Zuccoli e i consigli a un ricevitore
Inviato: 03/02/2005 - 12:01
gamblinglatest > news > Carlo Zuccoli risponde ad una lettera di un ricevitore
Ricevo una lettera da un ricevitore (M. P.) che volentieri pubblico con un mio commento.
"Egr. Sig. Zuccoli,
seguo sempre con molto interesse i suoi editoriali apprezzando il fatto che Lei è (forse) l'unica voce veramente libera del nostro settore.
Io gestisco con mio fratello una Totoricevitoria e mi domandavo quanto dovrebbe essere il nostro aggio(attualmente 8%, Tris 6,5%) per condurre dignitosamente un'attività come la nostra dato che Lei, nel suo ultimo editoriale, parla di "percentuali bulgare" e di "somme allucinanti per convalidare una schedina".
Io mi chiedo se Lei conosca veramente il nostro lavoro dove il "convalidare una schedina" è solo l'ultimo atto di una serie di attività che comprendono ad esempio lo sviluppo e la stampa di sistemi, la proposizione e la vendita di sistemi a quote (accollandoci il rischio dell'invenduto), l'aggiornamento professionale (ad es. lo studio quotidiano dei cavalli della Tris), etc.
Le sarei grato per una delucidazione in merito.
RingraziandoLa, porgo i miei più distinti saluti.
M.P.
Caro Signor M. P. le rispondo molto volentieri.
Colgo anche l'occasione per spiegare, dal mio punto di vista di studioso della materia scommesse comparata con il resto del mondo, perché il sistema scommesse (soprattutto ippiche)e concorsi pronostici in Italia non funziona e non può funzionare e perché le ricevitorie, nell'era della globalizzazione e d' Internet non hanno più motivo alcuno per esistere.
Nell'immediato dopoguerra il Signor Geo Molo, padre dell'attuale azionista di maggioranza assoluta della Sisal S. p. A. Signor Rodolfo Molo, con l'aiuto del giornalista Massimo Della Pergola, che ebbe l'idea, mise in piedi il Totocalcio, che poi dovette cedere al C.O.N.I.: attento Signor M. P., siamo nel 1946.
All'epoca credo bisognasse fare 12 per vincere, per cui gli Italiani avevano il miraggio dei soldi con il calcio, con la loro squadra preferita cui davano l' 1 fisso, se giocava in casa, o il 2 fisso se giocava in trasferta.
Il prelievo totale, spaventoso, che arrivò al 66% e che ora é sceso al 50%, con la nuova Legge Finanziaria, non interessava a nessuno e così si dava da mangiare a tante bocche, troppe bocche, sempre più voraci.
Così é stato con il Totip, altra invenzione del duo Della Pergola - Molo: i guadagni della famiglia Molo, per un lungo periodo di tempo associata alla famiglia Jegher, sono stati incommensurabili, tanto che il figlio di Geo Molo, Rodolfo, recentemente ha tirato fuori dalla sua "scarsela" (tasca in Ticinese: Rodolfo Molo vive a Lugano in una mega villa bunker per le sue collezioni di libri antichi di valore inestimabile) ben 25 Miliardi delle vecchie Lire per patteggiare la pena con il Tribunale di Torino per reati relativi a sponsorizzazioni e biscotti vari.
La Sisal S. p. A. percepiva, con la vecchia concessione (probabilmente ancora in essere perché non si capisce più niente con questi rinnovi "strani" che fa l' AAMS del Direttore Generale Dr. Giorgio Tino - il cui contratto pare sia in scadenza) ben il 18,256% delle 800 Lire, che rappresentavano il costo di una colonna, nel 1995, quando si conoscevano i dati (si veda sul punto "Le troppe bocche voraci dell'ippica", Il Giornale, Venerdì 28 Luglio 1995, pag. 30, articolo a firma del sottoscritto).
All'epoca, il prelievo totale sul Totip (ma anche sul Totocalcio) era del 65,367%, quindi a montepremi andava il 34,633% del movimento.
Lit. 63 per colonna andavano ai ricevitori, lit. 271,15 all'Erario, Lit. 42,74 all'UNIRE, Lit. 146,05 (incredibile, ma vero) andavano alla Sisal S. p. A. per la gestione del concorso.
Lit. 277,06 andavano a montepremi.
All'epoca il C.O.N.I., per lo stesso servizio, incassava Lit. 188,79, sul costo colonna di Lit. 800, dovendo finanziare tutto lo sport Italiano.
Caro Signor M. P. a questo punto lei avrà capito che la sovrastuttura delle ricevitorie é stata creata per sostenere un colossale "biscotto" a favore della Sisal e, parzialmente del C.O.N.I.
