie se al momento non é fatta rispettare per problemi tecnici, di lassismo, o altro).
L'invito di betfair, che opera in uno Stato estero, agli Italiani, ai clienti Italiani, di aggirare la legge e di scommettere connettendosi al sito con un artificio, costituisce un invito a commettere un reato, su questo non ci piove, indipendentemente dal fatto che la legge é allucinante; se la legge é contro la normativa Europea lo stabilità  la Corte Europea, non i singoli operatori Italiani di betfair o il desk Italiano di betfair.
Sono certo che gli Inglesi mazzoleranno pesantemente il capo del desk Italiano che, sono sicuro, ha preso un'iniziativa che mai i suoi superiori (che sono Inglesi) avrebbero autorizzato.
Non andiamo fuori dal seminato.
Comunque se la discussione continua é solo un bene.

scusa la mia ignoranza giallorosso, ma mi potresti dire chi sia questo Carlo Zuccoli?
grazie

Inviato: 09/01/2006 - 11:27
da takers
giallorosso ha scritto:
carlo zuccoli ha scritto:Leggendo le osservazioni di qualcuno di voi mi sono reso conto (se ne avevo ancora bisogno) che l'Italia, dall'avvento di Berlusconi al potere in avanti, é il Paese dell'illegalità , punto e a capo.
Addirittura ho letto che la legge la infrange, sic et simpliciter, lo Stato Italiano che vuole oscurare i siti stranieri.
Vorrei ricordare che nessuno di noi ha il potere (salvo Berlusconi che é unto dal Signore e che ha detto che lui evade il fisco perché le aliquote sono troppo alte) di statuire se una legge é conforme alle norme Europee o meno, né questo potere lo ha betfair (lo ripeto per la milionesima volta, l'idea é fantastica, l'applicazione é terrificante e dannosissima per l'integrità  delle corse e dello sport in generale): ci sono degli organi giurisdizionali che possono statuire in materia e poiché ci sono già  stati dei ricorsi arriveranno le relative sentenze.
Nelle more i comportamenti di persone responsabili devono essere altri, anche per aiutare a risolvere il problema.
Il giorno 01 Febbraio, a Roma, ci sarà  una Conferenza sulle scommesse via Internet, cui parteciperanno politici e amministratori dei Monopoli e operatori del settore, e se sarò ufficialmente invitato tra i relatori dirò la mia (ma non credo che mi inviteranno, perdendo un'occasione per confrontarsi con chi non la pensa come LORO e con chi ha studiato la materia sacommesse per tutta la vita, con maestri di grande lignaggio).
L'azione di betfair si chiama istigazione a delinquere, tecnicamente, secondo il Codice Penale vigente in Italia.
E chi fa pubblictà  in Italia delinque: se non lo colpiscono non significa che la sua azione é lecita.
Tanti l**** la fanno franca (soprattutto all'inizio della loro carriera).
Fate come volete.
Credo saranno i lettori del Racing Post e le Autorità  Inglesi a stabilire se l'azione del desk Italiano é corretta o meno.
Tanti auguri di buon Anno nella legalità .

Carlo Zuccoli

ho studiato tutta la vita giorno e notte......per cosa? :D
se andavo a lavorare era meglio...... :?:
ho rotto il bazzo..... 8)
STOP

Inviato: 09/01/2006 - 20:41
da giallorosso
gosen ha scritto:
scusa la mia ignoranza giallorosso, ma mi potresti dire chi sia questo Carlo Zuccoli?
grazie


Dott. Carlo Zuccoli,giornalista esperto di scommesse... per me praticamente il n°1 :wink:

Inviato: 09/01/2006 - 23:58
da giallorosso
giallorosso ha scritto:
gosen ha scritto:
scusa la mia ignoranza giallorosso, ma mi potresti dire chi sia questo Carlo Zuccoli?
grazie


Dott. Carlo Zuccoli,giornalista esperto di scommesse... per me praticamente il n°1 :wink:


Siccome quello che ho scritto sul dott. Carlo Zuccoli mi sembra un pò riduttivo ecco un breve sunto della vita di quest'uomo...

"[b][i]Carlo Zuccoli è nato a Como, dove vive e lavora. Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università  degli Studi di Milano, discutendo con il Professor Antonio Amorth una tesi di diritto amministrativo dal titolo "Problemi giuridici relativi all'Unione Nazionale Incremento Razze Equine (U.N.I.R.E.), ha esercitato la professione forense per una decina d'anni.

Successivamente, dismessa la toga, è stato consulente di numerose società , nella massima parte Inglesi, operanti nel campo della vendita dei cavalli purosangue e delle scommesse. Giornalista pubblicista, ha scritto una serie infinita di articoli e di reportage da tutto il mondo, e per alcuni anni ha avuto spazio sulla rubrica settimanale, in materia di scommesse, del quotidiano “Il Giornaleâ€

Inviato: 10/01/2006 - 17:27
da gosen
molto esaudiente.Grazie

Inviato: 10/01/2006 - 17:28
da gosen
molto esaudiente.Grazie

Inviato: 10/01/2006 - 18:04
da giallorosso
gosen ha scritto:molto esaudiente.Grazie

Prego 8)

Inviato: 10/01/2006 - 18:07
da giallorosso
10/01/2006


Scommesse. Mister Stanley, impari il gioco all' italiana


( Jamma)- John Whittaker, amministratore delegato di una società  britannica che gestisce scommesse, la Stanley international betting ltd, ha comprato un' intera pagina del Corriere della Sera per denunciare, con una lettera aperta al presidente della Repubblica, che i monopoli di Stato italiani, oltre a vendere con estrema aggressività  i propri servizi di biscazzieri pubblici, fanno anche gli scommettitori in proprio e pretendono di dettare le "regole del gioco" ai loro concorrenti. Bisogna dire che il signor Whittaker è assai ingenuo e poco informato su come vanno le cose in Italia, scrive Teo Dalavecuras su Il Mondo. “Nessuno gli ha spiegato che da noi il governatore della Banca d' Italia usa trattare in un contesto familiare e amicale il problema delle fusioni bancarie che è chiamato a arbitrare secondo regole obiettive ? Possibile che, con la loro plurisecolare tradizione di grandi colonialisti, questi inglesi non abbiano ancora imparato che gli usi e i costumi degli aborigeni non vanno presi di petto, ma dolcemente adattati con premi e punizioni ? Come, a quanto sembra di capire, altri grandi operatori internazionali presenti in Italia hanno imparato a fare con successo. Detto ciò, resta la perplessità  nel constatare che anche dichiarazioni dirompenti come quelle dell' amministratore delegato della Stanley hanno bisogno di un' inserzione a pagamento per sfondare la "cortina di velluto" dei giornali italiani. Anche questo, tuttavia, è un uso e costume italiano con il quale noi aborigeni abbiamo imparato a convivere: risparmiando i soldi del quotidiano.