Le percentuali sono cambiate, ma non di molto, perché oggi lei ed i suoi colleghi percepire l'8% del fatturato per i concorsi pronostici.
Siete passati dal 13% circa all'8%: sempre di "percentuali Bulgare" si tratta.
Quando é arrivata Lottomatica S. p. A., società che in quanto a Santi in Paradiso forse é addirittura messa meglio di Sisal, la sovrastuttura delle ricevitorie é addirittura raddoppiata.
Sarabet (che significa Sisal, Lottomatica e S.N.A.I. tutte insieme) ha aggravato la pratica per la Tris, con un'altra sovrastruttura.
E tutte queste società hanno imposto ai ricevitori l'acquisto di macchinari di tutti i tipi, venduti a cifre più che Bulgare.
Non parliamo poi delle sale corse che percepiscono commissioni super - extra Bulgare sulle scommesse al cosiddetto Totalizzatore Nazionale e, ora con l'introduzione delle nuove scommesse, gestite dai soliti noti senza bando di concorso Europeo per la loro assegnazione, giocando sul fattore urgenza, in quanto l'ippica sta morendo (ecco perché é stato organizzato lo sciopero) faranno Bingo, in fatto di commissioni teoriche, perché il tutto sarà un flop clamoroso.
Voi ricevitori volete distribuire le scommesse a quota fissa e al totalizzatore sempre con le "percentuali Bulgare", of course.
Nell'era della globalizzazione e d'Internet tutto ciò non può più stare in piedi.
Tutti voi, ricevitori, agenzie ippiche e compagnia cantando ricevete, COME COMMISSIONI, somme che sono mediamente superiori di 8 - 18 volte l'overround dei bookmakers o che sono simili ai prelievi totali sulle scommesse singole dei totalizzatori, Americani, Inglesi, dell' Estremo Oriente e così via.
Chi fa funzionare totalizzatori cosiddetti nazionali distribuisce esso stesso il prodotto: il Tote Inglese, il PMU Francese, il Tote Giapponese e di Hong Kong, glI ippodromi Americani con il simulcasting, quello vero,etc.: coloro che vendono nei bars e nelle tabaccherie Francesi il prodotto del PMU percepiscono l'1,67% di commissione sul movimento generato, ma vendono più caffé e più sigarette.
Nell'era della globalizzazione e d'Internet i vostri prodotti sono facilmente comparabili sul web con gli altri prodotti disponibili nel mondo per cui.....flop totale.Basta un semplice clik e ciao ricevitori.
Lei, caro Signor M. P., può fare tutti i sistemi che vuole, ma il sistema del quale lei fa parte é finito, inesorabilmente finito.
Sisal, Lottomatica, S.N.A.I., come percettore di commissioni per la distribuzione del prodotto scommesse ippiche al Totalizzatore Nazionale, prodotto invendibile per il suo costo stratosferico che lo pone fuori mercato, sono società che non hanno più ragione d'esistere: vengono tenute in vita dall'AAMS, in modo artificiale.
I cittadini Italiani che hanno i conti con gli exchanges e con i bookmakers Inglesi sono decine di migliaia e navigano sul web alla ricerca del prodotto che costa meno.
Lo stesso discorso vale per gli'ippodromi, che sono 42 baraccamenti in Italia: ora hanno messo il Conte Guido Melzi d'Eril alla guida del Comitato di crisi, alla caccia di nuove scommesse loro riservate e per definire una vertenza che vale decine e decine di Miliardi delle vecchie Lire che hanno con l'UNIRE.
L'ippodromo di Ayr, in Scozia, ha deciso d'investire 35 Milioni di Sterline per lavori di miglioria: tutti i 42 baraccamenti Italiani, tutti insieme, non valgono 100 miliardi delle vecchie Lire, che equivalgono, grosso modo, a 35 Milioni di Sterline.
Siete alla frutta, Signor M. P.
L'UNIRE é indebitato con il sistema bancario Italiano per 100 e più miliardi vecchie Lire per anticipi chiesti negli anni scorsi e ha un buco di bilancio di altri 110 Miliardi di Lire vecchie: le sembra una buona situazione?
I premi dovranno ridursi a zero, o quasi, per pagare questi debiti ed i relativi interessi.
E le agenzie ippiche e di scommesse sportive quanto devono al sistema bancario, all'UNIRE ed allo Stato?
E quanto deve al sistema bancario Snai S.p.A., il cui titolo é sempre sull'ottovolante nella Borsa Valori di Milano?
Non parliamo di Sisal S. p. A. perché é meglio stendere un velo pietoso.
Non parliamo del Lotto, di Lottomatica e della pubblictà ingannevole sulle schedine che i suoi clienti, caro Signor M. P. compilano portando il loro obolo alla sua cassa: ma per quanto tempo ancora?
Carlo Zuccoli
Ricevo una lettera da un ricevitore (M. P.) che volentieri pubblico con un mio commento.
"Egr. Sig. Zuccoli,
seguo sempre con molto interesse i suoi editoriali apprezzando il fatto che Lei è (forse) l'unica voce veramente libera del nostro settore.
Io gestisco con mio fratello una Totoricevitoria e mi domandavo quanto dovrebbe essere il nostro aggio(attualmente 8%, Tris 6,5%) per condurre dignitosamente un'attività come la nostra dato che Lei, nel suo ultimo editoriale, parla di "percentuali bulgare" e di "somme allucinanti per convalidare una schedina".
Io mi chiedo se Lei conosca veramente il nostro lavoro dove il "convalidare una schedina" è solo l'ultimo atto di una serie di attività che comprendono ad esempio lo sviluppo e la stampa di sistemi, la proposizione e la vendita di sistemi a quote (accollandoci il rischio dell'invenduto), l'aggiornamento professionale (ad es. lo studio quotidiano dei cavalli della Tris), etc.
Le sarei grato per una delucidazione in merito.
RingraziandoLa, porgo i miei più distinti saluti.
M.P.
Caro Signor M. P. le rispondo molto volentieri.
Colgo anche l'occasione per spiegare, dal mio punto di vista di studioso della materia scommesse comparata con il resto del mondo, perché il sistema scommesse (soprattutto ippiche)e concorsi pronostici in Italia non funziona e non può funzionare e perché le ricevitorie, nell'era della globalizzazione e d' Internet non hanno più motivo alcuno per esistere.
Nell'immediato dopoguerra il Signor Geo Molo, padre dell'attuale azionista di maggioranza assoluta della Sisal S. p. A. Signor Rodolfo Molo, con l'aiuto del giornalista Massimo Della Pergola, che ebbe l'idea, mise in piedi il Totocalcio, che poi dovette cedere al C.O.N.I.: attento Signor M. P., siamo nel 1946.
All'epoca credo bisognasse fare 12 per vincere, per cui gli Italiani avevano il miraggio dei soldi con il calcio, con la loro squadra preferita cui davano l' 1 fisso, se giocava in casa, o il 2 fisso se giocava in trasferta.
Il prelievo totale, spaventoso, che arrivò al 66% e che ora é sceso al 50%, con la nuova Legge Finanziaria, non interessava a nessuno e così si dava da mangiare a tante bocche, troppe bocche, sempre più voraci.
Così é stato con il Totip, altra invenzione del duo Della Pergola - Molo: i guadagni della famiglia Molo, per un lungo periodo di tempo associata alla famiglia Jegher, sono stati incommensurabili, tanto che il figlio di Geo Molo, Rodolfo, recentemente ha tirato fuori dalla sua "scarsela" (tasca in Ticinese: Rodolfo Molo vive a Lugano in una mega villa bunker per le sue collezioni di libri antichi di valore inestimabile) ben 25 Miliardi delle vecchie Lire per patteggiare la pena con il Tribunale di Torino per reati relativi a sponsorizzazioni e biscotti vari.
La Sisal S. p. A. percepiva, con la vecchia concessione (probabilmente ancora in essere perché non si capisce più niente con questi rinnovi "strani" che fa l' AAMS del Direttore Generale Dr. Giorgio Tino - il cui contratto pare sia in scadenza) ben il 18,256% delle 800 Lire, che rappresentavano il costo di una colonna, nel 1995, quando si conoscevano i dati (si veda sul punto "Le troppe bocche voraci dell'ippica", Il Giornale, Venerdì 28 Luglio 1995, pag. 30, articolo a firma del sottoscritto).
All'epoca, il prelievo totale sul Totip (ma anche sul Totocalcio) era del 65,367%, quindi a montepremi andava il 34,633% del movimento.
Lit. 63 per colonna andavano ai ricevitori, lit. 271,15 all'Erario, Lit. 42,74 all'UNIRE, Lit. 146,05 (incredibile, ma vero) andavano alla Sisal S. p. A. per la gestione del concorso.
Lit. 277,06 andavano a montepremi.
All'epoca il C.O.N.I., per lo stesso servizio, incassava Lit. 188,79, sul costo colonna di Lit. 800, dovendo finanziare tutto lo sport Italiano.
Caro Signor M. P. a questo punto lei avrà capito che la sovrastuttura delle ricevitorie é stata creata per sostenere un colossale "biscotto" a favore della Sisal e, parzialmente del C.O.N.I.
Le percentuali sono cambiate, ma non di molto, perché oggi lei ed i suoi colleghi percepire l'8% del fatturato per i concorsi pronostici.
Siete passati dal 13% circa all'8%: sempre di "percentuali Bulgare" si tratta.
Quando é arrivata Lottomatica S. p. A., società che in quanto a Santi in Paradiso forse é addirittura messa meglio di Sisal, la sovrastuttura delle ricevitorie é addirittura raddoppiata.
Sarabet (che significa Sisal, Lottomatica e S.N.A.I. tutte insieme) ha aggravato la pratica per la Tris, con un'altra sovrastruttura.
E tutte queste società hanno imposto ai ricevitori l'acquisto di macchinari di tutti i tipi, venduti a cifre più che Bulgare.
Non parliamo poi delle sale corse che percepiscono commissioni super - extra Bulgare sulle scommesse al cosiddetto Totalizzatore Nazionale e, ora con l'introduzione delle nuove scommesse, gestite dai soliti noti senza bando di concorso Europeo per la loro assegnazione, giocando sul fattore urgenza, in quanto l'ippica sta morendo (ecco perché é stato organizzato lo sciopero) faranno Bingo, in fatto di commissioni teoriche, perché il tutto sarà un flop clamoroso.
Voi ricevitori volete distribuire le scommesse a quota fissa e al totalizzatore sempre con le "percentuali Bulgare", of course.
Nell'era della globalizzazione e d'Internet tutto ciò non può più stare in piedi.
Tutti voi, ricevitori, agenzie ippiche e compagnia cantando ricevete, COME COMMISSIONI, somme che sono mediamente superiori di 8 - 18 volte l'overround dei bookmakers o che sono simili ai prelievi totali sulle scommesse singole dei totalizzatori, Americani, Inglesi, dell' Estremo Oriente e così via.
Chi fa funzionare totalizzatori cosiddetti nazionali distribuisce esso stesso il prodotto: il Tote Inglese, il PMU Francese, il Tote Giapponese e di Hong Kong, glI ippodromi Americani con il simulcasting, quello vero,etc.: coloro che vendono nei bars e nelle tabaccherie Francesi il prodotto del PMU percepiscono l'1,67% di commissione sul movimento generato, ma vendono più caffé e più sigarette.
Nell'era della globalizzazione e d'Internet i vostri prodotti sono facilmente comparabili sul web con gli altri prodotti disponibili nel mondo per cui.....flop totale.Basta un semplice clik e ciao ricevitori.
Lei, caro Signor M. P., può fare tutti i sistemi che vuole, ma il sistema del quale lei fa parte é finito, inesorabilmente finito.
Sisal, Lottomatica, S.N.A.I., come percettore di commissioni per la distribuzione del prodotto scommesse ippiche al Totalizzatore Nazionale, prodotto invendibile per il suo costo stratosferico che lo pone fuori mercato, sono società che non hanno più ragione d'esistere: vengono tenute in vita dall'AAMS, in modo artificiale.
I cittadini Italiani che hanno i conti con gli exchanges e con i bookmakers Inglesi sono decine di migliaia e navigano sul web alla ricerca del prodotto che costa meno.
Lo stesso discorso vale per gli'ippodromi, che sono 42 baraccamenti in Italia: ora hanno messo il Conte Guido Melzi d'Eril alla guida del Comitato di crisi, alla caccia di nuove scommesse loro riservate e per definire una vertenza che vale decine e decine di Miliardi delle vecchie Lire che hanno con l'UNIRE.
L'ippodromo di Ayr, in Scozia, ha deciso d'investire 35 Milioni di Sterline per lavori di miglioria: tutti i 42 baraccamenti Italiani, tutti insieme, non valgono 100 miliardi delle vecchie Lire, che equivalgono, grosso modo, a 35 Milioni di Sterline.
Siete alla frutta, Signor M. P.
L'UNIRE é indebitato con il sistema bancario Italiano per 100 e più miliardi vecchie Lire per anticipi chiesti negli anni scorsi e ha un buco di bilancio di altri 110 Miliardi di Lire vecchie: le sembra una buona situazione?
I premi dovranno ridursi a zero, o quasi, per pagare questi debiti ed i relativi interessi.
E le agenzie ippiche e di scommesse sportive quanto devono al sistema bancario, all'UNIRE ed allo Stato?
E quanto deve al sistema bancario Snai S.p.A., il cui titolo é sempre sull'ottovolante nella Borsa Valori di Milano?
Non parliamo di Sisal S. p. A. perché é meglio stendere un velo pietoso.
Non parliamo del Lotto, di Lottomatica e della pubblictà ingannevole sulle schedine che i suoi clienti, caro Signor M. P. compilano portando il loro obolo alla sua cassa: ma per quanto tempo ancora?
Carlo Zuccoli